{"id":2018,"date":"2021-04-24T23:49:46","date_gmt":"2021-04-24T21:49:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=2018"},"modified":"2021-04-24T23:49:46","modified_gmt":"2021-04-24T21:49:46","slug":"sorridere-voce-del-verbo-insegnare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2021\/04\/24\/sorridere-voce-del-verbo-insegnare\/","title":{"rendered":"Sorridere, voce del verbo insegnare"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bimbi_4a.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1912\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bimbi_4a-1024x677.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"149\" \/><\/a>di Mario Maviglia e Laura Bertocchi<\/strong>\n\n<strong><em>Sorridere per vivere meglio (M.Maviglia)<\/em><\/strong>\n\nNel 1972 Patch Adams, un anomalo e anticonformista medico statunitense, fonda in Virgina il <em>Gesundheit! Institute<\/em> (Salute, in tedesco). La ricetta di Adams \u00e8 apparentemente semplice: la salute si fonda sulla felicit\u00e0 ed \u00e8 possibile intraprendere un percorso di cura e terapia se vi \u00e8 un approccio con l\u2019altro basato sull\u2019umorismo, la vicinanza emotiva. All\u2019ingresso dell\u2019ospedale da lui fondato ha fatto mettere una frase famosa: \u201cPer noi guarire non \u00e8 solo prescrivere medicine e terapie ma lavorare insieme condividendo tutto in uno spirito di gioia e cooperazione. La salute si basa sulla felicit\u00e0 &#8211; dall&#8217;abbracciarsi e fare il pagliaccio al trovare la gioia nella famiglia e negli amici, la soddisfazione nel lavoro e l&#8217;estasi nella natura delle arti\u201d.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\n\nL\u2019intuizione di Patch Adams non \u00e8 la trovata di un medico bizzarro o alternativo; in realt\u00e0 vi sono prove scientifiche che evidenziano il valore terapeutico del riso. \u00c8 noto infatti che il riso fa aumentare la secrezione di sostanze come l\u2019adrenalina e la noradrenalina e le endorfine che provocano diminuzione del dolore e della tensione. Ma vi sono altri effetti collegati al riso:\n\n\u201c<strong>Muscolatura:<\/strong> quando si ride parte la muscolatura \u2026 si rilassa e innesca una ginnastica addominale che migliora le funzioni del fegato e dell\u2019intestino (ridere equivale a un buon jogging fatto rimanendo fermi). Solo col riso muoviamo alcuni muscoli del corpo e soprattutto del viso. Quando il cervello invia il messaggio \u201cridi\u201d, ben quindici muscoli del viso vengono attivati dal segnale \u2026\u00a0 La risata si riflette dall\u2019espressione facciale ai muscoli del torace e dell\u2019addome (le spalle e il torace si sollevano aritmicamente) sino agli sfinteri. Non a caso dopo una risata a crepapelle si sentono i muscoli della pancia doloranti, come pure le costole.\n\n<!--more-->\n\n<strong>Respirazione:<\/strong> Il primo beneficio provocato da una risata lo riceve la respirazione, che grazie ad essa diventa pi\u00f9 profonda. L\u2019aria dei polmoni viene rinnovata attraverso fasi di espirazione e inspirazione tre volte pi\u00f9 efficaci che in stato di riposo. Questo favorisce l\u2019eliminazione dell\u2019acido lattico, una sostanza tossica per il nostro organismo, con una sensazione di minor stanchezza. Le alterazioni del ritmo respiratorio intervengono sull\u2019ossigenazione del sangue. La respirazione, inoltre, esercita e rilassa la muscolatura toracica e innesca una ginnastica addominale che migliora le funzioni del fegato e dell\u2019intestino.\n\n<strong>Circolazione sanguigna:<\/strong> La risata favorisce, attraverso la respirazione profonda, l\u2019ossigenazione e la circolazione del sangue con aumento della pressione arteriosa. Il riso crea un calore interno generalizzato che ossigenando tutte le cellule del corpo, pu\u00f2 accelerare la rigenerazione dei tessuti e stabilizzare molte funzioni corporee, contribuendo a difendere il fisico da infezioni. La riattivazione della circolazione provoca un generale senso di benessere (cenestesi).\n\n<strong>Cuore<\/strong>: Durante una risata, il cuore aumenta le pulsazioni anche fino a 120 al minuto.\n\n<strong>Occhi:<\/strong> Quando si ride gli occhi sfavillano, hanno una luce pi\u00f9 accesa grazie a un nuovo apporto di sangue fresco alle pupille.\n\n<strong>Naso:<\/strong> Si dilatano le narici, aumentando cos\u00ec la quantit\u00e0 d\u2019aria che entra nelle fosse nasali. Chi pi\u00f9 ride, inoltre, con l\u2019aria fresca ripulisce anche le fosse nasali e chi ride meno incorre nelle malattie di raffreddamento.\n\n<strong>Sistema uditivo:<\/strong> Gli stessi suoni emessi da una risata contribuiscono a darci una sferzata di vitalit\u00e0, grazie a un\u2019azione positiva diretta sui nervi auditivi \u2026\n\n<strong>Polmoni:<\/strong> Il primo effetto di una bella risata \u00e8 di dare aria ai polmoni, con lo stesso risultato degli esercizi che si dovrebbero fare ogni mattina appena alzati. I nostri polmoni contengono infatti dal 10 al 15% di aria residua, che non esce con la respirazione ordinaria, ma che \u00e8 bene togliere.\u201d<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\n\nSulla scia delle esperienze terapeutiche di Patch Adams si \u00e8 sviluppato un filone di studi denominato clownterapia e di esperienze che si sono diffuse in tutto il mondo<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.\n\nSolo un dubbio rimane dopo quanto detto sopra: perch\u00e9 la gente mediamente sorride e ride poco?\nInfatti secondo alcuni dati pubblicati da <em>La Stampa<\/em> (risalenti al 2010)<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0 si tende a ridere sempre meno. Infatti, mentre un beb\u00e8 arriva a ridere fino a 300 volte al giorno, gi\u00e0 un adolescente ride \u201csolo\u201d sei volte al d\u00ec e dai 20 ai 30 anni si ride in media solo quattro volte al giorno. Tra i 30 e i 40, invece, le cose migliorano: le risate salgono a cinque, ma questo sembra sia legato alla presenza di bambini piccoli, che si hanno di solito intorno proprio in questa fascia d&#8217;et\u00e0. Dopo si assiste ad un crollo: a 50 anni si ride tre volte al giorno, mentre per gli ultra-sessantenni la media si riduce a 2,5. Se si considera che i docenti italiani sono i pi\u00f9 vecchi in Europa \u00e8 facile desumere che nelle classi italiane si tende a ridere e sorridere molto poco.\n\n<strong><em>Sorridere per apprendere meglio (L. Bertocchi)<\/em><\/strong>\n\nSe ridere fa vivere meglio, in senso generale, \u00e8 altrettanto vero che un approccio sorridente, caldo e cordiale aiuta il processo di apprendimento. E questo per ragioni di carattere psicopedagogico. Innanzi tutto, il processo di apprendimento si sviluppa, com\u2019\u00e8 noto, all\u2019interno di una relazione e dunque la qualit\u00e0 dell\u2019apprendimento, la sua stabilit\u00e0, la sua implementazione dipendono anche da come funziona tale relazione. In sostanza, c\u2019\u00e8 un forte intreccio tra gli aspetti cognitivi e quelli emotivi. Una relazione che stigmatizza l\u2019errore o la prestazione probabilmente non aiuta il processo di apprendimento; cos\u00ec pure, una relazione fredda, distaccata, poco empatica rischia di non dare quella giusta motivazione al soggetto in situazione di apprendimento.\n\nCe ne d\u00e0 una testimonianza lo scrittore francese Daniel Pennac, che \u00e8 stato anche professore. In una intervista concessa a <em>Repubblica<\/em> l\u20198 ottobre 2016<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, l\u2019inventore di Malauss\u00e8ne afferma \u201cL\u2019umorismo protegge il nostro interlocutore con cui ci stiamo relazionando e in questo senso crea un legame prezioso tra le persone perch\u00e9 con la risata si rassicura l\u2019altro divertendolo. Nel mio caso l\u2019umorismo l\u2019ho ereditato da mio padre. Durante il mio primo anno di scuola sembrava che io non avessi appreso nulla se non la prima lettera dell\u2019alfabeto. Mia madre era terribilmente preoccupata, ma poi mio padre la fece ridere dicendole semplicemente: non ti devi preoccupare, tra ventisei anni conoscer\u00e0 perfettamente tutte le altre lettere! Ecco, usare il sorriso, la risata, per rassicurare l\u2019altro, per metterlo di nuovo in condizione di affrontare la realt\u00e0, questo \u00e8 il segreto. \u00c8 quello che ho fatto come professore, rifiutandomi sempre di drammatizzare i piccoli insuccessi dei miei alunni\u201d.\n\nRidere di se stessi, in primo luogo, appare molto terapeutico, anche perch\u00e9, nota sempre Pennac, \u201cTutte le tragedie dell\u2019umanit\u00e0 sono state provocate da megalomani incapaci di prendersi gioco di loro stessi. Io cerco di non prendermi mai troppo sul serio, anche se \u00e8 pi\u00f9 complicato quando sono stanco\u201d. Riguardo la sua esperienza scolastica lo scrittore confessa che provava vergogna per i suoi fallimenti e che nutriva desideri di vendetta contro i suoi professori. \u201cHo impiegato molto tempo a capire che la vendetta \u00e8 un sentimento sterile. L\u2019umorismo \u00e8 stato per me un lungo apprendimento dell\u2019amore\u201d. Da docente, Pennac ha usato l\u2019umorismo come leva motivazionale: \u201cCredo che agli studenti si possa trasmettere l\u2019autoironia \u00e8 proprio da l\u00ec che bisogna cominciare, per combattere in modo efficace la paura che i bambini hanno della scuola. Perch\u00e9 questa paura distrugge ogni capacit\u00e0 di apprendimento\u201d.\n\nSu questi aspetti ha dedicato una grande attenzione Daniela Lucangeli che ha sottolineato la necessit\u00e0 di fondare quella che con felice espressione ha denominato una \u201cdidattica del sorriso\u201d<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.\nAfferma Lucangeli:<strong> \u201c<\/strong><strong>Le nozioni si fissano nel cervello insieme alle emozioni. Se imparo con curiosit\u00e0 e gioia, la lezione si incide nella memoria con curiosit\u00e0 e gioia. Se imparo con noia, paura, ansia, si attiva l\u2019allerta. La reazione istintiva della mente e\u0300: scappa da qui che ti fa male. La scuola ancora crea questo cortocircuito negativo\u201d<\/strong><a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><strong>[7]<\/strong><\/a><strong>.\n<\/strong>Ma la studiosa avverte che adottare questa modalit\u00e0 non vuol dire fare i faciloni: <strong>\u201c<\/strong>Non si vuole incoraggiare una scuola \u2018molle\u2019 ma si vuole incoraggiare una scuola capace di dare il 38% in pi\u00f9 di organizzazione cerebrale, se sa come innescare il meccanismo dell\u2019intelligenza creativa, costruttiva distribuita\u201c.\n\nChiunque si sia trovato ad insegnare sa quanto la motivazione giochi un ruolo decisivo nel processo di apprendimento. Certo, la demotivazione scolastica ha cause molteplici e complesse, ma un atteggiamento positivo, che promuova la motivazione intrinseca, pu\u00f2 predisporre favorevolmente all\u2019impegno o, quantomeno, limitare le situazioni di disagio che spingono a rifiutare lo studio. Come chiarisce Boscolo<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, l\u2019insegnante pu\u00f2 interagire con l\u2019atteggiamento motivazionale dei suoi alunni. Adottare rinforzi non punitivi, non frustranti, riesce a sostenere nella fatica che l\u2019apprendimento comporta. Ed \u00e8 qui che il sorriso assume un ruolo cruciale.\n\nInnanzitutto precisiamo che il sorriso deve essere vero, sincero. Bonfiglio<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a> ha individuato diverse tipologie di sorriso, tra le quali ricordiamo: il sorriso di paura, di disprezzo, triste. Queste espressioni suscitano emozioni negative, che non favoriscono il processo di insegnamento-apprendimento.\nIl sorriso che scegliamo di portare in classe ogni giorno deve essere aperto, onesto, sentito.\n\nC\u2019\u00e8 il sorriso di benvenuto, che accoglie gli studenti ogni mattina all\u2019ingresso nella scuola; il sorriso di incoraggiamento che, unito ad un cenno del capo, invita alla partecipazione attiva, a prendere parola, ad intervenire in una discussione. I rinforzi positivi non possono che essere accompagnati da un sorriso, cos\u00ec come gli sguardi d\u2019intesa. Sorridere in risposta al nostro interlocutore comunica che abbiamo capito e condividiamo ci\u00f2 che ci viene detto.\nAffinch\u00e9 la nostra espressione sia percepita come sincera e partecipata, \u00e8 necessario che anche gli occhi sorridano, diversamente la sensazione \u00e8 che qualcosa stoni, come se lo sguardo trasmettesse un messaggio completamente diverso rispetto al resto.\nNaturalmente l\u2019et\u00e0 dei nostri studenti determina la percezione di una gamma pi\u00f9 o meno ampia di emozioni, di sfumature di significato. I bambini della scuola dell\u2019infanzia non hanno ancora pienamente sviluppato la sensibilit\u00e0 che generalmente permette ad uno studente di scuola superiore di distinguere un sorriso d\u2019intesa da uno di condivisione.\nNon \u00e8 per\u00f2 questo il punto. Qualunque sia il motivo che ci porta a sorridere in classe, questo deve essere sostenuto ed incentivato perch\u00e9, come precedentemente esposto, non pu\u00f2 esserci apprendimento se manca una disposizione d\u2019animo fiduciosa e propositiva.\n\nNell\u2019 \u201cEtica Nicomachea\u201d<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a> Aristotele aveva notato la stranezza del fatto che per poter fare alcune cose \u00e8 necessario impararle e che per impararle bisogna farle&#8230; Secoli pi\u00f9 tardi il paradosso aristotelico non \u00e8 risolto e si adatta perfettamente al mistero dell\u2019insegnamento-apprendimento: un accompagnamento positivo e propositivo pu\u00f2 essere imparato, ma per impararlo \u00e8 necessario praticarlo. Possiamo quindi imparare a sorridere, ma solo esercitando questa capacit\u00e0, che pu\u00f2 diventare un atteggiamento costante.\nTutto ci\u00f2 naturalmente non significa che sia necessario avere sempre il sorriso stampato in volto: come abbiamo visto, un sorriso sforzato viene percepito immediatamente come falso. \u00c8 per\u00f2 necessario acquisire la consapevolezza che le nostre espressioni e i nostri atteggiamenti suscitano reazioni solitamente prevedibili nel nostro interlocutore.\nProviamo quindi a sorridere di pi\u00f9: in quel sorriso ci pu\u00f2 essere tutto il senso di ci\u00f2 che vogliamo trasmettere.\n\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> P. Adams (2014) <em>Salute!<\/em>, Feltrinelli, Milano; P. Adams (2005), <em>Visite a domicilio<\/em>, Apogeo, Adria\n\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.accademiadellarisata.it\/public%5CPDF%5CRicerca%5C1.PDF\">http:\/\/www.accademiadellarisata.it\/public%5CPDF%5CRicerca%5C1.PDF<\/a>\n\n<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> A.Dionigi, P, Germani (a cura di) (2014), <em>La clownterapia. Teoria e pratiche<\/em>, Carocci, Roma; V. Olshansky (2017), <em>Manuale di clownterapia<\/em>, Audino, Roma; M. L. Mirabella, <em>Clownterapia<\/em>. <em>Volontari clown in corsia e missionari della gioia<\/em>, Neos edizioni, Torino, 2006; G. Mattia (a cura di), (2014), <em>Con un naso rosso tutto posso! Esperienze di clownterapia<\/em>, Pensa editore, S. Cesario di Lecce.\n\n<a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/cultura\/2010\/10\/09\/news\/dopo-i-52-anni-non-si-ride-piu-1.3699699\">https:\/\/www.lastampa.it\/cultura\/2010\/10\/09\/news\/dopo-i-52-anni-non-si-ride-piu-1.3699699<\/a>\n\n<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/rclub\/persone\/2016\/10\/08\/news\/daniel_pennac_una_risata_ci_salvera_-150803693\/\">https:\/\/www.repubblica.it\/rclub\/persone\/2016\/10\/08\/news\/daniel_pennac_una_risata_ci_salvera_-150803693\/<\/a>\n\n<a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=FOW821d90pM\n\n<a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> M. D\u2019incerti (2019), <em>Daniela Lucangeli, l\u2019importanza di insegnare con gioia<\/em>, Intervista, in \u201cDonna moderna\u201d, 18\/02\/2019; D. Lucangeli (2019), <em>Cinque lezioni leggere sull\u2019emozione di apprendere<\/em>, Erickson, Trento\n\n<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> P. Boscolo (2012), <em>La fatica e il piacere di imparare. Psicologia della motivazione scolastica<\/em>, UTET Universit\u00e0, Torino\n\n<a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> S. Bonfiglio (2008), <em>Introduzione alla comunicazione non verbale<\/em>, ETS, Pisa, p. 90\n\n<a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Aristotele, <em>Etica Nicomachea<\/em>, a cura di M. Mazzarelli (2000), Bompiani, Milano]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2018\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2018\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2021\/04\/24\/sorridere-voce-del-verbo-insegnare\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2018\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2018\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[31],"tags":[52,107],"class_list":["post-2018","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pedagogia","tag-bertocchi","tag-maviglia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2018","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2018"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2018\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}