{"id":1365,"date":"2020-06-24T14:26:02","date_gmt":"2020-06-24T12:26:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=1365"},"modified":"2020-06-24T14:26:02","modified_gmt":"2020-06-24T12:26:02","slug":"democrazia-eterodiretta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2020\/06\/24\/democrazia-eterodiretta\/","title":{"rendered":"Democrazia (etero)diretta"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/COMPUTER.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1004\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/COMPUTER-296x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"202\" \/><\/a>di Marco Guastavigna<\/strong>\n\nIntervengo sollecitato da una domanda di Reginaldo Palermo: chi ci governa davvero? Facebook?\nRispondo subito, quasi seccamente: la <em>governance<\/em> \u00e8 esercitata da chi sa meglio utilizzare gli strumenti manipolatori su cui \u00e8 costruita la <em>platform society<\/em>. E questo vale anche per molte forme di pseudo-opposizione.\nOra argomento.\n\nCome accennato <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2020\/02\/08\/concetti-contrastivi-un-punto-di-vista-diverso-sul-tema-del-digitale\/\">in un\u2019altra occasione<\/a><\/span><\/strong>, le mie <strong><a href=\"https:\/\/concetticontrastivi.org\/bibliografia\/\"><span style=\"color: #0000ff;\">letture<\/span><\/a><\/strong> si concentrano da tempo sulla critica radicale alla societ\u00e0 che riceve forma ed espressione dalle piattaforme di intermediazione ad intenzionalit\u00e0 capitalistica, basate sull\u2019estrazione di dati, sulla profilazione dei <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><em><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/concetticontrastivi.org\/2018\/06\/13\/prosumer\/\">prosumer<\/a><\/em><\/strong><\/span>, sulla previsione e sull\u2019induzione\/ingiunzione di comportamenti, prevalentemente commerciali, ma anche \u2013 appunto \u2013 politici.\n\nQuesto panorama generale richiede alcune precisazioni molto nette.\n\n<!--more-->\n\nIn primo luogo, \u00e8 bene comprendere una volta per tutte che internet non \u00e8 altro che un\u2019infrastruttura: \u00e8 soltanto l\u2019insieme dei dispositivi e dei cavi che li connettono. Non \u00e8 di conseguenza \u2013 e da tempo \u2013 un riferimento culturale utile per capire davvero e in modo significativo ci\u00f2 che accade. Perfino dannoso \u00e8 poi ostinarsi a usare la metafora della rete, che restituisce l\u2019immagine di molti punti equipollenti connessi tra loro. Questa idea, centrata sulla libert\u00e0 e sull\u2019autonomia, \u00e8 ridotta allo stato di archeologica <a href=\"https:\/\/concetticontrastivi.org\/2019\/06\/21\/internet-dellutopia\/\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">utopia<\/span><\/strong><\/a>.\n\nPer capire ci\u00f2 che ci circonda e ci avvolge, \u00e8 molto pi\u00f9 efficace \u00e8 invece la definizione di <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Geert_Lovink\">Geert Lovink<\/a><\/strong><\/span> e di altri autori: \u201c<em>giardini recintati<\/em>\u201d. Facebook, i vari servizi di Alphabet (la holding di Google) e le altre piattaforme di intermediazione costituiscono infatti insiemi molto definiti e compatti, accentrati, per accedere ai quali si devono ottenere precise credenziali identificative individuali. La concessione e l\u2019uso di questo \u201cpermesso di soggiorno digitale\u201d comportano la cessione delle proprie relazioni, delle proprie opinioni, dei propri comportamenti, dei propri spostamenti, delle proprie preferenze e cos\u00ec via.\n\nDi tutto ci\u00f2 si approprier\u00e0 ciascun <em>walled garden<\/em>, in una gigantesca operazione di micro-targetizzazione in cui ciascun utente, mediante la produzione e la condivisione di contenuti, diventer\u00e0 bersaglio e agente del marketing da cui i grandi player digitali traggono i loro giganteschi profitti.\n\nTutto questo non avviene per caso. <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.eticaeconomia.it\/il-capitalismo-della-sorveglianza-secondo-shoshana-zuboff\/\">Shoshana Zuboff<\/a><\/strong><\/span>, anzi, ha recentemente pubblicato un monumentale lavoro di ricerca, in cui dimostra \u2013 in particolare mediante puntuale analisi di brevetti, documentazione legale intervenuta nei contenziosi, dichiarazioni dei principali esponenti \u2013 che una sempre pi\u00f9 raffinata profilazione degli utenti \u00e8 l\u2019intenzione strategica e la pratica quotidiana di ci\u00f2 che la studiosa chiama \u201ccapitalismo di sorveglianza\u201d, perch\u00e9 la sua vocazione \u00e8 la capacit\u00e0 di prevedere e di condizionare i comportamenti individuali e collettivi, in qualsiasi sfera. Non per caso <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.gruppolaico.it\/2018\/07\/09\/silicolonizzazione-del-mondo-ovvero-asfissiante-espansione-del-liberismo-digitale\/\">Erik Sadin<\/a><\/span><\/strong> parla di \u201cindustria della vita\u201d.\n\nIl tutto, inoltre, si determina in un oligopolio di fatto: \u00e8 impossibile, infatti, anche solo immaginare di entrare in concorrenza con chi ha una potenza di calcolo e, conseguentemente, di azione pareggiare la quale richiederebbe investimenti di dimensioni ormai impraticabili, considerazione che vale anche per Amazon, la cui potenza logistica e finanziaria \u00e8 ineguagliabile. Non \u00e8 un caso, infatti, che colossi digitali paragonabili a quelli occidentali siano presenti soltanto sul mercato cinese. O che l\u2019aspirazione fondamentale delle varie <em>startup<\/em> sia essere acquistate da <em>GAFAM<\/em> (Google, Apple, Facebooj, Amazon, Microsoft) o magari da <em>NATU<\/em> (Netflix, Airbnb, Tesla, Uber) e <em>BATX<\/em> (Baidu, Alibaba, Tencent, Xiaomi).\n\n\u00c8 bene infine considerare che il singolo utente dei servizi e cittadino \u00e8 in condizione di <em>lock-in<\/em>: anche chi comprende la condizione in cui si trova non \u00e8 nelle condizioni di uscire dai vari recinti senza importanti riduzioni della propria capacit\u00e0 operativa. Abbandonare Facebook, per esempio, significa perdere la rete di relazioni che vi si \u00e8 costruita, il cui vero proprietario \u00e8 la piattaforma, la quale non \u00e8 disponibile a concedere alcuna portabilit\u00e0 di questo patrimonio comportamentale.\n\nSiamo al punto centrale del ragionamento.\nDietro le affermazioni di facciata dei vari CEO, rivolte ai media, ma anche a coloro che hanno la vocazione ad innamorarsene acriticamente perch\u00e9 infatuati dell\u2019innovazione <em>sans phrase<\/em>, vi sono infatti studi psico-demografici molto accurati, la cui forza teorica \u00e8 quotidianamente esaltata dalla potenza computazionale degli algoritmi di monitoraggio, predizione e condizionamento impiegati in tempo reale dalle varie piattaforme sui Big Data accumulati.\n\nPer quanto riguarda specificamente la politica, <strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.gabrielegiacomini.it\/\">Gabriele Giacomini<\/a> <\/span><\/strong>ci fa riflettere sulle implicazioni pratiche della teoria della <strong>razionalit\u00e0 limitata<\/strong>, secondo cui l\u2019effettiva capacit\u00e0 di scelta del singolo cittadino dipende dalle informazioni possedute, dalle caratteristiche cognitive, dalla quantit\u00e0 di tempo effettivamente disponibile, che per molti individui \u00e8 assolutamente limitato.\nQuesto assunto \u00e8 alla base dell\u2019organizzazione e della logistica di chi &#8211; anzich\u00e9 promuovere una cittadinanza riflessiva, fondata sul confronto e sulla sintesi dialettica \u2013 propone scientemente la politica come comunicazione semplificata. L\u2019analisi, l\u2019argomentazione e il confronto sono sostituiti e mistificati mediante identificazione immediata con <em>influencer<\/em>, gruppi di appartenenza e prossimit\u00e0, leader.\nLa \u201cpolitica dei like\u201d e pi\u00f9 in generale i meccanismi di Facebook e Twitter, ma anche quelli di strumenti come la piattaforma Rousseau o la \u201cBestia\u201d salviniana, sono fondati sulla popolarit\u00e0, sulla condivisione e \u2013 soprattutto \u2013 sulla polarizzazione. Sono cio\u00e8 architetture progettate fin dall\u2019origine allo scopo di utilizzare e di sollecitare un costante sondaggio degli umori, finalizzato a drenare consenso.\n\nQueste strutture digitali di neo-intermediazione vincolante hanno sostituito i partiti, i media tradizionali e i vari corpi intermedi, proponendo consultazione <em>just-in-time<\/em>; siamo continuamente chiamati all\u2019espressione plebiscitaria, nella formula accettazione versus rifiuto, descritta per\u00f2 come partecipazione, come <em>agor\u00e0<\/em> 2.0.\n\nGiacomini propone il concetto di <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.meltemieditore.it\/catalogo\/potere-digitale\/\">paradosso del pluralismo<\/a><\/strong><\/span>: \u201ci media digitali aumentano per tutti la possibilit\u00e0 di esprimere la propria voce (in termini quantitativi) ma al tempo stesso sembra aumentare anche la distanza fra queste voci, la loro polarizzazione, mettendo in difficolt\u00e0 il raggiungimento delle finalit\u00e0 di un sistema politico pluralista (in termini qualitativi)\u201d.\n\nIo mi sento di affermare per\u00f2 che siamo piuttosto di fronte a un lucido e interessato inquinamento della sfera e del discorso pubblico.\nCi\u00f2 a cui assistiamo tutti i giorni non \u00e8 effetto secondario o procedura sfuggita di mano: alle spalle delle pratiche comunicative vi sono infatti altri precisi assunti teorici che irrobustiscono manipolazione e orientamento forzoso.\nTra le conseguenze della razionalit\u00e0 limitata, gli studi di settore hanno infatti individuato la diffusione del ricorso a metodi semplificatori. Opinioni e scelte vengono cio\u00e8 costruite sulla base dell\u2019<strong>euristica della <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/concetticontrastivi.org\/2019\/09\/22\/camere-deco\/\">conferma<\/a><\/span><\/strong>, che porta a privilegiare le informazioni coerenti con il proprio sistema di credenze, e ad opporre un rifiuto preconcetto a ci\u00f2 che le contraddice. Oppure con l\u2019<strong>euristica della socializzazione<\/strong>, che spinge l\u2019individuo a omologarsi alla pressione sociale esercitata da un gruppo di riferimento o da un contesto.\n\u00c8 bene ricordare quindi che l\u2019algoritmo standard di Facebook ci presenta in modo privilegiato i materiali pi\u00f9 coerenti con i nostri interessi e con ci\u00f2 che abbiamo dimostrato di gradire in precedenza, seconda una logica <em>customer care<\/em>, dell\u2019informazione come consumo individuale. C\u2019\u00e8 pertanto chi parla di \u201ccamere dell\u2019eco\u201d o di \u201cbolle di filtraggio\u201d, ovvero di frequentazioni sociali limitate al gruppo di coloro con cui si condividono valori ed opinioni.\n\nSempre Facebook, infine, ha effettuato nel 2014 <span style=\"color: #0000ff;\"><strong><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2014\/06\/30\/facebook-lesperimento-segreto-sulle-emozioni-di-700mila-utenti\/1044655\/\">esperimenti segreti<\/a><\/strong><\/span>, dimostrando la propria potenziale capacit\u00e0 di contagio emotivo mediante l\u2019erogazione di post di caratura positiva o negativa.\n\n&nbsp;\n\n&nbsp;]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1365\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1365\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" 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