Archivio mensile:Marzo 2020

Didattica a distanza e Privacy, l’intervento del Garante

matitaDidattica a distanza e Privacy, il Garante chiarisce e conferma quanto già si sapeva. Interessante rimane la lettura del pronunciamento che fa chiarezza anche sugli obblighi dei responsabili dei diversi servizi online.

Didattica a distanza e Privacy

Il Coronavirus ha impresso un’accelerazione al processo di implementazione del digitale a scuola. Questo però richiede un chiarimento e la conferma di quanto già contenuto nella letteratura giuridica, nella legislazione europea e italiana (GPDR, decreto attuativo 101/18).
E il provvedimento del Garante per la Privacy (30 marzo 2020) non si è fatto attendere. Occorre dire: nulla di nuovo sotto il sole. Sono confermati tutti i principi che girano intorno al trattamento del dato personale. E’ ribadito il principio della correttezza (=legittimità) della scuola nel trattare dati personali, purché questi siano coerenti (non esorbitanti) con le sue finalità (art. 18 D.Lvo196/03 e “Privacy a scuola” 2016).
Il medesimo principio, unito a quello dello della non eccedenza, è applicabile ai servizi di supporto (Didattica a distanza).
In questo senso va letto il seguente passaggio: “Il trattamento di dati svolto dalle piattaforme per conto della scuola o dell’università dovrà limitarsi a quanto strettamente necessario alla fornitura dei servizi richiesti ai fini della didattica on line e non per ulteriori finalità proprie del fornitore”.

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Valutazione on line, se ne parla da anni

matitadi Stefano Penge

Ieri sera mi domandavo: dove sono finiti tutti i docenti che hanno partecipato ai convegni sull’e-learning, sulla valutazione online, all’inizio del millennio?
La valutazione autentica, alternativa, tra pari etc. sembravano delle acquisizioni, tant’è che ci si poneva il problema di come applicarle al nascente campo dell’e-learning.
I quiz sembravano strumenti giurassici e si sperimentavano a fini valutativi mappe, portfolio, analisi quantitativi dei commenti (Thinking Types) e dei testi liberi.
Oggi invece siamo da capo: c’è bisogno di distinguere tra valutazione e verifica, tra assessment e evaluation, fra valutazione dell’apprendimento e del processo. C’è bisogno di *parlare* della valutazione online come se l’avessimo scoperta ora. Ma come?

Stamattina mi sono dato una risposta: “vent’anni fa, o giù di lì” (cit Guccini) quelli erano concetti con cui giocare, ma nessuno pensava veramente di metterli a sistema, di standardizzarne l’applicazione quotidiana fuori dai convegni e dalla riviste. Erano giocattoli divertenti, finché restavano confinati nei discorsi tra ricercatori, a scuola e fuori.

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Un’analisi della Scuola e dei suoi bisogni ai tempi del Covid-19

voti

a cura del Movimento di Cooperazione Educativa

LA SCUOLA CHIUSA HA UN COSTO SOCIALE ENORME
La scuola è il luogo fondamentale della vita sociale, la prima istituzione che si attraversa come persone e cittadini.
Andare a scuola dà un ritmo alle nostre vite e nello stesso tempo costruisce e consolida l’appartenenza a una comunità.
La chiusura delle scuole sta creando instabilità, senso di vuoto, spaesamento. Sconvolgimento del ciclo della giornata, della settimana e dell’anno.
La scuola è luogo di vita, di partecipazione, di dialogo e ascolto. È lo spazio dell’educare. Ed è in questo spazio che si realizza l’apprendimento e si accede all’elaborazione culturale attraverso la relazione con i pari e i soggetti dell’insegnamento/apprendimento: alunni/e, docenti e la necessaria mediazione didattica.
La Scuola chiusa e il venir meno del suo funzionamento ordinario ci sta permettendo di sbanalizzare l’ovvio e di vedere con chiarezza quanto la scuola sia importante nella vita di ciascuno, in quella familiare e sociale.
La chiusura a tempo indeterminato delle scuole contribuisce ad affievolire ulteriormente i legami sociali, portato della nostra epoca di ‘passioni tristi’.

LA DIDATTICA A DISTANZA È PER L’EMERGENZA. LA SCUOLA SI FA IN PRESENZA.

La Scuola come spazio di socialità e apprendimento, come presidio di democrazia, partecipazione, collegialità non può essere surrogata dalla didattica a distanza. L’apprendimento è esplorazione, scoperta, è costruzione di conoscenza attraverso esperienze dotate di senso, cariche di significati, che sono largamente significati relazionali

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Alcune note sulla didattica a distanza

io_noidi Stefano Stefanel

La didattica a distanza è una Didattica digitale e dunque in questo momento (iniziato improvvisamente, ma destinato a durare a lungo) è l’unica possibile. Dopo una fase iniziale di entusiasmo, alimentato di chi si è esposto a sostenere che la Didattica a distanza poteva sostituire quella in presenza, si sta passando a una sorta di dubbio collettivo, alimentato da voci sempre più persistenti di studenti stremati, famiglie oberate e crisi di nervi in arrivo.
Il Ministero fa bene a temporeggiare sulle così dette “promozioni di massa” che poco piacciono ai tifosi della selezione, ma una cosa è certa: sono gli studenti più deboli, svogliati, assenteisti che hanno maggior bisogno della Didattica in presenza, cioè della “vecchia scuola”. Già deboli dentro un sistema cooperativo e comunitario questi studenti sono dispersi nel web e nelle loro lacune, dentro uno sfondo che non li ha dotati di competenze sufficienti per reggere l’urto della scuola in presenza, immaginarsi cosa gli sta succedendo nella scuola a distanza.

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INSEGNANTI E ALUNNI DISTANTI: quali connessioni possibili?

io_noidi Ilaria Pollono e Massimo Giugler

Le nostre scuole sono oramai chiuse da un mese e lo resteranno per almeno altrettanto tempo.

Che è successo, che sta succedendo nelle famiglie e come si è organizzata la scuola in questo breve periodo?

Per entrambi, ci pare di capire, la situazione appare molto variegata e non solo in base all’età dei minori o al livello di scolarità, ma in relazione a numerose significative variabili. A casa: gli spazi interni ed esterni e  le tecnologie a disposizione, il numero di componenti in famiglia, la presenza o meno dei genitori.  A scuola: la visione del ruolo di insegnante, la possibilità di scambiare con i colleghi le competenze informatiche, le idee di riprogettazione, la disponibilità di tecnologie.

UN CAMBIAMENTO IMPROVVISO NEL PROCESSO DI CRESCITA DI BAMBINI E RAGAZZI

In questa dimensione, anche se in misura diversa, gli studenti sono quelli più disorientati, bambini e ragazzi ai quali viene chiesto un cambiamento radicale che si sostanzia nel blocco delle attività di gruppo (sia esso il gruppo classe, il gruppo di amici, il gruppo sportivo/ricreativo) con la conseguente interruzione del processo di socializzazione. Ciò, correlato alla recente disposizione governativa che stabilisce di rimanere in casa (teniamo conto che per i minori la restrizione è maggiore, perché non possono uscire, come gli adulti, per fare spese per esempio).

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La scuola della “didattica a distanza”: intervista a Roberto Maragliano

In questa intervista raccolta da Reginaldo Palermo Roberto Maragliano, già docente di pedagogia in diverse università italiane, propone alcune sue considerazioni sulla fase che le scuole italiane stanno attraversando e sottolinea che, finita l’emergenza, la scuola non potrà tornare ad essere quella di prima.

Terza settimana di scuole chiuse. La scuola della vicinanza

arcobalenodi Raffaele Iosa

Inizia stamattina la terza settimana, in qualche regione la quarta, di scuole chiuse. Il corona virus imperversa. Ai nostri ragazzi tocca non solo stare a casa da scuola ma anche stare a casa e basta. Questo isolamento e assenza dalle strade quotidiane costa molto a noi ma ancora di più a loro.

E più si va avanti nel tempo più costerà. Ma anche insegnerà nuovi e antichi valori dell’esistenza, come il dolore, la speranza, la resilienza assieme alla rabbia, alla noia, all’anomia.

In questo periodo sono tornato a modo mio a lavorare: decine di messaggi fb, molte telefonate, ho letto l’iradiddio di idee, visto materiali i più vari mandatimi da insegnanti. Detesto questa maledetta pensione che mi vorrebbe “in quiescenza”. Quindi fin che posso parlo e scrivo, appassionato dallo straordinario (inatteso e unico nella storia) evento collettivo di apprendimento sul campo che la grandissima parte degli insegnanti sta facendo per rispondere all’emergenza, inventandosi cose di tutti i colori per salvare una relazione con i loro bambini e ragazzi. Uno slancio pedagogico vero, che rende questa fase opposta rispetto alla tradizione: impariamo facendo non ascoltando, lavoriamo più che a scuola, non riusciamo a levarci via l’assenza. Di loro.

 
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