{"id":1026,"date":"2020-04-12T12:52:51","date_gmt":"2020-04-12T10:52:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=1026"},"modified":"2020-04-12T12:52:51","modified_gmt":"2020-04-12T10:52:51","slug":"valutare-e-necessario-ma-ce-modo-e-modo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2020\/04\/12\/valutare-e-necessario-ma-ce-modo-e-modo\/","title":{"rendered":"Valutare \u00e8 necessario, ma c&#039;\u00e8 modo e modo"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/ABC.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-420\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/ABC-150x150.jpg\" alt=\"abc\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>di Giancarlo Cavinato<\/strong>\n\nIl tema della valutazione \u00e8 cruciale. Ed \u00e8 cruciale il perch\u00e9 della valutazione.\nSottende un\u2019idea di insegnante, di scuola, di societ\u00e0.\nLa valutazione, pur espressa in modi e forme diversi, \u00e9 comune a tutte le scuole.\nLa valutazione \u00e8 necessaria? Una scuola pu\u00f2 non valutare?\nSi pu\u00f2 tranquillamente rispondere che la valutazione non \u00e8 solo necessaria, ma che non \u00e8 pensabile una scuola che non valuti. Ma c\u2019\u00e9 modo e modo, finalit\u00e0 e finalit\u00e0, criteri e criteri.\n\nQuando si cominciano a porre e porsi domande di tipo:\n<em>-Chi valutare?<\/em>\n<em>-Cosa valutare?<\/em>\n<em>-Come valutare?<\/em>\n<em>-Perch\u00e9 valutare?<\/em>\nsubito cominciano le differenziazioni.\n\nIl valutare non \u00e8 un fatto semplice e i fini, le modalit\u00e0, le tecniche della valutazione non sono cos\u00ec definiti da non lasciare margini di dubbio e incertezza. <strong>[1]<\/strong>\nRisale agli anni 70 la critica pedagogica e politica a una scuola selettiva che respingeva ed emarginava gli alunni pi\u00f9 \u2018lontani\u2019 dal tipo di cultura che essa intendeva trasmettere. Colpevolizzando sempre e solo l\u2019alunno e mai mettendo in conto le eventuali carenze dell\u2019istituzione (assenza di strutture e risorse adeguate, povert\u00e0 di strumenti didattici, brevit\u00e0 dei tempi di lavoro, carente formazione degli insegnanti). Una scuola che valuta l\u2019alunno ma non valuta se stessa.\n<!--more-->\n\nLa scuola \u2018moderna\u2019 auspicata da Freinet \u00e8, viceversa, la scuola del successo, non una scuola dello scacco o degli errori.\n\u201d<em>Il bambino \u00e8 della stessa natura dell&#8217;adulto\u2026 Non c&#8217;\u00e9 una differenza di natura ma soltanto una differenza di grado. <strong>Prima di giudicare un bambino o di sanzionarlo, fatevi la domanda: se fossi al posto suo, come potrei reagire<\/strong>? <strong>E come agivamo quando eravamo come lui?\u201d\n<\/strong><\/em><em style=\"font-size: 1rem;\">\u201c<strong>Nessuno ama girare a vuoto , agire come un robot<\/strong> fare degli atti, piegarsi a dei pensieri iscritti in meccanismi ai quali non si partecipa. Se un bambino gira i pedali di una bicicletta immobile, si stancher\u00e0 presto\u00bb\n<\/em><em>\u201c <strong>Ogni<\/strong> <strong>individuo vuole riuscire. La bocciatura \u00e8 inibitrice, distruttrice dell&#8217;andatura e dell&#8217;entusiasmo<\/strong><\/em>\u201d <strong>[2]<\/strong>\n\nPer attuare un insegnamento coerente, Freinet mette a punto una serie di dispositivi e di pratiche. Di alcune tecniche si tratta in altre rubriche di questo \u2018alfabetiere: l\u2019assemblea, il metodo naturale, il piano di lavoro, gli schedari autocorrettivi, il tentativo sperimentale. Altri strumenti verranno esemplificati in seguito (la messa a punto collettiva dei testi, i brevetti, i profili pedagogici,\u2026).\nSono \u2018tecniche di vita\u2019 fondate sull\u2019autovalutazione degli alunni e degli insegnanti, sulla discussione (chiedendo ai propri alunni cos\u2019\u00e8 secondo loro la valutazione\u2019 per cosa \u00e8 utile,..), sull\u2019attivazione di processi di gruppo accanto a quelli individuali.\n\nIn una classe organizzata in forma cooperativa in cui il successo di ognuno \u00e8 legato al lavoro e all\u2019impegno di tutti. E le modifiche delle percezioni reciproche attraverso la registrazione dei progressi sono di stimolo e motivazione a cooperare superando competitivit\u00e0 e individualismi.\n\n<strong>Paul Le Bohec<\/strong>, maestro bretone collega di Freinet, utilizzava le puntine da disegno colorate. Ogni alunno aggiornava i propri istogrammi personali nelle diverse attivit\u00e0 registrando gli esiti e i progressi, confrontandosi cos\u00ec con se stesso, non con gli altri e quindi evitando frustrazione e gerarchie di valore.\nA sua volta la corrente della pedagogia istituzionale francese ha messo a punto strumenti e tecniche per la valorizzazione dei soggetti, del loro bisogno di essere considerati e di valere modificando le relazioni d\u2019aula e considerando i soggetti in grado di darsi autonomamente regole e istituzioni della classe (\u2018<em>da istituiti ad istituenti<\/em>\u2019). Oury introduce le cinture di capacit\u00e0 di diversi colori secondo il modello del judo. I possessori di colori pi\u00f9 alti sono invitati ad aiutare i compagni.\n\n\u2018<em>Tocca a noi trovare le organizzazioni adatte per far lavorare ogni bambino, per farlo riuscire, progredire, senza per questo rinunciare ai lavori collettivi che assicurano la coesione e il dinamismo del gruppo-classe e che fanno della cooperativa una realt\u00e0 generatrice di impegni personali. Ci sembra difficile parlare di cooperativa, di gruppi, di istituzioni o di qualsiasi altra cosa, se prima di tutto nella classe ogni bambino non ha la possibilit\u00e0 di lavorare al suo livello e al suo ritmo<\/em>.\u2019<strong>[3]<\/strong>\n\nCos\u00ec come <strong>A. De La Garanderie<\/strong> ha condotto ricerche sui diversi stili di apprendimento e le modalit\u00e0 (lui li definisce \u2018gesti\u2019 mentali) di elaborazione, memorizzazione, evocazione di contenuti, riflessione personali, suggerendo di condurre con gli alunni un dialogo pedagogico per farle emergere e rispettare.<strong>[4]\n<\/strong>\nIl ritorno dei voti numerici e della possibilit\u00e0 di bocciare con l\u2019epoca Gelmini ci conduce a riprendere quel lungo percorso che aveva portato, grazie a tante maestre e maestri, alle motivazioni sociali e culturali di una pedagogia attiva e cooperativa.\nTanto pi\u00f9 che oggi la presenza nelle classi di alunni portatori di culture, lingue, contesti di appartenenza diversi, rende necessario ripensare l\u2019impianto complessivo di contenuti e attivit\u00e0.\n\u2018<em>La mia incapacit\u00e0 a esprimere con un numero quella complessa realt\u00e0 che \u00e8 il bambino a scuola, ha diverse motivazioni. La pagella, cos\u00ec com\u2019\u00e8 oggi, \u00e8 uno strumento di valutazione impreciso e soggettivo. Il numero che dovrebbe essere scritto nelle caselle corrispondenti alle \u201cmaterie\u201d o a gruppi di attivit\u00e0, \u00e8 il risultato di una strana miscela di sensazioni riguardo alle attivit\u00e0 del bambino, che il maestro compie sulla base di un modello di sufficienza che varia da insegnante a insegnante.[\u2026] La prima scoperta che fa l\u2019educatore quando instaura un rapporto non autoritario con gli alunni, \u00e8 che essi sono tutti diversi. [\u2026] L\u2019educatore che ricerca e utilizza le diverse attitudini e capacit\u00e0 personali nel contesto sociale della classe, realizza attivit\u00e0 collettive nelle quali ogni bambino, stimolato dagli altri, d\u00e0 il meglio di s\u00e9. Viene cos\u00ec innalzato il livello collettivo della \u2018produzione scolastica\u2019 realizzata sulla base degli interessi dei bambini e non dell\u2019imposizione del maestro. In questo caso non \u00e8 possibile valutare l\u2019apporto individuale sia qualitativo che quantitativo, perch\u00e9 ogni intervento \u00e8 legato agli altri. E\u2019 un tipo di intervento che la pagella non considera\u2026\u2019<strong>[5]<\/strong><\/em>\n\n\n<h2><strong>IL MOVIMENTO DI COOPERAZIONE EDUCATIVA E LA VALUTAZIONE<\/strong><\/h2>\n\n\na) <strong>la valutazione \u00e8 attribuzione di valore<\/strong> per l\u2019autostima e la motivazione al successo\u00e8 riconoscere:\n\n\n<ul>\n\t\n\n<li>LE CONDIZIONI SOCIALI E PSICOLOGICHE DEI SOGGETTI<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>I BISOGNI FORMATIVI E LE CONDIZIONI PER ESPLICITARLI<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>IL GRUPPO COME RISORSA PER L\u2019APPRENDIMENTO<\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\nb) la valutazione <strong>attesta i livelli di apprendimento, le competenze<\/strong> raggiunte e <strong>orienta l\u2019azione didattica e la progettazione della scuola <\/strong>descrivendo gli apprendimenti effettivamente realizzati in termini di conoscenze e competenze;\n\nc) \u00e8 una valutazione \u201c<strong><em>per l\u2019apprendimento\u201d<\/em><\/strong> e non \u201cdell\u2019apprendimento\u201d nel senso che riconosce le potenzialit\u00e0 e <strong>facilita l\u2019autovalutazione<\/strong> da parte dell\u2019alunno;\n\nd) non si limita a \u201cregistrare\u201d i successi o gli insuccessi ma <strong>accompagna il processo di apprendimento attraverso modalit\u00e0 di valutazione che supportano la motivazione di ciascun alunno e registrano i processi personali e di gruppo ;<\/strong>\n\ne)\u00a0<strong>descrive le competenze e gli apprendimenti effettivamente raggiunti<\/strong> <strong>s<\/strong>uperando il concetto di valutazione come misurazione degli apprendimenti: <strong>valutare un alunno non \u00e8 calcolare la media aritmetica delle singole verifiche, ma individuare le sue reali competenze.<\/strong>\n\nf)\u00a0<strong>per questo il MOVIMENTO DI COOPERAZIONE EDUCATIVA ha lanciato la campagna di sensibilizzazione \u2018Voti a perdere\u2019 coinvolgendo oltre 20 associazioni, <\/strong>organizzando giornate di studio e incontrando centinaia di insegnanti e genitori\n\nLa campagna si inserisce in un <strong>percorso di riflessione e di ricerca-azione attorno ai temi pi\u00f9 complessivi della valutazione formativa<\/strong>, e delle competenze. Resta forte la nostra attenzione all\u2019innovazione delle metodologie, al superamento della lezione frontale e di una didattica trasmissiva, alla ricerca di pratiche didattiche volte al riconoscimento della dimensione formativa nella valutazione,in un\u2019ottica di scuola inclusiva.\n\nPer aderire alla campagna <strong><a href=\"http:\/\/www.mce-fimem.it\/\">www.mce-fimem.it<\/a><\/strong>\n\n[1] Malfermoni B., \u2018<em>La valutazione<\/em>\u2019, supplemento a \u2018La vita scolastica\u2019, fascicolo n. 11, 1977\n[2] Freinet C<em>., Les invariants p\u00e9dagogiques- Oeuvres p\u00e9dagogiques\u2019<\/em>, Seuil-Paris-1994 vol. 2 pp 383-413, traduzione di Alain Goussot\n[3] A. Vasquez, F. Oury \u2018<em>Tecniche e istituzioni nella classe cooperativa\u2019<\/em>, Emme ed., Milano, 1979\n[4] De La Garanderie A., \u2018<em>I profili pedagogici<\/em>\u2019, La Nuova Italia, Firenze, 1991\n[5] Lodi M., \u2018<em>Le pagelle<\/em>\u2019, in Cooperazione Educativa n.5-6, la Nuova Italia, Firenze 1974 (questo e altri testi nel blog \u2018finedeivoti\u2019)\n\n\n<div><img alt=\"\" \/><\/div>\n\n]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1026\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1026\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2020\/04\/12\/valutare-e-necessario-ma-ce-modo-e-modo\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1026\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1026\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[34],"tags":[65],"class_list":["post-1026","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scuola-viva","tag-cavinato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1026","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1026"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1026\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1026"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1026"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1026"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}