{"id":1945,"date":"2021-04-05T13:45:32","date_gmt":"2021-04-05T11:45:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=1945"},"modified":"2021-04-05T13:45:32","modified_gmt":"2021-04-05T11:45:32","slug":"patti-territoriali-per-la-formazione-la-cassetta-degli-attrezz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2021\/04\/05\/patti-territoriali-per-la-formazione-la-cassetta-degli-attrezz\/","title":{"rendered":"Patti territoriali per la formazione: la cassetta degli attrezzi"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/RIPRESA_SCUOLA.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1200\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/RIPRESA_SCUOLA-1024x892.jpg\" alt=\"Stefanel\" width=\"288\" height=\"251\" \/><\/a>di Raffaele Iosa e Massimo Nutini<\/strong>\n\n<em>\u00a0<\/em><em>Indicazioni metodologiche, operative e amministrative sull\u2019ampliamento dell\u2019offerta formativa, sulla progettazione, la coprogettazione e la gestione, per la prossima estate educativa.<\/em>\n\n\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>1. La progettazione della scuola per il ristoro educativo<\/strong><\/span><\/h3>\n\n\n<strong><em>1.1. Progettare in libert\u00e0<\/em><\/strong>\n\nLo sanno bene gli insegnanti saggi: un progetto educativo segue sempre un\u2019idea e un fine. C\u2019\u00e8 la scuola, il mondo attorno, uno spazio, un tempo\u2026 e dentro ci sono loro: le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi.\nUn progetto educativo mette in gioco tutto e tutti, non si rivolge a un pezzetto. Ecco perch\u00e9 i modelli predeterminati, i moduli prestabiliti o i progetti acquistati chiavi in mano ci stanno sempre stretti.\nLa schematizzazione non si adatta all\u2019educazione. La grande intelligenza abbraccia, la piccola discrimina (Chuang-tzu in Zhuang-zi). Ecco perch\u00e9 l\u2019insegnamento ha il dovere deontologico di essere libero (al pari dell\u2019arte e della scienza).\nPer la prossima estate e per il rientro a scuola a settembre progettiamo dunque in libert\u00e0 e rifiutiamoci di progettare su carta millimetrata.<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\n\n<!--more-->\n\n<strong><em>1.2. Rientro alla vita della scuola e del s\u00e9<\/em><\/strong>\n\nTocca prima di tutti agli insegnanti il dovere professionale di svolgere una seria riflessione pedagogica, sociale, curricolare, esistenziale sulla condizione dei loro bambini e ragazzi dopo 18 mesi del tutto eccezionali, inediti e drammatici.\n\nTocca loro ri-pensarli dopo un periodo che li ha resi altri dal passato e ideare, desiderare, costruire una matassa di idee che sappia produrre un tessuto di azioni positive per un \u201c<em>rientro alla vita della scuola e del s\u00e9<\/em>\u201d, capace di ristorare le ferite educative del periodo Covid ed anzi, il pi\u00f9 possibile trar frutto da un\u2019esperienza complicata sia per i giovani che per gli adulti per migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019istruzione.\n\nDunque \u00e8 dentro questa matassa composta da tanti fili da tirare uno ad uno che si pu\u00f2 trarre una trama per svolgere attivit\u00e0 didattiche ed educative a partire dalla vicinissima estate. Non un tassello casuale chiuso in s\u00e9, fatto tanto per fare, n\u00e9 un risarcimento emotivo, ma qualcosa di pi\u00f9 profondo e utile.\n\nLa prossima estate potr\u00e0 avere una scuola <em>attiva<\/em> come mai accaduto in passato. <em>Attiva<\/em> e non solo aperta, perch\u00e9 non sar\u00e0 tanto l\u2019uso fisico delle aule per imitare la solita scuola a darne il senso e il valore, ma l\u2019attivazione di esperienze in ogni luogo possibile dove sia utile fare comunit\u00e0, apprendimento in situazione, esperienza di vita e di relazioni. Recuperare cio\u00e8 la vita e ridarle slancio come la giovinezza chiede naturalmente.\nOvviamente ogni scuola avr\u00e0 una sua lettura specifica della condizione degli allievi. Ben diversa sar\u00e0 la riflessione sulla condizione tra i bambini di un istituto comprensivo periferico e quella di un istituto tecnico di citt\u00e0. Ma vorremmo tutte legate da un\u2019idea e un fine che risponda ai bisogni effettivi e diversi con risposte originali e proprie di ogni realt\u00e0.<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\n\n<strong><em>1.3. Puntare alla qualit\u00e0<\/em><\/strong>\n\nPer il collegio dei docenti e per il consiglio d\u2019istituto, va bene (deve andar bene!), all\u2019inizio, un progetto di massima, che sappia individuare e selezionare le idee pi\u00f9 importanti e i fini primari da realizzare attraverso una diversa estate.\nPer la scuola un progetto iniziale che gi\u00e0 intraveda anche cosa potrebbe essere l\u2019anno scolastico prossimo nella loro comunit\u00e0 educante, di cui l\u2019estate in arrivo \u00e8 il primo tassello.\nIl progetto educativo non pu\u00f2 essere stabile come un progetto edilizio. In edilizia \u00e8 un caso raro che le caratteristiche del terreno si modifichino sensibilmente durante la costruzione di un fabbricato.\n\nIn educazione \u00e8 normale invece che tutto cambi, cresca o regredisca, durante l\u2019esperienza formativa: \u00e8 un effetto desiderato. Certe volte si deve lavorare molto sull\u2019ambiente, sul contenitore, sul contesto, che necessariamente si fonde con i contenuti.\nNel progetto educativo \u201c<em>quel che sar\u00e0<\/em>\u201d non si pu\u00f2 sapere prima perch\u00e9 si lavora allo sviluppo di un qualcosa che non conosciamo mai fino in fondo e che non pu\u00f2 e non deve essere manipolato: la persona.\nProgettiamo con questo spirito anche le attivit\u00e0 di recupero delle competenze di base, di consolidamento delle discipline e di ritrovamento della socialit\u00e0, della proattivit\u00e0, della vita di gruppo, durante dopo il terribile periodo della pandemia.\nLavoriamo con la qualit\u00e0 che siamo abituati a conoscere e spendiamo meno tempo possibile a riempire moduli.<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\n\n<strong><em>1.3. La regia deve rimanere alla scuola<\/em><\/strong>\n\nI governanti, locali, nazionali ed europei, prima o poi, dovranno imparare che la standardizzazione nella scuola equivale alla sua negazione (solo per dirne una: anche la modalit\u00e0 di rendicontazione europea adottata dai PON non va bene per la scuola e deve essere cambiata).\nAnche per questa estate pensiamo a progetti dinamici, flessibili, personalizzabili, modulari e modulabili in relazione a tutti i variabili fattori che incideranno sui processi educativi che potranno essere messi in atto, dalla quantit\u00e0 di risorse che avremo a disposizione alle persone tutte, piccole e grandi, che concretamente faranno parte dei gruppi con i quali potremo trovarci a operare.\nEcco che la scuola, in un progetto come quello di cui stiamo parlando, pu\u00f2 fare un pezzo e non il tutto ma dovrebbe tenere per s\u00e9 la regia metodologica orientando le diverse attivit\u00e0 a realizzare percorsi di sviluppo cognitivo, formativo ed esperienziale.\nInfatti, nella produzione di idee e azioni per la prossima estate, la scuola ha da subito la necessit\u00e0 di confrontarsi con ci\u00f2 che gi\u00e0 c\u2019\u00e8 o \u00e8 in cantiere nel proprio territorio. Questo per iniziare da subito a pensarsi come comunit\u00e0 dialogante, evitare doppioni, saper calibrare i tempi delle diverse possibili esperienze di vita e socialit\u00e0 dei nostri ragazzi.\n\nSe il periodo \u00e8 dal 15 giugno al 15 settembre, la scuola pu\u00f2 gestire una piccola parte del tempo estivo, distribuita nei modi pi\u00f9 diversi, ma pu\u00f2 anche partecipare ad una cabina di regia pedagogica di supervisione e condivisione di tutte le attivit\u00e0, comprese quelle gestite da altri.\nE poi, non \u00e8 detto che da questi altri non possa anche arrivare qualche insegnamento per la scuola stessa. D\u2019altra parte nessuno \u00e8 pi\u00f9 capace di noi nell\u2019essere ricettivo.<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\n\n<strong><em>1.3. L\u2019analisi del contesto e le situazioni di partenza<\/em><\/strong>\n\nIn questa primissima e decisiva fase di riflessione e ideazione, \u00e8 anche utile realisticamente svolgere un\u2019analisi onesta dei potenziali effettivi che la scuola si sente in grado di realizzare.\nConter\u00e0, ad esempio, molto <strong>quali e quanti insegnanti saranno disponibili<\/strong> volontariamente a dare corpo pedagogico a queste esperienze. Inutile negarlo, questa variabile condizioner\u00e0 la quantit\u00e0 e la tipologia di moduli di esperienze possibili.\nConter\u00e0, inoltre,<strong> a quanti e quali bambini e ragazzi si intender\u00e0 rivolgere la proposta educativa<\/strong>, se a tutti o no, a partire naturalmente da chi ha pi\u00f9 pagato il confinamento di questi 18 mesi.\nConter\u00e0 anche <strong>l\u2019adesione delle famiglie<\/strong>, e certamente sarebbe quanto mai prezioso se le \u201cidee\u201d e le iniziative in cantiere fossero condivise e magari (nel limite dell\u2019et\u00e0) co-progettate con i bambini e i ragazzi stessi. Non persone-pacchetti da spostare di qua e di l\u00e0, ma persone (qualsiasi sia l\u2019et\u00e0) con desideri e pensieri da rispettare e coltivare.\nConter\u00e0, naturalmente, <strong>l\u2019appetibilit\u00e0 sociale<\/strong>, il significato umano e di comunit\u00e0 che l\u2019idea pedagogica di base diffonder\u00e0 come finalit\u00e0 e pratica delle esperienze estive.\n\nE a questo punto, definito in linea di massima il progetto pedagogico, conter\u00e0<strong> il dialogo interistituzionale<\/strong> che questa progettazione\u2013base aprir\u00e0 con l\u2019ente locale, il territorio, la societ\u00e0 civile, l\u2019associazionismo per trovare le alleanze giuste, in un quadro il pi\u00f9 armonico e unitario (la trama del tessuto di cui sopra) con tutte le iniziative locali del periodo.\n\n<strong style=\"color: #ff0000; font-size: 1.14286rem;\">2. La coprogettazione nella pi\u00f9 recente normativa<\/strong>\n\n<strong><em>2.1. La coprogrammazione e coprogettazione con i soggetti del terzo settore<\/em><\/strong>\n\nPer quanto attiene al significato pedagogico e metodologico vale, per la <em>coprogettazione<\/em> quanto appena detto per la <em>progettazione educativa<\/em>.\nDal punto di vista amministrativo, invece, la coprogettazione apre ad un futuro che permetter\u00e0 di realizzare una progettazione integrata con gli altri soggetti del territorio, anche permettendo facilitazioni importanti dal punto di vista procedurale.\nAl momento non \u00e8 un procedimento semplice da utilizzare perch\u00e9 non sempre sono presenti le normative regionali e i documenti di coprogrammazione quadro che dovrebbero essere adottati a livello di zona. Non si esclude per\u00f2 che sia possibile, anche in assenza di tali provvedimenti, effettuare, per chi volesse intraprendere questa strada, delle prime esperienze.<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\n\n<strong><em>2.2. La coprogettazione nel Codice del Terzo settore<\/em><\/strong>\n\nLa norma di riferimento \u00e8 il Codice del Terzo settore (decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, artt. 55 e 56) il quale stabilisce che \u201c<em>In attuazione dei principi di sussidiariet\u00e0, cooperazione, efficacia, efficienza ed economicit\u00e0, omogeneit\u00e0, copertura finanziaria e patrimoniale, responsabilit\u00e0 ed unicit\u00e0 dell&#8217;amministrazione, autonomia organizzativa e regolamentare, le amministrazioni [\u2026] assicurano il coinvolgimento attivo degli enti del Terzo settore, attraverso forme di coprogrammazione e coprogettazione e accreditamento<\/em>\u201d, specificando che \u201c<em>La coprogettazione \u00e8 finalizzata alla definizione ed eventualmente alla realizzazione di specifici progetti di servizio o di intervento finalizzati a soddisfare bisogni definiti<\/em>\u201d.\n\nA tal fine \u201c<em>l&#8217;individuazione degli enti del Terzo settore con cui attivare il partenariato avviene anche mediante forme di accreditamento nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialit\u00e0, partecipazione e parit\u00e0 di trattamento, previa definizione, da parte della pubblica amministrazione procedente, degli obiettivi generali e specifici dell&#8217;intervento, della durata e delle caratteristiche essenziali dello stesso nonch\u00e9 dei criteri e delle modalit\u00e0 per l&#8217;individuazione degli enti partner<\/em>\u201d.\n\n<strong><em>2.3. L\u2019espressione della Corte Costituzionale<\/em><\/strong>\n\nVale la pena di ricordare anche una recente espressione della Corte costituzionale (sentenza 26 giugno 2020, n. 131) nella quale \u00e8 stata affermata l\u2019aderenza al dettato costituzionale della previsione del codice del Terzo settore, rilevando che la coprogettazione, \u201c<em>rappresenta una delle pi\u00f9 significative attuazioni del principio di sussidiariet\u00e0 orizzontale valorizzato dall\u2019art. 118, quarto comma, Cost.\u201d in quanto \u201cvalorizzando l\u2019originaria socialit\u00e0 dell\u2019uomo [&#8230;], si \u00e8 voluto superare l\u2019idea per cui solo l\u2019azione del sistema pubblico \u00e8 intrinsecamente idonea allo svolgimento di attivit\u00e0 di interesse generale e si \u00e8 riconosciuto che tali attivit\u00e0 ben possono, invece, essere perseguite anche da una \u00abautonoma iniziativa dei cittadini<\/em>\u201d.\n\nIl rapporto fra Codice del Terzo settore e Codice dei contratti pubblici \u00e8 stato oggetto di un\u2019ampia discussione negli ultimi anni. In particolare, si \u00e8 dibattuto circa l\u2019utilizzo di istituti quali la co-progettazione e la convenzione, con i quali la pubblica amministrazione pu\u00f2 coinvolgere i soggetti del privato sociale nella gestione di servizi che avrebbero altres\u00ec potuto essere affidati con procedure contrattuali.\n\n<strong><em>2.4. I riferimenti alla coprogettazione inseriti nel Codice dei Contratti<\/em><\/strong>\n\nSu questo \u00e8 intervenuto il decreto legge Semplificazioni (decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, come convertito con legge 11 settembre 2020, n. 120, art. 8, comma 5) ha inserito alcuni riferimenti al Titolo VII del Codice del Terzo settore \u2013 quello appunto che disciplina i rapporti con gli enti pubblici \u2013 nel corpo del Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50).\nIn particolare: il comma 8 dell\u2019art. 30, che reca i \u201c<em>principi per l\u2019aggiudicazione e l\u2019esecuzione di appalti e concessioni<\/em>\u201d precisa oggi che, per quanto non espressamente previsto dal Codice stesso, \u201c<em>alle procedure di affidamento e alle altre attivit\u00e0 amministrative in materia di contratti pubblici nonch\u00e9 di forme di coinvolgimento degli enti del Terzo settore previste dal titolo VII del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 si applicano le disposizioni di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241<\/em>\u201d; il comma 1, dell\u2019art. 59, che disciplina le procedure di scelta del contraente, il quale afferma che \u201c<em>nell\u2019aggiudicazione di appalti pubblici, le stazioni appaltanti utilizzano le procedure aperte o ristrette<\/em>\u201d, ha adesso un inciso iniziale di questo tenore \u201c<em>Fermo restando quanto previsto dal titolo VII del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117<\/em>\u201d; La stessa clausola viene inserita al comma 1 dell\u2019art. 140, che disciplina gli appalti dei servizi sociali.\n\n<strong><em>2.5. Una nuova modalit\u00e0 da utilizzare, in particolare per il futuro<\/em><\/strong>\n\nSi apre ora una nuova possibilit\u00e0 per l\u2019utilizzo della coprogettazione, che permetter\u00e0 il coinvolgimento di numerosi soggetti operanti sul territorio e che permetter\u00e0 di confrontarsi con la sfida della misurabilit\u00e0 del valore apportato da tali soggetti.\nLa coprogettazione, quindi, non deve essere intesa unicamente come una scorciatoia per evitare l\u2019evidenza pubblica nella scelta del concessionario di un servizio, bens\u00ec come un istituto teso a valorizzare l\u2019esperienza e la vocazione della sussidiariet\u00e0 nella progettazione e realizzazione degli interventi, nell\u2019ambito di una procedura che dovr\u00e0 comunque essere caratterizzata di principi di trasparenza, pubblicit\u00e0 e non discriminazione, anche nel momento della scelta del soggetto o dei soggetti con i quali avviare un\u2019esperienza di partenariato.\n\n\n<h3><strong style=\"color: #ff0000; font-size: 1.14286rem;\">3. I patti comunit\u00e0<\/strong><\/h3>\n\n\n<strong><em>3.1. Tra sussidiariet\u00e0 e corresponsabilit\u00e0 educativa<\/em><\/strong>\n\nIl \u201c<em>Documento per la pianificazione delle attivit\u00e0 scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione &#8211; Piano scuola 2020-2021<\/em>\u201d (decreto ministeriale 26 giugno 2020), contiene la seguente indicazione: \u201c<em>Tra sussidiariet\u00e0 e corresponsabilit\u00e0 educativa. [\u2026] Per la pi\u00f9 ampia realizzazione del servizio scolastico nelle condizioni del presente scenario, gli Enti locali, le istituzioni pubbliche e private variamente operanti sul territorio, le realt\u00e0 del Terzo settore e le scuole possono sottoscrivere specifici accordi, quali \u00abPatti educativi di comunit\u00e0\u00bb&#8230; Dando cos\u00ec attuazione a quei principi e valori costituzionali, per i quali tutte le componenti della Repubblica sono impegnate nell\u2019assicurare la realizzazione dell\u2019istruzione e dell\u2019educazione, e fortificando l\u2019alleanza educativa, civile e sociale di cui le istituzioni scolastiche sono interpreti necessari, ma non unici&#8230;<\/em>\u201d.\n\nI Patti educativi di comunit\u00e0 trovano il loro fondamento nei principi costituzionali di solidariet\u00e0 (articolo 2), comunanza di interessi (articolo 43) e sussidiariet\u00e0 orizzontale (articolo 118, comma 4), per irrobustire alleanze educative, civili e sociali di cui la scuola \u00e8 il perno ma non l\u2019unico attore. Mediante i Patti educativi di comunit\u00e0, le scuole \u201c<em>possono avvalersi del capitale sociale espresso da realt\u00e0 differenziate presenti sul territorio \u2013 culturali, educative, artistiche, ricreative, sportive, parti sociali, produttive, terzo settore \u2013 arricchendosi in tal modo dal punto di vista formativo ed educativo<\/em>\u201d (Idee e proposte per una scuola che guarda al futuro, 13 luglio 2020, rapporto finale del comitato di esperti istituito con decreto ministeriale 21 aprile 2020, n. 203),<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\n\n<strong><em>3.2 Natura e contenuti dei Patti<\/em><\/strong>\n\nI <em>Patti di comunit\u00e0<\/em> sono libere intese che possono essere sottoscritte fra cittadini (singoli o associati) e amministrazioni pubbliche per la realizzazione di collaborazioni volte alla promozione dell\u2019interesse generale, mediante la tutela e la promozione di beni e servizi funzionali allo svolgimento della vita sociale delle comunit\u00e0, permettendo di coinvolgere i membri della comunit\u00e0 stessa nelle decisioni e nelle azioni che li riguardano. La scuola \u00e8 uno dei principali beni di comunit\u00e0 e, pertanto, costituisce ambito privilegiato per possibili collaborazioni fra cittadini e Amministrazioni comunali.\n\nI Patti educativi di comunit\u00e0: \u201c<em>1) favoriscono l\u2019esercizio del principio di sussidiariet\u00e0; 2) sono fonti del diritto pubblico (tipicamente regolamenti comunali); 3) costituiscono occasioni di costruzione di comunit\u00e0 fra i cittadini; 4) realizzano un potente fattore di innovazione sociale, culturale e anche amministrativa. Ovviamente, i Patti di comunit\u00e0 (per loro natura stipulati fra soggetti pubblici e privati) differiscono dalle intese fra pubbliche Amministrazioni miranti a stabilire fra loro, mediante conferenze dei servizi, forme di cooperazione volte a snellire l\u2019azione amministrativa. Differiscono pure dalle intese che le istituzioni scolastiche possono siglare in ragione del DPR 275\/1999<\/em>\u201d. (Ufficio Scolastico Regionale dell\u2019Emilia Romagna, 19 agosto 2020, nota n. 12.920)\n\nIl \u201c<em>Piano scuola 2020-2021<\/em>\u201d suggerisce la stipula di patti per favorire la messa a disposizione di strutture o spazi (parchi, teatri, biblioteche, archivi, cinema, musei, etc) al fine di potervi svolgere attivit\u00e0 didattiche complementari a quelle tradizionali e, pi\u00f9 i generale, per sostenere la costruzione di collaborazioni con i soggetti territoriali che possono concorrere all\u2019arricchimento dell\u2019offerta educativa.\n\nIl livello territoriale pu\u00f2 essere molteplice: dal patto della singola scuola con il singolo Comune ai patti di quartiere, di reti di scuole e altri enti pubblici e privati, per ambiti tematici o territoriali, anche sovracomunali.\n\n<strong><em>3.3 Le condizioni per la stipula di un Patto efficace<\/em><\/strong>\n\nCome suggerisce un\u2019importate documento predisposto e diffuso dalla rete EducAzioni, i Patti, per essere efficaci, dovrebbero essere preceduti da un lavoro preliminare relativo a:\n<em>\u201c- ricognizione delle risorse sociali, civiche, culturali presenti nel territorio e disponibili a contribuire alla costruzione della \u00abcomunit\u00e0 educante\u00bb, dalle organizzazioni del terzo settore e dell\u2019associazionismo civico alle parrocchie, ai centri sportivi, fino ai vigili urbani e ai negozi di prossimit\u00e0, senza limitarsi ai soggetti di rappresentanza istituzionale e sociale;\n<\/em><em>&#8211; analisi dei bisogni e delle specifiche necessit\u00e0 del territorio sotto il profilo dei diritti delle bambine, dei bambini e degli adolescenti, e del contrasto alle diseguaglianze educative, con una chiara definizione degli obiettivi da raggiungere, attraverso una integrazione tra i percorsi educativi curriculari ed extracurriculari; piena condivisione tra gli attori coinvolti, a partire dalle scuole &#8211; che hanno un ruolo guida nel processo &#8211; gli enti locali, le aziende sanitarie, gli studenti, le famiglie, il terzo settore, i soggetti attivi sul territorio in campo culturale, sportivo, ricreativo e soggetti del mondo produttivo interessati;\n<\/em><em>&#8211; condizioni organizzative che rendano concretamente possibile l\u2019operativit\u00e0 del Patto, favorendo la flessibilit\u00e0 nell\u2019utilizzo degli spazi e degli orari del personale a diverso titolo coinvolto, e la chiara definizione del quadro delle responsabilit\u00e0 di ciascun soggetto;\n<\/em><em>&#8211; quantificazione delle risorse finanziarie che consentano l\u2019ampliamento non solo del tempo scuola, ma anche del tempo educativo, a cui ciascun bambino o adolescente ha diritto\u201d<\/em>\n\n<strong>(Reti di associazioni che convergono sul documento EducAzioni, <em>Condizioni per un buon patto educativo di comunit\u00e0<\/em>, 27 luglio 2020)<em>\u00a0<\/em><\/strong>\n\n<strong><em>3.4. La centralit\u00e0 della scuola<\/em><\/strong>\n\nLe attivit\u00e0 che potranno essere organizzate in quest\u2019estate, nel periodo di interruzione del calendario scolastico, potranno essere gestite collettivamente, nel loro insieme, da tutti i soggetti, oppure gestite in parte dalla scuola e in altra parte da altri partecipanti al Patto.\nQualsiasi modalit\u00e0 organizzativa sia adottata \u00e8 necessario che il ruolo della scuola sia rafforzato e valorizzato per la sua professionalit\u00e0 nel programmare e gestire progetti con valenza educativa e di ampliamento dell\u2019offerta formativa.\nLe scuole come luogo fisico, inoltre, potranno rappresentare un prezioso punto di riferimento, gi\u00e0 conosciute dai\/dalle bimbini\/e e dai\/dalle ragazzi\/e, e dai loro genitori, per essere base logistica di tutte le attivit\u00e0, comprese quelle che poi potranno comportare uscite sul territorio.\n\n<strong>\u00a0<\/strong><strong>3.5. L\u2019estate inclusiva<\/strong>\n\nE tuttavia, i <em>Patti educativi di comunit\u00e0<\/em> contengono due valori di grande valenza civile e politica, che vanno bel oltre la prossima estate, cui dobbiamo necessariamente soffermarci.\nFortunatamente, e se ci si crede, questa <em>estate strana<\/em>, con le scuole attive nel territorio, potrebbe creare condizioni sociali ed educative tali che le diverse azioni che si realizzeranno potrebbero risvegliare e valorizzare un pensiero fecondo che il tempo ha logorato, ma molto vivo nella pedagogia degli anni \u201960 e \u201970: il sistema formativo integrato.\nI <em>Patti educativi di comunit\u00e0<\/em> potrebbero essere il prologo non solo per una buona estate collaborativa ma anche di un sistema di relazioni e collaborazioni stabile tra le scuole e il loro territorio. Significa considerare tutto il territorio, nelle sue diverse forme e pratiche, come spazio educativo comune e la scuola come attore del e nel territorio per la costruzione del civismo, della relazione tra generazioni, della cultura diffusa. Una scuola che sa trarre dal territorio ispirazione, spazi e opportunit\u00e0 per uscire dalla <em>aule mentali<\/em> delle didattiche frontali e isolate dal contesto e farsi invece soggetto attivo di produzione culturale orizzontale.\nI <em>Patti educativi di comunit\u00e0<\/em> sono inoltre una spinta obiettiva a \u201c<em>fare squadra<\/em>\u201d a fronte delle tante e diversificate condizioni di difficolt\u00e0 ed emarginazione gi\u00e0 presenti nel territorio e accentuate dall\u2019epidemia. Un territorio che in diverse forme, cio\u00e8, si prende in carico e <em>in comune<\/em> (avverbio, sostantivo, aggettivo) tutte le situazioni di maggiore fragilit\u00e0 individuali e familiari (disabilit\u00e0, alunni stranieri, povert\u00e0 educativa, ecc..).\n\nL\u2019occasione, insomma, per ristabilire, o rafforzare, una migliore alleanza per non lasciare indietro nessuno neppure i pi\u00f9 <em>dotati<\/em> anche perch\u00e9 le doti richieste nell\u2019estate potrebbero non essere le stesse di quelle dell\u2019inverno\u2026\nDunque, la presa in carico delle tante <em>eterogeneit\u00e0<\/em> che diventa sfida culturale e civica che la scuola da sola o il territorio da solo mai potrebbero garantire.\n\n<strong><span style=\"color: #ff0000;\">4. Il percorso amministrativo<\/span><\/strong>\n\n<strong><em>4.1. Le delibere necessarie<\/em><\/strong>\n\nLe segreterie degli istituti scolastici dovranno mettere in atto le procedure amministrative affinch\u00e9 le attivit\u00e0 si possano realizzare al meglio, anche dal punto di vista formale.\nSia il POF annuale sia il PTOF triennale dovranno essere variati e quindi il primo atto sar\u00e0 una delibera del Collegio dei Docenti. Nella delibera del Consiglio d\u2019Istituto, infatti, quando si approver\u00e0 il progetto, si inizier\u00e0 con \u201cvista la delibera del collegio dei docenti del etc etc\u201d.\n\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>4.2. L\u2019impiego del personale della scuola e la contrattazione d\u2019istituto<\/em><\/strong>\n\nL\u2019approvazione da parte del Collegio, in questo specifico contesto come in generale quando si tratta di ampliamento anche quantitativo dell\u2019offerta formativa, non significa assolutamente un vincolo per i docenti di partecipare all\u2019attivit\u00e0 che rimangono, per loro, facoltative. \u00c8 peraltro evidente che, con molta probabilit\u00e0, una buona parte delle attivit\u00e0 saranno affidate a soggetti esterni all\u2019amministrazione scolastica.\nCi\u00f2, naturalmente, non esclude che il dirigente scolastico abbia gli strumenti per garantire che alcuni spazi (orari? giornalieri? settimanali? un solo periodo in tutta l\u2019estate?) siano riservati ad attivit\u00e0 gestite dai docenti, o anche dai docenti, la cui prestazione aggiuntiva dovr\u00e0 essere retribuita secondo le modalit\u00e0 e i termini del contratto di lavoro.\n\nDiversa, invece, la modalit\u00e0 di impiego del personale ATA. Una volta definita, e approvata, la progettazione di massima, si dovr\u00e0 svolgere una contrattazione con le RSU di istituto per definire le modalit\u00e0 di organizzazione e distribuzione delle <em>attivit\u00e0 extra mansionario<\/em> e delle <em>intensificazioni <\/em>di lavoro richieste al personale amministrativo, tecnico e ausiliario, ed il salario accessorio che ne consegue.\n\nCi sar\u00e0 molto lavoro per i collaboratori scolastici ma, in particolare in quest\u2019anno, \u00e8 molto probabile che la proposta trovi la loro favorevole adesione perch\u00e9 (tra presenza di organico Covid e sospensioni delle attivit\u00e0 in presenza) non hanno accumulato quel numero di ore di straordinario che permettevano loro di recuperare qualche giorno di riposo <em>in pi\u00f9<\/em> da aggiungere alle ferie estive. Loro non potranno sottrarsi, dovranno lavorare, ma potranno ottenere qualche compenso aggiuntivo.\nLa gestione logistica dovrebbe in ogni caso rimanere alla scuola che potr\u00e0 effettuare l\u2019accoglienza, con i collaboratori scolastici, e non delegare il tutto (concedendo unicamente l\u2019edificio) altrimenti non sarebbe un reale ampliamento dell\u2019offerta formativa della scuola.\n\n<strong><em>4.3. Protocolli di sicurezza<\/em><\/strong>\n\nIn relazione all\u2019andamento epidemico dei prossimi mesi, potr\u00e0 essere necessario anche rivedere il DVR aggiuntivo Covid-19 che gli istituti hanno gi\u00e0 elaborato.\nPer le attivit\u00e0 estive, sempre in relazione alla situazione in cui saremo nel periodo interessato, saranno necessarie precise indicazioni nazionali, supportate da un parere tecnico del Comitato Tecnico Scientifico, affinch\u00e9 siano chiare le modalit\u00e0 da adottare per contrastare la diffusione del contagio.\nIn particolare, sar\u00e0 necessaria massima chiarezza in relazione ai protocolli da adottare ovvero se le misure raccomandate rimangono quelle specifiche per la attivit\u00e0 scolastiche ovvero se devono essere adottate quelle elaborate per i centri estivi ovvero, infine, se sar\u00e0 predisposto un documento dedicato.\n\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>4.4. Il Patto e la progettazione esecutiva<\/em><\/strong>\n\nUna volta definiti i progetti e gli accordi sindacali, che sono condizioni preliminari di fattibilit\u00e0, se \u00e8 previsto il coinvolgimento degli enti locali, in relazione agli obblighi loro spettanti per legge oppure in relazione alla definizione condivisa di modalit\u00e0 e contenuti del progetto, sar\u00e0 necessario relazionarsi con l\u2019ente locale di riferimento e definire gli opportuni accordi nelle forme che saranno ritenute, congiuntamente, utili o necessarie. Se vi sono altre realt\u00e0 operanti nel territorio, si potranno definire protocolli e accordi di massima anche con questi.\n\nQuando saranno noti i finanziamenti di cui si potr\u00e0 disporre e le altre risorse a disposizione, anche assegnate dagli altri soggetti partecipanti all\u2019iniziativa, si disporr\u00e0 di un quadro ben definito delle finalit\u00e0 (collegio dei docenti), degli indirizzi generali (Consiglio d\u2019Istituto), dei vincoli sindacali (Accordo con RSU), delle risorse interne (Personale disponibile e risorse economiche ottenute) ed esterne (accordi con enti locali e terzo settore) e si potr\u00e0 procedere alla progettazione esecutiva dell\u2019iniziativa.\n\nUna volta definito il progetto nel dettaglio si potr\u00e0 passare al reperimento di quanto necessario per la realizzazione dell\u2019iniziativa. A parte gli approvvigionamenti di beni, di consumo e non, che tutti gli uffici amministrativi sono in grado di effettuare con relativa semplicit\u00e0, c\u2019\u00e8 il reperimento di risorse umane, specifiche professionalit\u00e0 o servizi.\n\nSe vi sar\u00e0 necessit\u00e0 di un esperto, non \u00e8 necessario utilizzare il codice dei contratti perch\u00e9 sar\u00e0 sufficiente utilizzare l\u2019art. 7 del D.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, il quale prevede che \u201c<em>per specifiche esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire esclusivamente incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione<\/em>\u201d che impartisce unicamente questa indicazione: \u201c<em>Le amministrazioni pubbliche disciplinano e rendono pubbliche, secondo i propri ordinamenti, procedure comparative per il conferimento degli incarichi di collaborazione<\/em>\u201d.\nSi tratta di procedure molto semplificate.\n\nSe il progetto, o una parte di esso, dovr\u00e0 essere realizzato da altri soggetti si potr\u00e0 tentare il percorso della coprogettazione e corealizzazione (si veda la parte di questo scritto a ci\u00f2 espressamente dedicata) oppure potr\u00e0 essere affidato a enti del terzo settore e imprese sociali, svolgendo una procedura aperta con un avviso pubblico nel quale l\u2019istituto renda note quali sono le necessit\u00e0 e informi dell\u2019intenzione di attribuire un punteggio alla qualit\u00e0 (es: sviluppo della progettazione, esperienza dell\u2019impresa, degli operatori, certificazioni possedute, etc.) ed un punteggio, di molto inferiore, al prezzo. Anche questa \u00e8 una procedura semplice. Ove necessario, non \u00e8 escluso che, gi\u00e0 nell\u2019avviso, si informi il soggetto cui sar\u00e0 affidato il servizio che dovr\u00e0 lasciare degli spazi per l\u2019inserimento di attivit\u00e0 che saranno svolte e gestite da docenti che si rendono disponibili.<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\n\n<strong><em>4.5. Modulistica amministrativa<\/em><\/strong>\n\nPer quanto riguarda i modelli di atti, il Ministero ha gi\u00e0 fornito modelli di deliberazioni, di determinazioni, etc., che potranno essere adattate anche alle attivit\u00e0 di cui stiamo parlando.\nRecentemente, con nota 10 marzo 2021, n. 5465, l\u2019Amministrazione ha informato di aver avviato un percorso per supportare le Istituzioni scolastiche nell\u2019espletamento delle attivit\u00e0 amministrative di maggiore complessit\u00e0 e ha reso disponibile il nuovo applicativo SGA (Sistema di Gestione degli Acquisti) che supporta le scuole per le fasi di <em>Programmazione<\/em>, <em>Avvio delle procedure<\/em>, <em>Aggiudicazione<\/em>, <em>Stipula del contratto<\/em>, <em>Esecuzione del contratto<\/em>, consentendo di predisporre una documentazione automatizzata, con riferimento a: Determina di acquisto per affidamento diretto, ai sensi dell\u2019art. 1, comma 2, lett. a), del D.L. 76\/2020, mediante richiesta di preventivi); Determina di acquisto per affidamento diretto, ai sensi dell\u2019art. 1, comma 2, lett. a), del D.L. 76\/2020, mediante trattativa diretta MEPA; Verbale di regolare esecuzione per approvvigionamento di beni, acquisizione di servizi e esecuzione di lavori.\n\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>4.6. Rendicontazione<\/em><\/strong>\n\nUna volta conclusa l\u2019attivit\u00e0 ci sar\u00e0 da fare la rendicontazione qui viene un nodo dolente. Se sono soldi del Ministero si dovrebbero poter evitare le infernali modalit\u00e0 di rendicontazione cui gli istituti scolastici sono obbligati dai PON.\n\nPer la rendicontazione di tutte le risorse stanziate per le iniziative di ampliamento dell\u2019offerta formativa, quindi, sarebbe importante che fossero adottate le stesse procedure semplificate che sono state disposte per i 150 milioni che sono andati ad incrementare il fondo per il funzionamento e che prevedono l\u2019utilizzo della piattaforma PNSD (piano nazionale scuola digitale), gi\u00e0 utilizzata per le rendicontazioni dei diversi finanziamenti Covid-19, confermando anche la previsione secondo la quale i Revisori dei Conti accedano informaticamente alle documentazioni e appongano il visto con la stessa metodologia senza la produzione di alcun documento cartaceo.\n\nNon sarebbe male, inoltre, che una semplificazione del genere fosse realizzata anche per i fondi PON in quanto la complessit\u00e0 di rendicontazione di tali fondi produce, alla fine, minore attenzione alla qualit\u00e0 e, qualche volta, anche rinunce a realizzare iniziative.]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1945\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1945\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 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