di Cinzia Mion
“Sì, il termine “Glocale” può essere messo in relazione con il pensiero di Edgar Morin sulla multilogica, poiché entrambi si concentrano sulla complessità, sull’integrazione di prospettive diverse e sulla necessità di collegare il globale al locale e viceversa.
La multilogica di Morin promuove un pensiero che riconosce le interconnessioni e le contraddizioni, un approccio che risuona con l’idea glocale di bilanciare le dinamiche globali con le specificità locali.”
Mi stavo interrogando se la comparsa del termine “glocale”, usato dal Consiglio di Stato nelle critica al testo della ultima versione delle “Indicazioni nazionali della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione” a firma Valditara, fosse un richiamo al “Paradigma della complessità”, che si troverebbe così definito tra i “concetti” che non trovano un puntuale riscontro nelle Indicazioni…(Punto 8 dei rilievi).
Ne ho avuto conferma attraverso una richiesta fatta a Google con cui ho iniziato questo post! Ho riscontrato perciò un’idea buffa, quasi esilarante, che un paradigma culturale così importante noto già dal 1985 (La sfida della complessità, a cura di Bocchi e Ceruti) e perfettamente recepito dalle Nuove Indicazioni del 2007 e poi ripreso dalla versione 2012 (sappiamo che la scuola arriva un po’ dopo della RICERCA), fosse stato completamente cancellato dalla Commissione Perla in favore di quello precedente, definito della Linearità!
L’aspetto per me esilarante però è che il rilievo sia stato sottolineato da un organo dello Stato che ha funzioni consultive e giurisdizionali, composto da magistrati, non dall’Accademia della Crusca!!!
Questa critica era già stata mossa alla Commissione da più parti, da persone di scuola che amano la formazione continua e di sicuro non potevano tollerare una REGRESSIONE CULTURALE di tale portata che va aggiunta alla regressione psicopedagogica che non è il caso ora di scandagliare nuovamente. Io se fossi nella Perla, come rappresentante accademica della cultura scolastica, sprofonderei nel farmi tirare le orecchie da un cenacolo di giuristi….ma sappiamo tutti come questa generazione di politici sia esperta nel fare “orecchie da mercante” e continuare a fare gli schiacciasassi.
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