{"id":2354,"date":"2021-06-26T11:33:59","date_gmt":"2021-06-26T09:33:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=2354"},"modified":"2021-06-26T11:33:59","modified_gmt":"2021-06-26T09:33:59","slug":"saperi-futuro-e-destino-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2021\/06\/26\/saperi-futuro-e-destino-umano\/","title":{"rendered":"Saperi, futuro e destino umano"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/maestra_bambini.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1603\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/maestra_bambini-776x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"242\" \/><\/a>di Giovanni Fioravanti<\/strong>\n\n<strong>L\u2019otto luglio Edgar Morin, uno dei pi\u00f9 grandi intellettuali contemporanei, raggiunger\u00e0 il traguardo del secolo.<\/strong>\nTroppo complesso per essere preso sul serio, lui iniziatore del pensiero complesso, della necessit\u00e0 di una nuova conoscenza che superi la separazione dei saperi a cui siamo ancora abbarbicati, semmai rivendicata come merito del passato da una scuola incapace di preparare al pensiero della complessit\u00e0. La conoscenza \u00e8 avventura e la scuola \u00e8 parte del territorio in cui vivere questa avventura, in cui apprendere a conoscere e a ri-conoscere la conoscenza. La palestra in cui esercitarsi fin da piccoli alla metacognizione, a interrogarsi, a nutrire la curiosit\u00e0, a inseguire lo stupore.\nIl compito dell\u2019istruzione non pu\u00f2 ridursi all\u2019angustia di formare cittadini da integrare nella societ\u00e0 presente, n\u00e9 in ipotetiche societ\u00e0 future, le categorie pedagogiche degli Stati-Nazione come le pedagogie progressive del Novecento hanno fatto il loro tempo.\n\nMorin ci rappresenta il nostro pianeta come una nave spaziale che viaggia grazie alla propulsione di quattro motori scatenati: scienza, tecnica, industria, profitto e dove nello stesso tempo la minaccia nucleare e la minaccia ecologica impongono alla umanit\u00e0 una comunit\u00e0 di destino, non c\u2019\u00e8 possibile futuro che valga la pena costruire se non riscoprendo la centralit\u00e0 di ogni donna e di ogni uomo, la centralit\u00e0 dell\u2019intelligenza, la centralit\u00e0 del pensare oggi \u00a0per il futuro. In gioco non \u00e8 l\u2019integrazione culturale nella propria comunit\u00e0, in gioco per tutti, da ogni lato della Terra, \u00e8 la vivibilit\u00e0 del futuro. L\u2019asfittico obiettivo dei sistemi scolastici nazionali \u00e8 soppiantato dal ben pi\u00f9 impegnativo e difficile compito di attrezzare le giovani generazioni a vivere un futuro vivibile. L\u2019Agenda 2030 dell\u2019Onu \u00e8 l\u00ec a ricordarcelo in ogni istante.\n\n<!--more-->\n\nIn questo orizzonte sa di anacronistico brandire la difesa dell\u2019ora di lezione, della cattedra e delle discipline, come un Don Chisciotte che insegue i suoi fantasmi, come il soldato giapponese che non si arrende perch\u00e9 non crede che la guerra sia finita. Il tempo \u00e8 scaduto da tempo e la conseguenza \u00e8 non aver provveduto a farsi la cultura necessaria al ritorno alla realt\u00e0.\n\nDa <strong>\u201cIntroduzione al pensiero complesso&#8221;<\/strong>\u00a0 a <strong>\u201cLa testa ben fatta\u201d<\/strong>, dal <strong>\u201cManifesto per cambiare l\u2019educazione\u201d<\/strong>, ai <strong>\u201cSette saperi necessari all\u2019educazione del futuro\u201d<\/strong>, ormai sono pi\u00f9 di trent\u2019anni\u00a0 che Morin ci invita a riflettere sullo stato attuale dei saperi e sulle sfide che caratterizzano la nostra epoca. A richiamare soprattutto quanti hanno in mano le sorti delle future generazioni, come gli insegnanti, a prendere consapevolezza che la posta in gioco sono i nuovi problemi prodotti dalla convivenza umana, da una interdipendenza planetaria irreversibile fra le economie, le politiche, le religioni, le malattie di tutte le societ\u00e0 umane.\n\nUna riforma dell\u2019insegnamento \u00e8 indispensabile per poter affrontare queste sfide, a partire dalla riflessione sullo stato dei saperi frantumati in singole discipline, quando la complessit\u00e0 per essere indagata richiede la capacit\u00e0 di collegare e praticare ambiti di sapere tra loro apparentemente distanti, ma il cui dialogo, mai intuito prima, ora si manifesta prezioso per la risoluzione dei problemi, per rendere prevedibile ci\u00f2 che i paradigmi precedenti ritenevano imprevedibile.\nUmanesimo e scienza che ancora non siamo in grado di far comunicare,\u00a0 di contaminare nei curricula dei nostri percorsi scolastici, come se i tempi di Vico non fossero mai tramontati, come se il crocianesimo continuasse ad essere radicato nel DNA dei nostri studi. Occorrevano le vicende di questa pandemia inattesa a svelare l\u2019impreparazione della scienza a comunicare e la nostra incapacit\u00e0 a misurarci con le certezze \u201cincerte\u201d proprie della scienza.\n\nLa riforma dell\u2019insegnamento \u00e8 il nodo che ancora non abbiamo sciolto. Un nodo che richiede di non cessare di interrogarsi, perch\u00e9 la complessit\u00e0 non ha risposte semplici e meno che mai risolutive, l\u2019avvento della pandemia ha certo aiutato a sgombrare le menti da ogni dubbio.\nEppure quando si innalzano peana a celebrare l\u2019afflato erotico che abbatte le distanze tra cattedra e banco, tra docente e discente, l\u2019impressione \u00e8 di vivere in un paese in cui intellettuali e sistema formativo sono fermi al passato, non siano in grado di comprendere il presente e, tanto meno, di leggere il dopo.\n\nMorin ci propone di porre alla base della riforma della scuola, del mestiere della scuola che \u00e8 l\u2019istruzione, il pensiero complesso, u<em>ne t\u00eate bien faite. <\/em>Qualcosa di pi\u00f9 difficile, di complesso, appunto.\n<strong>Insegnare a vivere.<\/strong> Dovevamo attrezzarci per far apprendere ai nostri studenti come si vive, ma non qui ed ora, bens\u00ec nel luogo che ancora non c\u2019\u00e8. Una sfida da capogiro, di fronte alla quale ci siamo ritirati, trastullandoci con i banchi a rotelle e con la Dad che non \u00e8 scuola. Ripiegati sui noi stessi, rispecchiati nelle certezze del passato, ci \u00e8 scomparsa la cognizione del futuro, che chi ha creature da crescere non dovrebbe permettersi di perdere, ma questo \u00e8 quello che \u00e8 accaduto. Il dopo delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, la loro vita futura come uscir\u00e0 attrezzata dalle nostre scuole? Piena dell\u2019ira d\u2019Achille, degli atri muscosi e dei fori cadenti, ma vuota dell\u2019imprevedibile, del <em>novus<\/em> che \u00e8 sempre stato il <em>modo del <\/em>\u201cmoderno\u201d.\nDa sempre la missione dell\u2019educazione \u00e8 insegnare a vivere, ma \u00e8 un conto farlo per vite gi\u00e0 confezionate, altro per vite ancora da confezionare.\n\n<strong>Morin ci suggerisce di porci una domanda che non ha spazio nei nostri programmi d\u2019insegnamento e che riguarda ciascuno di noi: che cosa significa essere umano?\n<\/strong>Si tratta di permettere a ciascuno di sviluppare al meglio la propria individualit\u00e0, il legame con gli altri ma anche di prepararsi ad affrontare le molteplici incertezze e difficolt\u00e0 del destino umano.\nE qui entra in gioco il sistema di conoscenze e dei saperi di cui le nostre scuole sono depositarie. Altro che centralit\u00e0 della lezione, quella lezione rischia di divenire tossica, perch\u00e9 a fronte della realt\u00e0 che le nostre ragazze e i nostri ragazzi si troveranno a vivere il sistema delle conoscenze che le nostre scuole trasmettono \u00e8 ancora troppo debole. E se debole non aiuter\u00e0 certo i nostri giovani a cogliere le carenze dei loro pensieri, i buchi neri della loro mente che rischiano di rendere invisibile la complessit\u00e0 del reale.\n\nIl pericolo \u00e8 che dalle nostre scuole escano giovani costretti ad affrontare il futuro a mani nude.\nDa questa pandemia abbiamo appreso che non \u00e8 solo la nostra ignoranza ad aver ostacolato la comprensione di quanto \u00e8 accaduto, ma soprattutto l\u2019inadeguatezza delle conoscenze di cui disponiamo. I buchi neri nella nostra mente confermano che il nostro sistema di saperi e di pensiero non \u00e8 in grado di rispondere alle sfide delle complessit\u00e0.\nAllora non abbiamo bisogno di docenti e di intellettuali che sottoscrivono manifesti, ma di intellettuali e professionisti della cultura in grado di promuovere una nuova conoscenza che superi la separazione dei saperi presente nella nostra epoca e che sia capace di formare insegnanti e studenti a pensare la complessit\u00e0.\n\nSiamo in ritardo e il tempo non attende, il futuro imprevedibile \u00e8 in gestazione oggi.\n\n&nbsp;\n\n&nbsp;]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2354\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2354\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar 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