Conclusione del primo ciclo di assuefazione al pensiero neoliberale

di Marco Guastavigna

Il mio scarso interesse per tutto ciò che è valutazione (sommativa, formativa, sottrattiva, standardizzante, pseudo-oggettivante, stigmatizzante, trascurata, frettolosa e così via) mi ha esonerato per anni dall’accorgermi della profonda sudditanza al “pensiero capitalista” della certificazione di competenze che si riceve dopo l’esame conclusivo della secondaria di primo grado. Ma ora ho letto e:

Prima provocazione; Analisi da parte di Capitalismo Detector, accrocco realizzato da me con assistente al codice

Il testo fornito non descrive un meccanismo economico diretto, ma piuttosto una struttura di certificazione delle competenze. Tuttavia, l’analisi rivela come il sistema educativo incorpori pienamente la logica capitalistica moderna, trasformando l’apprendimento in un processo misurabile e orientato alla produttività del capitale umano.

Di seguito è riportata l’identificazione dei passaggi che riflettono narrazioni subordinate al capitalismo:

Egemonia Culturale Rilevata
MASSIMIZZAZIONE DEL PROFITTO E “SHAREHOLDER VALUE”
(Il valore dello studente è misurato in termini di utilità lavorativa per il mercato.)

Passaggio: “Competenza digitale: Uso critico e sicuro delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione.”

Concetto Capitalista: Funzionalizzazione del Capitale Umano. L’inclusione esplicita della dimensione “per il lavoro” riduce l’apprendimento a un set di competenze operative necessarie per mantenere viva la forza lavoro. L’educazione non è fine a sé stessa, ma preparazione alla manodopera.

Passaggio: “Spirito di iniziativa e imprenditorialità: Capacità di tradurre le idee in azioni, pianificare e gestire progetti per raggiungere obiettivi materiali o immateriali.”

Concetto Capitalista: Progettualità del Risultato Economico. Questo punto istituzionalizza la necessità che lo studente sia un produttore attivo (imprenditore/lavoratore autonomo) piuttosto che un mero fruitore di conoscenza. Il successo è definito dalla capacità di trasformare idee in “obiettivi materiali o immateriali” da commercializzare.

INDIVIDUALISMO E MERITOCRAZIA
(L’enfasi sull’individuo come agente unico del proprio successo e fallimento.)

Passaggio: “Imparare a imparare: Capacità di organizzare il proprio apprendimento, sia individualmente sia in gruppo…”

Concetto Capitalista: Autogestione del Rischio Individuale. Viene richiesto allo studente (futuro lavoratore) di essere l’architetto della propria carriera e formazione. Questo sposta la responsabilità del fallimento educativo interamente sull’individuo, mascherando le strutture sociali ed economiche che determinano effettivamente le opportunità.

Passaggio: Livelli di Certificazione (Avanzato/Intermedio): Il modello descrittivo crea una gerarchia oggettiva e quantificabile delle capacità.

Concetto Capitalista: Meritocrazia Strutturale. Il sistema patologizza il “non sapere” trasformandolo in un livello (D-Iniziale), e celebra solo la performance misurabile. Questo rafforza l’idea che lo status socio-economico debba derivare da una valutazione oggettiva e competitiva delle capacità personali.

CULTO DELLA COMPETIZIONE E DEL LIBERO MERCATO
(La struttura stessa è un meccanismo di classificazione comparativa.)

Passaggio: L’uso di un sistema a quattro livelli descrittivi (A, B, C, D).

Concetto Capitalista: Gamification della Performance e Mercificazione dell’Apprendimento. Il sistema non mira semplicemente all’apprendimento o alla comprensione profonda; mira alla classifica. Questa struttura trasforma il percorso educativo in un ciclo di valutazione continua dove l’obiettivo implicito è superare i propri pari per ottenere la certificazione più alta, replicando le dinamiche della competizione di mercato.

CENTRALITÀ DELLA PROPRIETÀ PRIVATA
(Non è presente nell’accezione fisica, ma viene rilevata una proprietà su un bene immateriale.)

Passaggio: L’intero sistema che certifica il “Profilo dello studente.”

Concetto Capitalista: Proprietà Immateriale e Certificabile. Il diritto più prezioso acquisito non è la conoscenza in sé, ma la certificazione ufficiale di quell’abilità. Questa certificazione diventa un bene scambiabile sul mercato del lavoro (il “titolo” o il “curriculum”), la cui proprietà e valore dipendono dal sistema che lo emette.

ESPANSIONE E CRESCITA CONTINUA
(Il bisogno costante di adattarsi al domani economico.)

Passaggio: L’attenzione all’“apprendimento permanente”.

Concetto Capitalista: Obsolescenza Programmata del Sapere. L’istruzione è presentata come un processo mai concluso. Il messaggio implicito è che l’individuo deve rimanere in uno stato di apprendimento perpetuo per evitare di diventare economicamente obsoleto, garantendo così la continuità della domanda di forza lavoro flessibile e aggiornabile dal sistema economico dominante.

RESISTENZA CULTURALE

Il testo è estremamente omogeneo; non vengono proposte alternative concettuali o modelli educativi che mettano in discussione l’attuale rapporto tra apprendimento individuale, meritocrazia e valore di mercato.

Seconda provocazione: Su richiesta Gemini rovescia la prospettiva

Riscrivere le competenze di fine primo ciclo (la fine della terza media) ribaltando la logica utilitaristica e competitiva significa rimettere al centro l’idea che la cultura e il sapere siano beni comuni. In questa visione, l’eccellenza non è “superare le altre persone”, ma scoprire come il proprio pezzetto di potenziale si incastri con quello altrui per generare valore sociale.

Ecco una proposta di riscrittura che trasforma i traguardi tradizionali in competenze di cittadinanza collaborativa, estendendo la stessa logica alle condizioni e alle potenzialità della persona destinataria della valutazione.

Profilo delle Competenze in Chiave Sociale e Coesiva

Comunicazione e Dialogo Comunitario

Oltre la retorica persuasiva: La lingua non serve a “vincere un dibattito”, ma a costruire ponti.

  • Competenza: Chi frequenta la scuola utilizza i dispositivi linguistici e digitali per facilitare la comprensione reciproca. Ascolta attivamente le prospettive altrui, decodifica i bisogni del gruppo e formula messaggi chiari, inclusivi e orientati alla mediazione dei conflitti. Utilizza i linguaggi espressivi (artistici, musicali, corporei) come territori di condivisione e sintonizzazione emotiva con la comunità.

Pensiero Critico e Interdipendenza Scientifica

Oltre il tecnicismo isolato: La scienza e la tecnologia come dispositivi di benessere collettivo.

  • Competenza: Chi apprende analizza la realtà applicando il metodo scientifico e il pensiero computazionale, riconoscendo che ogni fenomeno naturale, tecnologico e umano è strettamente interconnesso. Valuta l’impatto delle scelte tecnologiche e scientifiche sulla comunità e sull’ambiente (eco-interdipendenza), cooperando alla ricerca di soluzioni sostenibili e non predatorie.

Consapevolezza Storico-Sociale e Mutuo Aiuto

Oltre la cronologia delle conquiste: La storia come evoluzione delle forme di solidarietà.

  • Competenza: Chi partecipa al percorso didattico comprende il valore della memoria storica e delle regole democratiche come conquiste di cooperazione sociale. Riconosce i meccanismi di esclusione e attiva pratiche quotidiane di mutuo aiuto per contrastarli, assumendo la responsabilità del bene comune e della cura dei dispositivi sociali e degli spazi collettivi.

Intraprendenza Solidale e Co-progettazione

Oltre l’imprenditorialità individualista: Saper fare, insieme.

  • Competenza: Ogni componente della classe sa pianificare, realizzare e valutare progetti condivisi, valorizzando le competenze specifiche di ciascuna persona all’interno del gruppo. Di fronte a un imprevisto o a un problema complesso, non cerca la performance isolata, ma attiva dinamiche di mutuo soccorso e cooperazione per ridistribuire il carico e raggiungere un obiettivo equo.

2. Criteri per la Valutazione delle Potenzialità Partecipative

Per coerenza, la valutazione non fotografa la soggettività in un vuoto pneumatico (“cosa si sa fare in solitudine sotto stress?”), ma ne valuta l’attivazione in un contesto relazionale. Si osservano le sue potenzialità espansive ed eque:

Dimensione Osservata Indicatore di Potenziale Cooperativo
Soluzione Collaborativa di Problemi Come la persona mappa le risorse del gruppo di fronte a una sfida, integrando i punti di forza di ciascuna parte.
Costruzione di Iniziative Eque La tendenza a progettare azioni in cui l’accesso, lo sforzo e il beneficio siano distribuiti equamente.
Attivazione dell’Interdipendenza La capacità di riconoscere quando chiedere aiuto e come offrire il proprio sapere per sbloccare il lavoro altrui.

Le Condizioni della Persona Destinataria (La “Fotografia” Valutativa)

Quando valutiamo la situazione di chi è a fine ciclo, lo facciamo attraverso descrittori che ne esaltano l’impatto sociale:

  • Potenziale di attivazione inclusiva: La persona destinataria della valutazione mostra la capacità di stimolare le potenzialità latenti in chi vive una situazione di timidezza o difficoltà, strutturando il lavoro di gruppo affinché nessuno sia lasciato in una posizione di passività.
  • Generatività democratica: Viene descritta la propensione del soggetto a non subire le decisioni o a imporre le proprie, bensì a favorire la nascita di iniziative dal basso, nate dalla negoziazione e dal consenso.
  • Resilienza di gruppo (Mutuo Soccorso): Se ne valuta la reazione di fronte all’errore proprio e altrui. Nella visione non competitiva, l’errore di un’altra persona non è un vantaggio relativo (“la mia prestazione è stata migliore”), ma un segnale di cura che richiede il riassetto collaborativo del dispositivo didattico.

 

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