{"id":2379,"date":"2021-07-03T14:02:31","date_gmt":"2021-07-03T12:02:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=2379"},"modified":"2021-07-03T14:02:31","modified_gmt":"2021-07-03T12:02:31","slug":"ripensare-lo-stato-sociale-dalle-fondamenta-dalle-leggi-di-fine-anni-70-al-terzo-settore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2021\/07\/03\/ripensare-lo-stato-sociale-dalle-fondamenta-dalle-leggi-di-fine-anni-70-al-terzo-settore\/","title":{"rendered":"Ripensare lo Stato sociale dalle fondamenta: dalle leggi di fine anni &#039;70 al Terzo settore."},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/maestra_bambini.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-1603\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/maestra_bambini-776x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"231\" height=\"306\" \/><\/a>di Paola Di Michele<\/strong>\n\n&nbsp;\n\nC\u2019\u00e8 un quadro bellissimo, arcinoto, di\u00a0<strong>Pellizza Da Volpedo<\/strong>\u00a0che rappresenta il\u00a0<em>Terzo Stato in marcia<\/em>. Fatto di gente povera, vestita male ma con lo sguardo dignitoso e deciso proteso al futuro di chi cerca di conquistare il proprio pezzetto di dignit\u00e0. E c\u2019\u00e8 un movimento nascente di lavoratori,\u00a0<strong>operatori del sociale<\/strong>, che comincia adesso a prendere coscienza di condizioni lavorative diventate ormai\u00a0<strong>al limite della sopportazione<\/strong>.\nPer capirci, mi riferisco alle Cooperative Sociali di tipo A, cui l\u2019ISTAT assegna un totale di lavoratori di circa 380.000 unit\u00e0, per un indotto di pi\u00f9 di 8 miliardi di euro, e che si suddivide in servizi scolastici educativi, servizi domiciliari socioassistenziali, socioeducativi, sociosanitari, centri diurni, centri di accoglienza, case-famiglia, nidi, e altro. Fondi che lo Stato stanzia alle Cooperative Sociali e che per\u00a0<strong>meno della met\u00e0<\/strong>\u00a0giungono nelle mani dei lavoratori.\n\nFacciamo un piccolo passo indietro. Quando nasce questa situazione? Alla\u00a0<strong>fine degli Anni Settanta<\/strong>, in un lasso di tempo brevissimo, appena un biennio, si pu\u00f2 collocare la nascita del\u00a0<strong>moderno Stato Sociale in Italia<\/strong>.\nA fare da spartiacque sono una serie di leggi: la\u00a0<strong>Legge\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/norme\/leggi\/l517_77.html\">517\/77<\/a><\/strong>, che abolisce le classi differenziali nelle scuole italiane e introduce le figure dell\u2019<strong>insegnante di sostegno<\/strong>\u00a0e dell\u2019<strong>assistente all\u2019autonomia e la comunicazione<\/strong>; la\u00a0<strong>Legge\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/1978\/12\/28\/078U0833\/sg\">833\/78<\/a><\/strong>, che istituisce il Servizio Sanitario Nazionale, introducendo un modello universale di tutela della salute, intesa come stato di \u00abcompleto benessere psico-fisico\u00bb, perseguendo gli obiettivi di equit\u00e0, partecipazione democratica, globalit\u00e0 degli interventi, coordinamento tra le Istituzioni, attraverso la territorializzazione dei servizi di assistenza sanitaria (oggi ASL); la Legge\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/1978\/05\/16\/078U0180\/sg\">180\/78<\/a><\/strong>, cosiddetta \u201cLegge Basaglia\u201d, che abolisce le strutture manicomiali, e rimane riforma a met\u00e0 anche a causa della morte dello stesso Basaglia che la voleva pi\u00f9 compiuta, con le strutture territoriali di accoglienza che avrebbero sostituito l\u2019istituzione totale manicomiale.\n<!--more-->\nSi tratta di norme giuste, necessarie, avanzatissime sotto un profilo giuridico, etico e morale. Tuttavia, a \u201cpentole bellissime\u201d,\u00a0<strong>lo Stato Italiano dimentic\u00f2 i \u201ccoperchi\u201d<\/strong>. Tutto questo splendore, infatti, richiedeva\u00a0<strong>strutture, personale, fondi<\/strong>. Che lo Stato Italiano non aveva, o non aveva predisposto. O forse si era solo distratto, chiss\u00e0. Forse pensava bastasse annunciare la \u201cRivoluzione dei Diritti\u201d, per vederla realizzata come d\u2019incanto.\nQuello che successe fu che lo \u201cspontaneismo\u201d dettato dalla voglia di impegno, politico, sociale e culturale dei tempi, port\u00f2 alla\u00a0<strong>nascita del Terzo Settore<\/strong>. Persone, amici che si associarono per creare dal nulla quei servizi, condividendo un\u2019idea di impegno civile e solidaristico che avrebbe portato alla nascita delle prime Cooperative Sociali, Associazioni Non Profit in cui i lavoratori erano anche soci e condividevano tutto, oneri e onori, decidendo insieme. Lo Stato fu\u00a0<strong>ben lieto di delegare e ringrazi\u00f2<\/strong>. Tutti facevano una magnifica figura.\n\nMa cosa ne \u00e8 stato di quel movimento,\u00a0<strong>a pi\u00f9 di quarant\u2019anni di distanza?\u00a0<\/strong>Tanto per cominciare, la Legge che regola le caratteristiche delle Cooperative Sociali \u00e8 stata promulgata solo nel\u00a0<strong>1991<\/strong>\u00a0(Legge\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/1991\/12\/03\/091G0410\/sg\"><strong>381\/91<\/strong><\/a>), introducendo il concetto di volontariato (discorso su cui, volontariamente, preferisco non soffermarmi); \u00e8 stata poi integrata dalla Legge\u00a0<a href=\"https:\/\/www.camera.it\/parlam\/leggi\/01142l.htm\"><strong>142\/01<\/strong><\/a>\u00a0che definisce le Cooperative Sociali come Enti senza scopo di lucro e rispondenti ai dettami del diritto privato, sottolineandone la natura determinata dal \u00ab<strong>rapporto mutualistico\u00a0<\/strong><em>[che]<\/em>\u00a0abbia ad oggetto la prestazione di attivit\u00e0 lavorative da parte del socio\u00bb. Inoltre, \u00abi soci lavoratori di cooperativa: a) concorrono alla gestione dell\u2019impresa partecipando alla formazione degli organi sociali e alla definizione della struttura di direzione e conduzione dell\u2019impresa; b) partecipano alla elaborazione di programmi di sviluppo e alle decisioni concernenti le scelte strategiche, nonch\u00e9 alla realizzazione dei processi produttivi dell\u2019azienda\u00bb.\nDemocrazia interna e partecipazione dei soci-lavoratori, dunque. Ebbene,\u00a0<strong>una magnifica utopia!\u00a0<\/strong>Una tale visione rimanda all\u2019idea di un circolo di amici che discute del benessere proprio e altrui. \u00a0Ma \u00e8 proprio cos\u00ec?\nC\u2019\u00e8 ad esempio una Cooperativa lombarda che ha\u00a0<strong>decine di migliaia di lavoratori<\/strong>\u00a0e opera, oltre che in Lombardia, in Liguria, Toscana, Abruzzo, Lazio, Puglia e Sardegna.\nSenza fini di lucro e con la partecipazione mutualistica di quasi 20.000 soci (non \u00e8 dato sapere quanti non siano soci, per altro\u2026)? Almeno bisognerebbe porsi il dubbio se si tratta\u00a0<strong>di non profit o di un\u2019azienda vera e propria<\/strong>.\n\nMa\u00a0<strong>chi sono i lavoratori del Terzo Settore?\u00a0<\/strong>\u00c8 necessario precisare che, sin dagli albori, queste professioni erano\u00a0<strong>prive di normativa<\/strong>, percorsi di formazione nazionale e di riconoscimento, e tali restano in moltissimi casi, come accade per gli\u00a0<strong>assistenti specialistici per l\u2019autonomia e la comunicazione<\/strong>\u00a0che operano nelle scuole e che attendono, invano,\u00a0<strong>un Profilo Nazionale dal 2017<\/strong>.\nSi tratta di una variegata umanit\u00e0 composta da laureati delle discipline di aiuto (psicologi, pedagogisti, educatori, assistenti sociali) o studenti delle stesse che fanno, spesso, questo lavoro \u201cper farsi le ossa\u201d in attesa ( o meglio, nella speranza) di fare di meglio, nonch\u00e9 di operatori di \u201cvecchia data\u201d che hanno iniziato con titoli svariati e, nel tempo, hanno seguito una quantit\u00e0 assolutamente stupefacente di corsi, come ad esempio i corsi OSS\u00a0<em>[Operatori Socio Sanitari, N.d.R.]<\/em>, che, inizialmente erogati da Enti Pubblici, hanno finito per essere \u201cprivatizzati\u201d, arrivando a costi proibitivi. C\u2019\u00e8 poi una parte di lavoratori, per lo pi\u00f9 stranieri, cui spesso vengono delegati (e questo non dovrebbe stupire\u2026) i servizi pi\u00f9 faticosi o poco specializzati, come, ad esempio, il\u00a0<strong>Servizio SAISH<\/strong>\u00a0a Roma (Servizio per l\u2019Autonomia e l\u2019Integrazione della Persona Disabile).\nCi\u00f2 che accomuna la maggior parte di questi lavoratori \u00e8\u00a0<strong>un\u2019attitudine agli altri<\/strong>, una volont\u00e0 precisa di occuparsi di chi \u00e8 pi\u00f9 in difficolt\u00e0, di portare aiuto dove serve. Con tutto il carico di responsabilit\u00e0, impegno morale, ma anche senso di colpa e impotenza, di fronte a situazioni dinnanzi alle quali si comprende di poter portare solo piccolo sollievo. Ci\u00f2 determina quello che notoriamente viene definito come\u00a0<strong><em>burnout<\/em><\/strong>, ossia una condizione di \u201cesaurimento affettivo\u201d, demotivazione e afflizione da cui raramente si torna indietro, con stati di prostrazione anche importanti.\nSi aggiunga a questo stipendi che sono la\u00a0<strong>met\u00e0 esatta di quelli di un dipendente pubblico<\/strong>\u00a0(800\/900 euro retribuite \u201ca ore\u201d), con tutele bassissime, periodi di interruzione lavorativa \u201cinvolontaria\u201d (part-time ciclici verticali utilizzati diffusamente per i lavoratori delle scuole), che non prevedono alcun tipo di ammortizzatore sociale, una disciplina contributiva che determina pensioni ridicole, corsi di formazione e riqualificazione onerosi e frequenti e, infine, una\u00a0<strong>condizione di precariet\u00e0 lavorativa strutturale<\/strong>, determinata dai bandi pubblici a ripetizione, spesso con il solo criterio dell\u2019<strong>offerta economica pi\u00f9 vantaggiosa<\/strong>, con operatori sociali che fanno il giro delle Cooperative come turisti sperduti senza mappa n\u00e9 itinerario.\n\nIn un\u00a0<strong>Libro Bianco sulla condizione degli assistenti educativi scolastici<\/strong>, ricerca che condussi a Roma nel 2019, il\u00a0<strong>64%<\/strong>\u00a0dei colleghi dichiarava di avere cambiato Cooperativa negli ultimi tre anni (\u201cturisti senza mappa\u201d, appunto). Dato ancora pi\u00f9 impressionante, solo il\u00a0<strong>29%<\/strong>\u00a0dichiarava di essere socio-lavoratore (dunque, dipendente privato a tutti gli effetti e non mutualisticamente coinvolto nella Cooperativa). A livello nazionale, la situazione \u00e8 di poco migliore, come emerge dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/rivistedigitali.erickson.it\/integrazione-scolastica-sociale\/archivio\/vol-19-n-3\/disabilita-e-inclusione-scolastica\"><strong>ricerca nazionale<\/strong><\/a>\u00a0effettuata dalla sottoscritta durante la pandemia, con un dato del 40% di soci-lavoratori. Dunque, che ne \u00e8 del lavoratore che concorre democraticamente alla gestione della Cooperativa?\n\nFar\u00f2 un esempio che spero dirimente. Annualmente, l\u2019Assemblea dei Soci (quei pochi che ci sono) si riunisce per approvare il bilancio, dividere eventuali utili (sic), decidere i piani programmatici e rivedere il regolamento interno, che deve rispettare alcune normative fisse dalle quali non si pu\u00f2 derogare.\nNegli ultimi anni ho lavorato in una Cooperativa di cui ero socia (nell\u2019ultimo cambio appalto, cambiando Cooperativa, non lo sono pi\u00f9, in attesa che la Presidenza decida \u00abse ne sono degna\u00bb, parole testuali). Le Assemblee si facevano in estate inoltrata, mai visto un bilancio, e si svolgevano in orario lavorativo, che non consentiva ai pi\u00f9 di partecipare. Morale della favola: vi si presentavano venti\/trenta persone di cui una met\u00e0 con decine e decine di deleghe di altri lavoratori. Qualunque cosa la Presidenza proponesse veniva cos\u00ec approvata, anche in spregio ai diritti minimi (ad esempio: abolizione degli scatti di anzianit\u00e0 o malattia pagata solo al 50%).\nSia chiaro, \u00e8 la mia esperienza, ma da ci\u00f2 che mi \u00e8 dato sapere parlando con moltissimi colleghi del Bel Paese, si tratta di esperienza piuttosto comune.\n\n\u00c8 cosa nota come, specie nel settore dei\u00a0<strong>servizi sociali<\/strong>, che le Pubbliche Amministrazioni e gli Enti Locali abbiano perseguito, negli ultimi vent\u2019anni, una politica indiscriminata di\u00a0<strong>esternalizzazione dei servizi essenziali<\/strong>\u00a0affidati, a seconda dei casi, ad aziende private o a enti del Terzo Settore.\u00a0<strong>Quali controlli<\/strong>\u00a0le stazioni appaltanti abbiano messo in atto \u00e8 sotto gli occhi di tutti, con evidenti ripercussioni specialmente nel\u00a0<strong>settore sanitario, socioassistenziale ed educativo<\/strong>, come la pandemia in corso ha messo impietosamente a nudo in questo ultimo anno. In sintesi:\n<strong>\u00b0 ospedali<\/strong>\u00a0privi di personale (molte Cooperative appaltano anche servizi infermieristici);\n<strong>\u00b0 utenti del domiciliare<\/strong>\u00a0sia sanitario che sociale abbandonati a se stessi (e operatori privi di sistemi di protezione individuale e degli aggiornamenti del documento di valutazione del rischio lavorativo);\n<strong>\u00b0 centri diurni<\/strong>\u00a0chiusi;\n<strong>\u00b0 alunni e alunne con disabilit\u00e0<\/strong>\u00a0privati dell\u2019assistenza educativa scolastica cui avevano diritto.\n\nIl sistema, cos\u00ec com\u2019\u00e8 concepito, determina:\n<strong>\u00b0 bandi pubblici<\/strong>\u00a0legati al criterio del massimo ribasso, con conseguente decadimento del servizio e nocumento della continuit\u00e0 assistenziale ed educativa per la continua mobilit\u00e0 degli operatori;\n<strong>\u00b0 contratti Collettivi Nazionali di Lavoro<\/strong>\u00a0discriminanti rispetto a quelli del settore pubblico per diritti e retribuzioni;\n<strong>\u00b0 spesa pubblica\u00a0<\/strong>lievitata fra costi per le procedure di indizione, verifica e aggiudicazione dei bandi, con un\u2019ampia parte dei finanziamenti utilizzata per la gestione delle strutture amministrative degli enti aggiudicatari, tale per cui la\u00a0<strong>spesa reale<\/strong>\u00a0destinata all\u2019utente finale del servizio (e a chi di fatto lo attua, ossia l\u2019operatore sociale) si assottiglia fino all\u2019estremo;\n<strong>\u00b0 mancata applicazione<\/strong>\u00a0della Legge\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2000\/11\/13\/000G0369\/sg\"><strong>328\/00<\/strong><\/a>\u00a0(i Progetti Individuali, questi sconosciuti\u2026) e scarsit\u00e0 cronica di personale pubblico, ci\u00f2 che determina un collegamento assai difficoltoso fra le strutture territoriali di coordinamento (ASL e Comuni) e gli operatori che, di fatto, \u201csono sul campo\u201d spesso senza strumenti reali per incidere significativamente sulle situazioni di disagio;\n<strong>\u00b0 meccanismi di controllo<\/strong>\u00a0degli enti appaltanti assolutamente deficitari e inconsistenti, spesso chiamati in causa solo dalle parti danneggiate da gestioni perlomeno dubbie (la punta dell\u2019iceberg emersa \u00a0con il caso \u201cMafia Capitale\u201d).\n\nCaso mai tutto questo non fosse sufficiente a mostrare un sistema che, cos\u00ec concepito,\u00a0<strong>non tutela n\u00e9 gli utenti, n\u00e9 gli operatori<\/strong>, la questione andrebbe posta su un piano anche normativo.\nLo Stato, esternalizzando i servizi sociali ed educativi essenziali, ha sostanzialmente\u00a0<strong>delegato<\/strong>\u00a0al Terzo Settore la gestione, progettazione, messa in atto e verifica del cosiddetto Stato Sociale.\nSoffermiamoci sull\u2019etimologia della parola\u00a0<em>delega<\/em>, ossia \u201cmandare con un incarico\u201d. Potrebbe leggersi anche come il leggendario \u201carmiamoci e partite\u201d. Sinonimo di \u201cdelegare\u201d, poi, \u00e8\u00a0<em>affidare\u00a0<\/em>o anche\u00a0<em>demandare<\/em>. Cosa significa, dunque,\u00a0<strong>demandare<\/strong>? Che lo Stato, e per mano sua gli Enti Locali, da oltre vent\u2019anni ha assegnato compiti e funzioni che gli erano propri per mandato costituzionale,\u00a0<strong>ad altri soggetti privati<\/strong>, delegando la propria oggettiva responsabilit\u00e0 riguardo al benessere dei propri cittadini, e in particolar modo di quei cittadini che\u00a0<strong>necessitano di particolare cura e protezione<\/strong>.\nSe lo Stato delega e demanda, determinando spreco di risorse, situazioni professionali nebulose, carenza in qualit\u00e0 e quantit\u00e0 dei servizi, e producendo un vero e proprio \u201cesercito\u201d di lavoratori, operatori sociali di tutti i tipi (psicologi, educatori, assistenti specialistici scolastici, assistenti domiciliari, educatori domiciliari e cos\u00ec via) che di fatto portano\u00a0<strong>sulle proprie fragili spalle la realizzazione del welfare in Italia<\/strong>, forse un sistema siffatto non risponde pi\u00f9 a criteri non solo di efficacia e di efficienza dei servizi (oltre che di costituzionalit\u00e0, mi verrebbe da dire), ma anche semplicemente di\u00a0<strong>giustizia sociale<\/strong>.\u00a0 Un sistema che cos\u00ec com\u2019\u00e8, significa, sinteticamente, \u201cmettere i Penultimi ad occuparsi degli Ultimi\u201d. Bisognerebbe, forse,\u00a0<strong>ripensare lo Stato Sociale<\/strong>. Pubblico, come lo voleva Basaglia.\n\n<strong><em>(*) Paola Di Michele \u00e8 psicologa clinica, formatrice, assistente specialistica all\u2019autonomia e alla comunicazione <\/em><\/strong>]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2379\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2379\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2021\/07\/03\/ripensare-lo-stato-sociale-dalle-fondamenta-dalle-leggi-di-fine-anni-70-al-terzo-settore\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2379\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2379\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[23,26],"tags":[80],"class_list":["post-2379","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-autonomia","category-inclusione","tag-di-michele"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2379","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2379"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2379\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2379"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2379"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2379"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}