Manifesto per una educazione linguistica democratica

EDUCARE ALLA PAROLA
PER COLTIVARE UMANITA’ E COSTRUIRE CULTURA
MANIFESTO PER UNA EDUCAZIONE LINGUISTICA DEMOCRATICA

Proponiamo ai nostri lettori il manifesto con cui il Movimento di Cooperazione vuole ribadire l’importanza di un modello democratico di insegnamento della lingua.
Ma soprattutto chiediamo ai nostri lettori di sottoscriverlo compilando il form disponbile qui.

Il manifesto e il modulo per aderire sono disponibili anche in una apposita pagina del sito del Movimento di Cooperazione Educativa

Il Movimento di Cooperazione Educativa con questo Manifesto si rivolge al mondo della scuola -insegnanti, alunni/e, dirigenti, genitori- al mondo della cultura e della ricerca, a chi ha la responsabilità di predisporre condizioni favorevoli alla crescita culturale nei territori e nella scuola –amministratori, politici, professionisti…-, a tutti i cittadini/e, in particolare a coloro che guardano con inquietudine l’uso violento e discriminatorio del linguaggio che si va diffondendo e le proposte affrettate che invitano a risolvere semplicisticamente con un insegnamento trasmissivo il problema della povertà linguistica diffusa.

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Democrazia e comunità nascono a scuola

Grande successo del convegno svoltosi a Pavone Canavese nei giorni 4 e 5 ottobre.

tavolo

Qui sono disponibili anche i materiali dei diversi interventi

La relazione introduttiva dell’onorevole Lucia Azzolina, sottosegretario all’Istruzione
Le slide dell’intervento della prof.ssa Cristina Marta, dirigente scolastica a Pavone Canavese
Le slide dell’intervento del prof. Raffaele Iosa, già dirigente tecnico Miur
Le slide dell’intervento del prof. Mario Maviglia, già dirigente tecnico Miur
Le slide del professore Rodolfo Marchisio, docente di italiano e storia
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Tutti i numeri della scuola italiana

newsQuanti sono gli studenti e i docenti italiani ? Quante le classi ?
Nei giorni scorsi il Ministero ha pubblicato i dati relativi al 2019/2020.
Gli studenti sono oltre otto milioni: la popolazione della scuola statale è di 7.600.000 aunni ai quali vanno però aggiunti 870mila alunni delle paritarie.
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Nomen Omen: le rose e il pane

matita
di Alessandra Fantauzzi

Rosa: la rosa, rosae: della rosa, rosae: alla rosa- recitavo, lo sguardo fisso al putto alato che faceva da piantana al lume, tormentando di piccoli nodi la frangia della sciarpa. Mi chiedevo come facesse Don Giovanni ad ascoltarmi senza tremare, immobile, con gli occhi chiusi e le labbra appoggiate alle mani giunte sotto il mento.
Lo stanzone era gelido ma lui, fermo, senza che il candore delle sue mani fosse sfiorato dal benchè minimo rossore, conservava un’aristocratica eleganza di gesti misurati e solenni, nella leggerezza della sottana di Cady di seta. Era il 1978, il mio primo anno di scuola media. Una legge, l’ anno prima, aveva abolito definitivamente lo studio del latino in quest’ ordine di scuola ma mio padre, convinto sostenitore del valore formativo delle lingue classiche, sopperì al vuoto creato dalla legge, mandandomi a prendere lezioni da Don Giovanni, il parroco del paese.

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UNA TECNICA DI VITA: IL TESTO LIBERO

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UNA TECNICA DI VITA: IL TESTO LIBERO
(twitter, SMS, Messenger…e il piacere della scrittura?)

di Giancarlo Cavinato

 

A distanza di quasi cento anni, il testo libero fa ancora parte delle ‘nuove tecniche’ didattiche[1]

Nella pedagogia popolare c’è un concetto centrale, il testo libero, da vedersi non come pura tecnica strumentale (“occasione” per esercizi di vario tipo), ma, in un ambito più vasto, pensiero che si esprime e si comunica ad altri, che si estende ad altre forme espressive anche non verbali, ad attività manuali (ad es. la tipografia), alla riflessione linguistica muovendo dalla messa a punto collettiva dei testi”[2]
Il testo libero’, scrive Gisella Galassi[3], ‘consente una ricchezza di articolazioni come lingua viva, ‘vissuto’ che si deposita nella scrittura, entra ed esce dalla scuola e conduce al possesso di molti codici linguistici oltre che ad un notevole arricchimento umano.’

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L’aggiornamento del DEF fa ben sperare (o no). Aspettiamo la legge di bilancio

nadefdi Riccardo Ottanta

Def 2019, indicazioni di massima per la scuola. E’ un buongiorno con qualche nuvola. Solo la legge di Bilancio 2020 darà la risposta definitiva.

 

Nadef 2019, “se il buongiorno si vede dal mattino”…

Nadef 2019, sembra che le promesse possano concretizzarsi. L’orizzonte, però non è sgombro di nuvole. Fuori metafora, nel documento soni presenti degli elementi contradditori.
Iniziamo dalle novità.

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L’ esercito marciava

corsaro_di_rieti_956di Alessandra Fantauzzi

La vecchia casa era bruciata, perduta per sempre nell’ asfissia di un vicolo, una mattina del Novembre del 1968 e noi costretti ad abitare in un garage e a cercare una nuova casa.
A Settembre del 1969 mia madre ricevette, come insegnante a tempo indeterminato, l’ incarico di aprire la sezione unica della scuola materna statale di San Vincenzo Valle Roveto e le venne assegnata l’ abitazione al primo piano della scuola.
Quell’ autunno però, fino a Natale, avremmo dovuto viaggiare con il treno, tutti i giorni: c’ erano ancora molte cose da sistemare prima di occupare il nuovo alloggio. Avevo tre anni e cominciò la mia vita di pendolare.
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