{"id":249,"date":"2019-08-01T18:21:41","date_gmt":"2019-08-01T16:21:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=249"},"modified":"2019-08-01T18:21:41","modified_gmt":"2019-08-01T16:21:41","slug":"249","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2019\/08\/01\/249\/","title":{"rendered":"Storia di un infanticidio: a proposito di autonomia scolastica"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[di<strong> Italo Bassotto<\/strong>\n\n<span style=\"color: #ff0000;\"><strong>\u201c Io so. Io so i nomi dei responsabili &#8230;[ \u2026 ] Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti di cui si sono resi responsabili. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.\u201d <\/strong><\/span>\n\nMi perdoni il grande Pier Paolo Pasolini se uso quella sua meravigliosa testimonianza sul Corriere della sera del novembre 1974 al riguardo dei protagonisti della stagione delle stragi nel nostro Paese; ma anche la storia dell\u2019autonomia scolastica \u00e8, per me, la storia di una strage. Solo che, anzich\u00e9 una partita crudele fra adulti accecati da opposte ideologie, si tratta di una strage degli innocenti, di una silenziosa uccisione nella culla di una vita nascente, che si affacciava per la prima volta alla speranza di prendere in mano il destino della educazione formale in una struttura che, fin dalla sua origine nello stato unitario dell\u2019Italia di fine \u2018800, aveva avuto sulle sue spalle il carico assurdo di \u201cfare gli italiani\u201d\u2026. Gi\u00e0, perch\u00e9 la scuola italiana nacque con questo fardello sulle spalle: non di formare degli uomini che esercitassero le loro qualit\u00e0 intellettuali e morali nel contesto delle regole che governano la nazione, ma di formare degli \u201citaliani\u201d, come se la cultura avesse dei confini e crescesse solo all\u2019ombra di una bandiera.\n<!--more-->E che l\u2019assassinio sia avvenuto nel silenzio pi\u00f9 totale, se non nel compiacimento dei suoi protagonisti, ne \u00e8 conferma la natura del dibattito attuale sulla \u201ccosiddetta autonomia differenziata\u201d delle regioni che l\u2019hanno richiesta al governo centrale sulla base di un preciso dispositivo costituzionale. La scuola non pu\u00f2 fare parte del \u201cpacchetto\u201d delle autonomie da concedere alle regioni richiedenti, perch\u00e9 essa \u00e8 \u201cgarante della unita della Nazione\u201d: espressione che \u00e8 la celebrazione linguistica della ipocrisia di massa con cui si nascondono le infinite differenze che caratterizzano le migliaia di istituzioni scolastiche operanti in Italia e che tutte le ricerche intorno alla \u201cqualit\u00e0\u201d delle scuole hanno confermato negli ultimi quindici anni almeno (dall\u2019 INVALSI al PIRL; dall\u2019 IEA al TIMM ).\nLa logica vincente (ancora!) \u00e8 che le differenze non sono nulla rispetto alla funzione unificante che ha il sistema della scuola pubblica italiana. Dove gli unici due legami che fanno pensare ad un possibile \u201csistema\u201d sono: il controllo ferreo sull\u2019ingresso, la carriera e l\u2019uscita del personale e il valore legale dei titoli di studio; tutto il resto che accade nelle aule, nei corridoi, e nei cortili degli edifici scolastici ha una inevitabile impronta soggettiva, dettata dalle sottoculture professionali ed organizzative, di cui inevitabilmente si riveste ogni istituzione, quando opera dentro contesti socioeconomici e strutturali molto diversi fra di loro.\nL\u2019idea di dare spazio vitale, libert\u00e0 decisionale e carico di responsabilit\u00e0 a questa capacit\u00e0 \u201cadattiva\u201d delle unit\u00e0 scolastiche, mantenendo una dimensione di guida e propulsione al centro del sistema della formazione scolastica, nasceva dalla consapevolezza della impossibilit\u00e0 di un governo monolitico e accentrato di un servizio, che, con la rivoluzione delle tecnologie e la globalizzazione dei mercati e delle conoscenze, non poteva certo essere tenuto insieme da un sistema amministrativo, costituito da una piramide di regole (dalle leggi alle circolari) la cui messa in opera veniva garantita da una struttura gerarchica nella quale gli ultimi della fila erano meri esecutori di volont\u00e0 altrui, pur essendo i pi\u00f9 vicini a coloro che chiedevano qualit\u00e0, efficacia ed efficienza al servizio educativo scolastico da essi prestato.\n\nSapevamo tutti, all\u2019alba di questo terzo millennio, cosa significasse introdurre il principio di autonomia in un sistema rigidamente gerarchico e piramidale:\n\uf0fc liberare risorse di creativit\u00e0 e di ricerca professionale degli operatori scolastici;\n\uf0fc togliere i vincoli di dipendenza gerarchica fra le strutture del governo amministrativo, rovesciandone la funzione: da \u201ccomando\u201d a \u201cservizio\u201d\n\uf0fc introdurre strumenti e pratiche di \u201cpianificazione strategica\u201d dei servizi educativi scolastici, coinvolgendo le autonomie locali;\n\uf0fc generare nuove infrastrutture di servizio tecnico-professionale a supporto dei servizi predisposti dalle istituzioni scolastiche autonome\n\uf0fc dar vita a sistemi non pi\u00f9 piramidali, ma orizzontali di legami interistituzionali per progetti e per scopi condivisi (reti, intese, accordi di programma\u2026.)\n\uf0fc promuovere processi di \u201cricerca e sviluppo\u201d da parte delle scuole in collaborazione con enti di ricerca accademici e non del nostro paese, ma anche a livello internazionale (o per lo meno europeo).\n\nL\u2019 equipe dell\u2019allora ministro Luigi Berlinguer era talmente consapevole della complessit\u00e0 del processo che si andava ad innescare, che venne varata la immagine della \u201cautonomia come cantiere aperto\u201d, ovvero come luogo definito, ma ad un tempo in continua ristrutturazione, grazie ai contributi che ci si aspettava di ricevere dalla cosiddetta \u201csociet\u00e0 civile\u201d\u2026 Insomma, per tornare alla metafora iniziale del neonato, il DPR 275 era una creatura neotenica, che aveva bisogno di tutto e di tutti per crescere e diventare quel sistema responsabile ed efficace che si auspicava per la scuola del terzo millennio.\nEd invece il piccolo nato venne subito abbandonato a se stesso. La politica che lo aveva generato lo sottrasse immediatamente ai suoi genitori: dimissioni del ministro su un tema che era strettamente legato all\u2019autonomia, come la responsabilit\u00e0 degli insegnanti e la loro valutazione (anche allora si sottraevano i bambini alle famiglie legittime, con scuse banali!); fine della legislatura e nascita di un governo che prometteva la \u201crestaurazione\u201d del sistema scolastico.\nL\u2019amministrazione, che aveva capito tutto, (come sempre!) fu ben lieta di continuare come prima: i Direttori Generali a scrivere circolari che interpretavano le norme (in nome e per conto delle scuole, che non lo sapevano fare!), cos\u00ec come i Provveditori che continuarono imperterriti a gestire gli organici, ovvero il budget professionale delle scuole: come volete che fossero autonome ne4lle loro scelte le scuole, se il numero e la specializzazione dei maestri e dei professori erano decisi nelle stanze dell\u2019Ufficio Provinciale\u2026 di concerto con le Organizzazioni Sindacali, naturalmente! Non solo, ma ho sentito con le mie orecchie qualche Provveditore interpellato da un Preside o Direttore Didattico (allora si chiamavano cos\u00ec) su questioni un po\u2019 spinose, gridare irritato.\n\u201cAvete voluto l\u2019autonomia, e allora tenetevela!\u201d, e cos\u00ec impiegati e persino uscieri\u2026.\nNon parliamo poi degli Ispettori, gi\u00e0 allora in via di estinzione (per un organico sempre sotto dimensionato): alla sparuta ciurma degli \u201centusiasti\u201d che, consapevoli della forza che l\u2019autonomia dava al ruolo di chi faceva della consulenza e dell\u2019orientamento il motivo del proprio impegno professionale, si aggiungeva il grosso di coloro che, alla constatazione di perdere tre dimensioni della propria identit\u00e0 (il territorio, il segmento scolastico e la disciplina di studio per la quale erano \u201cIspettori\u201d), precipitarono in una sorta di anomia professionale; ed, infine, coloro che, per ragioni ideologiche, contestavano l\u2019intero impianto delle politiche scolastiche del Ministro I tentativi di creare dei Centri servizi intermedi che facessero da supporto tecnico- professionale al personale direttivo e docente e creassero le condizioni di sinergia tra i piani dell\u2019Offerta Formativa delle Scuole e i piani per il Diritto allo Studio degli Enti Locali, finirono nel dimenticatoio con le dimissioni di L. Berlinguer.\nLe OO.SS ebbero buon gioco ad associare l\u2019autonomia alla legge di riforma dei cicli e con la caduta di questa a far diventare il 275 un Decreto di mera importanza metodologica e didattica, caricando sugli insegnanti e sui capi di istituto tutto il peso della \u201cautonomia\u201d\u2026 La reazione del personale, ovviamente in queste condizioni, non poteva che essere quella che considerava l\u2019autonomia un semplice aggravio dei carichi di lavoro.\nSe a ci\u00f2 si aggiungono le tortuose strade burocratiche inventate per aggirare i temi caldi della valutazione (delle scuole, degli insegnanti, dei dirigenti e\u2026 degli studenti), la proliferazione dei tipi di disabilit\u00e0, deficit e disagio che andavano accumulandosi nelle rendicontazioni cliniche e cartacee degli alunni da \u201cincludere\u201d, le pretestuose elucubrazioni intorno al new deal dei curricoli: la didattica per competenze di cui si impossess\u00f2 quasi subito l\u2019amministrazione (che non c\u2019entrava niente, ma che era l\u2019unico modo con cui i poteri sulle scuole (politica, sindacato, burocrazia e giustizia amministrativa) sanno imporre le loro volont\u00e0 \u2026 riportarono ben presto le \u201cprofessioni\u201d educative scolastiche al loro \u201calveo naturale\u201d, vale a dire la funzione esecutiva e, con essa, la riconduzione al ruolo impiegatizio\u2026\nE, dopo vent\u2019anni, il cerchio si chiude; ovvero: \u201cD.C.\u201d, che non \u00e8 la Democrazia Cristiana, ma una sigla che significa Da Capo, un invito a ripetere una frase o un brano e che si legge in calce ad uno spartito musicale!]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_249\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"249\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2019\/08\/01\/249\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_249\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"249\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[23],"tags":[49],"class_list":["post-249","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-autonomia","tag-bassotto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/249","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=249"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/249\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=249"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=249"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=249"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}