{"id":1911,"date":"2021-03-15T19:23:22","date_gmt":"2021-03-15T18:23:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=1911"},"modified":"2021-03-15T19:23:22","modified_gmt":"2021-03-15T18:23:22","slug":"per-una-nuova-valutazione-mite-nella-scuola-primaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2021\/03\/15\/per-una-nuova-valutazione-mite-nella-scuola-primaria\/","title":{"rendered":"Per una nuova valutazione mite nella scuola primaria"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bimbi_4a.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1912\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bimbi_4a-1024x677.jpg\" alt=\"\" width=\"316\" height=\"209\" \/><\/a>di Iosa Raffaele<\/strong>\n\n<strong>Proposte per una \u201cvariante M\u201d<\/strong>\n\nSto studiando attentamente tutta la normativa sulla \u201cnuova valutazione\u201d nella scuola primaria, nata per merito delle leggi 6.6.2020 \u00a0n. 41, \u00a0e 13.10.2020 n. 126.\n\nAccompagnano le leggi un\u2019Ordinanza ministeriale e le \u201cLinee guida\u201d corrispondenti per l\u2019applicazione a scuola.\n\nMateria ricca e complessa, che merita scavare bene per comprendere la connessione tra le sue ispirazioni pedagogiche e i fatti attuativi richiesti nei nuovi documenti di valutazione proposti.\nSono naturalmente molto lieto del fatto che almeno nella scuola primaria si sia superata, per la seconda volta della storia contemporanea,\u00a0 la logica di valutazione sommativa con voti numerici.\n\nMa proprio per questo, per evitare che la nuova valutazione scada in una finzione formale e non in un processo di qualit\u00e0, mi permetto di approfondire alcune questioni che per me sono cruciali per garantire una qualit\u00e0 formativa della valutazione come processo di sviluppo vero e non sanzionatorio.\n\nE, soprattutto, proporr\u00f2 qui l\u2019aggiunta, per la nuova scheda di valutazione, \u00a0di un nuovo \u201cspazio testuale\u201d per me essenziale. Aggiunto, non alternativo, per rendere pi\u00f9 efficace \u00a0la novit\u00e0 valutativa.\n\n<!--more-->\n\n\n<ol>\n \t\n\n<li><strong>La centralit\u00e0 di una valutazione formativa mite<\/strong><\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nE\u2019 sorprendente leggere i numerosi passaggi normativi che indicano nella <strong>formativit\u00e0<\/strong> la base pedagogica essenziale della nuova valutazione. Mai prima la formativit\u00e0 della valutazione \u00e8 stata cos\u00ec ampiamente descritta ed enfatizzata. Per questo mio lavoro, \u00a0registro qui le pi\u00f9 significative frasi contenute nelle Linee Guida, che rispettano con precisione i mandati legislativi.\n\n\u201cLa valutazione ha una <strong><em>funzione formativa fondamentale<\/em><\/strong>. E\u2019 parte integrante della professionalit\u00e0 docente, si configura come strumento insostituibile <strong><em>di costruzione delle strategie didattiche e del processo di insegnamento e apprendimento<\/em><\/strong>, \u00e8 strumento\u00a0 essenziale\u2026\u2026.<em>per sostenere e potenziare<\/em> <em>la motivazione al continuo miglioramento<\/em> a garanzia del successo formativo e scolastico\u201d\n\n\u201cL\u2019ottica \u00e8 quella della <strong><em>valutazione per l\u2019apprendimento<\/em><\/strong>, che ha carattere formativo poich\u00e8 le informazioni \u2026.sono utilizzate anche per <strong><em>adattare l\u2019insegnamento<\/em><\/strong> ai bisogni educativi degli alunni e ai loro stili di apprendimento<em>, <strong>modificando le attivit\u00e0 i<\/strong>n funzione di ci\u00f2 che \u00e8 stato osservato<\/em>\u201d\n\n\u201cLa prospettiva della valutazione per l\u2019apprendimento \u00e8 presente nel testo delle Indicazioni Nazionali, ove si afferma che la valutazione come processo regolativo non giunge alla fine di un percorso, ma \u201c<strong><em>precede, accompagna, segue<\/em><\/strong>\u201d ogni processo curricolare e deve consentire di <strong><em>valorizzare i progressi<\/em><\/strong> negli apprendimenti degli allievi\u201d.\n\n\u201cPer gli obiettivi non ancora raggiunti o in via di prima acquisizione la normativa prevede che \u201cl\u2019istituzione scolastica, nell\u2019ambito dell\u2019autonomia didattica e <strong><em>organizzativa, attiva specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento<\/em><\/strong> (art. 2 comma 2 D.L. 66\/2017). E\u2019 dunque importante che i docenti strutturino percorsi educativo-didattici tesi al raggiungimento degli obiettivi, coordinandosi con le famiglie nell\u2019individuazione di eventuali problematiche legate all\u2019apprendimento, <strong><em>mettendo in atto strategie di individualizzazione e personalizzazione<\/em><\/strong>\u201d\n\nCe n\u2019\u00e8 quanto basta per affermare che con la valutazione formativa cos\u00ec esaltata:\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li><strong><em>\u00e8 in gioco<\/em><\/strong> non la valutazione sommativa delle azioni di un bambino che apprende, magari facendo le medie tra le varie performance, \u00a0ma <strong style=\"font-size: 1rem;\">l\u2019apprezzamento della processo di apprendimento<\/strong> <strong style=\"font-size: 1rem;\">in corso<\/strong><\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li><strong><em>\u00e8 in gioco<\/em><\/strong> parallelamente <strong>l\u2019azione didattica che ha messo in campo l\u2019insegnante<\/strong>, per comprenderne l\u2018efficacia o meno rispetto alle sue attese, e trarne dunque le conseguenze con modifiche, adattamenti, miglioramenti necessari per garantire il miglior apprendimento possibile.<\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\nNon \u00e8 eretico, ma saggio, affermare quindi che la valutazione formativa\u00a0 significa riconoscere che:\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li><strong>il bambino impara<\/strong> <em>secondo come<\/em> <strong>l\u2019insegnante insegna <\/strong>da cui, viceversa e di conseguenza<\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li><strong>l\u2019insegnante insegna<\/strong> <em>secondo come<\/em> <strong>il bambino impara<\/strong><\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\nPare quindi che si tratti di una<strong> valutazione mite, <\/strong>intendendo con questo aggettivo un approccio non sanzionatorio n\u00e9 classificatorio in scale su ogni bambino\/a, ma una seria, serena e non ansiogena riflessione in azione sul fare della scuola in tutti i suoi soggetti (chi insegna e chi impara),\u00a0 che approfondisca i punti di successo e quelli di difficolt\u00e0 come chiave proiettiva per costruire miglioramenti e adeguamenti del processo di apprendimento\/insegnamento. Insomma, \u00a0ci importa in primis il successo formativo massimo possibile per ogni singolo bambino e bambina. Non \u00e8\u00a0 un caso che si accentui il valore dell\u2019autovalutazione come strumento di crescita di motivazione al miglioramento sia nell\u2019alunno che nell\u2019insegnante.\n\nNaturalmente la valutazione formativa ha senso <strong><em>se si fa ogni giorno<\/em><\/strong> in ogni attivit\u00e0 in corso, ed \u00e8 evidente che quella \u201cformale\u201d<em> intermedia<\/em> e<em> finale<\/em> sono il risultato di un processo riflessivo costante. Citando l\u2019approccio di Shon nel suo \u00a0celebre \u201cprofessionista riflessivo\u201d,\u00a0 la valutazione formativa quotidiana \u00e8 una <strong><em>reflection in act<\/em>,<\/strong> la capacit\u00e0 mite e attiva del docente di accorgersi man mano in ogni attivit\u00e0 degli intoppi, dei successi, delle deviazioni, delle difficolt\u00e0 emerse riaspetto alle sue attese , cui da subito porre alcuni interventi migliorativi. La\u00a0 valutazione intermedia e finale prevista dalla nuova normativa diventa quindi una <strong><em>reflection on act<\/em><\/strong>, quando cio\u00e8 dopo un certo periodo si riflette sull\u2019insieme dei percorsi e si colgono in modo pi\u00f9 sistematico i punti di forza e i punti di difficolt\u00e0 emersi nel farsi della scuola. Si pu\u00f2 anche dire che la seconda <em>reflection<\/em> senza la prima rischia di diventare un surrogato ambiguo della vecchia pagella. Ma si pu\u00f2 anche dire che la prima reflection \u00e8 utilissima per evitare di valutare troppo tardi un alunno, quando\u00a0\u00a0 si sono persi per strada i percorsi che hanno portato al successo o alle difficolt\u00e0. Dunque ecco perch\u00e9 il valore mite dell\u2019autovalutazione, sia per l\u2019insegnante che per l\u2019alunno (e la sua famiglia).\n\nQuindi\u00a0 le cosiddette \u201cschede di valutazione\u201d previste dalla nuova norma\u00a0 diventano non un documento banalmente \u201ccertificatorio\u201d, ma uno strumento riflessivo collettivo di <strong><em>carattere operativo<\/em><\/strong>, ed insieme<em> <strong>partecipato<\/strong><\/em>, che ha una funzione primaria: il miglioramento del processo didattico-educativo.\n\nSono affermazioni di una sana pedagogia.\n\n\n<ol start=\"2\">\n \t\n\n<li><strong>La \u201cvariante M\u201d<\/strong><\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nE\u2019 quindi giunto il momento di presentare la \u201c<strong>variante M<\/strong>\u201d che mi sento di proporre come parte essenziale del nuovo strumento di valutazione. La chiamo \u201cvariante\u201d perch\u00e9 termine di moda sul\u00a0 virus con varianti disastrose, pensando invece che questa sanifichi il rischio che l\u2019attuale proposta di schede, nonostante le buone intenzioni, \u00a0\u00a0imiti le precedenti\u00a0 pagelle con scale\u00a0 e voti camuffati.\n\nRicordo che la norma prevede <em>piena flessibilit\u00e0 metodologica<\/em> nella struttura della scheda (finalmente citato l\u2019art. 4 del DPR 275\/99 regolamento autonomia), pertanto ogni scuola avr\u00e0 <em>una propria scheda valutativa<\/em>. La norma prevede come \u201cparti necessarie\u201d delle nuove autonome schede la presenza di tre elementi:\n\n\n<ol>\n \t\n\n<li>La definizione dei \u201clivelli\u201d raggiunti da ogni alunno, suddivisi nelle 4 categorie da \u201cin via di prima acquisizione\u201d ad \u201cavanzato\u201d per ognuno degli obiettivi \u00a0di apprendimento individuati dalla scuola<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Gli obiettivi desunti dal curricolo PTOF di scuola e di classe, precisati in forma puntuale (es. non \u201cLingua italiana\u201d ma \u201cprodurre testi scritti di diverso tipo\u201d) definiti per ogni disciplina.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Infine, per ogni alunno va redatto un \u201cgiudizio descrittivo\u201d, in forma dunque discorsiva, di cui \u00e8 in discussione se un solo giudizio complessivo o disciplina per disciplina.<\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nDi questi elementi\u00a0 nel prossimo capoverso 3,\u00a0\u00a0 suggerir\u00f2 alcune proposte di merito.\n\nMa a questo punto mi sono accorto che mancava qualcosa, cio\u00e8 che \u00e8 necessaria una \u201cvariante\u201d \u00a0perch\u00e9 nelle due bozze di \u00a0scheda presenti nelle Linee guida (e nei testi) <em>non \u00e8 mai presente<\/em> uno spazio ad hoc di scrittura \u00a0per me\u00a0 invece decisivo: \u00a0la presentazione di quelle che ho chiamato \u201c<strong>Azioni didattiche di miglioramento<\/strong>\u201d (ecco perch\u00e9 M) che descrivano quello che le Indicazioni definiscono sulla valutazione formativa che \u00a0\u201c<em>precede, accompagna, segue<\/em>\u201d ogni processo curricolare e consente di <em>valorizzare i progressi<\/em> negli apprendimenti, e le Linee guida chiamano \u201c<em>individuazione di eventuali problematiche legate all\u2019apprendimento, mettendo in atto strategie di individualizzazione e personalizzazione<\/em>\u201d.\n\nLa presenza di questa <strong><em>variante M<\/em><\/strong> esalta la pratica formativa e mette nero su bianco \u00a0una valutazione che si impegna non a promuovere o bocciare ma a migliorare tutti e due, insegnante e alunno.\nSarebbe anche, per le famiglie, una migliore comprensione del vero processo didattico in gioco. E di partecipazione consapevole, di cui c\u2019\u00e8 molto bisogno.\n\nDi questa <strong>variante M<\/strong> si potrebbe inserire <em>uno spazio di scrittura sotto ogni disciplina<\/em>, oppure un unico <em>contenitore che metta insieme le diverse attivit\u00e0 didattiche di miglioramento<\/em> che si intendono realizzare. Preferisco, naturalmente, <em>la seconda ipotesi<\/em> (si capirebbe meglio il carico di impegno complessivo).\nMa ogni scuola veda come preferisce lavorare.\n\nMa perch\u00e9 inserire la <strong><em>variante M<\/em><\/strong> nella scheda e non scriverla in un testo a parte? La ragione \u00e8 evidente: perch\u00e9 cos\u00ec si darebbe in modo operativo l\u2019idea che la valutazione \u00e8 davvero formativa, sia come processo mentale dell\u2019insegnante che come azione pratica per i suoi effetti nell\u2019 insegnamento\/apprendimento.\n\n<strong><em>Quattro precisazioni su questa variante M<\/em><\/strong>\n\n\n<ol>\n \t\n\n<li>Ricordo che l\u2019art. 4 del DPR 275\/99 sull\u2019autonomia scolastica prevede che \u201cle istituzioni scolastiche individuano le modalit\u00e0 e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale\u201d. Poich\u00e9 il modello di scheda \u00e8 a libert\u00e0 delle singole scuole, <em style=\"font-size: 1rem;\">nulla vieta<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\"> che sia presente questa\u00a0 variante nell\u2019ambito dell\u2019autonomia. Per me \u00e8 invece una scelta mite di valore civico e deontologico<\/span><\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Questa variante renderebbe possibile descrivere le azioni concrete che l\u2019insegnante intende mettere in campo per il miglioramento, da\u00a0 compilare (ovviamente) quando si rilevino delle difficolt\u00e0. Cos\u00ec \u00a0il documento di valutazione diventa un <strong style=\"font-size: 1rem;\">atto operativo<\/strong><span style=\"font-size: 1rem;\"> e non \u00a0banalmente certificativo. Nell\u2019intermedio \u00a0indicano le difficolt\u00e0 presenti e le strategie di miglioramento, a fine anno segnano da dove\u00a0 ripartire per l\u2019anno successivo. Dunque anche un atto per la continuit\u00e0 didattica da un anno all\u2019altro.<\/span><\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Darebbe ai genitori un\u2019immagine valutativa motivata e partecipata. Non solo crocette sui vari livelli e buone parole sul giudizio descrittivo, ma anche l\u2019impegno formativo che la scuola mette in campo, raccogliendo anche dai genitori \u00a0il loro altrettanto dovuto impegno.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li><em>I contenuti della variante M. <\/em>Nello spazio qui aggiunto e\u00a0 presentato andrebbero\u00a0 descritte<strong> le <\/strong><strong style=\"font-size: 1rem;\"><em>azioni<\/em> <\/strong><span style=\"font-size: 1rem;\">(non le intenzioni generiche) di natura didattica che l\u2019insegnante intende \u00a0realizzare per adeguare la sua progettazione, migliorare \u00a0l\u2019apprendimento, percorrere vie di apprendimento nuove e diverse. Va evitato di far passare <\/span><em style=\"font-size: 1rem;\">la variante M<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\"> come ripasso o ripetizione, ma come individualizzazione\u00a0 \u00a0attiva anche con strumenti, tempi e modi diversi dal <\/span><em style=\"font-size: 1rem;\">mainstream<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\"> della didattica.<\/span><\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nE\u2019 dunque <strong><em>una valutazione d\u2019impegno<\/em><\/strong> <strong><em>dell\u2019insegnante<\/em><\/strong>.\n\nCondivido pienamente i suggerimenti delle Linee guida di scrivere azioni attraverso verbi fattuali e contenuti concreti e non generiche formulazioni del solito pedagogese.\nIn questo modo il documento di valutazione diverrebbe <em>strumento partecipato<\/em>, come gi\u00e0 si proponeva la Legge 517\/77 che per la scheda di valutazione all\u2019art. 4 cos\u00ec diceva, anticipando quindi il senso di questa mia variante (insomma, non ho inventato nulla, se non ripreso una buona pratica).\n\n<strong>Legge 517\/1977\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Art. 4<\/strong>\n\nL&#8217;insegnante\u00a0 o gli insegnanti di classe sono tenuti a compilare ed a tenere aggiornata una scheda personale dell&#8217;alunno contenente le notizie sul medesimo e sulla sua partecipazione alla vita della scuola nonch\u00e9 le osservazioni sistematiche sul suo processo di apprendimento e sui livelli di maturazione raggiunti.\n\nDagli elementi registrati sulla scheda viene desunta trimestralmente dall&#8217;insegnante o dagli insegnanti della classe una valutazione adeguatamente informativa sul livello globale di maturazione, <strong>il cui contenuto viene illustrato ai genitori dell&#8217;alunno <\/strong>o a chi ne fa le veci dall&#8217;insegnante o dagli insegnanti, unitamente alle <strong>iniziative eventualmente programmate in favore dell&#8217;alunno <\/strong>ai sensi dell&#8217;art. 2 della presente Legge.\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li><strong>Altre questioni operative legate alla valutazione formativa<\/strong><\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\nC\u2019\u00e8 ampia e non semplice discussione sulle questioni <em>obiettivi didattici \/livelli di apprendimento \/giudizi descrittivi. <\/em>Le Questioni di metodo e di merito \u00a0che qui intendo precisare sono cornice \u00a0attorno \u00a0al \u201ccuore\u201d della mia proposta di variante M. Lo scopo \u00e8 anche di riflettere su una questione di fondo: trovare <em>l\u2019essenzialit\u00e0 della valutazione<\/em> evitando alcuni eccessi di iper-scrittura che temo possano avvenire, non per una qualsiasi difesa corporativa della fatica del lavoro docente, ma anzi per favorire la necessit\u00e0 pedagogica e metodologica di puntare all\u2019essenziale, perch\u00e9 l\u2019eccesso invece rischia di produrre confusione e opacit\u00e0. Quindi suggerisco di scrivere il giusto, evitando il \u201ccrampo dello scrivano\u201d per troppe ridondanti formulazioni o per forme di esibizioni di \u201cquante cose fa la scuola\u201d, come se il tanto fosse sinonimo di bene.\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li><strong>Sugli \u201c obiettivi-oggetti\u201d da valutare<\/strong>.<\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\nVi sono discussioni su quali e quanti obiettivi \u00a0di apprendimento registrare<em> per ogni disciplina<\/em>, \u00a0che dovrebbero (dovrebbero) corrispondere al PTOF e alla programmazione di ogni singola classe. Vi sono varie ipotesi in campo che tra un po\u2019 vedremo.\n\nCondivido comunque che il repertorio degli obiettivi o altre soluzioni\u00a0 debbano sempre essere <em>oggetti fattuali<\/em> (interessante suggerire\u00a0 <em>verbi e contenuti<\/em>) non petizioni pedagogiche astratte. Dunque:\n\n\n<ol>\n \t\n\n<li>Alcuni registrano <strong>l\u2019intero repertorio degli obiettivi della disciplina <\/strong>descritto nelle Indicazioni, o<strong> i <\/strong><strong style=\"font-size: 1rem;\">traguardi di competenze<\/strong><span style=\"font-size: 1rem;\">, Ricordo che gli obiettivi di ogni disciplina hanno due repertori: uno fino alla 3.a, l\u2019altro alla 5a, mentre i traguardi di competenze sono unici per tutta la primaria \u00a0Una marea quindi di items.\n<\/span>Ho visto bozze di schede di scuole che compongono lo spazio degli obiettivi semplicemente con un <em style=\"font-size: 1rem;\">taglia e incolla<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\"> di <\/span><em style=\"font-size: 1rem;\">tutti i repertori<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\"> di obiettivi disciplinari o di traguardi di competenze. <\/span><em style=\"font-size: 1rem;\">Assurdo<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\">: cos\u00ec la scheda diventa un malloppo ridondante e le crocette da mettere su uno dei quattro livelli\u00a0 comporrebbero una sommatoria illeggibile\u00a0 di croci tali da sembrare una specie di cimitero valutativo\u00a0 con effetto confusione. Sento anche un retro-pensiero che cos\u00ec si \u201cobbligherebbero\u201d (bonariamente, si intende) gli insegnanti\u00a0 a conoscere meglio le Indicazioni Nazionali. Sadica opzione, cui spesso rispondono meglio le tante riviste scolastiche e le Guide didattiche chiavi in mano. Ma no, via: si dia fiducia e rispetto alle nostre maestre: la proposta \u00e8 <\/span><strong style=\"font-size: 1rem;\"><em>la selezioni giusta e misurata<\/em><\/strong><span style=\"font-size: 1rem;\"> di obiettivi o traguardi, quelli che servono e rispondono meglio a ci\u00f2 che si fa effettivamente in classe. Per me: <\/span><em style=\"font-size: 1rem;\">pochi obiettivi\/traguardi chiari<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\"><span style=\"font-size: 1rem;\">, quelli pi\u00f9 significativi. Non per lavorare meno ed avere meno crampi dello scrivano, ma per ergonomia mentale e interpretativa.<\/span><\/span><\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Si potrebbero dunque registrare <strong>solo una parte degli obiettivi o traguardi<\/strong> contenuti nella programmazione,\u00a0 i principali o quelli legati al periodo (es. primo quadrimestre).\u00a0 Il rischio comunque \u00a0\u00e8 che la lista degli obiettivi\u00a0 diventi un elenco separato di micro-obiettivi, rischiando di perdere di vista l\u2019insieme del bambino. Che non impara per obiettivi separati, ma per connessioni e spesso con attivit\u00e0 trasversali.\nLa lettura e la scrittura ne \u00e8 un esempio, si usa in ogni disciplina o quasi.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Alcuni suggeriscono di registrare come obiettivi \u00a0i\u00a0 <strong>nuclei fondanti<\/strong> delle diverse discipline, che non sono mai molti, e dare anche alla valutazione una maggiore percezione di processualit\u00e0 oltre al singolo anno di frequenza. E\u2019 un\u2019opzione che a me affascina, perch\u00e9 nei nuclei c\u2019\u00e8 un\u2019idea \u00a0delle conoscenze epistemologicamente eredi \u00a0di Edgard Morin (che poi \u00e8 il <em style=\"font-size: 1rem;\">maitre \u00e0 penser<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\"> delle Indicazioni del 2012).\n<\/span>In ogni caso, questa fase sperimentale e di transizione rende possibile individuare diverse forme di aggregazione degli obiettivi, provare diverse strade, laicamente, \u00a0senza fretta di esibizionismo.\nE ricordarci che non tutto nella scuola primaria viene (grazie a Dio) separato per discipline, ma spesso aggregato e intrecciato in forme interdisciplinari attive interessanti.<\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li><strong>Per gli alunni con disabilit\u00e0<\/strong><\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\nSento molte discussioni su come dovrebbe essere la valutazione formativa per gli alunni con disabilit\u00e0. Si sostiene, ad esempio, che inserire un repertorio di <em>obiettivi diversi<\/em> da tutti gli altri compagni sarebbe <em>discriminante<\/em>, anche se questi per la verit\u00e0 provengono dal PEI, che per un alunno con disabilit\u00e0 \u00e8 strumento principe sia della programmazione che della valutazione.\n\nSono dell\u2019opinione che forse il modello di obiettivi per <strong>nuclei fondanti<\/strong> (e anche quello per <strong>traguardi di competenze<\/strong>) sia il pi\u00f9 adeguato perch\u00e8 <em>offre a tutti<\/em>\u00a0 pi\u00f9 facilmente orizzonti comuni, allargano nel lungo periodo i percorsi didattici che, nel caso della disabilit\u00e0, avrebbero nel documento di valutazione una voce comune ma poi nel PEI una sua pi\u00f9 precisa articolazione.\n\nIn ogni caso la <strong><em>variante M<\/em><\/strong> \u00a0sarebbe per gli alunni con disabilit\u00e0 importante, perch\u00e9 farebbe emergere nello strumento comune di valutazione le azioni di miglioramento necessarie senza nasconderle in sedi separate.\n\n<strong>3.3. Sui livelli e sui giudizi descrittivi<\/strong>\n\nLa relazione \u00a0tra i vari obiettivi da valutare a livelli e il \u201cgiudizio descrittivo\u201d deve essere simmetrico obiettivo per obiettivo o potrebbe essere sintetico per tutte le disciplina con un solo testo?\nIo non ho dubbi: <em>meglio un solo giudizio descrittivo complessivo<\/em>, magari articolato in punti di forza e di debolezza per due ragioni. La prima, pi\u00f9 prosaica, per evitare agli insegnanti il gi\u00e0 citato crampo dello scrivano per l\u2019iper scrittura ridondante. La seconda, pi\u00f9 sottile e pedagogica: per evitare che il \u201cgiudizio descrittivo\u201d diventi una sommatoria neo-cognitiva di parole del pedagogese, piene di fumo, come spesso accadeva anche nelle schede della vecchia e cara 517.\u00a0 Problema che peraltro esiste anche nel giudizio descrittivo unico, cui suggerisco di dare forma sobria, essenziale, operativa pi\u00f9 che retorica, consolatoria o ammiccante. Al proposito allego<strong><em> (allegato 3) <\/em><\/strong>a questo mio articolo una <strong>chek list<\/strong> composta da una scuola simpatica sul significato e la struttura semantica dei diversi aspetti che potrebbero comporre un Giudizio descrittivo globale. Questo anche per condividere le parole e il loro significato, non tanto per dare una serie di parolette standard da usare con un puzzle di termini presi qua e l\u00e0. Premetto che non \u00e8 un testo perfetto, che ha bisogno di lavoro, ed ha per me alcuni aspetti da approfondire, ma pu\u00f2 servire come base di lavoro per un testo essenziale e \u00a0utile.\n\n\n<ol start=\"4\">\n \t\n\n<li><strong>E infine, una novit\u00e0 che valorizza l\u2019autonomia: come dividere l\u2019anno per fasi valutative? <\/strong><\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nSegnalo qui un aspetto di cui non parla quasi nessuno e che con questa nuova valutazione\u00a0 potrebbe essere interessante da sperimentare. Mi spiego: non c\u2019\u00e8 scritto da nessuna parte che la valutazione della scuola primaria debba essere suddivisa in due quadrimestri o tre trimestri, in particolare i due quadrimestri abituali e di moda che vanno da settembre a febbraio e da marzo a giugno.\n\nE qui ci aiuta la potenza pedagogica dell\u2019art. 4 del DPR 275 del Regolamento autonomia gi\u00e0 citato.\n\nConosco alcune (poche) scuole che suddividono le fasi \u201cformali\u201d di valutazione \u00a0in due periodi del tutto diversi dalla tradizione quadrimestrale. Anche per dar valore alla <strong><em>variante M<\/em><\/strong>, potrebbe ad esempio essere interessante che la valutazione intermedia\u00a0 avvenisse <strong>tra fine novembre a<\/strong> <strong>met\u00e0 dicembre<\/strong>, cio\u00e8 <em>dopo<\/em> <em>un primo trimestre intenso<\/em>, perch\u00e8 rende possibile conoscere bene i propri alunni e scorgere presto pregi e limiti sia del nostro lavoro che del loro apprendimento. Spesso fare prima <strong><em>la reflection on act<\/em><\/strong> \u00e8 molto utile perch\u00e9 rende possibile <strong><em>capire prima<\/em><\/strong> i nodi critici, e soprattutto avere dopo <strong><em>pi\u00f9 tempo<\/em><\/strong> (5 \u2013 6 mesi) per adattare, modificare, sviluppare, arricchire il curricolo. Darebbe flessibilit\u00e0 e coerenza ad un lavoro di continuo processo educativo capace di modificarsi per tempo.\n\nLa suddivisione tra <strong><em>prima fase in trimestre<\/em><\/strong> e la <strong><em>seconda in semestre<\/em><\/strong> darebbe anche ordine e simmetria all\u2019impegno per i nostri alunni con disabilit\u00e0, ai quali il PEI prevede la piena definizione del curricolo individualizzato entro i primi 3 mesi dell\u2019anno. In questo modo anche per loro (e per gli insegnanti) un\u2019economia temporale e di scala nei diversi documenti programmatori e valutativi da realizzare.\n\nNon sembri strano al lettore, ma tutto questo \u00e8 possibile. Impossibile \u00e8 solo svolgere la valutazione finale prima che termini l\u2019anno scolastico in classe. Ma questa proposta vuol anche suggerire una pratica di creativit\u00e0 e di coerenza pedagogica che l\u2019autonomia didattica\u00a0 renderebbe possibile (e per me auspicabile), molto pi\u00f9\u00a0 di quanto si sia pensato finora.\n\nCome si noter\u00e0, il cuore di questo articolo \u00e8 la mia proposta della <strong><em>versione M<\/em><\/strong><em>,<\/em> il resto \u00e8 di contorno per una discussione e ricerca in cui conter\u00e0 molto un lavoro in comune ed una sperimentazione della migliore pratica di valutazione formativa possibile. Quindi: non schedari calati dall\u2019alto, n\u00e9 troppa fretta ad avere un chiss\u00e0 quale \u201cpagellone\u201d strapieno di crocette e chiacchiere, ma <strong>sostanza<\/strong>, una sostanza formativa che va al cuore della didattica e della qualit\u00e0 del lavoro docente. I maestri e le maestre non si facciano prendere dalla fretta, ma dalla seriet\u00e0 e da scelte oculate, capaci di sperimentare diversi modelli sapendo poi scegliere quello pi\u00f9 utile.\n\n<strong><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/VALUTAZIONE_VARIANTE_M.pdf\">In allegato<\/a><\/span><\/strong>\n\nSCHEDA DESUNTA DALLE PROPOSTE, SOLO INDICATIVE,PRESENTI NELLE LINEE GUIDA DEL MIUR\u00a0 CON LA VARIANTE M\u00a0 disciplina per disciplina\n\nSCHEDA DERIVATA DALLE PROPOSTE CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO CON LA VARIANTE M\n\nVALUTAZIONE SCUOLA PRIMARIA INDICATORI PER IL GIUDIZIO GLOBALE]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1911\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1911\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" 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