{"id":2133,"date":"2021-05-08T11:15:53","date_gmt":"2021-05-08T09:15:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=2133"},"modified":"2021-05-08T11:15:53","modified_gmt":"2021-05-08T09:15:53","slug":"le-tante-ragioni-della-dispersione-scolastica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2021\/05\/08\/le-tante-ragioni-della-dispersione-scolastica\/","title":{"rendered":"Le tante ragioni della dispersione scolastica"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/imbuto.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1252\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/imbuto.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"284\" \/><\/a>di Raimondo Giunta<\/strong>\n\nNei giorni che precedevano l\u2019inizio delle lezioni, finch\u00e9 sono stato in servizio, impegnavo il collegio dei docenti e i gruppi di coordinamento a discutere sui risultati dell\u2019anno precedente e in modo particolare su quelli che fanno parlare di dispersione scolastica.\nIl proposito era quello di vedere come e se era possibile contenerla.\nTrasmettevo ai miei docenti la preoccupazione e l\u2019amarezza di vedere tanti giovani perdersi e perdere le occasioni per istruirsi, per andare avanti, per impossessarsi degli strumenti che sono indispensabili per diventare cittadini e lavoratori all\u2019altezza dei tempi.\n\nLa definizione degli insuccessi scolastici come dispersione non mi \u00e8 mai piaciuta e non mi piace ancora. Sembra quasi che si tratti di un fenomeno naturale, che si verifichi a prescindere dalle decisioni degli uomini, dalle scelte fatte dagli uomini.\nUna volta con pi\u00f9 precisione si parlava di selezione, ma il termine era ed \u00e8 sovraccarico di molteplici significati contrastanti e pro bono pacis non lo si usa pi\u00f9, tranne negli articoli di quegli intellettuali che nei quotidiani la reclamano ad alta voce per dare prestigio alla scuola e al sapere e anche per darsi un alto contegno\u2026\n\nChe la dispersione scolastica (ci atteniamo alla vulgata ministerial-pedagogica..) continui a verificarsi nonostante le lotte che le sono state dichiarate \u00e8 un fatto grave sul quale \u00e8 giusto soffermarsi a ragionare.\nSenza dimenticare che nel fenomeno della dispersione oltre agli abbandoni bisogna includere ripetenze e scarso livello di conoscenze e competenze.\n\n<!--more-->\n\nA determinarla nelle proporzioni che vengono messe in luce dalle statistiche ministeriali non sono solo le scelte di parte sempre minoritaria del corpo docente, ancora arroccata a difesa di procedure di valutazione che non hanno alcun valore pedagogico e docimologico; a determinarla contribuiscono la disarticolazione dei rapporti tra enti locali e istituzioni scolastiche, ma anche e in modo preponderante la stessa scuola come sistema.\nLa scuola come istituzione con le sue regole, con la sua organizzazione, con i suoi codici di valore, con la sua identit\u00e0 culturale non \u00e8 priva di responsabilit\u00e0 in questo campo.\n\nL&#8217;apertura della scuola e il sostegno economico ,ma sempre in crescente riduzione(esenzione tasse, libri gratis, borse di studio, trasporto gratuito) non hanno realizzato le condizioni perch\u00e9 tutti potessero godere pienamente del diritto allo studio e avere le stesse chances di successo.\nI pierini fino a qualche anno di studio si trovano accanto i gianni come compagni di classe, ma i primi concludono gli studi, fanno carriera si inseriscono nel mondo del lavoro, gli altri si disperdono, incespicano e a parit\u00e0 di talento fanno meno strada.\n\nA scuola non si riesce a compensare lo squilibrio del patrimonio culturale ereditato dagli alunni; non ci si riesce perch\u00e9 alla fine non si comprende il meccanismo, la logica che impedisce l&#8217;integrazione dei &#8220;nuovi &#8220;alunni con la scuola e quali nodi della struttura scolastica vadano sciolti per consentirla.\n\nIl problema non \u00e8 di facile soluzione perch\u00e9 non si d\u00e0 una sola ipotesi interpretativa di questo fenomeno sociale, e non c&#8217;\u00e8 una sola causa di inconciliabilit\u00e0 tra istituzioni scolastiche e nuova popolazione scolastica, peraltro accresciuta dalla presenza di centinaia di migliaia di ragazzi di famiglie di recente immigrazione.\n\nSono varie le forme di disagio, scaturite dai contesti umani e culturali di provenienza degli alunni che si riversano sulla scuola e con cui si dovrebbero fare i conti.\nE&#8217; importante considerare (e questo lo fa dire l&#8217;esperienza diretta della vita scolastica)che ad una certa et\u00e0 scolare, per lo pi\u00f9 dopo il biennio delle superiori, non \u00e8 tanto il possesso di specifici saperi di famiglia a determinare un migliore rendimento scolastico, ma la percezione del valore sociale dell&#8221;investimento in cultura, la conoscenza della profittabilit\u00e0 del sapere in tutto l&#8217;arco della vita, la pratica quotidiana dell&#8217;importanza delle competenze, della professionalit\u00e0 nella vita..\n\nNel processo di formazione il giovane che conosce il guadagno ricavabile dallo studio \u00e8 in grado di sostenere la sfida quotidiana tra soddisfazione immediata e sacrificio, di intendere cio\u00e8 il senso dello scambio tra sacrifici attuali ed eventuali vantaggi futuri.\n\nQuesto tipo di alunni conoscono le ragioni pi\u00f9 rilevanti che motivano nello studio, conoscono i tempi, i ritmi e le difficolt\u00e0 del percorso da compiere.\nQuesto sapere esperienziale che la scuola possiede non sempre viene messo a disposizione di quei gruppi consistenti di giovani, che dal proprio ambiente non riescono ad avere questo importante sostegno.\n\nVi \u00e8, inoltre, un problema di corrispondenza tra comportamenti individuali, acquisiti in ambienti sociali deprivati, e regole interne della scuola. La formalit\u00e0 dei comportamenti esigiti per assicurare un regolare svolgimento delle attivit\u00e0 didattiche contrasta con le abitudini di molti alunni, soprattutto nella scuola dell&#8217;obbligo, molto vicine all&#8217;indisciplina e questo impedisce spesso l&#8217;accettazione della scuola e del suo mondo.\n\nIl gruppo pi\u00f9 numeroso di problemi \u00e8 costituito, per\u00f2, dal contrasto forte tra le procedure naturali di apprendimento e i processi di astrazione, di formalizzazione delle procedure d&#8217;apprendimento richieste dai saperi scolastici e dai linguaggi in cui questi si esprimono.\nIn una parola dal contrasto tra cultura giovanile e cultura scolastica.\nRendere il processo di apprendimento attraente per le nuove generazioni \u00e8 la sfida pi\u00f9 impegnativa da affrontare a scuola.\n\nIn questa contraddizione si concentrano gli insuccessi, i ritardi; si forma la consapevolezza della propria incapacit\u00e0 e matura molto spesso la decisione di abbandonare.\nE allora quali saperi? Quali metodi? Quali tempi? Quali metodi di valutazione? Come recuperare?\n\nLa scuola non pu\u00f2 essere ritagliata su misura del primato logico-linguistico o peggio ancora sulla particolare figura di studente, estratta dall&#8217;ambito sociale che sul possesso del codice linguistico, ampio e ricco ha fondato e legittimato le proprie posizioni sociali.\nLa scuola si deve misurare con la pluralit\u00e0 dei linguaggi, dei saperi e delle intelligenze e dare a questa complessit\u00e0 il rilievo che merita e trarne le conseguenze.\n\nPer gli alunni che si sentono fuori casa, estranei nel mondo scolastico \u00e8 importante partire dai problemi che danno un senso al sapere che bisogna acquisire. Bisogna adottare metodologie attive e realistiche che lancino un ponte con le pratiche sociali in cui gli alunni sono immersi. Bisogna tentare, nei limiti in cui \u00e8 possibile, andare oltre l&#8217;aula per ritrovare tutti gli elementi possibili di contiguit\u00e0 tra saperi scolastici e i processi della vita quotidiana.\n\nNon si recupera lo svantaggio che denunciano molti alunni con l&#8217;aggiunta di ore di attivit\u00e0, che ripetono quelle che l&#8217;insuccesso hanno determinato, ma col cambiamento delle relazioni docente-saperi-alunno; con l&#8217;implementazione del patrimonio linguistico, chiave di accesso ai saperi; con metodologie dove il parlare abbia la stessa importanza del fare, il muoversi la stessa importanza dello stare fermi.\n\nL&#8217;aula non \u00e8 un auditorium e la cattedra un palcoscenico dove qualcuno recita la parte del sapere; l&#8217;aula deve essere un laboratorio che deve impegnare tutte le energie degli alunni, suscitare emozioni e il piacere della scoperta personale, attivare l&#8217;immaginazione.\nL&#8217;alunno deve rapportarsi al sapere con spirito amichevole e curiosit\u00e0 (D.Nicoli).\n\nBisogna lavorare con dibattiti, con situazioni-problema, con esperimenti, con progetti di ricerca; bisogna dare spazio al dialogo, alla negoziazione, alla riflessione. Non si pu\u00f2 avere paura di attivare processi di partecipazione e di coinvolgimento\n\nA scuola si deve lavorare senza rassegnarsi ai dati acquisiti della &#8220;dispersione&#8221; come se fossero naturali e immodificabili.\nLa scommessa \u00e8 quella di condurre i giovani alla conquista del sapere; una scommessa che va fatta ogni giorno e in ogni lezione.\nMa senza amore ,senza passione per il sapere e per il proprio mestiere non pu\u00f2 essere vinta.\nTestimoniare concretamente l&#8217;amore per il sapere che si vuole far possedere agli altri \u00e8 la regola aurea per superare a scuola molte difficolt\u00e0 nel lavoro di insegnamento.\n\nLunga \u00e8 la vita dei precetti; corta e infallibile quella degli esempi (Seneca).\n\n&nbsp;]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2133\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2133\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" 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