L’aggiornamento del DEF fa ben sperare (o no). Aspettiamo la legge di bilancio

nadefdi Riccardo Ottanta

Def 2019, indicazioni di massima per la scuola. E’ un buongiorno con qualche nuvola. Solo la legge di Bilancio 2020 darà la risposta definitiva.

 

Nadef 2019, “se il buongiorno si vede dal mattino”…

Nadef 2019, sembra che le promesse possano concretizzarsi. L’orizzonte, però non è sgombro di nuvole. Fuori metafora, nel documento soni presenti degli elementi contradditori.
Iniziamo dalle novità.


Si legge a pagina 87
Nel comparto della scuola pubblica occorrono politiche dirette a limitare le classi troppo affollate e valorizzare, anche economicamente, il ruolo dei docenti, potenziare il piano nazionale per l’edilizia scolastica, garantire, con le Regioni, la gratuità degli asili nido e dei micro-nidi, ampliandone l’offerta soprattutto nel Mezzogiorno nonché quella del percorso scolastico per gli studenti provenienti da famiglie con redditi medio-bassi. Saranno contrastati infine la dispersione scolastica e il bullismo.”

Gli elementi contradditori

L’impegno di valorizzare economicamente la funzione docente, però sembra entrare in contraddizione con quanto si legge a pagina 40-41 “Dopo aver segnato tassi di crescita negativi dal 2011, nel 2018 i redditi da lavoro dipendente della PA sono tornati a crescere ad un ritmo sostenuto (3,3 per cento su base nominale), sulla scorta della dinamica delle retribuzioni pro-capite. Nel 2019 la previsione sconta, fra l’altro, la conclusione della tornata contrattuale 2016-2018 ed il maggior numero di pensionamenti attesi già dal 2019 per effetto della c.d. ‘Quota 100’, l’effetto complessivo è di un incremento dello 0,3 per cento nell’anno.
Nel triennio 2020-2022 la spesa per redditi aumenta in media dello 0,6 per cento.
L’incidenza sul PIL risulta pertanto in calo, dal 9,7 del 2019 al 9,2 per cento del PIL
nel 2022, confermando sostanzialmente le proiezioni del DEF.”

Azzardo un’ipotesi. Il suddetto passaggio era prevedibile, tenendo presente che i contratti pubblici sono normati dal D.lvo 29/93 che vincola gli aumenti al tasso d’inflazione programmata.
Probabilmente la valorizzazione economica dei docenti, se si concretizzerà, sarà prevista da una norma contenuta nella Legge di Bilancio 2020.

Altro elemento contradditorio, forse quello più significativo è stato rilevato dal quotidiano “Il Sole 24ore”.
“Altro che 3 miliardi in più a scuola e università come promesso dal ministro Lorenzo Fioramonti. La manovra 2020 potrebbe addirittura riservare un taglio dei fondi all’istruzione. Almeno stando alla nota di aggiornamento al Def, la cosiddetta Nadef, che rivede al ribasso (dal 3,5 al 3,4%) la quota di spesa pubblica in percentuale sul Pil dedicata al mondo dell’education rispetto alle previsioni del Documento di Economia e finanza di aprile. Un taglio dello 0,1% che, se confermato nella legge di bilancio, vorrebbe dire 1,8 miliardi in meno già dall’anno prossimo alla lunga filiera che parte dalle scuole dell’infanzia e arriva agli atenei.”

Concludendo la situazione non pare chiara. Gli impegni, che richiederanno non poche risorse, sembrano essere sconfessati dai vincoli di bilancio.
Ogni dubbio sarà risolto, quando potremo leggere la legge di Bilancio 2020.

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