Nuove Indicazioni 2025: dalla storia al latino, dall’impianto nozionistico alla figura del “magister”, le critiche del CSPI

di Giancarlo Cavinato

Il CSPI (da rilevare che si denomina ancora Pubblica Istruzione’ nonostante il Ministero si intitoli del ‘merito’ ma nessuno se ne stupisce) ha espresso diverse critiche rilievi e proposte di modifica e integrazione del testo licenziato dalla commissione Perla pur non respingendolo a seguito di votazione a maggioranza.

Ha quindi adottato una strategia ‘temporizzatrice’: rinviando al Ministero e alla Commissione proposte che richiedono una revisione di alcune parti più ‘spinose’  (l’italiano, la storia, il ‘magister’, la centratura familista, l’impianto nozionistico, la raccomandazione sulla non prescrittività, il rischio che l’introduzione facoltativa del latino riproduca selezione sociale,… ).
Non è dir poco. Si tratta di intervenire su profonde convinzioni di chi governa la commissione, Perla e Della Loggia in primis. E assieme a loro, il committente, il ministro Valditara. Di difficile convinzione stante i continui comunicati e interviste che rilascia (le sue proposte definite «una rivoluzione culturale che cancelli dalle istituzioni scolastiche- e quindi dalla società- il lascito del ’68; […] una società ‘socialista’ troppo protettiva; […] riscopriamo la fatica e l’artigianato; lo stampatello nel linguaggio social indica chi urla e va sostituito con il corsivo…). Ma qualche ritocco ancora si farà a seguito di queste segnalazioni.

Le scuole nel frattempo cosa faranno (si attrezzeranno, faranno come se niente fosse, adotteranno le nuove produzioni editoriali,…?). Già in diverse situazioni si preme per una anticipazione nella direzione che già molte scuole seguivano più o meno consapevolmente da molto prima di questa ventata restauratrice.
Con buona pace
Al riguardo il CSPI evidenzia l’incongruenza dell’anticipazione (questi ministri di destra amano molto le anticipazioni; ricordiamo le sciagurate anticipazioni Moratti) dell’avvio dal 2027 per le classi terze di primaria e per la sola storia delle nuove indicazioni ferme restando per le altre classi e discipline nel triennio il mantenimento delle Indicazioni 2012.

Se davvero è così, risulta evidente l’intenzione di questo ministro e dei suoi maîtres à penser circa l’indirizzo ideologico che deve prevalere nella ‘nuova’ scuola: la conoscenza della storia della cultura della sovranità italiana e occidentale- narrate attraverso apologhj ed episodi virtuosi in luogo della ricerca e della costruzione di strumenti di analisi e comprensione della realtà. E, come ai bei tempi, la ‘vera’ storia si inizi dalla classe terza (non è chiaro in base a quali studi di psicologia dello sviluppo si considerino mature le strutture mentali e le facoltà ricettive dei bambini ad un dato anno di età una volta abbandonate le teorie dell’apprendimento in favore di un sano personalismo).

Peccato per loro che nelle liste degli obiettivi specifici per la primaria ricompaiano le fonti (‘analizzare i documenti storici…’) e quindi gli apparati strutturali della disciplina.

Restiamo in attesa di una nuova versione che tenga conto delle preoccupazioni espresse dal CSPI facendo gli scongiuri così che non contengano piccoli ritocchi migliorativi da una parte ma peggioramenti in altri settori come è successo nella versione attuale per la geografia, nella prima versione positivamente ‘mondialista’ mentre nell’attuale stesura piegata totalmente all’ideologia galliloggiana (non si può essere, infatti, cittadini consapevoli se non si sa collocare appropriatamente i luoghi della propria identità, a scala locale e globale, nello spazio fisico e sociale, a cominciare dal proprio comune, regione e dai principali riferimenti geografici dell’Italia e dell’Europa.) Eppure lo dicono con chiarezza i membri  del CSPI: per  ‘indagare e comprendere e cercare soluzione a problemi reali il mondo bisogna sviluppare   conoscenza da punti di vista diversi non considerando i territori a se stanti’.

 

 

Loading