{"id":2359,"date":"2021-06-29T16:16:19","date_gmt":"2021-06-29T14:16:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=2359"},"modified":"2021-06-29T16:16:19","modified_gmt":"2021-06-29T14:16:19","slug":"un-tagliando-per-lautonomia-scolastica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2021\/06\/29\/un-tagliando-per-lautonomia-scolastica\/","title":{"rendered":"Un tagliando per l&#039;autonomia scolastica"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/RIPRESA_SCUOLA.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1200\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/RIPRESA_SCUOLA-1024x892.jpg\" alt=\"Stefanel\" width=\"262\" height=\"228\" \/><\/a>di Pietro Calascibetta<\/strong>\n\nE\u2019 recente la pubblicazione di un <a href=\"https:\/\/nostrascuola186054220.wordpress.com\/2021\/03\/20\/manifesto-per-la-nuova-scuola\/\"><strong>\u00ab<em>Manifesto per la nuova Scuola<\/em>\u00bb<\/strong><\/a> firmato da noti intellettuali italiani e da alcuni docenti.\nSi tratta dell\u2019ennesima chiamata a raccolta di quella fetta di opinione pubblica da sempre contraria per scelta ideologica all\u2019autonomia e alle riforme che hanno ridisegnato negli ultimi venti anni l\u2019assetto dell\u2019istruzione pubblica in Italia.\nLa novit\u00e0 \u00e8 che questo documento, approfittando dell\u2019attuale contesto, cerca di intercettare il disorientamento del momento di alcuni settori della popolazione e di parte dello stesso corpo docente per trovare nuovi follower per sostenere il superamento dell\u2019autonomia e delle \u00abdisastrose riforme\u00bb.\n\n<strong>UN NUOVO CONTESTO PER UNA VECCHIA QUERELLE<\/strong>\n\nCi sono tre nuove opportunit\u00e0 da non sottovalutare che si sono aperte per i firmatari del \u00abManifesto\u00bb.\nLa prima sul piano psicologico. Dopo la pandemia siamo in presenza di un\u2019opinione pubblica desiderosa di voltare pagina su tutto con lo slogan \u201c<em>Tutto non sar\u00e0 come prima<\/em>\u201d, che altro non \u00e8 che una formula magica per far apparire come \u201cnuova\u201d qualsiasi cosa, basta che possa sostituire l\u2019esistente, nel nostro caso anche la scuola gentiliana pare essere una novit\u00e0 al posto dell\u2019autonomia.\n\n<!--more-->\nLa seconda opportunit\u00e0 \u00e8 sul piano ideologico. La crisi economica e le contraddizioni nella globalizzazione che si sono aperte con la pandemia alimentano la discussione sul fallimento del modello neoliberista. Un\u2019occasione troppo ghiotta per non considerare fallita anche un\u2019autonomia scolastica bollata fin da subito come adesione proprio al modello neoliberista.\nLa terza opportunit\u00e0 \u00e8 data dall\u2019inquietudine gi\u00e0 da tempo presente nella societ\u00e0 e ingigantita dalle polemiche di due anni di DaD per una scuola che non riesce, nonostante le riforme, a raggiungere in tutto il Paese gli obiettivi che si era proposti riguardo al successo scolastico soprattutto delle fasce deboli (vedi la dispersione, \u00a0gli scarsi risultati a livello di apprendimenti di base, il divario tra Nord e Sud).\n\n<strong>RICORDARE FA BENE ALLA VERITA\u2019<\/strong>\n\nNon \u00e8 il caso di fare qui una difesa d\u2019ufficio dell\u2019autonomia, ma alcune cose vanno dette, forse per rispetto di quelle migliaia di docenti, dirigenti e genitori che hanno creduto e credono ancora nell\u2019autonomia, hanno \u00a0sperimentato le sue potenzialit\u00e0 e ora di fatto vengono accusati di essere complici \u00a0della \u201cSpectre dei poteri forti\u201d.\nL\u2019autonomia scolastica \u00e8 nata con il dichiarato intento di conciliare il dettato costituzionale alle esigenze didattiche ed organizzative poste da una scuola ormai diventata di massa.\nL\u2019istituzione della scuola media unica nel 1962 non \u00e8 stata una riforma qualsiasi, \u00e8 stata di fatto un cambiamento di sistema. Questo \u00e8 un passaggio fondamentale per capire l\u2019autonomia e la pretestuosit\u00e0 delle obiezioni che le vengono mosse. \u00a0La secondaria di primo grado non poteva essere n\u00e9 un ginnasio come vorrebbero gli adoratori della conoscenza pura, n\u00e9 un avviamento sia sul piano didattico che organizzativo, di conseguenza anche la secondaria di secondo grado non poteva essere la stessa di prima, ma anche la scuola elementare doveva tener conto che i propri alunni non avrebbero pi\u00f9 dovuto scegliere tra avviamento e ginnasio.\nDal 1962 si \u00e8 avviata una fase di ricerca di una nuova forma scuola per il sistema scolastico che alla fine ha preso la forma dell\u2019autonomia. Il superamento della scuola gentiliana non \u00e8 stata una scelta ideologica calata dall\u2019alto e pensata a tavolino, scritta da infiltrati della Confindustria al ministero, ma una scelta pedagogica che\u00a0 tra l\u2019altro raccoglieva pratiche diffuse.\n\nNon a caso l\u2019autonomia con le riforme successive ha le sue radici profonde nell\u2019esperienza della scuola attiva e nella sperimentazione diffusa degli anni \u201970 e \u201980 che ha addirittura cercato di far diventare ordinamento, come ben testimonia l\u2019art. 6 del Regolamento che ne mutua il metodo per tutti.\nSi trattava di una scuola militante che aveva come punti di forza: la progettualit\u00e0; la flessibilit\u00e0 didattico-strutturale; la cooperazione tra i docenti; il lavoro collegiale come contesto di crescita professionale; i convegni, i workshop e le letture per rispondere ai problemi incontrati nel lavoro quotidiano con gli studenti e non come adempimento e infine un rapporto di collaborazione autentica con le famiglie e i territori intesi come risorse culturali da cui attingere conoscenze ed esperienze reali e non come vincolo per piegare il curricolo ad intrusioni \u00a0estranee alla formazione.\n\nUna scuola di prossimit\u00e0 per permettere a ciascun istituto di sintonizzarsi con I propri allievi e con quel \u00abecosistema formativo\u00bb descritto chiaramente ora grazie alle \u00a0\u201cLinee guida 0-6\u201d che caratterizza una scuola di massa dove per la formazione di un cittadino colto diventa fondamentale l\u2019educazione accanto all\u2019istruzione.\nUn impianto pedagogico che ha come riferimento teorico ben altre figure rispetto agli economisti neoliberisti e ben altre motivazioni rispetto a quella di attivare uno pseudo mercato degli iscritti (a che pro?). Difficile spiegare ai guardiani dell\u2019ortodossia la differenza\u00a0 tra libert\u00e0 come profitto\u00a0 capitalistico\u00a0 e libert\u00e0\u00a0 come empowerment.\n\nChiunque abbia esperienza di quegli anni pu\u00f2 testimoniarlo. Tutto questo per dire che non mi sono mai sentito nei miei anni di lavoro nella scuola della sperimentazione prima e poi dell\u2019autonomia, un avanguardista del neoliberalismo per aver applicato la normativa dell\u2019autonomia! Mi dispiace per i guardiani dell\u2019ortodossia, ma non abiuro un modello formativo che ha molto in comune con quello dei Convitti della Rinascita fondati dai partigiani alla fine della guerra per contribuire alla ricostruzione del Paese.\n\n<strong>DALLE QUESTIONI DI PRINCIPIO ALLA RACCOLTA DEL DISAGIO DEI DOCENTI<\/strong>\n\nNon ci sono dubbi che quella del \u00abManifesto\u00bb sia l\u2019espressione di una posizione politica vera e propria di chi si sente garante (un ruolo \u00a0tanto di moda oggi!) di una presunta ortodossia e non invece di una critica costruttiva per migliorare una legge esistente che va pur applicata, basta vedere il linguaggio utilizzato e la forma di proclama che assume il testo nel suo insieme.\nIl \u00abManifesto\u00bb ha dunque il solito obiettivo di rilanciare \u00a0la proposta di fare tabula rasa dall\u2019autonomia e delle \u00abdisastrose riforme\u00bb che ovviamente per i firmatari non sono \u201cpoliticamente corrette\u201d, fin qui nulla di nuovo, questa volta per\u00f2 strizzando l\u2019occhio ai docenti.\n\nQuesto \u00e8 l\u2019aspetto che a mio avviso \u00e8 pi\u00f9 rilevante perch\u00e9 cerca di attribuire all\u2019autonomia e alle riforme la causa del malessere presente oggi in diversi docenti per sostenere la tesi che vanno eliminati.\nE\u2019 una questione delicata\u00a0 che va affrontata con trasparenza perch\u00e9 non sia strumentalizzata.\nIn questi venti anni \u00a0\u00a0si \u00e8 diffuso in ampi settori del corpo docente un profondo scontento per tutti gli impegni collegiali richiesti via via dalle riforme che, nell\u2019attuale struttura organizzativa, si riducono ad una serie di adempimenti burocratici che finiscono per saturare il gi\u00e0 esiguo tempo a disposizione per il lavoro collettivo che avrebbe dovuto costituire un\u2019occasione di valorizzazione delle competenze di ciascuno e di sviluppo professionale.\n\nUn esempio tra tanti la sproporzione tra il tempo necessario per tutte le incombenze burocratiche e financo amministrative che ricadono sulla testa del tutor dell\u2019alternanza scuola lavoro rispetto al tempo a disposizione per un lavoro individuale e collegiale con i colleghi e con il tutor aziendale di progettazione e di monitoraggio che possa permettere a tale attivit\u00e0 di non appiattirsi sulle esigenze del partner aziendale, di essere effettivamente un\u2019esperienza formativa che arricchisce la preparazione culturale dello studente e di non essere una forma di apprendistato mascherato.\nIn altre parole, serpeggia tra molti docenti, soprattutto della secondaria e dei licei, un malessere profondo che nasce dalla sensazione di un tempo sprecato e inutile in attivit\u00e0 impiegatizie e in obblighi formali che sottraggono energia che altrimenti potrebbe essere indirizzata alla funzione docente e alla propria disciplina.\nE\u2019 vero che vi sono molti casi in cui il lavoro collegiale funziona, ma grazie al volontariato dei docenti coinvolti che trovano troppo spesso il tempo al di l\u00e0 dell\u2019orario di lavoro e il misero riconoscimento economico.\n\nIl lavoro collegiale da punto di forza dell\u2019autonomia e delle riforme \u00e8 diventato oggi il suo \u201cventre molle\u201d e non a caso \u00e8 proprio il lavoro collegiale che \u00e8 sotto attacco in questa \u201cnuova\u201d versione del \u201cManifesto\u00bb anti-autonomia, con tutto ci\u00f2 che resta della scuola attiva \u00a0\u00a0che implica un\u2019attivit\u00e0 di progettazione comune fuori dall\u2019aula con il territorio e le famiglie. \u00a0Una mossa astuta.\nAncora una volta non \u00e8 una forzatura interpretativa di quanto scritto nel \u00abManifesto\u00bb.\nA che scopo questa enfasi per un ritorno alla centralit\u00e0 dell\u2019ora di lezione \u00absenza distrazioni\u00bb di progetti e attivit\u00e0 trasversali. Una scuola di 60 minuti come dovrebbe essere questa cosiddetta \u201cnuova scuola\u201d al di l\u00e0 \u00a0delle motivazioni\u00a0 filosofiche, \u00a0\u00e8 una scuola che non ha bisogno di progettazione e di monitoraggio collettivo in itinere e quindi di tempo dedicato al lavoro tra docenti fuori dalla classe, bastano gli scrutini. E\u2019 una scuola che riducendo all\u2019osso l\u2019organizzazione e il ruolo del dirigente scolastico nella regia delle attivit\u00e0, toglie finalmente di mezzo \u201cl\u2019uomo solo al comando\u201d con \u201c li beli braghi bianchi\u201d.\n\nUn bel risparmio anche di risorse non dovendo pagare figure di sistema e altri docenti in ruoli organizzativi non pi\u00f9 necessari. Pi\u00f9 piccioni con una fava!\nIl richiamo poi alla libert\u00e0 di insegnamento \u00e8 un altro tassello a favore del vecchio e tranquillizzate modo di lavorare del fu ginnasio: preparare la propria lezione a casa senza \u00ab<em>perdite di tempo collegiali<\/em>\u00bb come \u00e8 espressamente scritto nero su bianco, fare lezione in aula in santa pace senza dover concordare nulla con i colleghi e non avere alcun obbligo di doversi uniformare a qualsiasi \u00abdidattichese\u00bb non solo ministeriale, ma neanche a quello elaborato e \u00a0approvato dal collegio in forza del POF, \u00a0che ovviamente si deve abolire facendo quadrare il cerchio\u00a0 di quelle che sono diventate \u00a0quasi delle rivendicazioni\u00a0 para-sindacali.\n\nMessa in questo modo non \u00e8 pi\u00f9 solo una critica ideologica all\u2019autonomia con le solite parole d\u2019ordine che mobilitano sempre i guardiani dell\u2019ortodossia, ma una chiamata alle armi rivolta ai docenti per \u201crimettere i remi in barca\u201d approfittando del fatto che la scuola come comunit\u00e0 di pratiche \u00e8 in difficolt\u00e0.\n\n<strong>L\u2019AUTONOMIA E\u2019 UN CANTIERE ANCORA APERTO ?<\/strong>\n\nCome scrive Berlinguer nella prefazione al volume <strong>\u00ab<em>Liberare la scuola. Vent\u2019anni di scuole autonome<\/em>\u00bb<\/strong> (a cura di M. Campione e E. Contu, Il Mulino 2020), l\u2019autonomia \u00e8 nata per realizzare nella scuola un contesto di lavoro capace di \u00ab<em>produrre ricchezza intellettuale, sperimentare metodologie, di fare della partecipazione una condizione essenziale<\/em>\u00bb, in altre parole valorizzare chi vi lavora e gli stessi utenti, studenti e genitori \u00a0come membri della societ\u00e0 civile e portatori anch\u2019essi di cultura.\nAltro che robotizzazione della scuola e alienazione, piuttosto una scelta strategica di empowerment delle risorse umane presenti invece di far calare dall\u2019alto\u00a0 \u00a0programmi \u00a0e didattiche \u00a0queste\u00a0 s\u00ec preconfezionate.\n\nSe le premesse sono queste, bisogna per\u00f2 a questo punto chiedersi sinceramente perch\u00e9 una scuola immaginata e voluta come un laboratorio artigianale a disposizione dei docenti sia percepita a torto o a ragione proprio da molti insegnanti come una struttura tecnocratica o tendente ad esserlo che non offre motivi di gratificazione.\nSempre Berlinguer scrive \u00ab<em>Bisogna essere chiari: \u00e8 inequivocabile che questa sia ancora la fase di attuazione dell\u2019autonomia; non si pu\u00f2 infatti affermare che i vent\u2019anni trascorsi [\u2026] abbiano gi\u00e0 introdotto sufficiente autonomia nelle scuole<\/em>\u00bb.\nQuesta \u00e8 un\u2019affermazione politicamente rilevante.\n\nSono sotto gli occhi di tutti i non pochi ostacoli che ha subito la l\u2019attuazione dell\u2019autonomia soprattutto sul piano della struttura organizzativa e contrattuale chiave di volta per la sua possibile e reale attuazione, tra tagli delle risorse, fuoco amico, personalismi e cambi di governo..\nForse allora una spiegazione al malessere c\u2019\u00e8. Se le cose stanno come scrive Berlinguer, la forma che ha assunto oggi l\u2019autonomia non \u00e8 quella che avrebbe dovuto essere. Il malessere dei docenti \u00e8 reale perch\u00e9 lavorano in un contesto che non permette di fare quanto richiesto dalle stesse norme, \u00e8 come avere il piede in una scarpa fuori misura, troppo stretta per camminare.\nQuesto va detto con forza e chiarezza per essere credibili nella risposta a quei docenti che credono di risolvere i problemi della scuola abolendo l\u2019autonomia e le riforme.\nL\u2019attuazione piena dell\u2019autonomia pu\u00f2 diventare un obiettivo politico proprio in questo momento in cui \u00e8 cos\u00ec forte il desiderio di cambiamento e trovano terreno fertile le vecchie polemiche ideologiche corroborate dall\u2019uso strumentale del disagio dei docenti.\n\n<strong>LA CRITICA COME OPPORTUNITA\u2019 PER FINIRE L\u2019OPERA<\/strong>\n\nL\u2019intervento dei firmatari del \u00abManifesto\u00bb pu\u00f2 essere sicuramente l\u2019occasione per coinvolgere i docenti e i cittadini dopo vent\u2019anni in una riflessione su cosa sia realmente l\u2019autonomia scolastica e quale sia la sua valenza nell\u2019applicazione del dettato costituzionale (vedi il <a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/wordpress\/?p=8146\"><strong>dibattito aperto da Gessetti Colorati)<\/strong><\/a>\u00a0e \u00a0quali siano gli ostacoli che si contrappongono ad una sua\u00a0 piena realizzazione, \u00a0senza nascondere le difficolt\u00e0.\nQuesto per\u00f2 non basta. E\u2019\u00a0 urgente fare il punto su dove siamo arrivati nell\u2019attuazione dell\u2019autonomia e delle riforme e valutare bene \u00a0\u00a0ci\u00f2 che manca ed \u00e8 indispensabile che ci sia per il suo regolare funzionamento.\nSe il cantiere dell\u2019autonomia \u00e8 ancora aperto, allora \u00e8 necessario mettersi al lavoro con proposte politiche precise facendone\u00a0 una questione \u201cidentitaria\u201d come si usa dire oggi rispetto alla scelta fatta vent\u2019anni fa.\n\nE\u2019 giunto il momento che chi ha a cuore le sorti dell\u2019autonomia e crede della sua importanza per una pedagogia attivistica si faccia carico anche di ci\u00f2 che non funziona e del malessere dei docenti e ne prenda atto come problema da risolvere esplicitandone in modo puntuale e trasparente i motivi e prospettando soluzioni concrete sul piano normativo e contrattuale che possano evitare, come si dice, di \u201c<em>dover buttare il bambino con l\u2019acqua sporca<\/em>\u201d perch\u00e9 \u00e8 nello status quo attuale il rischio di una deriva tecnocratica da una parte o di un reset di sistema come estrema ratio dall\u2019altra, come vorrebbe il \u00abManifesto\u00bb.\nPer questi motivi penso che non si possa discutere di quanto afferma il \u00abManifesto\u00bb aprendo solo una disputa intellettuale sul piano pedagogico tra addetti ai lavori.\n\n<strong>LIBERARE L\u2019AUTONOMIA<\/strong>\n\nGli aspetti strutturali e organizzativi rappresentano i nodi pi\u00f9 delicati nell\u2019attuazione dell\u2019autonomia e delle riforme perch\u00e9 la posta in gioco tocca i docenti anche come lavoratori .\nL\u2019autonomia non pu\u00f2 attuarsi in modo efficiente ed efficace dentro una struttura organizzativa che fa riferimento al modello gentiliano di cui \u00e8 prigioniera.\nQuesto vuol dire che per poter parlare di un\u2019autonomia compiuta bisogna avere il personale, uno stato giuridico, un contratto, dei profili professionali per le figure di sistema che comunque l\u2019autonomia prevede come figure chiave, \u00a0nonch\u00e9 una configurazione dell\u2019orario di cattedra dei docenti\u00a0 tutti funzionali alla realizzazione del progetto didattico-strutturale di ciascuna scuola.\nDall\u2019organizzazione del lavoro dei docenti dipende la capacit\u00e0 della scuola autonoma di individualizzare e personalizzare i percorsi da cui dipende a sua volta il potersi fare realmente carico delle differenze sociali, culturali, cognitive degli studenti. Insomma di essere efficaci.\nSi tratta di un aspetto che attiene alla professionalit\u00e0 e al benessere di docenti, ma anche ai risultati e al successo formativo degli studenti.\nE\u2019 inutile investire nei corsi di recupero extrascolastici creando una scuola parallela \u00a0invece di investire \u00a0\u00a0\u00a0nel far funzionare \u00a0la flessibilit\u00e0 \u00a0\u00a0\u00a0per permettere alle scuole\u00a0\u00a0 di\u00a0 riorganizzare\u00a0 i curricoli\u00a0 disciplinari su una\u00a0 metodologia attivistica\u00a0 che possa \u00a0unire\u00a0 progetti e curricolo in un unico percorso integrato di istruzione ed educazione\u00a0 .\n\nAnche l\u2019<a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2021\/06\/09\/per-una-nuova-scuola-che-guarda-al-futuro-un-documento-da-sottoscrivere\/\"><strong>appello lanciato per la scuola del futuro dall\u2019Associazione Gessetti Colorati<\/strong><\/a> individua un aspetto critico nell\u2019organizzazione del lavoro \u201c<em>Una buona azione d\u2019insegnamento\/ apprendimento \u00e8 possibile solo in presenza di un\u2019adeguata organizzazione del lavoro che dovrebbe essere responsabilit\u00e0 dei gruppi di insegnanti. Solo una nuova e miglior organizzazione pu\u00f2 contrastare il modello tecnocratico che il documento [il Manifesto] denuncia<\/em>.\u201d\n\n<strong>UN CONTRIBUTO CHE VIENE DALLE SPERIMENTAZIONI DIDATTICO-STRUTTURALI<\/strong>\n\nPurtroppo l\u2019organizzazione del lavoro non dipende \u00a0solo dalla buona volont\u00e0 dei docenti, ma dai vincoli normativi e contrattuali.\nSulla base dell\u2019esperienza di sperimentazione didattico-strutturale avuta nella mia carriera scolastica, gli ambiti su cui porre l\u2019attenzione che hanno un\u2019influenza sull\u2019efficienza e l\u2019efficacia della scuola dell\u2019autonomia possono essere i seguenti.\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li>Un organico funzionale al progetto come era espressamente previsto in origine dalla stessa normativa applicativa. In altre parole un organico con pi\u00f9 docenti di quelli necessari alla lezione frontale individuati come numero e classi di concorso in base al progetto di ciascuna scuola ovviamente entro un range \u00a0 \u00a0L\u2019organico funzionale doveva accompagnare l\u2019attuazione della riforma, ma dopo un anno di sperimentazione \u00e8 rimasto lettera morta fino alla \u201cBuona Scuola\u201d che lo ha introdotto timidamente in modo residuale rispetto alla disponibilit\u00e0 di docenti nelle graduatorie e per attivit\u00e0 di potenziamento e non per il curricolo disciplinare vero e proprio a cui doveva essere destinato. Sull\u2019importanza e le vicende dell\u2019organico funzionale rimando ad un mio contributo in RIVISTA DELL\u2019ISTRUZIONE n.4 del 2020 dal titolo \u201c<em>Autonomia scolastica e organico funzionale. Un matrimonio che s\u2019ha da fare<\/em>!\u201d<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Un tempo scuola per poter avere a disposizione un monte ore adeguato come risorsa disponibile per una scuola attiva, in altre parole un tempo pieno non solo nella primaria, ma anche nella secondaria di primo grado e nel biennio della secondaria di secondo grado. Un tempo pieno non solo e non tanto come misura di welfare, ma come tempo scuola necessario e riconosciuto per una didattica attiva.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Un\u2019articolazione del monte ore di cattedra e un\u2019organizzazione del lavoro che permetta ai docenti di operare realmente come comunit\u00e0 professionali. In altre parole:<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>non avere in ordinamento docenti con 6 o 9 classi che di fatto sono docenti \u201cdi serie B\u201d non potendo materialmente fare parte realmente di nessuna \u00e9quipe inficiando lo stesso concetto di comunit\u00e0 professionale e creando di per s\u00e9 malumore e frustrazione. Le ore di cattedra in pi\u00f9 potrebbero costituire un monte ore per la flessibilit\u00e0 dei curricoli attraverso \u00a0il lavoro \u00a0\u00a0con gli studenti.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Poter utilizzare parte dell\u2019orario di cattedra\u00a0 per le \u00a0attivit\u00e0 collegiali \u00a0soprattutto quelle di \u00e9quipe previste dalle stesse riforme come la progettazione di classe \u00a0e avere cos\u00ec \u00a0\u00a0\u00a0un numero certo di ore a disposizione settimanali o quindicinali per progettare, individualizzare, personalizzare, monitorare in itinere e valutare i curricoli.<\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\nSull\u2019importanza e la funzione del consiglio di classe come motore dell\u2019autonomia e centro della comunit\u00e0 professionale rimando ad un mio contributo in RIVISTA DELL\u2019ISTRUZIONE n.1 del 2021 dal titolo \u201c<em>Il coordinatore di classe: una figura chiave\u201d <\/em>\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li>Avere un vero e proprio organico in ogni istituto di figure di sistema individuate nella tipologia a livello nazionale come fondamentali e riconosciute come tali nel loro ruolo.\u00a0 Fare in modo che i\u00a0 possano scegliere di mettersi a disposizione per questi incarichi \u00a0arricchendo \u00a0la propria formazione specificatamente per svolgere compiti di project leader dei consigli di classe e dei dipartimenti o di referenti organizzativi\u00a0 \u00a0con adeguati distacchi dall\u2019insegnamento e un riconoscimento contrattuale specifico, una modalit\u00e0 gi\u00e0 praticata per i docenti distaccati all\u2019universit\u00e0.<\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\nQuesto pu\u00f2 permettere finalmente agli altri colleghi di poter svolgere in modo efficace il proprio lavoro di docenti in aula, E\u2019 una scelta\u00a0 organizzativa \u00a0per lasciare a chi vuole solo insegnare la possibilit\u00e0 di farlo senza dover essere obbligato dalle circostanze in ruoli di sistema mal sopportati e per i quali non si ha il minimo interesse e attitudine. Questa specializzazione nell\u2019ambito del ruolo docente non necessariamente deve essere collegato alla progressione di carriera che potrebbe trovare anche \u00a0altri canali e \u00a0modalit\u00e0 per attuarsi.\n<span style=\"font-size: 1rem;\">Sull\u2019importanza e la funzione delle figure di sistema per il funzionamento di una vera comunit\u00e0 professionale, oltre all\u2019intervento di cui sopra sul coordinatore di classe, rimando ad un mio contributo in NUOVO PAVONERISORSE 26 maggio 2021 dal titolo &#8220;<\/span><strong><em style=\"font-size: 1rem;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2021\/05\/29\/figure-di-sistema-questa-volta-partiamo-dal-problema\/\">Figure di sistema: questa volta partiamo dal problema<\/a><\/span><\/em><em style=\"font-size: 1rem;\">\u201d<\/em><\/strong>\n\nLa verit\u00e0 \u00e8 che la qualit\u00e0 della scuola dipende non solo dalla innovazione didattica messa in atto dal singolo docente, ma anche dalla forma \u00a0che \u00a0assume\u00a0\u00a0 \u00a0la struttura e l\u2019organizzazione \u00a0in base ai vincoli \u00a0in cui \u00e8 costretta. L\u2019innovazione organizzativa \u00a0proposta dall\u2019autonomia e dalle riforme \u00a0ha bisogno di risorse, non si pu\u00f2 fare\u00a0 \u201ccon i fichi secchi\u201d.\n\nUn\u2019autonomia senza oneri per lo Stato rimarr\u00e0 purtroppo incompiuta.]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2359\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2359\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2021\/06\/29\/un-tagliando-per-lautonomia-scolastica\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2359\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2359\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[23],"tags":[61],"class_list":["post-2359","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-autonomia","tag-calascibetta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2359","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2359"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2359\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2359"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2359"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2359"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}