
(R.P.) Dibattito sulla scuola è un interessante volume del 1956 che raccoglie gli atti di un importante convegno organizzato dagli “Amici del Mondo” sul tema “La crisi dela scuola”.
Fra i diversi materiali contenuti nel libro mi sembra utile segnalare un capitoletto curato dal filosofo Guido Calogero che si sofferma ad elencare i provvedimenti immediati da prendere per realizzare una riforma complessiva del sistema scolastico.
Ecco dunque i provvedimenti non implicanti spesa e immediatamente attuabili – anche dal punto di vista del personale scolastico esistente – che si dovrebbero adottare:
- riconoscere anche ai professori delle scuole medie uniche, dei ginnasi, dei licei classici e scientifici, degli istituti magistrali quella stessa libertà e responsabilità nella scelta dei temi e dei modi di insegnamento della propria materia che già hanno i professori universitari;
- dichiarare di conseguenza puramente indicative e non tassative tutte le disposizioni programmatiche vigenti per tali scuole fermo restando cioè che chi vuol continuare a osservarle può farlo, chi vuol derogarne in parte può derogarne in parte e chi vuol derogarne del tutto può derogarne del tutto col solo obbligo di munire i suoi scolari, che alla fine dell’anno debbano presentarsi a un esame o passare ad altro insegnante, di una precisa relazione sul lavoro compiuto;
- sopprimere l’uso del registro e di qualsiasi altra consuetudine didattica che esiga dai professori l’interrogazione quotidiana degli studenti, stabilendo che le votazioni potranno dipendere soltanto da prove scritte interne compiute alla fine di ogni trimestre;
- abolire in ogni tipo e grado di scuola l’insegnamento dello scrivere in latino ed ogni esercizio ed esame corrispondente rendendo invece più severe, per chi il latino o altre lingue studi, le prove di accertamento della capacità di capire anche a prima vista testi latini, così come testi nelle lingue straniere studiate;
- nell’esame di maturità qualora venga adottato il nuovo tipo di prova proposto dal ministro Rossi, lasciare comunque ai giovani piena libertà nella scelta delle 5 materie su cui sostenere l’esame;
- Togliere il riconoscimento legale a qualunque istituzione scolastica privata che, stabilendo impegni di carattere dogmatico quale per esempio il giuramento antimodernista dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, o altrimenti ostacolando la possibilità della discussione critica, operi contro il principio fondamentale di ogni libera educazione.
Sulla attualità di proposte formulate 70 anni fa non c’è bisogno di spendere molte parole.
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