{"id":1552,"date":"2020-09-07T21:55:39","date_gmt":"2020-09-07T19:55:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=1552"},"modified":"2020-09-07T21:55:39","modified_gmt":"2020-09-07T19:55:39","slug":"il-disagio-degli-insegnanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2020\/09\/07\/il-disagio-degli-insegnanti\/","title":{"rendered":"Il disagio degli insegnanti"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/bambini_maestra.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-853\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/bambini_maestra-300x226.jpg\" alt=\"\" width=\"229\" height=\"172\" \/><\/a>di Raimondo Giunta<\/strong>\n\nGli insegnanti sono a scuola in nome di una societ\u00e0 che non vuole riconoscere il valore e il significato del ruolo che esercitano nei confronti delle nuove generazioni.\n\nLa loro autorevolezza, se e quando viene riconosciuta, deriva da quella della scuola e tutte e due sono necessarie per istituire fin dai primi anni di vita di una persona un rapporto di fiducia con le istituzioni; tutte e due, per\u00f2, si nutrono del rispetto, delle cure, del prestigio che vengono ad essi assegnati da ogni componente della societ\u00e0. Alla radice dei malumori se non proprio dell&#8217;ostilit\u00e0 nei confronti della scuola e degli insegnanti va collocata l&#8217;impossibilit\u00e0 per la scuola di mantenere le promesse che nel passato l&#8217;hanno accreditata come un&#8217;istituzione fondamentale e imprescindibile per il funzionamento complessivo della societ\u00e0: buona e rifinita preparazione civica e professionale degli alunni, certificazioni indubitabili e insostituibili a garanzia di sicuri processi di mobilit\u00e0 sociale.\nIl prezzo maggiore di questa divaricazione tra scuola e societ\u00e0 lo pagano gli insegnanti, sempre e comunque, come si pu\u00f2 constatare ancora oggi, anche se senza il loro contributo determinante si sarebbe perso l\u2019intero anno scolastico a causa della pandemia. Poca comprensione nei confronti degli insegnanti, da troppo tempo al centro di un ostile e prevenuto dibattito, che sarebbe azzardato definire politico e culturale. Accanto ad esso si sono sviluppate, quasi come conseguenza, la percezione diffusa tra i docenti di una propria marginalit\u00e0 sociale e la convinzione di un\u2019assegnazione esorbitante di responsabilit\u00e0, priva di sostegni e di garanzie.\n\nNel passaggio da una scuola d\u2019\u00e9lite, alla quale l\u2019insegnante era contiguo dal punto di vista sociale e culturale, ad una scuola di massa di fatto si \u00e8 modificato il suo ruolo pubblico, ma non si sono modificati la sua consapevolezza e il suo approccio al compito da svolgere.\n\n<!--more-->\n\nLo smarrimento causato da questa transizione per molti di loro non si \u00e8 ancora risolto in uno sbocco chiaramente definito di responsabilit\u00e0 e di comportamenti professionali, anche per la sua interminabile ed estenuante durata.\n\nAnzi questo stato soggettivo di sofferenza, pubblicamente e pi\u00f9 volte individuato da serie ricerche sociologiche, in alcuni casi si \u00e8 accompagnato a processi di dequalificazione professionale ed \u00e8 stato aggravato dalle inquietudini originate dall\u2019emergere di nuove figure di intellettuali e di professionisti socialmente pi\u00f9 apprezzati, e dalla lenta e continua erosione della propria posizione economica.\n\nNella scuola dell\u2019autonomia, inoltre, la valorizzazione del ruolo del dirigente scolastico e i tentativi di scomposizione della funzione del docente con l\u2019introduzione delle figure di staff hanno fatto esplodere reazioni risentite e aggressive di rifiuto nei confronti di ogni innovazione di sistema e l\u2019insoddisfazione della propria condizione professionale.\n\nCon l\u2019autonomia gli insegnanti non sono andati al timone della scuola (N. Bottani).\u00a0 Anzi.\n\nI cambiamenti degli ultimi anni sono vissuti dagli insegnanti pi\u00f9 anziani, spesso, come una grave ferita alla \u201cparit\u00e0\u201d celebrata nei decreti delegati dei primi anni 70, come un declassamento.\n\nL\u2019introduzione della R.S.U. in ogni singolo istituto non ha risolto la grande questione della \u201cdignit\u00e0\u201d e dello \u201cstatus\u201d del docente nella scuola e nella societ\u00e0; in alcuni casi anzi ha irrobustito il sentimento di estraneit\u00e0 alla proprie responsabilit\u00e0 pubbliche ed ha alimentato conflitti interni ad ogni sede scolastica, privi di significato.\n\nL\u2019esplosione della crisi e del disagio sociale degli insegnanti \u00e8 da collegare alla proletarizzazione delle loro condizioni di vita, e allo stravolgimento delle aspettative di status e di considerazione sociale, causate dalle costanti politiche governative di riduzione della spesa scolastica.\n\nQuesti fenomeni vengono registrati nella coscienza di parte considerevole della categoria con inquietudine e talvolta con rancore.\n\nTra l\u2019altro gli insegnanti, come categoria, nelle proprie rivendicazioni hanno avuto molte incertezze che dipendono dal fatto che come gruppo sociale non hanno unitariamente e ragionevolmente interpretato le trasformazioni che hanno investito il loro ruolo e la loro immagine sociale.\n\nL\u2019ideologia dell\u2019autonomia professionale verso cui si orientano, quasi per compensazione, discrete porzioni della categoria oscilla dall\u2019esaltazione della specificit\u00e0 della professione (con i tratti di incommensurabilit\u00e0 del proprio lavoro, enfasi sulla funzione etc) alle richieste di privilegi corporativi e rappresenta comunque un impedimento a razionalizzare la propria posizione nella societ\u00e0. La soluzione al problema del disagio degli insegnanti non pu\u00f2 essere trovata nella rincorsa nostalgica di presunti antichi privilegi, anche se nelle loro contrastanti richieste di considerazione e di valorizzazione, nella loro ricerca di valori da ceto medio va riconosciuta un\u2019esigenza che deve essere presa in considerazione e che pu\u00f2 tornare utile all\u2019intero sistema scolastico.\n\nIl problema non \u00e8 solo di natura economica, anche se il bisogno di un esercizio altamente professionale dell\u2019insegnamento richiede dei costi sociali.\n\nLa questione del \u201cprestigio\u201d e dell\u2019 \u201dautorevolezza\u201d del docente, che emerge imperiosamente nelle aspettative della categoria, non si pu\u00f2 relegare nell\u2019ambito dei problemi di psicologia sociale, come si trattasse di un caso di falsa o cattiva coscienza collettiva.\n\nNel tempo si \u00e8 visto che \u00e8 un problema serio, la cui soluzione richiede un riordino generale del reclutamento dei docenti, del rapporto di lavoro, una battaglia culturale di grande respiro a sostegno del lavoro dei docenti, una modifica profonda del regime disciplinare interno delle scuole, un controllo rigoroso del lavoro scolastico.\n\nLa sindacabilit\u00e0 di tutte le scelte dell\u2019insegnante a prescindere dagli aspetti squisitamente tecnici, ha tolto autonomia e dignit\u00e0 al lavoro dei docenti. Ha ingenerato l\u2019insicurezza che porta alla remissivit\u00e0 e alla condiscendenza nei confronti degli \u201cutenti\u201d o all\u2019aggressivit\u00e0 nei confronti di ogni controparte e in alcuni casi all\u2019abdicazione alle proprie responsabilit\u00e0.\n\nOccorre ripristinare per quanto possibile quel poco o quel tanto di funzione pubblica della scuola, che serva a riportare l\u2019insegnamento tra i compiti istituzionali di uno stato da difendere, per disancorarla dalla collocazione tra i semplici servizi sociali. La scuola e gli insegnanti dovrebbero essere uno degli aspetti tra i pi\u00f9 civili e umani del volto delle istituzioni pubbliche presso le nuove generazioni.\n\nFinora disagio e attaccamento ai propri doveri, rifiuto e adesione ai valori del sistema scuola sono stati i termini entro i quali si sono definiti, con tendenza al peggioramento gli atteggiamenti pubblici degli insegnanti. Bisogna rompere questa logica. Sarebbe un grave errore provocare o rafforzare con scelte sbagliate atteggiamenti e posizioni antistituzionali dell\u2019insegnante.\n\nGli atteggiamenti \u201cnon collaborativi\u201d o peggio ancora di rifiuto servono a confermare solo gli aspetti peggiori del sistema scuola (selettivit\u00e0, abbandono degli alunni di estrazione popolare; diffusione di comportamenti rinunciatari; degrado dell\u2019insegnamento).\n\nNon sar\u00e0 facile uscire dal \u201cdisagio\u201d: duraturi e radicati sono la disillusione e lo scoraggiamento degli insegnanti.\n\nLa mancanza di turn \u2013 over, la stazionariet\u00e0 generazionale del corpo docente, con prevalenza di individui anziani, la friabilit\u00e0 di tutte le ipotesi di innovazione, che hanno frantumato le residue riserve di entusiasmo e di energie, hanno consolidato una cultura del disincanto che si potr\u00e0 rimuovere con molta fatica.\n\nCi vuole una grande scommessa pubblica sulla scuola e sulla valorizzazione del docente per cominciare un\u2019altra volta a sperare che le innovazioni piccole o grandi che siano, ma necessarie, possano mettere radici, consolidarsi e dare frutto. Il momento non \u00e8 dei pi\u00f9 facili e richiede un surplus di passione educativa e di cura delle persone e il mondo della scuola non si pu\u00f2 permettere il lusso della rassegnazione\n\nL\u2019insegnante deve poter svolgere il proprio lavoro, senza inutili impedimenti, senza imbarazzo e senza umiliazioni.\n\n&nbsp;\n\n&nbsp;\n\n&nbsp;\n\n&nbsp;]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1552\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1552\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2020\/09\/07\/il-disagio-degli-insegnanti\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1552\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1552\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[31],"tags":[97],"class_list":["post-1552","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pedagogia","tag-giunta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1552"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1552\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}