{"id":1630,"date":"2020-11-01T15:27:27","date_gmt":"2020-11-01T14:27:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=1630"},"modified":"2020-11-01T15:27:27","modified_gmt":"2020-11-01T14:27:27","slug":"ce-ancora-un-futuro-per-la-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2020\/11\/01\/ce-ancora-un-futuro-per-la-scuola\/","title":{"rendered":"C&#039;\u00e8 ancora un futuro per la scuola?"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SPIRALE.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-1047\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SPIRALE-296x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"203\" \/><\/a>di Raimondo Giunta<\/strong>\n\n&nbsp;\n\n\n<h3>RIPENSARE LA SCUOLA<\/h3>\n\n\nRagionare di scuola nei giorni in cui viene sacrificata e costretta alla didattica a distanza per coprire le pubbliche inadempienze soprattutto in materia di trasporti pubblici, dopo mesi estenuanti e difficili in cui gli istituti scolastici hanno lavorato per garantire in sicurezza la ripresa delle attivit\u00e0 didattiche del nuovo anno scolastico, pu\u00f2 sembrare un mero esercizio retorico; forse una provocazione in un clima di esasperata delusione.\nCredo invece che serva per alzare lo sguardo \u201cin modo da contrastare il rischio di ritirarci impauriti e talvolta rabbiosi nel nostro particulare.\u201d (Chiara Saraceno).\nSe vogliamo pensare al futuro con ragionevole speranza, sempre con la scuola dobbiamo fare i conti, perch\u00e9 necessariamente ci proietta su quello che potrebbe essere il nostro domani, avendo il compito di prendersi cura delle nuove generazioni .\n\nMa la scuola cos\u00ec come l\u2019abbiamo vissuta e cos\u00ec come ancora funziona ha un suo futuro? Questo \u00e8 il problema e non \u00e8 per nulla ozioso che in modo particolare chi riveste un ruolo in un sistema di istruzione si chieda come dovrebbe\/potrebbe essere la scuola fra qualche anno. Pensarci significa impegnarsi per impedire, ognuno per la propria parte, che la scuola si lasci trascinare dagli eventi, anche se non \u00e8 dato di potere definire con nettezza i confini di quel che sar\u00e0 la nostra societ\u00e0 tra un decennio, ma sapendo gi\u00e0 che sono cambiati gli orientamenti e le scelte di moltitudini di persone relativi ai processi di istruzione e formazione.\nLa scuola che verr\u00e0 dovr\u00e0 fare i conti sia con le mutate esigenze di molte famiglie e della societ\u00e0, sia col fatto che fuori della scuola esistono tanti modi di istruirsi e tanti modi di far valere quello che si \u00e8 imparato fuori dai circuiti istituzionali.\n\n<!--more-->\n\nGrandi sono sempre in questo campo le responsabilit\u00e0 delle autorit\u00e0 preposte alla guida e alla direzione di una societ\u00e0; responsabilit\u00e0 che per forza di cose si iscrivono nella logica politica e culturale di chi deve prendere delle decisioni, portarle avanti e darle un senso, proponendo di conseguenza valori e criteri prioritari con cui governare l\u2019eventuale processo di rinnovamento del sistema di istruzione e formazione.\nResponsabilit\u00e0 che non dovrebbero privarsi del contributo di pedagogisti, di sociologi, di uomini di scienza e di cultura, di uomini di scuola e del mondo del lavoro.\nSu questo tema, sotto gli auspici della Revue Internationale d\u2019Education de S\u00e8vres, si \u00e8 svolto il convegno \u201cR\u00e9former l\u2019\u00e9ducation\u201d,di cui sono stati pubblicati gli atti, anche on-line(n83\/2020).Vale la pena di leggerli.\nNegli interventi degli studiosi provenienti da diverse parti del mondo vengono affrontati quei problemi sui quali dovrebbe esercitarsi la riflessione per potere elaborare proposte di rinnovamento del sistema di istruzione e formazione, che tengano conto dei fattori di trasformazione della societ\u00e0 e del ruolo che la scuola vi deve avere.\nUn convegno che non si \u00e8 dovuto misurare con le ferite arrecate alle scuole in ogni parte del mondo dalla pandemia del COVID 19, che ha reso pi\u00f9 acuti gli interrogativi sul destino della scuola, sull\u2019identit\u00e0 e sul significato che debba avere.\nLa stessa necessit\u00e0 di ricorrere alla didattica a distanza per mantenere nei limiti del possibile il rapporto educativo con gli alunni si \u00e8 subito trasformata in una opportunit\u00e0 per proporre di ristrutturare le procedure abituali dell\u2019insegnamento, di riconfigurare con uno sguardo proiettato nel futuro gli ambienti di apprendimento e l\u2019articolazione del rapporto tra alunni e luoghi di formazione.\n\n<strong>LA SCUOLA E I MOLTI LUOGHI DELL\u2019 APPRENDIMENTO<\/strong>\n\nDa tempo non c\u2019\u00e8 pace nel mondo dell\u2019istruzione; un mondo attraversato da fortissime tensioni che possono lacerarne il tessuto e che se non sono adeguatamente governate possono sfociare in soluzioni che rischiano di farne perdere la complessit\u00e0 e la ricchezza culturale. E la complessit\u00e0 va governata, non mutilata a colpi di accetta.\nSono le tensioni fra tradizione, saperi consolidati e attualit\u00e0 e saperi emergenti; tra scuola formale e molteplicit\u00e0 dei luoghi e delle occasioni di apprendimento; tra ripiego comunitario e apertura alla diversit\u00e0; tra funzione educativa e adattamento funzionale ai cambiamenti della societ\u00e0; tra zone favorite e quelle sfavorite; tra servizio pubblico e scuola a domanda individuale.\nFa da sfondo a queste polarit\u00e0 lo sviluppo impetuoso della multimedialit\u00e0 e dell\u2019informatica, che segneranno qualsiasi soluzione potr\u00e0 essere data nel futuro al sistema di istruzione e formazione, perch\u00e9 costituiscono di fatto lo spazio degli ambienti di apprendimento.\n\nAlla scuola non \u00e8 dato di pensare di restare ferma, ma nemmeno di infilarsi in modifiche che invece di rinnovarla, la possono snaturare. Non ha bisogno di scelte casuali, ma di quelle sensate, siano a breve o a lungo termine.\nE queste sono possibili se ci si curer\u00e0 del quadro generale dell\u2019istruzione e della formazione; se ci si curer\u00e0 del come, del cosa, ma soprattutto del perch\u00e9 si debba fare scuola.\nLa scuola \u00e8 un\u2019istituzione in cui si opera bene soltanto lavorando secondo finalit\u00e0. Se riforme\/innovazioni devono esserci, per misurarle e per valutarle bisogner\u00e0 vedere fin dove e come riescano a salvaguardare il carattere dell\u2019istruzione\/formazione come bene comune, disponibile per tutti, come fondamento di coesione sociale; bisogner\u00e0 constatare se e come siano riuscite a dare una risposta alle richieste pi\u00f9 significative che dalla societ\u00e0 nel suo insieme vengono formulate.\n\nUn problema che acquista un rilievo crescente nei sistemi di istruzione \u00e8 quello che emerge nel rapporto tra scuola formale e la molteplicit\u00e0 dei luoghi e delle occasioni di apprendimento, fenomeno questo che pu\u00f2 trasformare il mondo della scuola e alterarne la natura.\n\nCi sono bisogni di apprendimento sempre pi\u00f9 estesi e in vario modo sostenuti, che non sempre hanno risposte dentro i sistemi scolastici; per un verso cresce la corsa a rifornirsi in luoghi altri dalla scuola e per un altro si cerca di condizionare ogni singolo istituto con la richiesta \u00a0di modifica dei curricoli e di integrazioni formative a immagine e a convenienza di quel gruppo di persone che sono in grado di sostenerla e di farla valere.\nUn fenomeno che potrebbe sfuggire di mano e che in alcuni settori della societ\u00e0 potrebbe fare crescere l\u2019aspettativa di un superamento di un sistema che non riesce o che non vuole accompagnare questa corsa all\u2019impossessamento privato di quel bene pubblico che \u00e8 la conoscenza.\n\nIn questo potenziale conflitto \u00e8 in gioco il destino della funzione conoscitiva della scuola.\nNel momento in cui in qualsiasi luogo si pu\u00f2 apprendere, che cosa si deve e si pu\u00f2 apprendere a scuola? Non \u00e8 una novit\u00e0 che la scuola e quindi l\u2019insegnante non siano pi\u00f9 nella societ\u00e0 attuale gli unici dispensatori di conoscenze.\nChe non siano pi\u00f9 gli unici, non vuol dire che non lo possano pi\u00f9 essere.\nQuesto comporta che con chiarezza debba essere circoscritta, indicata e valorizzata l\u2019area specifica che in questo campo attiene alla scuola e che solo a scuola pu\u00f2 essere coltivata.\nIl sistema scolastico \u00e8 legittimato ad esistere, perch\u00e9 ancora \u00e8 tenuto a svolgere il compito di trasmettere da una generazione ad un\u2019altra il patrimonio di saperi, di conoscenze, di tecniche e di valori del passato e solo per questo ha un senso che in ogni scuola si incontrino studenti e docenti.\nLa scuola non pu\u00f2 smettere di essere luogo di trasmissione razionale e ordinata del sapere, luogo di formazione di conoscenze solide e strutturate.\nA scuola si costruiscono, si formano le basi concettuali di alcuni saperi che si ritengono necessari e con le quali in seguito si pu\u00f2 progredire in autonomia in quello che si sceglie di coltivare.\nI saperi sono beni immateriali che costituiscono l&#8217;infrastruttura della nostra civilt\u00e0; sono fini da rispettare e mezzi per crescere e per apprendere altri saperi.\nMa si apprendono con procedure rigorose e controllate. Questo risultato non pu\u00f2 essere ottenuto attraverso i media o con internet, nei quali \u00e8 prevalente la componente emotiva e con i quali \u00e8 possibile informarsi, ma non istruirsi seriamente.\n\n<strong>LA FUNZIONE CONOSCITIVA<\/strong>\n\nLa funzione conoscitiva della scuola, oggi, va esaltata e rinforzata; non c&#8217;\u00e8 senso critico, di cui si ha grande bisogno, se non si possiede una rete concettuale ampia, solida e strutturata.\nNon \u00e8 l&#8217;ultima conoscenza, l\u2019ultima novit\u00e0 che qualifica il lavoro a scuola, ma la capacit\u00e0 di saperne cogliere il senso e il valore.\n\nLa scuola moderna affonda le proprie radici nella cultura illuministica; ne sono derivati come finalit\u00e0 del proprio operare, il desiderio di conoscere, il sapere critico e documentato, la ricerca metodica, l\u2019amore per le scienze, la lotta contro le superstizioni e le credenze popolari. Tenendovi fede, a scuola si pu\u00f2 far compiere negli alunni il passaggio dal senso comune all\u2019interpretazione razionale di s\u00e8 e del mondo che li circonda, li si pu\u00f2 rendere capaci di controllare la consistenza e la veridicit\u00e0 di molte informazioni che circolano nel mondo, li si pu\u00f2 formare ad utilizzare bene internet e le risorse dell\u2019informatica.\nAltrimenti come dice B.Vertecchi gli alunni saranno fortemente attratti da dispositivi che riducono la loro operativit\u00e0; che limitano le acquisizioni di capacit\u00e0 di scrittura, di lettura ad alta voce, di calcolo, di osservazione dei fenomeni, di soluzione dei problemi, di acquisizione di un lessico appropriato per formulare e comunicare concetti.\n\nLa scuola per sostenere la funzione conoscitiva non pu\u00f2 parlare di qualsiasi cosa. E\u2019 tenuta ad adottare criteri ragionevoli e condivisi dalla societ\u00e0 per proporre i saperi e le conoscenze che siano conformi alle sue competenze.\nE\u2019 necessario passare dal paradigma dell&#8217;allargamento dell&#8217;enciclopedia dei saperi, come fin qui si \u00e8 fatto, a quello della loro selezione, perch\u00e9 la scuola non si disperda nella moltiplicazione degli intrecci col mondo esterno. L&#8217;autonomia del sistema scolastico si esprime nella capacit\u00e0 di avere propri criteri di riferimento per stabilire la gerarchia dei saperi che deve trasmettere e delle competenze che deve formare; nella capacit\u00e0 di dettare codici di comportamento, di organizzare modi di apprendimento, di difendere il proprio linguaggio e le proprie regole di comunicazione.\nQuesti criteri di riferimento sono l&#8217;anima culturale di un sistema scolastico. Autonomia, non autoreferenzialit\u00e0: nessun sistema scolastico potrebbe sopravvivere chiudendosi ai grandi temi culturali della propria epoca, ai problemi della societ\u00e0 in cui \u00e8 collocato.\nQuello che si vuole dire \u00e8 che la scuola non \u00e8 solo apertura; \u00e8 anche per certi aspetti &#8221; diversit\u00e0&#8221; e &#8220;separatezza&#8221;.\n&#8220;La storia della scuola \u00e8 la storia di una separazione: separazione dei bambini rispetto agli adulti; separazione della preparazione alla vita relativamente alla vita stessa; messa in disparte degli apprendimenti rispetto all&#8217;attivit\u00e0 produttiva&#8221;(B.Rey).\nIl paradosso della scuola \u00a0\u00e8 quello di essere un&#8217;istituzione separata nella quale si dispensano conoscenze slegate dalla vita quotidiana ed avere la vocazione di preparare alla vita sociale .La scuola non \u00e8 il luogo delle situazioni reali.\n&#8220;La scuola \u00e8 un luogo dove si svolge un particolare tipo di lavoro intellettuale che consiste nel ritirarsi dal mondo quotidiano, al fine di considerarlo e valutarlo, un lavoro che resta coinvolto con quel mondo, in quanto oggetto di riflessione e di ragionamento&#8221;(L.Resnick).\nLa scuola non pu\u00f2 e non deve limitarsi ad assicurare una semplice continuit\u00e0 con la societ\u00e0 che l&#8217;attornia o con l&#8217;esperienza quotidiana.\n&#8220;Essa \u00e8 quella particolare comunit\u00e0 in cui si fa l&#8217;esperienza di scoprire le &#8220;cose&#8221; usando l&#8217;intelligenza e ci si introduce in nuovi e inimmaginati campi d&#8217;esperienza&#8221;(J.Bruner)\n\nIn pagine di aspra ed efficace polemica contro certe tendenze pedagogiche e di politica scolastica, G. Ferroni nella \u201cScuola sospesa\u201d affermava che non \u00e8 sensato rendere il sistema scolastico subalterno ai modelli della comunicazione di massa e al consumo tecnologico, perch\u00e9 i quadri concettuali delle discipline e i metodi che sono loro propri non cambiano per l\u2019uso delle tecnologie. Affermava, anche, che bisogna evitare ogni forma di illusione, di accecamento tecnologico.\n\nQuesto non significa che non si debbano considerare e comprendere le implicazioni della tecnologia dell\u2019informazione nella trasmissione del sapere, che non ci si debba fare arricchire dalla tecnologia, di usarla come mezzo. Nell\u2019organizzazione e nella trasmissione delle conoscenze, delle tecniche e del patrimonio culturale del passato i saperi scolastici per le loro caratteristiche (analiticit\u00e0, sequenzialit\u00e0, astrazione, logicit\u00e0, primato della scrittura) superano di gran lunga altre forme di diffusione e di comunicazione delle conoscenze.\nPer risultati di questo genere gli alunni devono imparare a porre proposizioni limpide, a compiere processi di astrazione, a fare ordinate classificazioni, a svolgere argomentazioni rigorose, a immaginare modelli, ad enunciare generalizzazioni, a procedere ad applicazioni ai casi particolari .\n\nRiproporre e sostenere con forza la funzione conoscitiva della scuola significa fare la parte pi\u00f9 grande della riscrittura della missione della scuola nel XXI secolo. La scuola deve ricentrarsi sul compito cruciale dell\u2019istruzione, cos\u00ec come si \u00e8 tentato di parlarne; deve per equit\u00e0 garantire l\u2019uguaglianza di tutti davanti all\u2019accesso al sapere; deve educare a riconoscere la pertinenza delle informazioni e il valore dei saperi; deve educare ad amare sapere e conoscenza e convincere che l\u2019apprendimento non \u00e8 mestiere che vale solo per la scuola, ma per tutta la vita di ognuno di noi. Nella situazione odierna la posizione di una persona nella societ\u00e0 e nella cultura di appartenenza non dipende da un processo casuale di apprendimento; ma da una specifica e programmata attivit\u00e0 di formazione che solo a scuola pu\u00f2 svolgersi.\nScuola della conoscenza ed equit\u00e0 sono la stessa cosa.\nBisogna scommettere su una scuola che afferma alto e forte la sua missione cognitiva.]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1630\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1630\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2020\/11\/01\/ce-ancora-un-futuro-per-la-scuola\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1630\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1630\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[31],"tags":[97],"class_list":["post-1630","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pedagogia","tag-giunta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1630","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1630"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1630\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1630"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1630"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1630"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}