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Referente Covid, una proposta per evitare il probabile stress

di Gianfranco Scialpi

Referente Covid, una nuova figura strategica per la gestione dei casi a scuola. Non sarà semplice il suo compito. Una proposta operativa.

Referente Covid, una nuova figura. I suoi compiti

Referente Covid, sarà importante la presenza di questa nuova figura in ogni Istituto scolastico.
Indispensabile sarà prevedere più Referenti, nei tantissimi casi di scuole con più plessi.
La complessità del suo compito richiederà questa soluzione.
Cosa deve fare? Dopo essere stato adeguatamente formato sulle procedure da adottare, egli sarà il punto di riferimento con le ASL.
Sostanzialmente egli avrà il compito di raccogliere le segnalazioni di studenti sintomatici, comunicare all’autorità sanitaria i loro tracciamenti, gestire la breve permanenza dello studente nella sala Covid e controllare le assenze degli studenti superiori al 40%.

La complessità del ruolo

Detto così sembra tutto facile. E invece…

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Tecnologie per lo sviluppo umano?

Nel documento che pubblichiamo, Marco Guastavigna e Stefano Penge, due grandi esperti di tecnologie e di quella che viene spesso denominata “didattica digitale”, discorrono sull’uso delle TIC nel campo della conoscenza in
funzione di uno sviluppo caratterizzato da emancipazione, equità, sostenibilità.
Nella introduzione spiegano le motivazioni e le finalità del loro ragionamento che proprio in questa fase si rivela di particolare importanza per evitare che anche dopo l’emergenza di prosegua con una contrapposizione assoluta e del tutto sterile fra tra “digitale-sì” e “digitaleno”.
Sembra una bella chiacchierata fra amici, ma in realtà è un documento ricchissimo di elementi di riflessione che apre prospettive culturali, sociali e pedagogiche (ma in definitiva politiche) sulla pervasità del “digitale” nella scuola.
E, al terminedella lettura si capirà perchè agli autori non piace affatto l’espressione “didattica digitale”.

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Dare senso al lavoro che si fa a scuola

di Raimondo Giunta

La scuola si nutre di speranza e di futuro; appiattita sul presente e sensibile alla sollecitazione ad adeguarsi alla realtà così com’è fatta, tradirebbe la propria vocazione e non sarebbe di alcuna utilità alle nuove generazioni.
Una scuola con la sguardo lanciato sul futuro non può fare a meno di avvalersi   della libertà, dell’intelligenza, della  passione  dei suoi docenti.
Di queste risorse non si può fare a meno proprio nel un momento in cui ricade sulle loro spalle la responsabilità di salvare la scuola e di darle un nuovo impulso.
Direi un nuovo volto.
Certo per ora è importante tornare alla normalità, sempre che ci si riesca, ma è evidente che bisogna misurarsi con le innovazioni che gli scenari prevedibili del futuro richiedono.
Innovazioni che devono essere sempre misurate sul parametro delle  pari opportunità che vengono date ai giovani per essere cittadini e lavoratori.

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Emergenza Covid, la scuola racconta e si racconta

“La scuola nell’emergenza …. e oltre” è il titolo del Quaderno di documentazione numero 11 realizzato dal Forum delle Associazioni del Piemonte.
Il volumetto contiene narrazioni, testimonianze, riflessioni, proposte di insegnanti, dirigenti, studenti, genitori, associazioni delle scuole piemontesi nell’anno del Covid 19.
“Al centro di tutte le narrazioni e riflessioni – spiega Gianni Giardiello, direttore del Forum – c’è la Scuola, e soprattutto la ‘scuola senza la scuola’, letta e raccontata dai suoi protagonisti principali, insegnanti, dirigenti scolastici e studenti innanzi tutto, ma anche genitori e nonni, a cui si sono aggiunti esponenti del mondo accademico, delle associazioni e della carta stampata”.
La pubblicazione è disponibile anche qui.

FORUM_ASSOCIAZIONI_QUADERNO_11

Le immagini pubbliche degli insegnanti

Un convegno promosso da Gessetti Colorati

di Raimondo Giunta

Le immagini pubbliche di un gruppo professionale o di una componente della società qualche volta  non esprimono la realtà delle cose, ma hanno purtroppo una sicura incidenza nei rapporti umani, condizionandone lo sviluppo, gli esiti e la qualità.

Nel caso degli insegnanti ci si trova di fronte ad una molteplicità di rappresentazioni pubbliche, alcune delle quali, molto negative, sono il risultato di giudizi, che oscillano dall’avversione preconcetta alla misconoscenza delle condizioni dell’esercizio dell’insegnamento: “lavorano poco”; “non si aggiornano”; “non hanno professionalità”; “non sanno ascoltare”; “non sanno valutare”; “è un mestiere per donne “; “inculcano valori ostili alla famiglia”; ”nei momenti cruciali si danno per malati” e così via pre-giudicando. Continua a leggere

Vi racconto come ho iniziato…

Stiamo raccogliendo in questa pagina dei brevissimi testi di insegnanti della nostra associazione che raccontano cosa è accaduto questa mattina.

Non possiamo avvicinarci, non possiamo toccarci… dobbiamo stare lontani: mascherina, gel disinfettante, distanze, banchi fissi.
Il Plesso di Scarmagno ha trovato un nuovo modo di stare insieme. Ogni persona della scuola, bambini e adulti, ha portato un nastro colorato lungo un metro e lo ha legato a quello di un’altra.
Ciascuno “si è legato” agli altri, facendo un’esperienza collettiva di avvicinamento.
(Scuola primaria “Olivetti” – Scarmagno)

Grazie bambini per l’energia che ci date ad andare avanti!
I vostri sguardi sorridenti,i vostri racconti dell’estate trascorsa,il calore umano che ci trasmettete anche se distanziati!
Tutti noi e voi avevamo bisogno di rincontrarci per continuare il cammino scolastico, mai interrotto!
Grazie a Voi perché siete la linfa vitale per noi insegnanti!
(Scuola primaria classi I-IV – Cuorgnè)

Noi ci siamo ispirati agli haiku giapponesi.
Eccone uno:
Eco di bimbi ridenti
Riflessi di luce nel buio
Quest’anno
le mascherine si divertono.

(Primaria San Bernardo classe IV – Ivrea)

Questa mattina siamo partiti …
I bambini hanno ascoltato con attenzione ed interesse le nuove regole di comportamento che, peraltro, molti già conoscevano.
A casa, i genitori hanno fatto un ottimo lavoro preparandoli alle tante novità che li aspettavano.
Entrando in classe ognuno di loro ha portato una piccola piantina che renderà più bella la nostra aula.
Durante l’anno se ne prenderanno cura e ne saranno responsabili.
Erano sereni e felici.
(Scuola primaria – Pavone Canavese)

Li abbiamo accolti nel cortile della scuola primaria tutte le insegnante munite di magliette con sopra disegnato uno smile perché sotto la mascherina c’era il nostro sorriso per loro.
(Scuola primaria – Pavone Canavese)

L’ansia di noi insegnanti nell’ accogliere i bambini con la visiera e mascherina è svanita con una battuta …sembrate delle astronauti …e tutti a ridere …I bambini sono fantastici…
(Scuola dell’Infanzia – Scarmagno)

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Riapertura scuole, fra promesse non mantenute ed errori più o meno gravi

di Raimondo Giunta

Una volta che al buon senso non si è dato retta, a settembre ci si sta trovando in più di un pasticcio con i problemi della scuola.

 

 

1) Promettere dopo quello che si è passato in primavera un rientro normale a scuola era e resta un pio desiderio.

2) La riapertura delle scuole nei primi giorni di settembre, rispettando le nuove norme di sicurezza, richiedeva un intervento sollecito e imperioso non solo del Governo, ma anche delle Regioni, di quel che resta delle vecchie Province e dei Comuni,
ai quali spetta da sempre garantire un sistema di trasporti locali funzionale alle esigenze della scuola e fornire locali idonei e arredi.
Non mi pare che gli enti locali abbiano fatto per intero il loro dovere.
Si può anzi dire che in tanti l’hanno presa comoda per mettere nei guai il governo.

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