Caos e futuro della democrazia

di Rodolfo Marchisio

E’ venuto di moda dire che la democrazia “liberale”, come costruita storicamente, in Europa soprattutto, conquistando quattro generazioni di diritti in 4 secoli attraverso lotte (Bobbio) e cercando in vari modi un equilibrio tra sviluppo economico e sociale e questi diritti (come nella nostra Costituzione dopo la Resistenza e la Costituente) non è più possibile o attuale.

Avevano cominciato gli amici di Trump, in quella strana forma di democrazia che erano gli USA, peraltro in via di degenerazione, a dire che non era più certo che la libertà (di arricchirsi? Di fare ciò che si voleva?) e democrazia e diritti (non solo individuali, ma anche umani, sociali, economici, internazionali) fossero ancora “compatibili”.

Cacciari, Esposito, Segre ed altri stanno pubblicando libri e sostenendo che siamo nel “caos” (e questo non si può negare) e che i modelli usati sinora non sono più adeguati a comprendere la realtà. Certamente.
Ma il modello di democrazia sviluppato in Europa e realizzato in vari modi, nei paesi del nord o in Spagna attualmente con più attenzione ai problemi sociali (lavoro, salute, istruzione), in altri paesi con più contraddizioni, non sono più perseguibili in questa situazione nuova? Sostituiti da cosa?

Distinguerei le due cose.

1- Siamo sicuramente in una situazione internazionale e geopolitica nuova, inedita, in cui le regole, le alleanze, i trattati anche internazionali ed i diritti umani collegati non contano più per i pochi potenti.

Gallino ed altri, dicevamo, indicavano tra l’altro già tempo fa il contesto:
La sconfitta della idea dell’eguaglianza (e della eguaglianza e del valore dei diritti e delle regole collegate aggiungerei).
La morte del pensiero critico.
La vittoria della stupidità (alimentata dai social, dalla arroganza, dall’odio (Bauman) e la modernità liquida, assenza di valori solidi, anche se sbagliati e, aggiungiamo noi,
la impossibilità di essere correttamente informati, causa la industria delle Fake e la strategia della distrazione – Chomsky- sempre attive che portano alla rinuncia, al disinteresse, alla astensione dal giudizio e dal “prendere posizione” che è base della democrazia.
Compresa la astensione dal voto ed il giudizio: “sono tutti uguali, non ci posso fare niente”).
Il rifiuto della complessità e il disprezzo della autorevolezzaLa fine della conoscenza e della competenza, Nichols – Anche perché oggi “la rete da parola a tutti”. Eco.
Anche se non dà a tutti lo stesso potere.

Mentre Trump ed i suoi stanno trascinando gli USA in una situazione senza precedenti di democrazia gravemente malata (ed i segnali di reazione interna arrivano da tutte le parti, MAGA compresi), il mondo è ora dominato da pochi capi, corrotti ed autoritari, che non solo creano caos, un caos che non sanno governare, ma fanno affari. O forse creano caos per fare affari. Trump in Cina si è portato, inutilmente, il gotha della economia, soprattutto digitale ed oligopolistica USA senza risultati. Ed è sospetto di speculare finanziariamente sulle sue azioni politiche. E ne pagherà le conseguenze.
Nessuno di loro, i “padroni del mondo” come li chiama Chomsky, però è in grado di controllare questa nuova situazione complessa.

In Italia la erosione della democrazia è all’ordine del giorno. Vedi referendum o bozza proposta di legge elettorale verso un predominio assoluto del 25% degli aventi diritto. Proposta che viola 3 articoli della Costituzione, tra cui le prerogative del Capo dello Stato, oltre il diritto ad un voto libero e consapevole, anche secondo i criteri minimi ricordati da Bobbio.

La situazione internazionale drammatica in termini di diritti umani, di libertà, di democrazia, è sotto gli occhi di tutti in modo evidente e nuovo e va affrontata con una presa d’atto, una forte consapevolezza, una reazione che spesso non risponde all’atteggiamento di molti cittadini, in maggioranza orientati all’egocentrismo ed al disimpegno.

2- Detto questo, le questioni sono:

a- Se il modello di democrazia liberale europea, che ad esempio nella nostra Costituzione mette insieme diritti di varia origine, relativi e variabili nello spazio e nel tempo (Bobbio), con i doveri del cittadino verso la società attraverso l’idea chiave della solidarietà sia da abbandonare o da perseguire più fortemente in questa nuova situazione.
Churchill, leader conservatore, diceva È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora.
Ne abbiamo altre?

Bobbio: La democrazia è il più grande tentativo di organizzare una società per mezzo di procedure non violente.

b- Se la lotta per la più completa difesa e affermazione dei diritti debba continuare o se dobbiamo abbandonare questa ricerca e questo progetto (che sembra appassionare i cittadini ed i giovani più delle alchimie politiche: da Flotilla al referendum in Italia).

c- Se l’Europa, a cominciare dall’UE con le sue divisioni, la mancanza di coerenza, i diversi modelli, talora non democratici, le sue divisioni e disfunzioni debba strutturarsi in modo diverso rispetto alla nuova situazione che la vede più isolata, ma non sola, dal punto di vista politico, economico, della ricerca della pace o della difesa; senza più fare conto su alleati potenti, ma non abbandonando i valori ed i diritti su cui si è costruita, seppur in modo discontinuo, sinora.

In alte parole se per noi la eredità della Resistenza ed il progetto della Costituzione siano da buttare o da realizzare con più convinzione.
Anche come risposta al caos che è momento ed occasione di rinnovamento.

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