Nuovo PEI: dalla condivisione all’approvazione. Cosa cambia?

   Invia l'articolo in formato PDF   
image_pdfimage_print

di Evelina Chiocca

L’art. 7 del decreto legislativo 96/2019, il provvedimento che ha modificato il decreto legislativo 66/2017, al comma 2 lettera a) prevede quanto segue:
2. Il PEI di cui all’articolo 12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, come modificato dal presente decreto:
a) è elaborato e approvato dal Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione di cui all’articolo 9, comma10;».
In sintesi, il Gruppo di lavoro operativo, composto dai docenti della classe, dai genitori, dagli specialisti ASL e da personale “interno ed esterno alla scuola” che interagisce con la classe e con l’alunno con disabilità (ma l’alunno con disabilità non è parte integrante della classe?), è chiamato a “elaborare e approvare” il PEI.
Secondo il nuovo provvedimento (applicativo della legge Buona scuola), nel GLO si perderebbero il confronto, il dialogo, la co-progettazione, che si caratterizzano nella condivisione, fulcro essenziale. Ciò avverrebbe se venisse adottata l’approvazione del PEI.
L’approvazione supporta o impedisce il processo inclusivo?
Approvare le scelte assunte durante la redazione del PEI significa chiedere ai componenti di esprimersi con un voto, esattamente come avviene nel Consiglio di classe o in Collegio docenti, dove la maggior parte delle decisioni è assunta a maggioranza.
Appare evidente che, secondo questa impostazione, nel GLO la famiglia risulta essere la parte più debole, in quanto numericamente inferiore rispetto agli altri partecipanti.
Al conteggio dei voti, le indicazioni dei genitori.

Se divergenti da quelle degli altri componenti del GLO, le indicazioni dei genitori, poste al conteggio dei voti, non potranno che risultare “nulle”.
Se ciò si verificasse, quale altro spazio resterebbe alla famiglia? Forse il Tribunale? Ma non si può continuare a pensare che il Tribunale debba essere chiamato in causa per dirimere questioni che devono essere affidate alla condivisione, alla collaborazione, alla corresponsabilità di tutti i componenti.
Il futuro non è ancora noto.
Non sappiamo se nel nuovo modello verrà ignorata l’approvazione del PEI, come indicato nel d.lgs. 96/19. Non lo sappiamo.
Per contro sorprenderebbe – e non poco – l’introduzione della votazione in un gruppo costituito per elaborare la progettazione annuale a favore dell’alunno con disabilità, ovvero il percorso scolastico.
Certo che nei recenti provvedimenti traspare una visione “distorta” del processo di inclusione (vi è una particolare – e, diciamo, preoccupante – insistenza nell’affermare “il docente di sostegno e il suo alunno”); ma ciò potrebbe sviare.
Appare decisamente improbabile che il Ministero dell’istruzione, guidato dalla ministra Azzolina, già docente specializzata, possa adottare l’approvazione per il PEI, con tanto di “voto favorevole” e “voto contrario”.
Non è ipotizzabile.
I docenti specializzati sanno quanto sia importante, anche quando il dialogo è difficile, mantenere un clima di condivisione, di partecipazione, di collaborazione. Ogni altra situazione diversa non consente di attuare inclusione. Ecco, in sintesi, non voglio credere che si possano non considerare i diritti degli alunni con disabilità e che si possano buttare all’aria più di quarant’anni di storia.
Non pensiamoci.
Attendiamo il nuovo PEI.
E se ci fosse l’approvazione?
No. Un docente specializzato sa che l’approvazione porterebbe verso un’impostazione di scuola non coerente con quella inclusiva.