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Dad, lo studio Indire conferma situazioni con dati difformi

di Gianfranco Scialpi

Dad (Didattica a distanza) , tema che ha diviso gli insegnanti e in genere gli operatori della scuola. La polarizzazione ha nascosto lo stress test al quale è stata sottoposta la scuola. Uno studio che presenta la differenziazione del sistema scuola rispetto alle nuove tecnologie. Interessanti i risultati sull’inclusione.

Dad, un tema e un approccio divisivo

Dad (Didattica a distanza), soluzione emergenziale. L’unica possibile di fronte alla decisione
repentina di chiudere tutte le scuole a marzo. Non esisteva un’alternativa valida per garantire una presenza adeguata della scuola. Senza l’invenzione della Dad la scuola rischiava l’ingrottamento, la scomparsa come agenzia educativa. Non era possibile accettare questa situazione. Si rischiava la perdita irreversibile di otto milioni di allievi/studenti, ognuno dei quali rappresenta un embrione di futuro. La rinuncia alla Dad significava accettare in modo irreversibile il presente come unica prospettiva.
A maggio/giugno molti insegnanti e operatori scolastici hanno espresso la volontà di tornare alla scuola in presenza, presentando quest’ultima come una realtà che poteva garantire la socializzazione e l’apprendimento significativo. Si è compiuta un’operazione di idealizzazione di una scuola fisica che invece, non corrisponde alla realtà.
Dall’altra parte, invece era presente un gruppo di insegnanti che sosteneva la qualità della Didattica a distanza, purché questa proponesse strategie, approcci più consoni alla dimensione virtuale.

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Contagi quante dichiarazioni al vento!

di Gianfranco Scialpi

Contagi a scuola, fioccano le dichiarazioni, spesso contraddittorie. In assenza dei dati è inevitabile.  La scienza lascia “il palcoscenico” alle chiacchiere.

Contagi a scuola, tutti dicono la loro!

Contagi a scuola, tutti rilasciano dichiarazioni. Purtroppo queste risultano non coerenti tra loro. Da una parte, ovviamente troviamo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la Ministra Azzolina e molti componenti del CTS (Brusaferro, Miozzo, Locatelli…).
Essi confermano che i contagi a scuola sono d’importazione e comunque seguono l’andamento sociale.
Pochi giorni fa Agostino Miozzo ha dichiarato al Corriere della Sera (23.11.2020) : ”I dati ci dicono che i contagi in età scolastica non sono significativamente diversi da quelli di altre classi di età e non abbiamo evidenze per capire se siano avvenuti a scuola o fuori.”

L’OMS conferma la tesi “Le scuole devono restare aperte. I bambini e gli adolescenti non sono considerati fonti principali di trasmissione del coronavirus” (Il Fatto Quotidiano, 20.11.2020)
Sul versante opposto troviamo due tecnici: A. Crisanti e M. Galli.
Quest’ultimo ha dichiarato al Gazzettino:  “Abbiamo clamorosamente toppato il contenimento dell’infezione dopo il lockdown di marzo. Mi rendo conto che ci sono esigenze diverse come quella della scuola, importantissima, ma il riaprire troppo presto per richiudere sarebbe uno smacco ancora peggiore perché sarebbe costato qualcosa nel mezzo”.

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Ministra Azzolina, le scuole sono permeabili al contesto


Ministra Azzolina, le scuole sono sicure. Indubbiamente. Il problema è che non sono corpi
separati. Lo hanno confermato lo studio di A. Viola e l’ISS. Quindi occorre chiuderle.

Ministra Azzolina, “Le scuole sono sicure”

La Ministra Azzolina ripete continuamente che le scuole sono sicure.
“Le scuole restano tra i luoghi più sicuri. Siete pregati di trovare soluzioni alternative alla chiusura degli istituti”
Una decina di giorni fa dopo la chiusura delle scuole in Campania dichiarava in modo più articolato: “In queste ore c’è un assalto alla scuola e questo non può fare altro che ledere il diritto all’istruzione. E’ un attacco che viene da tutti coloro che non riconoscono che quest’estate la comunità scolastica era a scuola con il metro in mano a misurare, mettere la segnaletica per mantenere il distanziamento, creare orari scaglionati e che tutto questo ha funzionato perché nelle scuole ci sono pochissimi focolai. Se ci sono problemi fuori dalle aule a pagarli non sono non possono essere gli studenti”.
Come non darle ragione? Confermo l’impegno che noi tutti abbiamo dato per una ripartenza a settembre in sicurezza. Purtroppo però la realtà è sempre variegata, a macchia di leopardo. Ci sono scuole messe in sicurezza. Altre invece che sono in sofferenza per diversi motivi: aule sovraffollate, banchi monoposto non consegnati, protocolli di sanificazioni non rispettati…

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Riapertura delle scuole, i dati inquietanti di un’istituzione presentata come sicura

di Gianfranco Scialpi

Riapertura delle scuole, la Ministra rassicura. I dati forniti da lei, invece dicono altro. Sono tutti in crescita, ipotizzando uno scenario poco rassicurante Alcune riflessioni che rimandano a una serie di
domande.

Riapertura delle scuole, leggendo i dati della Ministra...

Riapertura delle scuole, lo si sapeva che i contagi l’avrebbero toccata.
Questa è la situazione fotografata dal MI:

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Referente Covid, una proposta per evitare il probabile stress

di Gianfranco Scialpi

Referente Covid, una nuova figura strategica per la gestione dei casi a scuola. Non sarà semplice il suo compito. Una proposta operativa.

Referente Covid, una nuova figura. I suoi compiti

Referente Covid, sarà importante la presenza di questa nuova figura in ogni Istituto scolastico.
Indispensabile sarà prevedere più Referenti, nei tantissimi casi di scuole con più plessi.
La complessità del suo compito richiederà questa soluzione.
Cosa deve fare? Dopo essere stato adeguatamente formato sulle procedure da adottare, egli sarà il punto di riferimento con le ASL.
Sostanzialmente egli avrà il compito di raccogliere le segnalazioni di studenti sintomatici, comunicare all’autorità sanitaria i loro tracciamenti, gestire la breve permanenza dello studente nella sala Covid e controllare le assenze degli studenti superiori al 40%.

La complessità del ruolo

Detto così sembra tutto facile. E invece…

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Rientro a scuola, preoccupanti segnali sulle regole

di Gianfranco Scialpi

Rientro a scuola, manca poco. Preoccupa la tendenza al compromesso sulle regole (Crisanti) per aprire comunque.

Rientro a scuola, la sconfortante dichiarazione di Crisanti

Rientro a scuola, i docenti che hanno seguito in questi mesi tutti gli aggiornamenti sulla riapertura di settembre sono arrivati alla conclusione che le regole stanno subendo dei continui compromessi. Soluzioni finalizzate a far ripartire la scuola. Comunque. L’altro giorno (31 agosto) il virologo Crisanti lo ha dichiarato in modo schietto alla trasmissione In onda (minuto 44:10) : “Nessuno sa se 15 minuti vanno bene, se 20 minuti vanno bene, se mezzo metro va bene…io penso che tutte queste misure sono il risultato di compromessi per mancanza di risorse, in qualche modo per mandare i ragazzini a scuola“.

Alcuni esempi confermano i sospetti

Distanziamento.
Un metro tra un alunno e l’altro (giugno). Un metro tra le rime buccali (agosto)…
Personalità fragili.
Secondo il documento INAIL (aprile 2020) sono innanzitto quelli che superano i 55 anni. Nelle indicazioni dell’Iss (21 agosto 2020) il dato anagrafico non è sufficiente il dato anagrafico per rientrare nella categoria delle persone fragili.
Si legge:  ”Il concetto di fragilità va dunque individuato nelle condizioni dello stato di salute del lavoratore rispetto alle patologie preesistenti (due o più patologie) che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto, anche rispetto al rischio di esposizione a contagio.”
Trasporti pubblici. Il Dpcm del 14 luglio stabiliva che la capienza massima era il 60%. E’ di questi giorni con i contagi che sono tornati a salire l’asticella è stata portata in alto fermandosi al valore dell’80%. E’ consentita la capienza massima (100%) qualora il tragitto sia inferiore ai 15 minuti (conferenza Stato-regioni)
Tampone
E per concludere la chicca! Riporto quanto pubblicato oggi dal Corriere della Sera “ La diagnosi certa si può ottenere solo con il tampone, ma proprio questo esame rischia di paralizzare il mondo della scuola e con quello il lavoro di tanti genitori. In teoria l’esito è garantito nel giro di 48-72 ore, ma nella realtà, si superano i sei giorni per ottenere il risultato… Per questo motivo il Veneto e il Lazio hanno deciso di utilizzare test rapidi (meno accurati) per lo screening nelle scuole e la Liguria sta valutando l’introduzione del test salivare che fornisce il risultato in pochi minuti, massimo mezz’ora“.

Referente Covid-19, per il docente un compito difficile e senza compenso

di Gianfranco Scialpi

Per un docente sarà difficile espletare il compito.

Si ripete sempre lo stesso scenario del gratuito. Referente Covid-19, un nuovo incarico per i docenti Referente Covid-19. Settembre si avvicina. Quando riaprirà la scuola lo scenario sarà completamente diverso. Lasciamo perdere gli slogan della ripresa con tutti in classe e in sicurezza. Difficile confermare lo scenario della presenza di tutti gli studenti in un’aula con le esigenze di cautela, imposte dalla pandemia. Se saliamo di livello fino a raggiungere quello razionale, è impossibile trovare qualcuno che può pensare di riprendere le attività scolastiche con le stesse regole di febbraio-marzo.

Il cambio di scenario è confermato dalle nuove incombenze dovute alla convivenza con il Covid-19.  Una di queste è la necessità che ogni Istituto scolastico nomini un Referente Coronavirus, possibilmente tra i docenti. I suoi compiti iniziano a definirsi.
Adeguatamente formato sulle procedure da adottare, egli sarà il punto di riferimento con le ASL. Sostanzialmente egli avrà il compito di raccogliere le segnalazioni di studenti sintomatici, gestire la breve permanenza dello studente nella sala Covid e controllare le assenze degli studenti superiori al 40%.

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