Dopo le Nuove Indicazioni: insegnare e valutare le scienze

Donatella Merlo intervista Paolo Mazzoli sulle “Nuove” Indicazioni Nazionali

I cambiamenti introdotti dalle Nuove Indicazioni 2026 in questi mesi, ben prima della pubblicazione definitiva sulla Gazzetta ufficiale, hanno destato ampie e articolate discussioni sia rispetto alle modalità seguite sia rispetto ai contenuti che escono da questo processo di revisione. Ci è sembrato quindi importante dialogare su questi aspetti con qualcuno che ha competenza sia in merito alle Indicazioni nazionali sia in merito ad un campo specifico come le scienze che nelle IN 26 sono state ridotte a un manuale da studiare contro quanto la pratica didattica e la ricerca sul campo ha prodotto in questi ultimi decenni.

Paolo Mazzoli si occupa da alcuni decenni di educazione scientifica, organizzazione scolastica e valutazione. Ha fatto parte del nucleo redazionale delle Indicazioni nazionali 2012. È stato docente nella scuola primaria, dirigente scolastico e direttore dell’Invalsi. Ha pubblicato diversi libri e articoli per Carocci, Giunti, Bruno Mondadori, Fabbri, ETS. Recentemente ha pubblicato con Maria Arcà, nella Collana RicercAzione dell’MCE, il volume “Chi vince al tiro alla fune? Giochi con le forze”.

Paolo Mazzoli interverrà a Sfide La scuola di tutti sabato 14 marzo alle ore 13:30. 

Donatella Merlo – Il Movimento di Cooperazione Educativa ormai da diversi anni collabora fattivamente alla realizzazione dell’evento Sfide La scuola di tutti. Quest’anno è particolarmente importante la nostra presenza sia per il tema dell’evento Educare al pensiero critico sia per la concomitanza con l’uscita delle Nuove Indicazioni per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione che, fin dalle prime bozze, hanno suscitato ampie critiche sia per le modalità con cui si è svolta la cosiddetta «revisione» sia per come sono stati trattati i contenuti. Come abbiamo continuato a ripetere un’applicazione acritica porterebbe a dei cambiamenti per noi inaccettabili. In questo contesto in cui molte delle nostre acquisizioni, risultato di anni di impegno nello studio e nella formazione, sono state messe in discussione, mi sembra importante andare a sottolineare, ancora una volta, che cosa non funziona entrando anche nello specifico delle discipline. La prima domanda che ti vorrei porre quindi è: che cosa non funziona in queste indicazioni rispetto al contenuto, in particolare a quello riferito alle scienze. Mi sembra che la tua idea, anche rispetto all’intervento a Sfide, fosse di non restare su un piano troppo teorico, ma di far toccare con mano nella concretezza che cosa non va.

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