Pedagogia del ritorno. La lettera della ministra Azzolina.

Si è svolto venerdì 4 settembre un incontro organizzato dalla Associazione Gessetti Colorati con l’ispettore Raffaele Iosa sul tema  La pedagogia del ritorno
In questo breve video il segretario  dell’associazione Gessetti Colorati Reginaldo Palermo legge le prime righe della lettera inviata ai partecipanti dalla ministra Lucia Azzolina.

(al tavolo Raffaele Iosa, pedagogista e già dirigente tecnico del Ministero Istruzione, Reginaldo Palermo e la prof.ssa Cristina Marta, dirigente scolastica dell’IC di Pavone Canavese).
Nei prossimi giorni sarà disponibile il video completo dell’incontro.

C’era una volta a Torino. Vi racconto il mio esordio da prof…

di Marco Guastavigna

C’era una volta una scuola media della periferia torinese.
Anzi, di estrema periferia. Estrema per la distanza – non tanto geografica quanto socio-culturale – dal centro della città, ma soprattutto per le posizioni politico-culturali di coloro che ci lavoravano.
Anzi, ci militavano, convinti allora – e molti ancora adesso – che la scuola deve e può essere luogo pubblico e dialettico di emancipazione dai condizionamenti socio-culturali di provenienza di tutt* e di ciascun*. Insegnant*compres*.

Ci arrivo a 27 anni, con 4 di esperienza da supplente di materie letterarie alle spalle, di cui quasi uno – già bello tosto, straniante e formativo – nella scuola della preside sulla cui vicenda e sui cui valori e principi è imperniata larga parte della trama di La classe degli asini.
Mi accoglie un’affascinante signora quarantenne, di cui in pochi minuti mi invaghisco perdutamente: mi affiderà la sola prima non a “tempo pieno” della scuola, su cui spenderò tutte le mie 18 ore, per italiano, storia ed educazione civica (già…) e geografia, e per attività di supporto ad alcuni scolari, in compresenza.

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Rientro a scuola, preoccupanti segnali sulle regole

di Gianfranco Scialpi

Rientro a scuola, manca poco. Preoccupa la tendenza al compromesso sulle regole (Crisanti) per aprire comunque.

Rientro a scuola, la sconfortante dichiarazione di Crisanti

Rientro a scuola, i docenti che hanno seguito in questi mesi tutti gli aggiornamenti sulla riapertura di settembre sono arrivati alla conclusione che le regole stanno subendo dei continui compromessi. Soluzioni finalizzate a far ripartire la scuola. Comunque. L’altro giorno (31 agosto) il virologo Crisanti lo ha dichiarato in modo schietto alla trasmissione In onda (minuto 44:10) : “Nessuno sa se 15 minuti vanno bene, se 20 minuti vanno bene, se mezzo metro va bene…io penso che tutte queste misure sono il risultato di compromessi per mancanza di risorse, in qualche modo per mandare i ragazzini a scuola“.

Alcuni esempi confermano i sospetti

Distanziamento.
Un metro tra un alunno e l’altro (giugno). Un metro tra le rime buccali (agosto)…
Personalità fragili.
Secondo il documento INAIL (aprile 2020) sono innanzitto quelli che superano i 55 anni. Nelle indicazioni dell’Iss (21 agosto 2020) il dato anagrafico non è sufficiente il dato anagrafico per rientrare nella categoria delle persone fragili.
Si legge:  ”Il concetto di fragilità va dunque individuato nelle condizioni dello stato di salute del lavoratore rispetto alle patologie preesistenti (due o più patologie) che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto, anche rispetto al rischio di esposizione a contagio.”
Trasporti pubblici. Il Dpcm del 14 luglio stabiliva che la capienza massima era il 60%. E’ di questi giorni con i contagi che sono tornati a salire l’asticella è stata portata in alto fermandosi al valore dell’80%. E’ consentita la capienza massima (100%) qualora il tragitto sia inferiore ai 15 minuti (conferenza Stato-regioni)
Tampone
E per concludere la chicca! Riporto quanto pubblicato oggi dal Corriere della Sera “ La diagnosi certa si può ottenere solo con il tampone, ma proprio questo esame rischia di paralizzare il mondo della scuola e con quello il lavoro di tanti genitori. In teoria l’esito è garantito nel giro di 48-72 ore, ma nella realtà, si superano i sei giorni per ottenere il risultato… Per questo motivo il Veneto e il Lazio hanno deciso di utilizzare test rapidi (meno accurati) per lo screening nelle scuole e la Liguria sta valutando l’introduzione del test salivare che fornisce il risultato in pochi minuti, massimo mezz’ora“.

Non vedo l’ora che cominci la scuola

di Rodolfo Marchisio

Premetto che sarà un articolo impopolare.
Seguo il mondo della scuola dal 1955 in assoluto, dal 1969 come docente e poi – 1982- formatore.

Seguo 3 quotidiani online e 3 riviste specializzate ogni giorno. Ogni giorno articoli sulla scuola con titoli allarmanti – per parole chiave spesso drammatiche “i docenti fragili non vogliono tornare in classe” con foto di doc accasciato- cui spesso non corrisponde un contenuto coerente, anzi talora l’opposto.
Recentemente tra l’altro l’età dei docenti (ma le definizioni finora non parlavano di età = fragilità) e dei loro timori.
Scopriamo adesso l’età dei docenti? Risponde a stretto giro comunque l’ISS sulle criticità sanitarie. Ieri i trasporti con una assurda conferenza EELL e Governo in cui tutto sembra funzionare salvo poi, accesi i microfoni dei giornalisti, lanciare appelli e minacce da parte degli EELL. Forse è rimandato il problema.

Premetto che non approvo l’atteggiamento del MI (ma questo accade spesso) ma questo pericoloso gioco di nervi, questo ping pong pur comprensibile in relazione alla situazione, penso abbia aspetti su cui riflettere.

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Nuovo PEI: dalla condivisione all’approvazione. Cosa cambia?

di Evelina Chiocca

L’art. 7 del decreto legislativo 96/2019, il provvedimento che ha modificato il decreto legislativo 66/2017, al comma 2 lettera a) prevede quanto segue:
2. Il PEI di cui all’articolo 12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, come modificato dal presente decreto:
a) è elaborato e approvato dal Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione di cui all’articolo 9, comma10;».
In sintesi, il Gruppo di lavoro operativo, composto dai docenti della classe, dai genitori, dagli specialisti ASL e da personale “interno ed esterno alla scuola” che interagisce con la classe e con l’alunno con disabilità (ma l’alunno con disabilità non è parte integrante della classe?), è chiamato a “elaborare e approvare” il PEI.
Secondo il nuovo provvedimento (applicativo della legge Buona scuola), nel GLO si perderebbero il confronto, il dialogo, la co-progettazione, che si caratterizzano nella condivisione, fulcro essenziale. Ciò avverrebbe se venisse adottata l’approvazione del PEI.
L’approvazione supporta o impedisce il processo inclusivo?
Approvare le scelte assunte durante la redazione del PEI significa chiedere ai componenti di esprimersi con un voto, esattamente come avviene nel Consiglio di classe o in Collegio docenti, dove la maggior parte delle decisioni è assunta a maggioranza.
Appare evidente che, secondo questa impostazione, nel GLO la famiglia risulta essere la parte più debole, in quanto numericamente inferiore rispetto agli altri partecipanti.
Al conteggio dei voti, le indicazioni dei genitori.

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Si riprende scuola, ma con poca pedagogia.

di Stefano Stefanel

            Il ruolo del dirigente scolastico è molto cambiato negli ultimi anni, assumendo connotazioni, anche pubbliche, che non erano state previste da nessuno dei legislatori che si sono  occupati di normare la materia. Chiuso l’anno scolastico finora più difficile, se ne sta per aprire un altro che sembra essere ancora più difficile di quello precedente e chi, come me, entra nel suo ventesimo anno da dirigente scolastico si trova davanti alla necessità di aumentare il grado di riflessione in rapporto ad avvenimenti e novità impreviste, che di giorno in giorno stanno cambiando scenari già fragili. Mi accorgo, però, che il raggio della riflessione è diventato così ampio, che è difficile anche soltanto mettere in ordine le cose, sia sulla scrivania fisica dell’ufficio, sia sulla scrivania virtuale del proprio computer, sia sulla scrivania mentale, che è quella più importante. Soprattutto perché il dibattito sulla scuola va in direzioni opposte a quelle che dovrebbero animare il dibattito: pedagogia e apprendimenti, non sanificazioni e mascherine. In questo breve contributo mi permetto di sollevare alcune questioni e di cercare di riflettervi sopra.

 EDILIZIA SCOLASTICA, MES, RECOVERY FUND

             Con mia grande sorpresa vedo che il problema dell’edilizia scolastica è stato improvvisamente rimosso.  Durante la chiusura delle scuole è apparso evidente a tutti che gli edifici scolatici italiani hanno tali e tante carenze, che non possono essere considerati un patrimonio adeguato alle esigenze della scuola italiana. Mi sono illuso che almeno dieci miliardi del MES sarebbero stati spesi quest’estate per costruire, creare, progettare nuovi spazi per garantire quel distanziamento che ha una certa ricaduta sanitaria ( e che quindi autorizza l’uso del MES). Invece si è andati nella direzione delle misure e dei beni mobili (banchi) senza che ci fosse da parte dei dirigenti scolastici, degli insegnanti, del personale ata, degli enti locali, delle regioni, dei parlamentari, delle opinioni pubbliche una richiesta di costruire subito nuove scuole leggere, adattabili, eco compatibili capaci di entrare nell’emergenza e di aprire possibilità per il dopo. Addirittura sono andati avanti progetti già finanziati, ma assolutamente obsoleti, pensati per scuole vecchie prime e diventate improvvisamente vecchissime.

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Referente Covid-19, per il docente un compito difficile e senza compenso

di Gianfranco Scialpi

Per un docente sarà difficile espletare il compito.

Si ripete sempre lo stesso scenario del gratuito. Referente Covid-19, un nuovo incarico per i docenti Referente Covid-19. Settembre si avvicina. Quando riaprirà la scuola lo scenario sarà completamente diverso. Lasciamo perdere gli slogan della ripresa con tutti in classe e in sicurezza. Difficile confermare lo scenario della presenza di tutti gli studenti in un’aula con le esigenze di cautela, imposte dalla pandemia. Se saliamo di livello fino a raggiungere quello razionale, è impossibile trovare qualcuno che può pensare di riprendere le attività scolastiche con le stesse regole di febbraio-marzo.

Il cambio di scenario è confermato dalle nuove incombenze dovute alla convivenza con il Covid-19.  Una di queste è la necessità che ogni Istituto scolastico nomini un Referente Coronavirus, possibilmente tra i docenti. I suoi compiti iniziano a definirsi.
Adeguatamente formato sulle procedure da adottare, egli sarà il punto di riferimento con le ASL. Sostanzialmente egli avrà il compito di raccogliere le segnalazioni di studenti sintomatici, gestire la breve permanenza dello studente nella sala Covid e controllare le assenze degli studenti superiori al 40%.

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