di Aluisi Tosolini
Introduzione
Le Indicazioni Nazionali per i Licei sono state presentate in Bozze il 22 aprile 2026. Da quel giorno si è aperta una strettissima finestra per l’interlocuzione e il confronto pubblico. Da parte nostra abbiamo preso molto sul serio questo tempo pubblicando – grazie a Gessetti Colorati – un volume di Analisi critica delle indicazioni nazionali, probabilmente l’analisi più ampia e completa pubblicata in Italia. Il tutto nella consapevolezza che il tema è rilevante non solo per il futuro dei licei ma costituisce uno dei tasselli dell’impostazione culturale della maggioranza governativa e del Ministro Valditara nello specifico (e proprio per questo abbiamo dedicato ampio spazio alle recensione dei due volumi a firma Valditara pubblicati da Guerini & Associati; si veda qui le rispettive recensioni 1 e 2 ).
E’ passato meno di un mese dalle fine della strettissima finestra di confronto pubblico e da oggi abbiamo a disposizione il testo della Premessa alle Indicazioni Nazionali per i Licei inviato al CSPI per il dovuto (e non vincolante) parere.
Ebbene, avendo a disposizione il nuovo testo, la prima cosa da fare non poteva che essere una comparazione tra il testo delle bozze e il testo presentato al CSPI, riservandoci di fare altrettanto appena saranno disponibili anche tutti gli altri testi (ovvero i testi delle diverse discipline riferite ai diversi licei)
Quello che segue è l’esito del confronto che ho svolto con il supporto di diversi sistemi di intelligenza artificiale generativa controllando e integrando gli esiti ed assumendone ovviamente la responsabilità autorale.
Si evidenziano diversi e significativi interventi. Non vogliamo certo prenderci il merito ma di certo sono state fatte anche alcune tra le correzioni che avevamo indicate come necessarie. Ad esempio l’eliminazione del termine “copilota” (che rimanda direttamente a Microsoft) e il termine “docetico”, che rimanda non a un concetto didattico/pedagogico ma ad una eresia nella teologica cattolica.
Meglio che niente. Ma andiamo all’analisi puntuale delle differenze tra i due testi.
Tabella comparativa
Il confronto tra il testo della PREMESSA delle bozze e il testo della Premessa inviata a CSPI mostra che il testo presentato al CSPI non modifica l’impianto complessivo della Premessa, ma interviene in modo significativo su alcune aree sensibili: educazione al rispetto, inclusione, intelligenza artificiale, valutazione, formazione scuola-lavoro, collegialità docente e alcuni aspetti terminologici.
La struttura generale resta riconoscibile: il Liceo come scuola dello studio, della formazione culturale, della centralità della lingua, della lettura, del merito, del rapporto tra libertà e norma, dell’orientamento e della cittadinanza. Tuttavia, il testo CSPI appare più prudente su alcuni temi, più operativo sull’IA e più attento al bilanciamento tra innovazione, autonomia professionale e tutela della relazione educativa.
Testo della bozza (22 aprile 2026) |
Testo presentato al CSPI |
|---|---|
| Origine del Liceo: il testo richiama il λύκειον e il santuario di Apollo, ma senza specificare esplicitamente Aristotele come fondatore della scuola. | Aggiunta: viene inserito il riferimento alla scuola “fondata da Aristotele”. È un’aggiunta simbolica, che rafforza il legame genealogico con la tradizione classico-filosofica del Liceo. |
| Educazione all’empatia: l’agire educativo richiede, da parte dello studente, “il consenso al voler apprendere”. | Correzione/integrazione: si aggiunge anche “la motivazione ad apprendere”. Il testo CSPI lega quindi il patto educativo non solo al consenso, ma anche alla motivazione dello studente. |
| Contrasto alla violenza e alla discriminazione contro le donne: la bozza si limita a dire che educazione al rispetto, relazioni corrette, empatia e contrasto agli stereotipi sono strumenti fondamentali per combattere violenza e discriminazione. | Aggiunta sostanziale: il testo CSPI precisa che intolleranza, stereotipi, discriminazione e violenza non possono essere interpretati solo come comportamenti individuali, ma hanno radici culturali, sociali e storiche da riconoscere e contrastare con percorsi di cittadinanza responsabile. |
| Educazione affettiva/sanitaria: nella bozza si dice che si dovranno approfondire temi quali “riproduzione e concepimento consapevole” e “prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili”. | Taglio: nel testo CSPI questo riferimento scompare. Resta l’educazione all’ascolto dei bisogni emotivi, ma vengono eliminati i riferimenti espliciti a concepimento consapevole e malattie sessualmente trasmissibili. |
| Inclusione: la bozza richiama pari opportunità, disabilità, DSA, svantaggio socio-economico, linguistico e culturale, rimozione delle barriere e successo formativo. | Aggiunta importante: il testo CSPI amplia il discorso: il Liceo non deve solo valorizzare talenti ed eccellenze, ma anche sostenere studenti e studentesse nei momenti di vulnerabilità, considerando fragilità non sempre certificate, svantaggio socioeconomico, disagio relazionale, difficoltà emotive, recente migrazione e classi eterogenee. |
| IA come sfida antropologica: nella bozza l’avvento dell’IA è presentato come “radicale sfida antropologica” che investe i fondamenti del trasmettere e dell’apprendere. | Riscrittura concettuale: nel CSPI l’IA è descritta meno come frattura antropologica e più come contributo strategico al miglioramento dei processi organizzativi e di apprendimento, se adeguatamente supervisionato. |
| IA come “lente critica”: la bozza afferma che il Liceo integra l’IA non come contenuto separato, ma come “lente critica” attraverso cui rileggere le discipline. | Correzione di focus: il testo CSPI parla invece di IA come “strumento delle discipline”. La prospettiva diventa più didattico-operativa, anche se resta l’esigenza di un uso etico, antropocentrico e trasparente. |
| Studenting: nella bozza lo studenting è definito come crescita che nasce dallo sforzo cognitivo e dalla memoria intesa come esercizio di identità e auto-perfezionamento. | Riscrittura operativa: nel CSPI lo studenting diventa la capacità dello studente di pianificare lo studio, selezionare, elaborare e condividere materiali didattici, assumendo una responsabilità orientata all’apprendimento. |
| IA come “copilota”: nella bozza l’IA è definita dispositivo che agisce da “copilota” al servizio di un’agency responsabile. | Taglio lessicale: nel CSPI scompare la metafora del “copilota”. Resta l’idea dell’IA come dispositivo da governare e al servizio di un’agency responsabile, ma con lessico più istituzionale. |
| Progettazione didattica e IA: nella bozza il docente è “architetto” di ambienti di apprendimento; il dispositivo tecnologico è “specchio cognitivo”; lo studente deve interrogare l’algoritmo, svelarne i pregiudizi e riconoscere l’assenza della relazione “docetica”. | Riscrittura sostanziale: nel CSPI il docente diventa “regista” di ambienti di apprendimento. L’IA supporta la progettazione didattica nell’allineare obiettivi e bisogni, elaborare UDA, piani di lezione diversificati e materiali multimodali. Spariscono “specchio cognitivo” e “relazione docetica”. |
| Valutazione e IA: nella bozza la valutazione è atto di discernimento che valorizza itinerario logico, revisione critica, originalità, intuizione autentica e giudizio morale. | Riscrittura operativa: nel CSPI l’IA può supportare il docente nella costruzione di prove, rubriche, analisi dei risultati, individuazione di punti di forza, difficoltà e progressioni, feedback personalizzati, recupero e potenziamento. |
| Formazione digitale docente: nella bozza il tema è meno sviluppato in relazione a framework europei. | Aggiunta: il CSPI collega l’uso critico dell’IA alla formazione digitale in servizio dei docenti e al Framework DigComp 3.0, con aree di competenza e livelli di padronanza. |
| Padronanza linguistica e IA: nella bozza il tema dell’IA resta soprattutto dentro una cornice antropologica, etica e valutativa. | Aggiunta rilevante: il CSPI afferma che lo studente può raggiungere una reale consapevolezza e controllo dell’IA solo dopo aver acquisito padronanza linguistica e strumentario concettuale, necessari per riconoscere errori e aporie dell’IA. |
| Finalità formative: nella bozza si parla di tre tipologie diverse di “conoscenze”, pur includendo anche abilità. | Correzione terminologica: nel CSPI si parla di tre tipologie diverse di “apprendimenti”, termine più coerente perché comprende conoscenze dirette, abilità e conoscenze proposizionali. |
| Raccordo con il terziario: nella bozza si parla di raccordo con la formazione terziaria, includendo Università, ITS Academy, AFAM e IFTS. | Taglio/riassetto: nel CSPI il riferimento è all’istruzione terziaria, citando Università, ITS Academy e AFAM, ma non IFTS. Si segnala anche il refuso “con la l’istruzione terziaria”. |
| Orientamento: la bozza richiama il D.M. 328/2022, i moduli di orientamento, la personalizzazione dei percorsi, la riduzione dell’abbandono, il contrasto ai NEET e il mismatch formazione-lavoro. | Sostanziale continuità: il CSPI mantiene l’impianto sull’orientamento, correggendo anche il refuso “valorizzaizone” in “valorizzazione”. |
| Formazione scuola-lavoro: la bozza conferma la funzione formativa, orientativa e culturale dei percorsi, il raccordo con PCTO, E-Portfolio, docente tutor, piattaforma UNICA, sicurezza e monte ore. | Sostanziale continuità: il CSPI mantiene l’impianto, con interventi prevalentemente redazionali e di coerenza terminologica. |
| E-Portfolio e Capolavoro: nella bozza l’E-Portfolio è definito “strumento privilegiato” e serve a favorire nello studente la capacità di individuare e valorizzare il proprio Capolavoro come sintesi delle competenze maturate e dei traguardi raggiunti. | Correzione prudenziale: nel CSPI l’E-Portfolio diventa “dispositivo di documentazione e autoriflessione”; il Capolavoro è valorizzato come sintesi significativa dei traguardi raggiunti, con minore enfasi sull’individuazione personale e sulle competenze maturate. |
| Valutazione e burocrazia: nella bozza si insiste sulla valutazione come narrazione condivisa e sul ruolo degli strumenti digitali e dei portfolio. | Aggiunta critica: il CSPI precisa che certificazione ed E-Portfolio non devono trasformarsi in appesantimento burocratico né sottrarre tempo alla relazione educativa in presenza. |
| Collegialità docente: nella bozza la collegialità è valorizzata come dimensione di responsabilità condivisa e superamento dell’individualismo valutativo. | Aggiunta di bilanciamento: nel CSPI si afferma che la collegialità non deve diventare imposizione burocratica né “tirannia della maggioranza”, nel rispetto dell’autonomia didattica e della libertà di insegnamento. |
| Tecnologie nella valutazione: nella bozza l’IA supporta l’autovalutazione assistita come sostegno all’autonomia decisionale, non come sostituto del giudizio critico. | Integrazione: nel CSPI si aggiunge che l’IA non deve sostituire il giudizio critico né la cooperazione tra pari, e che l’innovazione deve restare subordinata al giudizio esperto del docente. |
| Competenze digitali degli studenti: la bozza già includeva il tema dell’uso critico delle tecnologie e dell’IA. | Maggiore esplicitazione: il CSPI formula obiettivi più puntuali: comprendere il funzionamento di base di algoritmi, sistemi automatizzati e applicazioni di IA, valutarne opportunità e limiti, produrre contenuti digitali anche con IA documentando il processo cognitivo e valutando gli output. |
Lettura complessiva delle modifiche
Le modifiche non cambiano la filosofia generale della Premessa, ma ne modificano l’equilibrio. Il testo CSPI appare più istituzionale, più prudente e più traducibile in pratiche scolastiche.
La prima linea di cambiamento riguarda i temi educativi sensibili. Il riferimento esplicito a riproduzione, concepimento consapevole e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili viene eliminato. Al suo posto, il CSPI rafforza una cornice più generale di educazione al rispetto, alla cittadinanza responsabile e al contrasto delle radici culturali e sociali di stereotipi, discriminazione e violenza.
La seconda linea riguarda l’inclusione. Il testo CSPI amplia il discorso oltre i bisogni formalmente certificati e introduce un’attenzione più marcata alle vulnerabilità non sempre visibili: fragilità emotive, disagio relazionale, svantaggio socioeconomico, migrazione recente, eterogeneità linguistica e culturale. È un passaggio importante perché tempera l’enfasi sul merito con una più forte attenzione alla cura dei percorsi personali complessi.
La terza linea, la più evidente, riguarda l’intelligenza artificiale. Qui il testo viene profondamente riscritto. La bozza era più filosofica: parlava di sfida antropologica, lente critica, copilota, specchio cognitivo, relazione docetica. Il CSPI conserva il nucleo etico e antropocentrico, ma lo traduce in indicazioni più operative: IA come strumento delle discipline, supporto alla progettazione, alle UDA, alla personalizzazione, alla valutazione, ai feedback, alla formazione digitale dei docenti e allo sviluppo di competenze digitali documentabili.
La quarta linea riguarda la valutazione. Il CSPI accentua il valore processuale, formativo e orientativo della valutazione, ma introduce anche cautele importanti: certificazione, E-Portfolio e strumenti digitali non devono diventare burocrazia né sottrarre tempo alla relazione educativa. In più, il testo precisa che l’innovazione tecnologica deve restare subordinata al giudizio esperto del docente.
La quinta linea riguarda la collegialità. Il testo CSPI mantiene la centralità del lavoro collegiale, dei consigli di classe e dei dipartimenti, ma aggiunge una clausola di garanzia: la collegialità non può diventare imposizione burocratica o “tirannia della maggioranza”. È un passaggio significativo perché prova a bilanciare curricolo condiviso, trasparenza valutativa, autonomia didattica e libertà di insegnamento.
Conclusione
Il testo presentato al CSPI non è una semplice ripulitura redazionale della bozza di primavera. È una versione corretta in punti strategici. Dove la bozza aveva toni più assertivi o più teorico-filosofici, il CSPI tende a introdurre prudenza, riferimenti normativi, sostenibilità didattica e maggiore attenzione alla concreta vita delle scuole.
La modifica più rilevante riguarda l’IA: da grande questione antropologica e culturale diventa anche un oggetto di progettazione curricolare, didattica e valutativa. Il messaggio di fondo è che il Liceo non deve rincorrere la tecnologia, ma governarla attraverso studio, lingua, sapere disciplinare, mediazione docente e responsabilità educativa.
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