di Marco Guastavigna
Visto che vogliamo riflettere, sarebbe illusorio pensare di farlo partendo dalla scuola. Nemmeno l’istruzione è un punto di vista sensato. Parlare di logistica capitalista della conoscenza – questo è in larga misura la sempre più cosiddetta “intelligenza artificiale” – significa ragionare sul consumo di informazione, in brutali termini server-client. Dove il primo “offre” soluzioni che formattano il secondo a proposito di una merce.
Smettiamo anche di pensare che accrocchi come Google Search o Qwant siano finalizzati alla ricerca scientifica, accademica e così via. Sono dispositivi customer care, rivolti a facilitare l’accesso all’informazione. E la deep research e l’Ai overview ne sono coerenti derivati.
Il campo di riflessione è di altro genere, assolutamente politico. Ed è ora di esporsi, ovvero di rispondere a domande difficili, prima tra tutte questa: “Possiamo concepire dispositivi digitali – con moduli di AI o meno – appropriati, ovvero utili per la partecipazione alla sfera pubblica?”.
Io penso di sì, a patto di restituire alla conoscenza il suo ruolo di bene comune.
Vediamo, in senso letterale:

La logica prevalente, da molti concepita come unica

La logica alternativa, attiva in qualche spiraglio
Ora analizziamo.
Il confronto tra le due immagini rivela una contrapposizione netta tra due modelli di tecnologia, presentati come cicli etici e funzionali opposti: il “Dispositivo Digitale Inappropriato” e il “Dispositivo Digitale Appropriato”.
1. Il Concetto Centrale e la Simbologia
Dispositivo Inappropriato: Al centro dell’immagine si trova un tablet con lo schermo rotto e una “X” rossa, afferrato da una mano scheletrica o minacciosa. Questo suggerisce che la tecnologia, in questo modello, è dannosa, rotta o pericolosa.
Dispositivo Appropriato: Al centro vi è un tablet integro, utilizzato da una mano umana in modo funzionale. Questo indica usabilità, salute e un rapporto equilibrato con lo strumento.
2. I Cicli a Confronto
Le due immagini illustrano processi circolari speculari. Dove il primo diagramma mostra un circolo vizioso (frecce rosso scuro), il secondo propone un circolo virtuoso (frecce colorate e naturali).
Ecco le principali opposizioni tematiche punto per punto:
Impatto Ambientale:
Il modello inappropriato porta all’Ecocidio, rappresentato da rifiuti in fiamme e inquinamento.
Il modello appropriato punta all’Ecocompatibilità, simboleggiata da una foglia e un ciclo di riciclo.
Libertà vs Schiavitù:
Nel ciclo negativo, l’utente subisce la Dipendenza, illustrata da una figura umana incatenata a uno schermo luminoso.
Nel ciclo positivo, l’obiettivo è l’Emancipazione, raffigurata da una persona che spezza le proprie catene.
Gestione della Conoscenza:
Il dispositivo inappropriato promuove la Recinzione della conoscenza collettiva, mostrata come un libro avvolto nel filo spinato, rendendo il sapere inaccessibile.
Il dispositivo appropriato favorisce la Restituzione della conoscenza collettiva, rappresentata da un libro aperto verso il cloud e l’esterno, indicando condivisione.
Approccio Sociale ed Economico:
Il primo modello si basa sulla Proprietà intellettuale chiusa (lucchetto e denaro) e sulla Competitività (due figure che lottano per un trofeo).
Il secondo modello valorizza l’Apertura (lucchetto aperto) e la Vocazione sociale (icona di gruppo con un cuore), suggerendo collaborazione invece di scontro.
Individuo vs Collettività:
L’immagine negativa cita la Vocazione individuale, isolando la persona su un piedistallo.
L’immagine positiva contrappone a questo, oltre alla vocazione sociale, anche la Comprensibilità (una lampadina), suggerendo che la tecnologia deve essere chiara e accessibile per essere utile, invece che un dispositivo di dominio o competizione.
Le due infografiche delineano insomma due filosofie opposte:
a. Un sistema predatorio ed esclusivo, che consuma risorse (ecocidio), rinchiude il sapere (recinzione) e schiavizza l’utente (dipendenza).
b. Un sistema generativo e inclusivo, che rispetta l’ambiente (ecocompatibilità), libera l’utente (emancipazione) e condivide il sapere (restituzione).
Per usare un’analogia: il Dispositivo Inappropriato è rappresentato come un parassita che esaurisce l’ospite e l’ambiente, mentre il Dispositivo Appropriato agisce come un simbionte, che cresce e prospera insieme al suo utente e al contesto sociale.
Ripartiamo da questa distinzione, per favore. E schieriamoci a favore di ciò che può essere appropriato, se davvero eco-compatibile.
A questo scopo fornisco un paio di aggeggi che possono aiutare la riflessione.
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