Il parere del CSPI sulle nuove Indicazioni nazionali per i licei: aperture, criticità e richieste di revisione

di Aluisi Tosolini

E’ stato resto pubblico ill parere espresso dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione sulle nuove Indicazioni nazionali per i licei (il testo del parere può essere letto integralmente QUI). Ho fatto un’ analisi molto approfondita (con il supporto di tre diversi sistemi di intelligenza artificiale) del testo del parere CSPI e qui la riporto.

Prima, tuttavia, credo importante fare una precisazione/sottolineatura

Noi lo avevamo detto: l’ebook di Gessetti Colorati

Senza tirarsela troppo ma, per onore del vero, non posso tacere il fatto che l’ebook “INDICAZIONI 2026 PER I LICEI: LETTURE CRITICHE” pubblicato da Gessetti Colorati ha colto nel segno individuando le stesse criticità che sono al centro del documento del CSPI. A partire dalla questione Pecup (vedi testo di Simone Giusti), dalla riflessione sulla valutazione (vedi capitolo di Cristiano Corsini), alle note sull’Intelligenza Artificiale di Susanna Sancassani e Daniela Casiraghi.

E potrei continuare con evidenziando il nodo dell’eccessiva sottolineatura delle “conoscenze” oppure la questione dell’Occidente (vedi Antonio Brusa) ma mi fermo qui.

Abbiamo scritto quel volume (e Gessetti Colorati lo ha pubblicato) per spirito di servizio, come partecipazione consapevole ed esperta al processo di consultazione (che il Cspi stesso sottolinea essere stato brevissimo e, in sostanza, una quasi finzione visto che il parere delle scuole era obbligatoriamente unico e sostanzialmente era quasi impossibile esprimerlo in modo ampio e motivato).

Spirito di servizio verso quel bene comune che è la scuola. Lo spazio educativo in cui le nuove generazioni si formano ed iniziano ad affrontare le sfide che caratterizzeranno (e caratterizzano) il loro tempo. E il nostro. Una responsabilità adulta che ci ha portati ad esprimere e ad argomentare con pacatezza i nostri pareri e le nostre lettura critiche.

Da qui in avanti il testo delle indicazioni procederà (speriamo almeno emendato e corretto in quelle parti redazionalmente errate così chiaramente indicate dal pare CSPI e spia di un lavoro redazione decisamente affrettato e poco curato) e presto diventerà la base da cui i licei saranno tenuti a ridefinire i propri curricoli e i docenti i percorsi disciplinari.

E qui, allora, torna la lezione con cui si è chiuso l’ebook pubblicato da Gessetti Colorati. Lezione a firma di Roberto Maragliano che ricorda (anche per esperienza diretta) come la vita (la rilevanza o l’irrilevanza pratica) di documenti di questo tipo dipende e dipenderà dalla concreta azione quotidiana dei docenti. E, ci piace pensarlo, anche degli studenti e delle studentesse. Continua a leggere

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La storia nelle “Indicazioni 2026”: osservazioni in corso d’opera

di Luigi Cajani

Il 24 giugno scorso il ministro Valditara ha annunciato in un’intervista l’imminente trasmissione al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) – per il consueto parere obbligatorio ma non vincolante – della seconda bozza delle Indicazioni nazionali per i Licei, rivista sulla base delle audizioni e consultazione con scuole, associazioni disciplinari e consulte studentesche. La parte riguardante la storia (identica per tutti i licei e opera della stessa commissione che ha redatto quella per il primo ciclo) presenta solo piccole variazioni rispetto alla prima bozza, tranne che per il Medioevo, i cui precedenti contenuti sono stati interamente sostituiti, parola per parola, con quelli presentati dalla Società Italia per la Storia Medievale (SISMED) dopo l’audizione con la commissione, in un documento che comunque, oltre a proporre queste correzioni, esprime critiche di fondo all’impianto generale del programma, caratterizzato dall’esaltazione dell’Occidente, dall’accento sulla storia politica e dalla centralità della storia italiana.

I primi due paragrafi, Perché studiare la storia e Linee generali e competenze, che illustrano l’impianto ideologico del programma. Mi soffermerò qui solo sul terzo paragrafo (Obiettivi specifici di apprendimento e conoscenze), che contiene una nuova lista dei contenuti, che può essere considerata quasi definitiva, com’è avvenuto a questo punto dell’iter delle Indicazioni per il primo ciclo. La lista è su due piani: il piano principale è formato da “nuclei tematici” cronologicamente ordinati: quattordici per il primo biennio, quindici per il secondo e quattordici per il quinto anno, che è tutto dedicato alla storia dall’inizio del Novecento a oggi. La loro funzione è formare la struttura della programmazione, come viene precisato: di essi “è opportuno che il docente tenga conto … nella costruzione dei percorsi didattici”. Ogni nucleo tematico è poi articolato in numerosi “punti rilevanti”, che formano il secondo piano e rappresentano lo spazio di autonomia dei docenti, che li “potranno variamente approfondire e integrare in relazione ai diversi percorsi liceali”. Questi punti rilevanti sono un aspetto particolarmente problematico del programma, perché sono spesso articolati senza una chiara gerarchia di rilevanze, con pleonasmi e omissioni, e con giudizi di valore del tutto inappropriati in questo tipo di testo. A questo proposito è illuminante il confronto con il programma per i licei finora vigente, promulgato dalla ministra Maria Stella Gelmini nel 2010, che presenta una struttura coerente ed essenziale.

Il testo completo dell’articolo di Luigi Cajani è nel sito Historia Ludens

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Conversando con Google di indicazioni per i licei e di linguistica democratica

di Mario Ambel

Questo è il resoconto di un dialogo fortuito ma molto interessante con Google “AI Mode”.

Alla ricerca dell’ultima versione delle Indicazioni nazionali sui licei, quella inviata al CSPI, ho messo nel “motore di ricerca” Google questa dicitura:

“indicazioni nazionali licei ultima versione”

L’esito immediato è stato questo:

Le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei rappresentano il primo aggiornamento sistematico del curricolo dal 2010. Entrate in vigore, in sostituzione delle precedenti, le linee guida mirano a unire i saperi classici con le sfide del contemporaneo, ponendo maggiore enfasi sul pensiero critico e sul ruolo autorevole del docente. [1]

Fonte dichiarata dell’informazione il Gruppo Spaggiari Parma, contesto presumibilmente informato e interessato. Contestualmente Google mi propone l’elenco delle “novità più rilevanti”. Nonostante la formulazione nel complesso parzialmente sospetta, ingolosito dall’offerta, permuto su “Mode AI” e ottengo questa declarazione di novità programmatiche, di cui riporto solo i singoli titoli. corredata delle relative fonti:

Le nuove Indicazioni Nazionali per i licei introducono riforme strutturali e metodologiche che rimettono al centro il ruolo del docente come guida autorevole e modernizzano i programmi. La riforma è in fase di consultazione e transizione. [1, 2, 3, 4, 5] Continua a leggere

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Quando Raffaele mi chiese di collaborare per il libro su Don Milani

di Stefano Stefanel

Alcuni anni fa mi chiama Raffaele e mi dice: “Sto curando per la Eriksson un volume collettaneo che si chiamerà “Generazione don Milani. Vuoi scrivere un capitolo?”. Io gli ho risposto: ” Volentieri. Ma io sono un professore non un maestro. Sei sicuro?” Mi ha risposto:” È vero che sei un professore ma ragioni come un maestro.” E così in quel libro ci sono anch’io. Con Cinzia Mion siamo andati in auto a Rimini alla presentazione ufficiale. E poi Raffaele è venuto molte volte in Friuli e abbiamo fatto tante presentazioni insieme.
Perdo un amico. Un Maestro. Uno che aveva capito che l’ autonomia scolastica e il Piano dell’ Offerta Formativa potevano cambiare una scuola che stava andando in una direzione sbagliata. Il pensiero di Raffaele da questo Ministero viene ignorato. Finché potrò scriverò sulla scuola pensando a Raffaele. I giovani sembrano lontani. Ma il mondo gira. Ti voglio bene Raffaele. Grazie di tutto quello che hai fatto per me. Grazie di tutto quello che abbiamo fatto insieme.

 

 

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Per ricordare Raffaele, parliamo di “cattedra inclusiva”

di Cinzia Mion

 

La recente scomparsa di Raffaele Iosa mi induce a recuperare, per ricordarlo in modo adeguato, il concetto di “cattedra inclusiva” per cui egli si è battuto molto, incontrando però opposizioni di vario tipo, soprattutto per motivi solo opportunistici.
Questo concetto prevede il tema dell’inclusività della scuola collegato alla formazione di “tutti” i docenti, fino all’ipotesi appunto della cosiddetta “cattedra inclusiva”, che tante polemiche ha suscitato. Molto importante e chiarificatore appare l’individuazione da parte dell’INVALSI degli indicatori di “inclusione” della scuola: condivisione, spinte al cambiamento, senso di appartenenza ad una comunità inclusiva fondata sul sostegno reciproco, sulla solidarietà e il sentire comune.
Proviamo ad addentrarci nella tematica.

Un manifesto della scuola inclusiva non può non partire dall’articolo 3 della Costituzione che, come tutti sanno, parla di uguaglianza… Compito della scuola, Istituzione della Repubblica, è quello di rimuovere l’ignoranza che impedisce ai suoi cittadini la completa realizzazione e partecipazione in un Paese democratico. Questo è riferito ai soggetti che frequentano la scuola, ovviamente appare speculare l’impegno dei docenti. O meglio dovrebbe apparire!

Il contesto
Il contesto su cui ci troviamo a condurre delle riflessioni sulla scuola inclusiva ha delle caratteristiche particolari che vanno esplicitate. Descrivere il contesto significa non soltanto far riferimento semplicemente al territorio di appartenenza, sia pur indispensabile.
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Conclusione del primo ciclo di assuefazione al pensiero neoliberale

di Marco Guastavigna

Il mio scarso interesse per tutto ciò che è valutazione (sommativa, formativa, sottrattiva, standardizzante, pseudo-oggettivante, stigmatizzante, trascurata, frettolosa e così via) mi ha esonerato per anni dall’accorgermi della profonda sudditanza al “pensiero capitalista” della certificazione di competenze che si riceve dopo l’esame conclusivo della secondaria di primo grado. Ma ora ho letto e:

Prima provocazione; Analisi da parte di Capitalismo Detector, accrocco realizzato da me con assistente al codice

Il testo fornito non descrive un meccanismo economico diretto, ma piuttosto una struttura di certificazione delle competenze. Tuttavia, l’analisi rivela come il sistema educativo incorpori pienamente la logica capitalistica moderna, trasformando l’apprendimento in un processo misurabile e orientato alla produttività del capitale umano. Continua a leggere

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Analisi comparata della Premessa: cosa cambia tra la bozza e il testo presentato al CSPI ?

di Aluisi Tosolini

Introduzione

Le Indicazioni Nazionali per i Licei sono state presentate in Bozze il 22 aprile 2026. Da quel giorno si è aperta una strettissima finestra per l’interlocuzione e il confronto pubblico. Da parte nostra abbiamo preso molto sul serio questo tempo pubblicando – grazie a Gessetti Colorati – un volume di Analisi critica delle indicazioni nazionali, probabilmente l’analisi più ampia e completa pubblicata in Italia. Il tutto nella consapevolezza che il tema è rilevante non solo per il futuro dei licei ma costituisce uno dei tasselli dell’impostazione culturale della maggioranza governativa e del Ministro Valditara nello specifico (e proprio per questo abbiamo dedicato ampio spazio alle recensione dei due volumi a firma Valditara pubblicati da Guerini & Associati; si veda qui le rispettive recensioni 1 e 2 ).

E’ passato meno di un mese dalle fine della strettissima finestra di confronto pubblico e da oggi abbiamo a disposizione il testo della Premessa alle Indicazioni Nazionali per i Licei inviato al CSPI per il dovuto (e non vincolante) parere.

Ebbene, avendo a disposizione il nuovo testo, la prima cosa da fare non poteva che essere una comparazione tra il testo delle bozze e il testo presentato al CSPI, riservandoci di fare altrettanto appena saranno disponibili anche tutti gli altri testi (ovvero i testi delle diverse discipline riferite ai diversi licei)

Quello che segue è l’esito del confronto che ho svolto con il supporto di diversi sistemi di intelligenza artificiale generativa controllando e integrando gli esiti ed assumendone ovviamente la responsabilità autorale. Continua a leggere

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INDICAZIONI PER I LICEI: STORIA AL CLASSICO (testo trasmesso al CSPI)

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INDICAZIONI PER I LICEI: LA PREMESSA (testo trasmesso al CSPI)

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Frank Furedi all’esame di maturità: come far da grancassa al pensiero di Valditara

di Aluisi Tosolini

Ha generato un certo stupore, oggi, la lettura della traccia B3 della prova di italiano all’esame di maturità. La traccia (riproposta in calce al presente articolo) riporta una pagina del testo I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere pubblicato da Meltemi nel 2021 (e in originale inglese da Routledge nel 2020).

Domanda da cui partire: chi tra i lettori di questo mio commento conosceva Frank Furedi? Io, lo ammetto senza alcun problema, no. E allora sono andato a informarmi, ho trovato alcuni dei libri, ho usato l’IA per indagarli, riassumerli, interrogarli, ho seguito tracce e scoperto cose interessanti.

Ecco cosa ne ho ricavato.

Chi è Frank Furedi

Frank Furedi è un sociologo, nato in Ungheria nel 1947 ma nel 1956 la sua famiglia fugge all’estero. Wikipedia in inglese dice che ha cittadinanza canadese e inglese e racconta le sue vicissitudini culturali concluse con l’adesione a punti di vista decisamente conservatori e di destra. Nel 2021 poi è divenuto direttore del centro MCC a Bruxelles che è una emanazione del Mathias Corvinus Collegium ( MCC ) strettamente collegato al (oltre che finanziato dal) governo Orban. Caduto Orban il centro MCC di Bruxelles è stato sospeso dal registro per la trasparenza dell’UE (qui è possibile leggere la presa di posizione di tre giorni fa della rivista Nazione Futura di cui è direttore Corrado Ocone). Continua a leggere

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