{"id":1284,"date":"2020-06-01T22:10:39","date_gmt":"2020-06-01T20:10:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=1284"},"modified":"2020-06-01T22:10:39","modified_gmt":"2020-06-01T20:10:39","slug":"le-competenze-per-ripartire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2020\/06\/01\/le-competenze-per-ripartire\/","title":{"rendered":"Le competenze per ripartire"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[\n\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">Per un piano nazionale contro l\u2019analfabetismo funzionale<\/span>\n<span style=\"color: #ff0000;\"> e per l\u2019apprendimento permanente<\/span><\/h3>\n\n\n\n\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SPIRALE.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1047\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SPIRALE-296x300.jpg\" alt=\"spirale\" width=\"296\" height=\"300\" \/><\/a><\/h3>\n\n\n<strong>di Fabrizio Dacrema<\/strong>\n\nDopo la pandemia non c\u2019\u00e8 futuro per una paese con 11 milioni di analfabeti funzionali, a meno che non ci si rassegni a una societ\u00e0 pi\u00f9 povera, disuguale e autoritaria.\nLe stesse nuove politiche sanitarie post covid centrate sulle capacit\u00e0 di prevenzione (telemedicina, informazioni su contagi, tracciamento, responsabilizzazione dei cittadini) incontreranno gravi difficolt\u00e0 a causa dell\u2019ampia fascia di popolazione penalizzata dal digital divide e in condizioni di analfabetismo funzionale.\n\n\n<h3 style=\"text-align: left;\"><em>\u00a0<\/em>L\u2019analfabetismo funzionale \u00e8 incompatibile con le politiche per la ripartenza<\/h3>\n\n\nCi\u00f2 vale in particolare per la popolazione pi\u00f9 a rischio, la fascia di et\u00e0 over 65, dove gli analfabeti funzionali e digitali sono pi\u00f9 della met\u00e0. La maggioranza delle persone anziane dovr\u00e0 rassegnarsi a una vita inattiva e dipendente? Quale sistema di welfare potr\u00e0 reggere i costi assistenziali derivanti dal crescente invecchiamento della popolazione destinato a generare una massa enorme di persone marginali, passive e sempre pi\u00f9 bisognose di assistenza domiciliare ?\n\nAnche dal punto di vista economico la ripartenza italiana dovr\u00e0 fare i conti con un sistema produttivo a crescita zero da oltre un ventennio, perch\u00e9 povero di innovazione e conoscenza, e ora messo in ginocchio dalla crisi da covid. Senza una strategia di innalzamento delle competenze della popolazione attiva non sar\u00e0 possibile puntare su digital e green economy che produrranno nuovi e buoni lavori se le persone saranno in grado di sviluppare le proprie potenzialit\u00e0 cognitive.\n\n<!--more-->\n\nLa pandemia, inoltre, ha posto ancora pi\u00f9 al centro dell\u2019attenzione il tema della sorte della democrazia nella globalizzazione. Yuval Noah Harari nel saggio \u201cIl mondo dopo il coronavirus\u201d ricorda come le emergenze facciano avanzare rapidamente i processi storici e come le alternative tra grande \u201cGrande Fratello\u201d e \u201cpi\u00f9 potere ai cittadini\u201d, tra autoritarismo e civismo, tra isolamento nazionalista e solidariet\u00e0 globale, siano sempre pi\u00f9 attuali. La vicenda politica italiana ha gi\u00e0 evidenziato il ruolo determinante dei bassi livelli di competenze (in Italia il doppio della media Ocse) nella popolazione adulta nella diffusione di populismi e sovranismi. Cosa che non pu\u00f2 non allarmare di fronte al prossimo prevedibile ulteriore aumento di impoverimento, rabbia e ansia per il domani su cui faranno leva le campagne populiste tese ad alimentare paure e odio verso i diversi e a esaltare l\u2019autoritarismo nazionalistico.\n\nLa politica \u00e8 di fronte, sempre citando Harari,\u00a0 \u201ca scelte oggi che potranno cambiare le nostre vite negli anni a venire\u201d: le politiche per l\u2019apprendimento permanente e per il miglioramento delle competenze dei cittadini sono fra queste.\n\n\n<h3>\u00a0Le scelte per la ricostruzione: l\u2019apprendimento permanente tra le priorit\u00e0<\/h3>\n\n\nL\u2019indifferenza politica nei confronti del deficit cognitivo italiano non \u00e8 pi\u00f9 possibile. Se non lo affronteremo non riusciremo a realizzare le politiche socio-sanitarie necessarie alla vivibilit\u00e0 della societ\u00e0 post covid e alla sostenibilit\u00e0 del welfare. Perderemo larga parte del nostro sistema produttivo obsoleto senza riposizionarci nelle filiere pi\u00f9 innovative dell\u2019economia, ci impoveriremo e aumenteranno le disuguaglianze tra la minoranza di high-skilled con professionalit\u00e0 competitive a livello internazionale e low-skilled destinati alla gig-economy e al precariato, diventeremo un paese sempre meno europeo e sempre pi\u00f9 chiuso, autoritario e nazionalista.\nCambiare rotta \u00e8 indispensabile: riforme strutturali, cittadinanza attiva, apprendimento permanente sono le direttrici da seguire per salvarci da questo incubo.\nDall\u2019Europa, con il Recovery Fund, arriver\u00e0 una quantit\u00e0 davvero consistente di risorse (173 miliardi di cui 81 a fondo perduto) che si aggiunger\u00e0 a quelle nazionali e a quelle della nuova programmazione 2021-27 dei Fondi Europei: un\u2019opportunit\u00e0 epocale da non sprecare distribuendo denaro a pioggia o, peggio ancora, non riuscendo a spendere.\n\n\u00c8 urgente un grande dibattito pubblico e un patto tra istituzioni, parti sociali, enti locali \u00a0per riuscire a spendere tutte le risorse disponibili, selezionare gli investimenti e realizzare le riforme strutturali necessarie allo sviluppo del paese: digitalizzazione, ambiente, educazione, infrastrutture.\n\nLe politiche per l\u2019apprendimento permanente giocano un ruolo cruciale: un piano contrastare l\u2019analfabetismo funzionale e digitale e la costruzione di un sistema integrato per garantire il diritto al lifelong learning sono indispensabili per la ricostruzione del paese.\n\nSegnali positivi vengono dal mondo del lavoro dove gli interventi di cassa integrazione verranno associati ad azioni di formative e i sindacati rivendicano un piano nazionale di formazione permanente per la \u00a0transizione digitale e ecologica. La formazione alle nuove professionalit\u00e0 non pu\u00f2 per\u00f2 prescindere da percorsi di miglioramento delle competenze di base per tutti quei soggetti in stato di analfabetismo funzionale. Il paese non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersi di perdere altre occasioni come \u00e8 accaduto con il reddito di cittadinanza che, privo di condizionalit\u00e0 formative, non ha investito la consistente dotazione finanziaria disponibile per contrastare la principale povert\u00e0, quella educativa.\n\n\n<h3>\u00a0Una strategia per le competenze<\/h3>\n\n\nSecondo l\u2019ultima indagine Ocse-Piaac il 28% della popolazione italiana tra 16 e 65 anni \u00e8 analfabeta funzionale contro una media Ocse del 15,5%. Essere analfabeti funzionali significa essere privi delle competenze indispensabili per vivere e lavorare oggi, significa incontrare grandi difficolt\u00e0 a leggere, scrivere, fare semplici calcoli, usare un computer o uno smartphone, risolvere problemi della vita quotidiana. L\u2019analfabetismo funzionale \u00e8 oggi il principale degli ostacoli che, secondo la Costituzione, la Repubblica deve rimuovere perch\u00e9 \u201climitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l\u2019effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese\u201d.\n\nL\u2019Unione Europea, gi\u00e0 dal 2016 con la \u00a0Raccomandazione \u201cUpskilling Pathways\u201d ha indicato l\u2019obiettivo di garantire agli adulti \u201clow-skilled\u201d l\u2019accesso a percorsi di miglioramenti per acquisire un livello minimo di competenze alfabetiche, matematiche e digitali, puntando a raggiungere una qualifica o un diploma.\n\nIn Italia nel gennaio 2018 si \u00e8 tenuta una Conferenza nazionale organizzata dal Ministero dell\u2019istruzione su proposta del Gruppo Nazionale per l\u2019Apprendimento Permanente di cui fanno parte i sindacati confederali, il Forum del Terzo Settore, le Reti dell\u2019istruzione scolastica e universitaria per gli adulti (Ridap, Ruiap, Edaforum). La Conferenza si \u00e8 conclusa con la proposta rivolta all\u2019intero Governo, ai Ministeri competenti e alla Conferenza delle Regioni di un Piano Nazionale di Garanzia delle Competenze. Purtroppo i Governi della nuova legislatura, iniziata pochi mesi dopo, hanno ignorato questa proposta che, dopo due anni, \u00e8 ancora affidata a tavoli di elaborazione tecnica.\n\nDi qui l\u2019Appello lanciato dal Gruppo Nazionale per l\u2019Apprendimento Permanente per un piano strategico di innalzamento delle competenze: le risorse ora ci sono, manca la decisione politica.\n\nIl successo del Piano dipende dall\u2019efficacia di alcune azioni. Occorre, innanzi tutto, promuovere la partecipazione con campagne di sensibilizzazione, introducendo condizionalit\u00e0 e conti individuali di formazione, rimuovendo gli ostacoli di tempo e di spazio attraverso congedi\/permessi formativi e la formazione a distanza. \u00c8 importante anche la definizione chiara dell\u2019esito di apprendimento dei percorsi: un pacchetto essenziale di competenze di base e trasversali, una sorta di passaporto per la cittadinanza attiva, utile anche come riferimento per la personalizzazione dei percorsi sulla base della valutazione delle competenze possedute in ingresso. Infine, il sistema della certificazione delle competenze, finalmente avviato anche in Italia, deve essere implementato sviluppando i servizi territoriali: il riconoscimento e la spendibilit\u00e0 degli apprendimenti realizzati nella vita attiva e nei percorsi non formali di apprendimento rappresenta, infatti, una delle pi\u00f9 forti motivazione per continuare a imparare.\n\nUn piano di questa portata pu\u00f2 riuscire se riconosce il ruolo essenziale dei soggetti del Terzo Settore, le organizzazioni di cittadinanza attiva che, come ha messo in luce l\u2019emergenza sanitaria, sono decisive nello stare accanto ai pi\u00f9 vulnerabili e nel coinvolgere le fasce pi\u00f9 deboli della popolazione.\n\nAlle istituzioni locali il compito di organizzare reti per l\u2019apprendimento permanente finalizzate al contrasto dell\u2019analfabetismo funzionale e digitale, fondate sull\u2019alleanza tra i contesti di apprendimento formali dell\u2019istruzione degli adulti e quelli non formali del terzo settore.\n\nQueste esperienze di partnership progettuale potranno rappresentare anche un primo nucleo stabile per la costruzione delle Reti territoriali, previste dalla Legge 92\/2012 per garantire a ogni persona il diritto all\u2019apprendimento permanente.\n\nUn diritto al centro del \u201csogno europeo\u201d che, ancor pi\u00f9 oggi nel mondo post pandemia, continua a rappresentare l\u2019unica utopia concreta alternativa agli incubi populisti e sovranisti.]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1284\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1284\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 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