{"id":1259,"date":"2020-05-23T22:32:18","date_gmt":"2020-05-23T20:32:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=1259"},"modified":"2020-05-23T22:32:18","modified_gmt":"2020-05-23T20:32:18","slug":"la-forma-della-scuola-la-didattica-a-distanza-tende-a-modificarla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2020\/05\/23\/la-forma-della-scuola-la-didattica-a-distanza-tende-a-modificarla\/","title":{"rendered":"La forma della scuola. La didattica a distanza tende a modificarla"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/RIPRESA_SCUOLA.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1200\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/RIPRESA_SCUOLA-300x261.jpg\" alt=\"ripresa_scuola\" width=\"300\" height=\"261\" \/><\/a>di Raimondo Giunta<\/strong>\n\n\n<ul>\n\n\n<ul>\n\t\n\n<li>I giorni difficili della pandemia hanno aperto non pochi interrogativi sul <strong>destino della scuola<\/strong>, sull\u2019identit\u00e0 e sul significato che debba avere.\u00a0 Ne \u00e8 stata causa la necessit\u00e0 di ricorrere alla didattica a distanza per mantenere nei limiti del possibile il rapporto educativo con gli alunni; una necessit\u00e0 che per alcuni si \u00e8 subito trasformata in una opportunit\u00e0 per pensare di ristrutturare le procedure abituali dell\u2019insegnamento,di riconfigurare con uno sguardo proiettato nel futuro gli ambienti di apprendimento e l\u2019articolazione del rapporto tra alunni e luoghi di formazione.\nDi cambiamenti nel modo di essere scuola se ne sono visti tanti negli ultimi decenni e in qualche modo la scuola \u00e8 riuscita a reinventarsi rimanendo se stessa, conservando la propria forma.\nSar\u00e0 ancora una volta cos\u00ec?<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>La scuola \u00e8 un&#8217;istituzione ancora facilmente identificabile per i luoghi in cui\u00a0le sue attivit\u00e0\u00a0si svolgono, per le finalit\u00e0 che deve\u00a0 o che dovrebbe realizzare, per l&#8217;organizzazione complessiva che la distingue da ogni altra istituzione pubblica.\nFino ad oggi l&#8217;insegnamento \u00e8 ancora distribuito per anni, secondo un criterio di difficolt\u00e0 e di complessit\u00e0 crescenti, per classi omogenee\u00a0di\u00a0\u00a0et\u00e0, che si succedono le une alle altre.<\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\n<\/ul>\n\n\n<!--more-->\n\n\n<ul>\n\t\n\n<li>La <strong>scuola tradizionale\u00a0<\/strong> di cui abbiamo ereditato la forma nasce con i Gesuiti (Ratio Studiorum)\u00a0\u00a0e con Comenio (Didactica Magna).\nQuasi inevitabile che nel secolo del\u00a0Metodo se ne elaborasse qualcuno per la scuola per aiutarla\u00a0a realizzare i suoi compiti con razionalit\u00e0.\n&#8220;Nascono le classi\u00a0 e compare il libro di testo;il manuale scolastico incarna la scuola della tradizione.E&#8217; una scuola organizzata al riparo dell&#8217;imprevisto e della casualit\u00e0.L&#8217;insegnante deve sapere fino a\u00a0 quale punto vuole condurre gli allievi in un anno,in un mese,in un giorno,in un&#8217;ora e deve ripartire i compiti esattamente in funzione di queste divisioni del tempo&#8221; (G.Snyders).\nFondata sul nesso separatezza\u00a0 e mondo classico,che incomincer\u00e0 a sciogliersi in parte coll&#8217;avvento della borghesia e con la Rivoluzione Francese, la scuola della tradizione era riservata alla formazione della classe dirigente.Il collegio gesuitico fisicamente assicurava il regolare svolgimento di queste funzioni.<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>Era questo il modo con cui \u00a0si credeva di formare l&#8217;uomo adatto a dirigere\u00a0 quella societ\u00e0: si imparava a ubbidire, per sapere domani comandare; separatezza, ma non estraneit\u00e0 alla societ\u00e0.\nNel tempo la forma della scuola si \u00e8 dilatata per comprendere nuovi contenuti e nuova popolazione, ma\u00a0 a pensarci bene non \u00e8 sostanzialmente cambiata.\nSi sono moltiplicati gli spazi e le aule;si \u00e8 creato qualche laboratorio, si \u00e8 diversificata l&#8217;enciclopedia dei suoi saperi,ma la sua forma (progressione dei contenuti\/classi progressive per et\u00e0,orari,procedure organizzative,attivit\u00e0) fino ad oggi \u00e8 rimasta fedele a se stessa.\nI cambiamenti\u00a0 per moltissimo tempo hanno riguardato i contenuti pi\u00f9 che i metodi di lavoro e \u00a0questo \u00e8 potuto avvenire perch\u00e8\u00a0\u00e8 esistito sempre\u00a0a suo modo un rapporto tra scuola e societ\u00e0.<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>\u00a0A scuola si afferma un procedimento di formazione delle conoscenze\u00a0 necessariamente capovolto rispetto a \u00a0quello naturale delle esperienze di vita.\nRenderlo attraente \u00e8 stata la preoccupazione dei migliori\u00a0 educatori,che hanno dovuto imparare a graduare\u00a0 prove\u00a0 e difficolt\u00e0. Con l&#8217;avvento degli stati nazionali per necessit\u00e0 e per scelta\u00a0l\u2019istruzione diventa un&#8217;arma di combattimento, tra le altre disponibili, nella competizione tra le nazioni europee.<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>La scuola viene fatta funzionare come una macchina da guerra contro i dialetti per imporre la lingua nazionale,contro le culture locali a vantaggio di valori comuni, contro i privilegi familiari per permettere in teoria un accesso paritario alle funzioni pubbliche, contro le corporazioni per rinforzare il potere della nazione e della sua amministrazione(Ph.Meirieu )\nCon l&#8217;obbligo scolastico, che fa la sua strada molto lentamente fino a met\u00e0 del secolo passato, si tende a sottrarre il\u00a0bambino alla famiglia e al prete.\nLa scuola fa propri i valori della nazione e nel migliore dei\u00a0 casi quelli del cittadino-.<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>Oggi si tenta di fare il percorso inverso e si va verso modelli pedagogici transnazionali e l&#8217;approccio per competenze e le indagini\u00a0PISA ne sono i corifei e le truppe d&#8217;assalto.\nMa una scuola che non faccia riferimento alla propria\u00a0cultura nazionale rischia di diventare solo\u00a0una scuola senza anima.\nLa scuola \u00e8 fonte di coesione solo se \u00e8 strumento di\u00a0 diffusione di valori comuni e di cultura comune.(lingua -storia-cultura -tradizioni).\nNon esiste vera cittadinanza senza partecipazione alla memoria collettiva, che costituisce l&#8217;identit\u00e0 della societ\u00e0 alla quale si appartiene.\u00a0Si \u00e8 avuto con le trasformazioni della societ\u00e0 una costante, inarrestabile scolarizzazione dei saperi, di ogni genere di sapere.\nLa scuola a poco a poco e fino ad oggi \u00e8 stata per vocazione o per costrizione l&#8217;unico luogo in cui si tramandano cultura ,tradizioni,valori,conoscenze e competenze.<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>I saperi tecnici e professionali sono stati gli ultimi ad entrare nell&#8217;enciclopedia dei saperi scolastici e per quanto impegno si sia\u00a0profuso in questo senso\u00a0sono rimasti i figli poco desiderati del sistema scolastico.In Italia anche nel tempo delle tecnologie e della societ\u00e0 della conoscenza l&#8217;istruzione tecnica rimane legata a limitate intenzioni di mobilit\u00e0 sociale.\nL&#8217;istruzione professionale e tecnica entrando nella forma scuola\u00a0incomincia a liberarsi dai legami e dalle funzioni caritatevoli che hanno segnato le sue origini.\nManterr\u00e0 per molto tempo\u00a0e forse\u00a0 per merito di\u00a0 molti operatori scolastici\u00a0 mantiene ancora l&#8217;ispirazione di essere scuola del progresso sociale, del riscatto sociale, dell&#8217;elevamento morale e sociale di parte considerevole della nostra giovent\u00f9.<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>L&#8217;istruzione tecnica e professionale non \u00e8 nata per essere scuola di conformit\u00e0 istituzionale, non \u00e8 stata garante e guardiana dell&#8217;ordine costituito e della riproduzione delle elite. Entrando nella forma scuola l&#8217;istruzione tecnica e professionale\u00a0libera l&#8217;allievo\u00a0dal rapporto carismatico col maestro e si universalizza; rompe il sancta sanctorum del segreto professionale, del segreto del mestiere.\nE&#8217; una novizia che pretende un proprio spazio e che esige necessariamente metodologie attive e realistiche in controtendenza con le tradizioni della scuola.\nLa scuola per lunghissimo tempo \u00e8 stata un auditorium; oggi si richiede che diventi un laboratorio:si vuole e si deve passare dall&#8217;ascolto e dalla ripetizione all&#8217;attivit\u00e0 e alla ricerca.\nL&#8217;insegnante da fonte della conoscenza\u00a0 deve trasformarsi in guida dei processi di apprendimento.<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>La scuola dispensa linguaggi (istruzione), metodi (formazione) e coltiva interessi (educazione).\nNon \u00e8 stato facile essere sempre fedele a questa consegna e lo diventa ancor di pi\u00f9 oggi nella societ\u00e0 della conoscenza, che ha visto la modificazione strutturale dei luoghi di apprendimento: saltano i principi tradizionali dell&#8217;unicit\u00e0 del tempo, del luogo e dello spazio.\nV.Cesareo parlava, gi\u00e0 tanti anni fa,\u00a0 di policentrismo\u00a0 formativo, fatto che non mette in discussione solo primati istituzionali, ma il modo di guardare ai processi di diffusione e creazione delle conoscenze con cui si deve sempre confrontare la scuola.<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>La sfida pi\u00f9 seria\u00a0 alla forma scuola proviene dalla necessit\u00e0 di articolarsi con propri compiti nei dispositivi della strategia dell&#8217;apprendimento lungo tutto la vita; sfida \u00a0che propone\u00a0l&#8217; impegno di verificare la propria congruenza ed efficacia con la\u00a0pressante richiesta di valorizzazione degli apprendimenti informali e non formali, che rischia di portare il sistema scuola dal centro del sistema complessivo di formazione alla sua periferia.\nConnessa a questa sfida \u00e8 la richiesta crescente di modularizzazione del curriculum,ritenuta necessaria per sostenere l&#8217;impianto del longlife learning, per garantire la capitalizzazione e la portabilit\u00e0 delle competenze,comunque acquisite,e l&#8217;alternanza lavoro\/formazione,che pare debba distinguere le attuali condizioni del rapporto di lavoro.<\/li>\n\n\n\t\n\n<li>La modularizzazione dei curricoli porta al superamento del percorso formativo per classi e anni di corso,inscindibile nelle sue parti e valevole solo nella sua interezza.\nIl superamento del gruppo classe e dell&#8217;anno di corso rompe con l&#8217;organizzazione tradizionale della scuola,comunemente accettata sia dagli insegnanti,sia dagli alunni,sia dalle famiglie sia per la sua semplicit\u00e0 sia per la sua razionalit\u00e0.\nNell&#8217;immaginario collettivo classe e anno di corso restano i pilastri della scuola. Il superamento \u00e8 davvero una sfida eccezionale e potrebbe trasformare l\u2019istruzione pubblica in un servizio a domanda individuale; potrebbe contribuire a smantellare il senso di comunit\u00e0 che i giovani apprendono vivendo insieme nella stessa classe e di cui hanno un grande bisogno.\nUn problema che non si puo\u2019 sottovalutare e che in veste mutata si riproporrebbe con la didattica a distanza, se dovesse diventare una modalit\u00e0 ricorrente o peggio ancora permanente del lavoro scolastico.<\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\n<!--more-->]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1259\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1259\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 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