Promuovere la cittadinanza attiva e consapevole

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di Daniele Scarampi

Le persone considerano l’educazione come qualcosa che va portata a termine per poi non pensarci più, lo scriveva Isaac Asimov: proprio come si percepiscono i momenti di transizione o i riti di passaggio, nei quali si compiono azioni che sono  considerate come superate, quasi vetuste e non vengono ripetute perché date per acquisite.

Diversamente, all’interno del complesso mondo educativo, l’educazione civica mira anzitutto a determinare il ruolo dei cittadini nella vita pubblica, a formarne la personalità o a incentivarne comportamenti responsabili e queste operazioni – ambiziose e strategiche – necessitano di un lungo percorso; di certo non costituiscono un momento transitorio, bensì una lenta e continua acquisizione successiva.

L’educazione civica prende vita dalla lungimirante intuizione politica di Aldo Moro, riferibile a un sostrato etico che richiama i principi della Carta Costituzionale: essi non vanno solo salvaguardati, ma vanno applicati in toto perché rappresentano l’ideale morale della democrazia; pertanto l’educazione civica rammenta la funzione decisiva della democrazia nell’intuire e comprendere gli interrogativi della società; oggi, per esempio, di fronte a qualunque problema sociale (dalla crisi dell’economia ai razzismi e alle intolleranze) ci si riferisce sempre all’educazione, perché evidentemente tutti gli altri approcci volti a tutelare scelte e comportamenti democratici sono falliti.

Don Milani, del resto, lo aveva arguito con precisione: esiste una sostanziale differenza tra istruire e formare, in quanto l’educatore efficace non si può limitare a impartire nozioni ai suoi discenti, deve piuttosto accompagnarli all’interno della vita pubblica e della comunità entro le quali essi saranno chiamati a vivere, formandoli a scegliere e a discriminare con ponderatezza.

Dunque l’educazione civica afferisce ai profili sociali, economici, civici e ambientali della società, è insomma la disciplina trasversale per eccellenza proprio per la sua attitudine a integrare esperienze extrascolastiche, ammiccando al mondo del volontariato e del Terzo Settore.

Ma ripercorriamone le tappe, per sommi capi: il DPR 13 giugno 1958, n. 585, a firma di Giovanni Gronchi e Aldo Moro, dispone l’integrazione dei programmi di storia – relativi agli Istituti d’istruzione secondaria – con quelli afferenti all’educazione civica; questo nuovo insegnamento, manifestamente ispirato alla Carta Costituzionale e di chiaro respiro interdisciplinare, mirava a stimolare negli studenti esperienze di vita democratica, inserendo la scuola nel sostrato socio-culturale di quegli anni.
Più tardi, tra gli anni ’80 e ’90, il Ministero e la scuola furono indotti ad affrontare una serie di crisi sociali, alle quali risposero con specifici progetti in parte inglobati nelle sei educazioni della Riforma Moratti, poi semplificate dal dicastero Fioroni.
Quindi la L.169/2008, targata Gelmini, e la successiva L.222/2012 sostituiscono l’educazione civica (o meglio l’educazione alla convivenza civile, come si legge nel D.lgs 59/2004) con la nuova dicitura Cittadinanza e Costituzione, ancorché nelle programmazioni d’area letteraria resti traccia della vecchia denominazione.

Oggi i principi e i valori di Cittadinanza e Costituzione, passando per la Cittadinanza attiva e democratica auspicata dalla Legge 107, sono confluiti nuovamente nell’Educazione Civica, di cui alla L. 92/2019: nelle scuole del primo ciclo, l’insegnamento è affidato in contitolarità ai docenti, mentre nel secondo ciclo le scuole fanno leva sull’organico dell’autonomia e, nello specifico, sui docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche. Inoltre è individuato un docente coordinatore che ha l’onere di formulare la proposta di voto, acquisendo ogni elemento conoscitivo suggerito dagli altri docenti.

Recentemente il Ministero dell’Istruzione ha diramato le Linee Guida (già accolte favorevolmente dal CSPI) propedeutiche al definitivo decreto che sancirà l’avvio dell’Educazione civica, a partire dal prossimo mese di settembre.
Le Linee Guida, concentrate sulla trasversalità del nuovo insegnamento, indugiano su tre nuclei portanti (ben espressi negli articolo 3,4 e 5 della L.92/2029): la conoscenza dei principi costituzionali, lo sviluppo della sostenibilità ambientale (ma anche, per esempio, sociale ed economica) e la cittadinanza digitale; per ognuno di questi tre assi imprescindibili, le Linee individuano i rispettivi traguardi di competenza, integrando così il profilo delle competenze al termine del primo ciclo d’istruzione (di cui al DM 742/2017) e il P.E.CU.P. dello studente al termine del secondo ciclo. In questo scenario, il nuovo insegnamento trasversale dell’Educazione civica dovrebbe costruire una sorta di “sfondo integratore” capace d’interconnettere gli interventi didattici e di attivare una convergenza educativa di tutte le discipline di studio e di ogni aspetto della vita scolastica (Michele Di Filippo, 2020).

Tuttavia, per formare futuri cittadini responsabili, occorre inoltre aiutare gli studenti ad esercitare i propri giudizi in modo consapevole, educandoli alla convivenza e alla cultura democratica, nonché al rispetto della diversità culturale, dell’equità e dell’uguaglianza. Ora, il concetto di convivenza civile s’interseca con i saperi della legalità, che a loro volta afferiscono alla conoscenza storica e alla conoscenza del contesto sociale nel quale i discenti vivono e si muovono.
Non solo: essere cittadini attivi significa anche tutelare la sostenibilità ambientale e promuovere lo sviluppo socio-economico, poiché compiere scelte economico-finanziarie adeguate – o intuirle – significa ottenere il benessere individuale e, al contempo, contribuire a quello sociale del Paese.

Pertanto, in conclusione, a prescindere da quelle che saranno le difficoltà logistiche d’attivazione del nuovo insegnamento, l’Educazione civica dovrebbe costituire finalmente un vero e proprio valore aggiunto, fondamento e linfa vitale del curricolo, pietra d’angolo di ogni esperienza d’insegnamento-apprendimento.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA DI RIFERIMENTO

  1. Di Filippo, L’educazione civica: nomen omen?, in Dirigere la Scuola, Euroedizioni, 2020
  2. Adernò, Educazione civica, storia della “Cenerentola” della scuola, in www.tecnicadellascuola del 13 settembre 2019

Aldo moro e l’educazione civica a scuola, in www.interris.it

Nuova Educazione Civica, come insegnarla: tutte le aree di formazione, in www.orizzontescuola.it del 22 giugno 2020

Legge 92/2019 e s.m.i.