Archivio mensile:dicembre 2019

Formazione docenti: lettera aperta ai sindacati scuola

Un convegno promosso da Gessetti Colorati

Un convegno promosso da Gessetti Colorati

di Cinzia Mion

Non credo che voi sindacati della scuola vi stiate stracciando le vesti per non aver reso obbligatoria la formazione dei docenti (nel recente contratto collettivo) alla notizia che anche ai test Pisa dei nostri quindicenni l’Italia ha ricevuto una solenne bocciatura. Del resto era già successo alle prove Invalsi alla fine del ciclo della secondaria, soprattutto per l’incompetenza dei nostri ragazzi ormai maggiorenni di riuscire a cogliere il “senso” di quello che leggono.
Cosa intendo dire con ciò? Faccio riferimento alla scappatoia che avete trovato, tramite il decreto legislativo 75/2017, targato Madia (ve la ricordate la biondina un po’ svampita ma molto chiacchierata anche per le sue idee talebane?), di consentire al contratto di modificare la legge ordinaria relativamente alle materie contrattabili.
In tal modo il CCNI ha potuto modificare la natura della formazione prevista dalla L.107/2015 ,che richiedeva la formazione per i docenti “obbligatoria e strutturale”. Beh l’avete ridotta a semplice “diritto”!
Cavolo, peggio della Moratti che almeno l’aveva definita “Diritto e Dovere”!

Vi rendete conto che avendo quasi soppresso il tirocinio riguardante le discipline psicopedagogiche, essendo le Università ridotte ad esamifici, i nuovi docenti che arrivano a scuola sono quasi digiuni di competenze didattico-metodologiche?

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Il nodo della formazione: obbligo o diritto? A proposito del recente Contratto Integrativo.

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A proposito del recente Contratto Integrativo.

di Antonio Valentino

 

 

Alcuni elementi del quadro generale

Gli aspetti che in prima battuta evidenzierei per introdurre l’argomento sono i seguenti:

[] La prima importante novità è che, con il Contratto Integrativo sottoscritto il 23 novembre u.s., la formazione ridiventa terreno di contrattazione tra le Parti che ne hanno titolo.
Si tratta di una intesa che riapre il dialogo tra il MIUR e rappresentanti dei lavoratori del settore su un tema vitale per il sistema scuola, che il governo Renzi, con la L. 107, ha inteso definire per via legislativa. Perciò va salutato positivamente.

[] Nel merito invece va richiamata la scelta centrale del contratto: la formazione del personale ritorna nelle scuole. Così il testo contrattuale: “La programmazione e la concreta gestione dell’attività di formazione in servizio avvengono a livello di singola istituzione scolastica e di reti di scuole” (art. 2, capoverso 1).
Si supera praticamente il modello organizzativo delle reti di ambito e delle scuole polo per la formazione, previsto con la L. 107/2015 e definito con il Piano Nazionale 2016-2019 (PNF); e scompare l’obbligo che ne era un punto centrale.

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Legge di bilancio: la relazione per giustificare le spese della scuola

matitaIl sistema scolastico soffre di forti divari territoriali negli apprendimenti, con una polarità Nord-Sud evidente, come evidenziato dai Rapporti INVALSI. Negli ultimi anni tale divario si è accentuato, rendendo ineludibile porre particolare attenzione alla questione, al fine di individuarne le cause e porvi rimedio. Tra le possibili soluzioni vi è anche quella di trasferire a un più ampio numero di scuole i fattori organizzativi e, per quanto possibile, ambientali che caratterizzano le comunità scolastiche di maggior successo, delle quali molte sono presenti anche al Sud.
Nel Paese è ancora troppo basso il livello di scolarità, ed è ridotta la percentuale
di studenti che raggiungono i più alti livelli di studio.
Tra il divario negli apprendimenti e il basso livello di scolarità vi è una covarianza
territoriale. Entrambi i fattori sono tra le cause della scarsa mobilità sociale del Paese.
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