Vietato l’uso dello smartphone nelle scuole superiori

di Aluisi Tosolini

Era stata ampiamente annunciata ed è alfine giunta.

Parliamo della circolare ministeriale n. 0003392 del 16 giugno 2025 con cui “facendo seguito alla nota ministeriale n. 5274 dell’11 luglio 2024, riguardante il primo ciclo di istruzione, si dispone anche per gli studenti del secondo ciclo di istruzione il divieto di utilizzo del telefono cellulare durante lo svolgimento dell’attività didattica e più in generale in orario scolastico”.

La circolare cita a supporto della decisione 3 studi ed una proposta

  1. Lo studio studio dell’OCSE, condotto nel 2024, “From decline to revival: Policies to unlock human capital and productivity
  2. Lo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità intitolato “A focus on adolescent social media use and gaming in Europe, central Asia and Canada
  3. Uno studio dell’istituto superiore della sanità
  4. Il positivo riscontro ottenuto a livello di Unione Europea dalla proposta italiana (Consiglio Istruzione della UE del 12 maggio) di adottare una raccomandazione che dia priorità al benessere e allo sviluppo cognitivo degli studenti attraverso un utilizzo appropriato delle tecnologie, vietando l’uso degli smartphone a scuola.

Nel concreto le scuole dovranno aggiornare i propri regolamenti e il patto di corresponsabilità educativa prevedendo per gli studenti del secondo ciclo di istruzione il divieto di utilizzo dello smartphone durante l’orario scolastico anche a fini didattici, nonché specifiche sanzioni disciplinari per coloro che dovessero contravvenire a tale divieto. Resta permesso l’uso se previsto dal PDP per Bes e quanto esso sia strettamente funzionale all’efficace svolgimento dell’attività didattica nell’ambito degli specifici indirizzi del settore tecnologico dell’istruzione tecnica dedicati all’informatica e alle telecomunicazioni

La circolare ricorda poi che, “esclusivamente per finalità didattiche resta ovviamente confermato l’impiego degli altri dispositivi tecnologici e digitali a supporto dell’innovazione dei processi di insegnamento e di apprendimento, come pc, tablet e lavagna elettronica, secondo le modalità programmate dalle scuole nell’esercizio della propria autonomia didattica e organizzativa. Sotto tale profilo, le istituzioni scolastiche avranno cura di sfruttare in maniera ottimale le potenzialità degli strumenti digitali, ormai largamente diffusi in ambito scolastico grazie ai notevoli investimenti avviati negli scorsi anni, per migliorare la qualità degli insegnamenti e favorire l’apprendimento

Da ultimo la circolare ricorda che è “necessario rafforzare le azioni finalizzate a educare all’uso responsabile e consapevole dello smartphone e degli altri strumenti digitali. Notevole attenzione andrà anche dedicata alle tematiche connesse alla diffusione dell’Intelligenza Artificiale, ivi inclusi i suoi impieghi nelle attività didattiche e nei processi di apprendimento, al fine di promuoverne un uso efficace”. Al riguardo la circolare rimanda alle linee guida del settembre 2024 sulla educazione civica.

Un primo commento

Sul tema affrontato dalla Circolare c’è da tempo grandissima discussione. Occorre tuttavia dire, onestamente, che dei tre documenti citati, solo il primo indaga davvero l’uso dello smartphone a scuola e la correlata incidenza sui punteggi PISA. Gli altri due documenti affrontano temi molto più generali ed anzi il terzo, ovvero lo studio dell’istituto superiore della sanità, è presentato dalla circolare stessa come studio che “evidenzia che, nella fascia di età compresa tra i 14 e i 17 anni, la dipendenza dai social media è associata a un peggiore rendimento scolastico rispetto a chi non ne è dipendente” senza tuttavia dimostrare se e come la dipendenza dipenda anche dall’uso a scuola.

Uso che è già, normalmente, riconducibile alla solda dimensione didattica ed è sanzionato quando utilizzato per altri scopi e come fonte di distrazione.

Il documento OCSE, del resto, segnala proprio la difficoltà di concretizzare il divieto (ed anzi sostiene – – pag. 25 fig.10 – che programmi di uso consapevole e didattico tendono ad aumentare il punteggio PISA).

Comunque sia, per non ridurre il tutto ad una sorta di conflitto tra principi e valori quasi fosse uno scontro ideologico, credo sarebbe opportuno

  1. ampliare le analisi e gli studi scientifici evitando, se possibile, di confondere correlazione con causalità.
  2. cercare di capire bene come (e se davvero) sia possibile educare all’uso critico e responsabile dello smartphone “senza l’uso” dello smartphone
  3. comprendere bene cosa davvero sia “uso critico e responsabile” a scuola e poi anche nel resto del tempo (quindi a casa, nel gruppo dei pari, nel tempo libero,…)

Al riguardo, ed esprimo così la mia posizione, credo abbiano ragione Vittorio Gallese, Stefano Moriggi e Pier Cesare Rivoltella quando, a riguardo delle proposte di politiche di controllo, scrivono: “controllare non è mai educare”.

Lo hanno scritto in un libro di cui consiglio davvero la lettura (si intitola “Oltre la tecnofobia. Il digitale dalle neuroscienze all’educazione” ed è stato pubblicato poche settimane da fa Cortina editore. Qui trovate la mia recensione-presentazione).

Poi, magari, potremmo riparlarne. Da settembre, visto che adesso gli studenti e i loro smartphone sono allegramente fuori da scuola….

 

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