Educazione alimentare e disturbi alimentari

L’associazione intende organizzare un percorso informativo/formativo sul tema

A SCUOLA DI CIBO E DI EMOZIONI

Relatrici
dott.ssa Sara Pesaresi, nutrizionista
dott.ssa Giada Giorgio, psicologa

I docenti interessati possono partecipare al primo incontro di presentazione previsto per il giorno 8 novembre ore 17,30 presso il Museo Tecnologicamente di Ivrea
La partecipazione all’incontro del giorno 8 novembre è del tutto gratuita, ma è ncessario essere iscritti alla Associazione.
Per iscriversi all’incontro compilare il form disponibile qui

SCHEDA DEL CORSO

I bambini consumano buona parte dei loro pasti durante l’orario scolastico.
Gli insegnanti, figure di riferimento fondamentali per loro, possono osservare quotidianamente le due facce del cattivo rapporto con il cibo: bimbi che mangiano molto e voracemente (spesso “cibo spazzatura”) e, dall’altra parte, bambini che mangiano poco o nulla.
Nel nostro Paese, infatti, i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (abbreviato: D.A.) rappresentano un’emergenza medica e psicologica: negli ultimi anni si è osservato un notevole abbassamento dell’età di esordio all’età prepuberale e dell’infanzia. Si stima che in Italia circa 1 bambino su 10 sotto i 12 anni soffra di un D.A.
La fanciullezza sembra essere il terreno fertile nel quale si instillano e proliferano i fattori di rischio per l’instaurarsi di un D.A.
In questo periodo il cibo rappresenta un mezzo di comunicazione e relazione con il mondo per esprimere le proprie difficoltà, i propri disagi e le proprie emozioni, spesso confuse con la fame. Il cibo rappresenta, qui, uno spazio di sperimentazione, di crescente autonomia, di scoperta. Ma esso può divenire anche un campo di battaglia con sé stessi e, in ambito scolastico, con gli insegnanti, una consolazione, un mezzo per affermare il proprio controllo sull’ambiente esterno. Sono bimbi che, riprendendo l’educativa montessoriana, chiedono “Aiutami a fare”, a cui è possibile aggiungere “Aiutami a conoscere le mie emozioni”, “Aiutami ad avere un rapporto armonioso con il cibo”.
In questo contesto è importante offrire un sostegno agli insegnanti, degli spunti di riflessione, degli strumenti utili nella prevenzione di questi disturbi e nel riconoscimento precoce, al fine di favorire una maggiore probabilità di prognosi positiva.
Questo percorso psiconutrizionale è per tutti gli insegnanti che, attraverso l’aiuto di una nutrizionista e di una psicologa, vogliono comprendere il legame tra alimentazione ed emozioni, apprendere strumenti pratici per entrare in relazione attraverso il cibo e rappresentare un aiuto per i bambini e le loro famiglie.

“[…] l’alimentazione si nutre di qualcosa che può anche
non appartenere alla sfera alimentare,
come le relazioni e le emozioni.”
Maria Vicini, Le mani in pasta

 

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