{"id":1238,"date":"2020-05-21T08:52:36","date_gmt":"2020-05-21T06:52:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=1238"},"modified":"2020-05-21T08:52:36","modified_gmt":"2020-05-21T06:52:36","slug":"ma-la-dad-e-scuola-riflessioni-pensando-a-settembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2020\/05\/21\/ma-la-dad-e-scuola-riflessioni-pensando-a-settembre\/","title":{"rendered":"Ma la DaD \u00e8 Scuola? Riflessioni pensando a settembre"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/rete_numeri.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1044\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/rete_numeri-297x300.jpg\" alt=\"rete_numeri\" width=\"297\" height=\"300\" \/><\/a>di Antonio Valentino<\/strong>\n\n<strong>Il dibattito in questa fase<\/strong>\n\nMentre continuano discussioni e polemiche tra gli addetti ai lavori su questioni nodali (concorsi, la sicurezza sanitaria da garantire a settembre con l\u2019inizio del nuovo anno scolastico, il problema delle aperture per materne ed elementari \u2026), il dibattito &#8211; sia su come prepararsi a superare le criticit\u00e0 che la situazione di emergenza ha messo sotto lente di ingrandimento e ulteriormente inasprito, sia su quali priorit\u00e0 contare per rinnovare la scuola &#8211; non fa emergere ancora un\u2019agenda capace di dare senso e direzione di marcia alle misure da mettere in cantiere per iniziare al meglio il prossimo anno scolastico.\n\nIl motivo di fondo \u00e8 che certamente l\u2019epidemia continua ancora a seminare ansie, paure e dubbi e quindi incertezze che non aiutano a costruire ipotesi e proposte su cui lavorare. Eppure \u00e8 questo il momento da cogliere, se si vuole superare definitivamente la fase 1 che continua ancora a condizionarci, puntando in primo luogo a verificare tutte le possibilit\u00e0 per riaprire le scuole quanto prima &#8211; ovviamente in piena sicurezza \u2013 e riprendere cos\u00ec, su basi possibilmente diverse e con nuove consapevolezze, il cammino sostanzialmente interrotto agli inizi di marzo.\n\nC\u2019\u00e8 stato un gran parlare in queste settime soprattutto di didattica a distanza e di formazione digitale del personale scolastico: articoli un po\u2019dovunque, webinar, interventi in rete di esperti, promossi da associazioni professionali e riviste telematiche.\n\n<!--more-->\n\nI ragionamenti che abbiamo letto al riguardo possono essere ricondotti, volendo tagliare le diverse posizioni con l\u2019accetta, sostanzialmente a due:\n&#8211; quella che guarda alla Didattica a Distanza (DaD) &#8211; che non aveva certamente alternative credibili almeno nei primi mesi di questa emergenza &#8211; come la modalit\u00e0 di fare scuola di fatto intercambiabile con le attivit\u00e0 di insegnamento \/apprendimento in presenza. E questo per le potenzialit\u00e0 che le tecnologie digitali indubbiamente le offrono;\n&#8211; quella che mette in evidenza le derive tecnicistiche che la didattica da remoto comporta e i rischi che si avvertono dietro l\u2019angolo per l\u2019insegnamento in presenza, che fa invece della socialit\u00e0 e della relazione tra i soggetti coinvolti due degli aspetti meglio connotanti della formazione scolastica.\n\nPreoccupazioni e timori, questi ultimi, che si sono colti anche recentemente nella <strong>Lettera \u2013 appello di 16 intellettuali (promotore il prof Cacciari<\/strong>), pubblicata sulla Stampa del 18 maggio.\nIl Ministero invece \u00e8 sembrato sostanzialmente concentrato a cercare soluzioni per i problemi legati alle scadenze di questa particolarissima fine di anno scolastico, senza avere una bussola affidabile volta a recuperare un minimo di normalit\u00e0 del fare scuola, riaprendo le scuole con la dovuta gradualit\u00e0 e con le attenzioni e le sicurezze del caso. Come \u00e8 invece avvenuto, almeno dall\u2019ultima decade di aprile, in quasi tutti i paesi europei con condizioni sanitarie analoghe alle nostre. Da noi questa opzione non \u00e8 stata mai presa in considerazione seriamente dalla Ministra, essendo stati sottovalutati problemi e danni, da pi\u00f9 punti di vista, soprattutto per gli studenti delle scuole dell\u2019infanzia e del primo ciclo.\n\nLe tante ordinanze, che continuavano a cambiare settimanalmente, hanno finito con l\u2019assorbire tutte le energie della Ministra e del suo staff, costringendo gran parte del mondo della scuola a corrervi dietro affannosamente.\n\nCos\u00ec, sono rimasti \u2018appesi\u2019, come i caciocavalli di Benedetto Croce\n\n\n<ul>\n\t\n\n<li>su quale ripartenza in grado di assumere e approfondire domande e problemi che l\u2019esperienza della Didattica a distanza \u2013 DaD &#8211; ha fatto emergere,<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>sulle condizioni a cui lavorare, a partire dagli ambienti scolastici da adeguare e attrezzare,<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>su quali priorit\u00e0 puntare, pensando soprattutto al personale che si render\u00e0 necessario a settembre, possibilmente non in condizione di perenne precariet\u00e0, come \u00e8 successo finora.<\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\n\n\n<h2><strong>Didattica a distanza e insegnamento in presenza: un po\u2019 di chiarezza <\/strong><\/h2>\n\n\nA proposito di didattica a distanza, su cui si \u00e8 concentrato soprattutto il dibattito dentro e fuori il mondo della scuola, si vogliono qui riprendere alcuni suoi aspetti connotanti, al netto delle difficolt\u00e0 e dei problemi iniziali e delle approssimazioni e carenze delle prime settimane.\n\nLa prima cosa che viene da dire &#8211; l\u2019hanno detta in tanti, ma va ri-sottolineata &#8211; \u00e8 che la DaD in questa emergenza ha permesso di assicurare un minimo di continuit\u00e0 didattica e anche di tenere vivo un rapporto di vicinanza, di attenzione, di cura nei confronti degli studenti e delle famiglie. E ci\u00f2 grazie alla dedizione e generosit\u00e0 della stragrande maggioranza dei nostri insegnanti e dirigentiche hanno lavorato in mezzo a mille difficolt\u00e0 e problemi. E, sotto questo profilo, la DaD \u00e8 una esperienza indubbiamente apprezzabile.\n\nVa per\u00f2 aggiunto \u2013 e non sia letta questa annotazione come una sottovalutazione del lavoro svolto dalle scuole &#8211; che le tecnologiedigitali, che sono certamente oggi la risorsa tra le pi\u00f9 innovative anche per i sistemi di istruzione, sono state di fatto utilizzate, in molti casi, all\u2019interno di schemi di significato <strong>[1]<\/strong> (ridotti all\u2019osso: lezioni soprattutto frontali, compiti da svolgere individualmente, verifiche e votazione) che ci parlano di una scuola che guarda per molti versi ancora all\u2019indietro, perch\u00e9 ancora non permeata adeguatamente dagli studi, dalle ricerche ed esperienze che negli ultimi decenni hanno interessato il mondo della scuola (si pensi agli apporti delle neuroscienze, agli studi della scuola come comunit\u00e0 e come organizzazione, alle tecnologie nella didattica eccetera). E che ci spiegano i risultati molto deludenti delle rilevazioni nazionali e internazionali sugli apprendimenti dei nostri adolescenti.\n\nCos\u00ec la percezione diffusa \u00e8 che sia ancora prevalsa, nell\u2019esperienza della DaD \u2013 n\u00e9 d\u2019altra parte ci si poteva aspettare altro &#8211; la scuola del programma &#8211; meglio dei programmi strettamente disciplinari, che non si parlano, non si raccordano -; e, con essa, l\u2019insegnamento sostanzialmente trasmissivo, frontale, e una pratica didattica in cui l\u2019idea di comunit\u00e0 professionale dei docenti \u00e8 ancora merce rara. Soprattutto in molte realt\u00e0 della Secondaria.\n\nLa consapevolezza di tali aspetti prevalenti avrebbe dovuto almeno impedire alla nostra Ministra di parlare \u2013 come pure ha fatto \u2013 di <em>successo<\/em> della DaD, quasi a significarne la esemplarit\u00e0 anche per situazioni non emergenziali: la qual cosa induce ad essere vigili rispetto ad orientamenti futuri di politica scolastica che possano offuscare, e di molto, l\u2019idea condivisa che sta dietro alla didattica in presenza e che da sempre caratterizza la scuola \u2018democratica\u2019 fin dalle sue origini.\n\nE cio\u00e8 che la scuola\n\n\n<ul>\n\t\n\n<li>\u00e8 relazione <em>non virtuale<\/em> di studenti tra di loro e con insegnanti e personale adulto che li hanno in cura, all\u2019interno delle classi e in gruppi e spazi specifici,<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>\u00e8 reciprocit\u00e0, cio\u00e8 insieme di rapporti che si concretizzano in gesti, linguaggi, comportamenti concreti, ispirati al principio del rispetto (reciproco, appunto) di prerogative e ruoli e responsabilit\u00e0 che la abitano (la scuola, intendo),<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>\u00e8, detta in altri termini, il luogo degli insegnamenti e insieme degli apprendimenti in cui si impara \/ ci si forma, ascoltando, partecipando fisicamente, collaborando, aiutandosi; anche attraverso errori, incertezze, sbagli &#8211; e i gesti e gli sguardi che li esprimono \u2013 di tutti i soggetti coinvolti, insegnanti compresi.<\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\nIl riferimento a questi che non so se chiamare principi o valori, non significa affatto che alcuni aspetti valorizzati nella DaD non possano \/ debbano valere nella didattica in presenza: come, ad esempio, il colloquio a distanza o la condivisione di materiale di didattico \u2013 come ci insegnano le pratiche della <em>Flipped Classroom<\/em> &#8211; o l\u2019utilizzo di piattaforme che possano accelerare la trasmissione e la comprensione di messaggi o contenuti formativi \u2026..\n<strong>Quello che si vuol dire \u00e8 che questa modalit\u00e0 non pu\u00f2 in alcun modo surrogare la ragione sociale della scuola come luogo dell\u2019incontro, della socialit\u00e0, della relazione \u2018materiale\u2019 degli adolescenti tra di loro e con i loro insegnanti<\/strong>, per sviluppare \u2013 sia detto fuori di ogni retorica &#8211; i saperi e le competenze di cittadinanza che sono alla base del vivere civile.\n\nAncora due sottolineature per chiudere sul punto.\n\nLa prima: che la DaD non si \u00e8 sviluppata allo stesso modo in tutte le scuole della Repubblica, come risulta dalle molte esperienze di cui abbiamo letto e sentito. E che quindi, il giudizio complessivo sul valore di questa esperienza non pu\u00f2 essere appiattito in modo generalizzato su un unico livello.\nLa seconda: che, per un giudizio complessivo da cui derivare indicazione utili, il discorso andrebbe portato anche sugli interrogativi che passano attraverso gli studenti e le loro risposte a questa nuovo tipo di \u2018offerta formativa\u2019: interrogativi e risposte &#8211; di cui sappiamo ancora poco e quel poco, attraverso il web soprattutto, ci racconta cose che fanno molto pensare &#8211; che richiedono comunque analisi e riflessioni a parte.\n\n\n<h2>\u00a0<strong>Su alcune priorit\u00e0 della ripartenza<\/strong><\/h2>\n\n\nVolendo allargare il quadro, per un discorso di prospettiva, proprio su alcune delle criticit\u00e0 sopra evidenziate, varrebbe la pena richiamarci in primo luogo, quali che siano gli scenari entro cui le scuole saranno chiamate ad operare:\n\n1.\u00a0 \u00a0che \u2013 <em>ripetita iuvant<\/em> &#8211; nessun progetto di innovazione sensata della nostra scuola pu\u00f2 prescindere a. da una <strong><em>formazione del personale strutturale e permanente<\/em><\/strong> \u2013 <em>e non solo sulle tecnologie informatiche<\/em> &#8211; e b. da un\u2019idea di scuola come organizzazione che apprende \/ cresce \/ si sviluppa mentre fa quello che \u00e8 chiamata a fare. Idea che rinvia sia ad una formazione del personale che sappia svilupparsi anche sul campo, sia a luoghi della formazione pensati come comunit\u00e0 di pratiche;\n\n2. che va impostato su basi diverse il discorso del<strong><em>l\u2019autonomia scolastica,<\/em><\/strong> per farla uscire definitivamente dal suo stato di minorit\u00e0 e farla diventare finalmente adulta; e che l\u2019impegno perch\u00e9 la progettazione &#8211; che dell\u2019autonomia \u00e8 pietra angolare &#8211; diventi strategia diffusa a tutti i livelli, non pu\u00f2 essere legato a interventi ordinari;\n\n3. che in questa fase \u00e8 particolarmente importante sviluppare nella conduzione delle organizzazioni scolastiche una <strong>leadership \u201cplurale\u201d<\/strong> <strong>attorno alla figura del DS<\/strong>; figura che, opportunamente liberata da adempimenti e responsabilit\u00e0 ad essa estranei, \u00e8 chiamata, nella situazione attuale &#8211; oltre ad assicurare le condizioni <em>sine qua non<\/em> di una ripartenza in sicurezza &#8211; ad esercitare, assieme ai suoi collaboratori e alle altre figure di organizzazione dell\u2019Istituto, soprattutto <em>funzioni di promozione<\/em> di iniziative e attivit\u00e0, e insieme <em>di cura della formazione<\/em> del personale, leva principale del cambiamento <strong>[2]<\/strong>.\n\n\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-\u00a0<\/span><\/h1>\n\n\n<span style=\"color: #000000;\"><strong>[1]<\/strong> Vale la pena richiamare, anche se in nota, la lezione di Jack Mezirow (in \u201c<em>Apprendimento e trasformazione<\/em>\u201d, Cortina 2016: \u201c\u2026. gli insegnanti generalmente rifuggono dall\u2019auto-interrogazione autentica sulla propria professionalit\u00e0, faticando moltissimo ad allontanarsi dai modelli comportamentali dei propri docenti, acriticamente assunti quando ricoprivano il ruolo di allievi\u2026.<\/span>\n<span style=\"color: #000000;\">Sono questi <em>schemi di significato<\/em> che reggono le nostre convinzioni e i sentimenti soggiacenti. (\u2026) Questi schemi antichi di significato resistono nel tempo e rendono difficile poi negli adulti, soprattutto gi\u00e0 professionalizzati, <em>l\u2019apprendimento trasformativo<\/em>. Tale consapevolezza dovrebbe spingere a prefigurare percorsi formativi in cui il superamento critico dello <em>schema antico<\/em>, assorbito nel proprio vissuto di studente, \u00e8 un punto di partenza obbligato.\u201d<\/span>\n\n<span style=\"color: #000000;\"><strong>[2]<\/strong> Rispetto a quest\u2019ultima funzione, pu\u00f2 essere importante per esempio, anche collegandoci al primo punto: a. che il <em>Piano Formativo di Istituto (PFI), possibilmente di respiro triennale<\/em> \u2013 e quindi con uno sguardo lungo -, sappia cogliere in primo luogo i nuovi bisogni formativi dei docenti che l\u2019esperienza di questi mesi di emergenza sanitaria ha riproposto in tutta la loro urgenza, e b. che a livello di scuola si sperimentino iniziative e attivit\u00e0 formative pi\u00f9 motivanti &#8211; <em>ad esempio<\/em>, per articolazioni pi\u00f9 consistenti del Collegio (dipartimenti di materie considerate affini, dipartimenti di indirizzo nelle scuole superiori, consigli di classi orizzontali \u2026.) &#8211; cos\u00ec da favorire lo sviluppo di comunit\u00e0 di pratiche, oltre che una diversa e pi\u00f9 promettente idea di collegialit\u00e0.entre continuano discussioni e polemiche tra gli addetti ai lavori <span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0<\/span>su questioni nodali (concorsi, la sicurezza sanitaria da garantire a settembre con l\u2019inizio del nuovo anno scolastico, il problema delle aperture per materne ed elementari \u2026), il dibattito &#8211; sia su come prepararsi a superare le criticit\u00e0 che la situazione di emergenza ha messo sotto lente di ingrandimento e ulteriormente inasprito, sia su quali priorit\u00e0 contare per rinnovare la scuola &#8211; non fa emergere ancora un\u2019agenda capace di dare senso e direzione di marcia alle misure da mettere in cantiere per iniziare al meglio il prossimo anno scolastico.<\/span>]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1238\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1238\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" 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