Aumenti scuola, possibili solo con fuoriuscita dal comparto pubblico

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di Gianfranco Scialpi

Aumenti scuola, nuova fumata nera!
Saranno irrisori! Come da ventisei anni!
Le dichiarazioni e le interviste non fanno mai riferimento al quadro normativo vigente.

Eppure la soluzione è semplice: far uscire la scuola dal comparto pubblico.

Aumenti scuola, l’ultima illusione

Aumenti scuola, resta il sogno, confermando il buio prospettico. Tutto confermato! Ci sarà semplicemente un adeguamento al tasso d’inflazione programmata. Si legge su Italia Oggi “I 3 miliardi a regime, previsti nel disegno di legge di bilancio per il rinnovo dei contratti collettivi del personale non dirigenziale del pubblico impiego, nel quale sono compresi docenti e Ata, copriranno solo il tasso di inflazione programmata.
È quanto si evince dalla relazione sul bilancio di previsione dello stato per l’anno finanziario 2020 e sul bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 (a.s. 1586), depositata in audizione davanti alle commissioni riunite di camera e senato, dal presidente della Corte dei conti, Angelo Buscema.

Era tutto prevedibile, considerando il quadro legislativo

La notizia era attesa! Conoscendo il quadro normativo non poteva essere diversa.
Le interviste e le dichiarazioni – le ultime sono di Di Maio, Zingaretti, Sgambato e dello stesso Ministro Fioramonti – non fanno mai riferimento al quadro normativo. In particolare al D.Lvo 29/93 che lega i rinnovi contrattuali del pubblico impiego al tasso s’inflazione programmata.
Le esternazioni rivelano il loro fine di annunci vuoti, utili per stordire, parlare alla pancia dell’ascoltatore o del lettore sprovveduto, bypassando la razionalità.
Quest’ultima è sempre meno presente ed è dovuta alla minore propensione a leggere e approfondire le questioni giuridiche. Questa scelta di accontentarsi della notizia che punta dritto all’emotività è tipica del nostro contesto postmoderno, prodotta dall’allergia contemporanea verso lo studio e l’approfondimento.

Eppure la soluzione è molto semplice

Situazione impossibile da superare? In altri termini è possibile individuare una possibile via d’uscita da questa situazione? La soluzione è semplice e prevista dal nostro ordinamento giuridico. Basta volerlo, dimostrando anche una certa autonomia rispetto ai diktat del finanzcapitalismo (compatibilità economiche, ottimizzazione delle risorse…).
Mi riferisco ad un dispositivo che faccia uscire la scuola dal comparto pubblico e quindi dalla gabbia del D. Lvo 29/93.
Scelta conseguente e obbligatoria se si tiene conto che l’istruzione è presentata dai politici come strategica per il futuro del Paese. Questa specificità strategica separa la scuola dagli altri comparti.
Quindi, perché non procedere, invece di fare annunci vuoti, utili solo a racimolare qualche voto? Mistero! Il Ministro è a conoscenza del quadro normativo bloccato, quindi perché tarda a dimettersi?

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