{"id":2188,"date":"2021-05-16T16:58:46","date_gmt":"2021-05-16T14:58:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=2188"},"modified":"2021-05-16T16:58:46","modified_gmt":"2021-05-16T14:58:46","slug":"comunita-educante-o-sistema-nazionale-di-istruzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2021\/05\/16\/comunita-educante-o-sistema-nazionale-di-istruzione\/","title":{"rendered":"Comunit\u00e0 educante o Sistema nazionale di istruzione?"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bimbi_4a.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1912\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/bimbi_4a-1024x677.jpg\" alt=\"\" width=\"245\" height=\"162\" \/><\/a>di Giovanni Fioravanti<\/strong>\n\nLa consideravo archiviata, appartenere ad altri tempi, una sorta di attrezzo arrugginito del secolo scorso, riposto in soffitta tra la polvere delle cose da abbandonare all\u2019usura del tempo. Poi l\u2019espressione in questi lunghi mesi stravolti dalla pandemia ha iniziato a salire di tono, a ridondare nel lessico ministeriale e in quello scolastico: la \u201ccomunit\u00e0 educante\u201d.\n\nIncuriosito sono tornato a leggere la lettera che il 27 marzo 2020 la ministra Azzolina ha indirizzato alla comunit\u00e0 scolastica nella quale l\u2019espressione <strong>\u201ccomunit\u00e0 educante\u201d<\/strong> ricorre ben due volte. Non c\u2018\u00e8 documento ministeriale dall\u2019inizio della pandemia in cui compaiano espressioni come societ\u00e0 della conoscenza, apprendimento permanente, come se le nostre istituzioni scolastiche fossero calate in un altro mondo, quello ancora del secolo scorso insieme alla loro scarsa familiarit\u00e0 con le nuove tecnologie.\n\n<!--more-->\n\nNel lessico che i nostri padri costituenti hanno utilizzato a proposito della scuola termini come educare, educazione, educante non compaiono mai. Agli articoli 33 e 34 della nostra Costituzione istruzione \u00e8 l\u2019unica parola usata: \u201cistruzione\u201d e non \u201ceducazione\u201d, e se si riflette sulla composizione dell\u2019assemblea costituente, sulle sue differenti fonti di ispirazione, non si pu\u00f2 che convenire che si sia trattato di una scelta soppesata e voluta. Anzi, a proposito di Enti e privati si provvede a sottolineare la distinzione tra \u201cscuole\u201d ed \u201cistituti di educazione \u201c. Precipuo delle scuole statali \u00e8 l\u2019istruzione, mentre il compito di \u201ceducare\u201d attiene ai genitori come recita l\u2019articolo 30: \u201cE` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.\u201d\n\nIstruzione, dunque, e il Ministero \u00e8 della Pubblica Istruzione, anche se ora gravemente privo di \u201cpubblica\u201d, non c\u2019\u00e8 un \u201cMinistero dell\u2019 educazione\u201d e, quindi, neppure alcuna \u201ccomunit\u00e0 educante\u201d di Stato. Per chi ha perduto la memoria e ancora rincorre le comunit\u00e0 educanti sar\u00e0 utile ricordare che il Ministero dell\u2019 Educazione Nazionale \u00e8 opera del regime fascista ed \u00e8 stato soppresso nel 1944.\nL\u2019 identificazione della scuola con l\u2019educazione \u00e8 una forzatura della tradizione personalistica che ha contrassegnato nel dopoguerra la cultura dei nostri governanti e che si \u00e8 espressa nella \u201cformazione della persona e del cittadino\u201d come finalit\u00e0 di volta in volta prescritta dai programmi scolastici dei vari ordini e gradi. Ma si tratta di sovrapposizioni che risentono degli anni e dei vari governi che si sono succeduti nel tempo.\n\n<strong>La scuola in quanto comunit\u00e0 educante fa la sua apparizione come assoluta novit\u00e0, tra la distrazione generale, con il primo CCNL del Comparto Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2016-2018.<\/strong>\nL\u2019articolo 24, richiamando l\u2019articolo 3 del Testo Unico in materia di istruzione (Decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297), detta: \u201c[\u2026] la scuola \u00e8 una comunit\u00e0 educante [\u2026] volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni.\u201d\n\nLa curiosit\u00e0 consiste nel fatto che nel citato articolo 3 del Testo Unico il legislatore usa l\u2019espressione \u201ccomunit\u00e0 scolastica\u201d \u201cche interagisce con la pi\u00f9 vasta comunit\u00e0 sociale e civica\u201d. Ora come sia possibile il passaggio da \u201ccomunit\u00e0 scolastica\u201d a \u201ccomunit\u00e0 educante\u201d \u00e8 spiegabile solo attraverso un pregiudizio culturale di chi ha steso le norme del contratto in questione.\n\nE poi chi sarebbe il depositario della funzione educativa nella comunit\u00e0 educante costituita dalla comunit\u00e0 scolastica?\nGli attori citati dall\u2019articolo 24 del CCNL? \u00c8 scritto: \u201cAppartengono alla comunit\u00e0 educante il dirigente scolastico, il personale docente ed educativo, il DSGA e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, nonch\u00e9 le famiglie, gli alunni e gli studenti che partecipano alla comunit\u00e0 nell\u2019ambito degli organi collegiali previsti dal d.lgs. n. 297\/1994.\u201d\nDei soggetti citati, la nostra Costituzione attribuisce alla sola famiglia il compito dell\u2019educazione e, dunque, quali sarebbero i protagonisti della comunit\u00e0 educante legittimati ad educare?\n\nIl contratto in questione all\u2019articolo 25, relativo all\u2019Area docenti, distingue il personale docente da quello educativo essendo, quest\u2019ultimo, il personale dei convitti e degli educandati femminili. Tutti gli altri sono docenti dalla scuola dell\u2019infanzia alla secondaria di 2\u00b0 grado.\nDal Testo Unico in materia di istruzione ai contratti collettivi nazionali del lavoro succedutisi dal 1994 al 2009 non c\u2019\u00e8 norma relativa alla funzione docente che contempli l\u2019educazione tra le competenze degli insegnanti.\n\nL\u2019artico 396 del testo unico citato detta: <em>\u201cLa funzione docente \u00e8 intesa come esplicazione essenziale dell\u2019attivit\u00e0 di trasmissione della cultura, di contributo alla elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e alla formazione umana e critica della loro personalit\u00e0\u201d.<\/em>\nSuccessivamente il dettato del legislatore relativo alla funzione docente \u00e8 stato aggiornato in rapporto alle conoscenze acquisite nell\u2019ambito delle ricerche in campo psico-pedagogico, cos\u00ec gi\u00e0 nel CCNL del quadriennio 1994 \u2013 1997\u00a0 <em>\u201cl\u2019attivit\u00e0 di trasmissione della cultura\u201d <\/em>come esplicazione essenziale della funzione docente viene sostituita dalla realizzazione del<em> \u201c\u2026processo di insegnamento\/apprendimento volto a promuovere lo sviluppo umano, culturale, civile e professionale degli alunni, sulla base delle finalit\u00e0 e degli obiettivi previsti dagli ordinamenti scolastici definiti per i vari ordini e gradi dell\u2019istruzione dalle leggi dello Stato e dagli altri atti di normazione primaria e secondaria\u201d.<\/em>\n\nDunque non \u201ceducazione\u201d e neppure \u201ctrasmissione della cultura\u201d, ma \u201cprocesso di insegnamento\/apprendimento\u201d, qualcosa di dinamico e articolato, monitorato nei suoi input e nei suoi output. Processo che definisce \u201ci vari ordini gradi e dell\u2019istruzione\u201d.\nLa funzione docente nella sua traduzione normativa resta sostanzialmente inalterata fino al contratto del quadriennio 2006 -2009, accanto ad essa si evolve il profilo professionale del docente nel quale mai compaiono riferimenti a compiti e finalit\u00e0 educative.\n\nIl profilo professionale fa del docente un professionista della cultura in considerazione delle competenze che gli sono richieste da quelle disciplinari a quelle pedagogiche, metodologiche \u2013 didattiche, organizzative, relazionali e di ricerca \u201ctra loro correlate ed interagenti, che si sviluppano ed approfondiscono attraverso il maturare dell\u2019esperienza didattica, l\u2019attivit\u00e0 di studio, di ricerca e di sistematizzazione della pratica didattica\u201d.\n\nCon il contratto di Comparto del 2018 il profilo docente si arricchisce di due competenze, fino ad allora assenti: informatiche e linguistiche. Competenze informatiche che l\u2019inaspettato ricorso alla didattica digitale a distanza ha messo a dura prova, rivelandone nella maggioranza dei casi la totale fragilit\u00e0.\n\u00c8 sorprendente come con questo contratto del Comparto Istruzione e Ricerca scompaia la funzione docente intesa come processo di insegnamento\/apprendimento per cedere il posto all\u2019azione <em>\u201cdella comunit\u00e0 educante al centro della quale si colloca la progettazione educativa e didattica definita dal piano triennale dell\u2019offerta formativa\u201d.\n<\/em>La funzione docente si realizza come <em>\u201cprestazione professionale [\u2026] nel quadro degli obiettivi generali perseguiti dal sistema nazionale di istruzione\u201d<\/em>.\nCome si concilia, dunque con la \u201ccomunit\u00e0 educante\u201d? Comunit\u00e0 educante o Sistema nazionale di istruzione?\n\n<strong>Al momento nessuna legge nazionale ha sancito la mutazione del sistema scolastico in comunit\u00e0 educante, a meno che non si sia deciso di affidare la riforma mai riuscita della scuola alla contrattazione tra le parti del Comparto Istruzione e Ricerca.<\/strong>\nL\u2019ultimo tentativo di riforma omnibus \u00e8 stato compiuto con la legge 107 del 2015 che prometteva la Buona Scuola. In quella legge di comunit\u00e0 educante neppure l\u2019 ombra, anzi l\u2019articolo 1 e unico, con i suoi 212 commi, esordisce con la volont\u00e0 del legislatore di \u201caffermare il ruolo centrale della scuola nella societ\u00e0 della conoscenza\u201d. La scuola \u00e8 intesa come \u201ccomunit\u00e0 attiva, aperta al territorio\u201d, come \u201ccomunit\u00e0 professionale scolastica\u201d.\n\nOra sarebbe giunto il tempo di rivolgere seriamente, senza slogan e giochi di parole, l\u2019attenzione al Sistema Nazionale dell\u2019Istruzione, alla preparazione professionale dei suoi professionisti per portarli all\u2019altezza della qualit\u00e0 dell\u2019Istruzione che \u00e8 dovuta ai nostri giovani per crescere e realizzarsi nella societ\u00e0 della conoscenza, nella societ\u00e0 del capitale umano, nella societ\u00e0 dell\u2019apprendimento permanente del nuovo millennio ormai avanzato.]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2188\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2188\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 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