{"id":2826,"date":"2022-02-12T12:44:24","date_gmt":"2022-02-12T11:44:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=2826"},"modified":"2022-02-12T12:44:24","modified_gmt":"2022-02-12T11:44:24","slug":"didattica-a-distanza-e-setting-fluttuanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2022\/02\/12\/didattica-a-distanza-e-setting-fluttuanti\/","title":{"rendered":"Didattica a distanza e setting fluttuanti"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<b><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/rete_numeri.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1044\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/rete_numeri-297x300.jpg\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"211\" \/><\/a>di\u00a0 <\/b><strong>Mario Maviglia e Laura Bertocchi<\/strong>\n\n<span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>La scenografia nella didattica a distanza (M. Maviglia)<\/em><\/strong><\/span>\n\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>Uno dei tanti effetti che la pandemia ha avuto in campo scolastico \u00e8 stato quello di aver prodotto un radicale cambiamento nell\u2019allestimento del setting educativo, intendendo con questo termine \u201cl\u2019insieme delle variabili che definiscono il contesto entro cui si svolge la relazione formativa\u201d<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> (M. Castoldi, 2016) .\nTra queste variabili generalmente vengono ricomprese il tempo, lo spazio, le regole, gli attori, i canali comunicativi, ma anche le forme relazionali. La didattica a distanza ha cambiato le caratteristiche di tali variabili, anche se finora non si \u00e8 molto approfondito e discusso questo aspetto che pure influenza in modo non secondario l\u2019impresa educativa. Se ad esempio consideriamo le coordinate spazio-temporali si pu\u00f2 facilmente constatare che un conto \u00e8 fare scuola avendo come riferimento un setting strutturato con spazi ben identificabili (aule, laboratori, atelier, palestre ecc.) e dove il \u201ccontrollo\u201d del docente \u00e8 ben delineato, un altro \u00e8 gestire la lezione in spazi virtuali, come nella DaD, dove l\u2019\u201daula\u201d si scompone in tanti spazi individuali (l\u2019immagine sullo schermo di ogni singolo studente) e la tradizionale scenografia scolastica (fatta di banchi, cattedra, lavagna o LIM, pareti pi\u00f9 o meno addobbati, angoli, attrezzature ecc.) risulta completamente trasformata. Peraltro, va sottolineato che mentre nei tradizionali setting d\u2019aula sono i docenti a definire \u2013 consapevolmente o meno \u2013 l\u2019allestimento della scenografia in modo che sia funzionale al tipo di attivit\u00e0 che vi si svolge e agli obiettivi che si vogliono conseguire, nella scenografia dettata dalle contingenze della DaD il \u201ccontrollo\u201d dei docenti risulta molto pi\u00f9 labile e indefinito e comunque fortemente influenzato alla tecnologia.\n\nUn altro aspetto da considerare \u00e8 che nella \u201cscenografia DaD\u201d entra prepotentemente in campo il contesto familiare dei singoli studenti, sebbene attraverso il particolare e limitato occhio della webcamera.\nDi fatto si entra nelle case degli studenti (e gli studenti entrano in quella dell\u2019insegnante, se il collegamento avviene dalla casa di costui), si spia dentro. Questa deformazione dei confini del setting educativo determina problemi del tutto nuovi rispetto alla tradizionale gestione delle attivit\u00e0 didattiche.\n\n<!--more-->\nLa variabile tempo, ad esempio, va incontro ad una serie di alterazioni: in situazione di DaD pu\u00f2 succedere che non tutti gli studenti riescano a collegarsi alla rete e dunque si va incontro a inevitabili perdite di tempo o comunque a tempi morti. (Ricordiamo che \u201cIl rapporto DESI (Indice di Digitalizzazione dell&#8217;Economia e della Societ\u00e0) 2020 della Commissione Europea (\u2026) ci vede posizionati al 25\u00b0 posto globale nel ranking della digitalizzazione dei paesi dell\u2019Unione Europea (i dati sono riferiti al 2019, perci\u00f2 ancora 28 paesi)\u201d (Rapporto sulla trasformazione digitale dell\u2019Italia, CENSIS e TIM, 2020<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>).\nNon \u00e8 che nelle situazioni normali non vi siano perdite di tempo, ma mentre in quest\u2019ultime il docente pu\u00f2 intervenire direttamente per risolvere eventuali problemi, nella DaD le possibilit\u00e0 di intervento da parte dell\u2019insegnante sono molto pi\u00f9 limitate. A ci\u00f2 va aggiunta la diversa strumentazione tecnologica di cui gli studenti possono usufruire a casa e dunque le differenti possibilit\u00e0 di avere collegamenti ottimali oppure problematici. Non tutti gli studenti utilizzano la banda larga o la fibra per il processo dei dati. Questi aspetti, se non adeguatamente considerati, rischiano di creare difformit\u00e0 nelle possibilit\u00e0 di accesso al servizio scolastico. In fondo in classe la strumentazione didattica \u00e8 a disposizione di tutti gli alunni; nella situazione di DaD \u00e8 invece fortemente correlata alla dotazione tecnologica delle famiglie.\n\nVa pure detto che la didattica a distanza, se non adeguatamente gestita, tende ad enfatizzare gli aspetti pi\u00f9 trasmissivi dell\u2019insegnamento con un inevitabile scivolamento verso un approccio nozionistico alla didattica. La didattica in presenza non \u00e8 scevra da questi rischi, ovviamente, ma le specifiche coordinate spazio-temporali della DaD accentuano ancor pi\u00f9 questi elementi unidirezionali della comunicazione magistrale. Ci sono ovviamente degli \u201caccorgimenti\u201d che possono attenuare questi aspetti; uno di questi, ad esempio, consiste nell\u2019attivare gli studenti nei giorni precedenti la lezione o l\u2019attivit\u00e0 didattica, in modo che possano consultare materiale on line che lo stesso docente fornisce loro o che possono reperire direttamente sulla base delle indicazioni date dall\u2019insegnante (ovviamente in relazione all\u2019et\u00e0 degli alunni). In questo caso la lezione viene \u201ccostruita\u201d insieme agli studenti sulla base di quanto hanno capito\/trovato sull\u2019argomento. Ancora troppo spesso gli studenti vengono considerati meri destinatari dell\u2019attivit\u00e0 didattica, pi\u00f9 che protagonisti, e la DaD rischia di relegarli in una dimensione di maggiore passivit\u00e0.\n\nUn ulteriore aspetto va tenuto presente nella scenografia della DaD, sempre in relazione alla gestione dei tempi. Proprio perch\u00e9 gli elementi trasmissivi rischiano di farla da padrone, i tempi di attenzione potrebbero conoscere livelli ancor pi\u00f9 bassi di quanto non succeda nelle situazioni scolastiche ordinarie. \u00c8 pur vero che i ragazzi oggi sono abituati a stare anche molte ore davanti a un computer, ma le forme di utilizzo sono molto diverse di quanto avviene durante la DaD in quanto le loro possibilit\u00e0 di intervento sul palinsesto sono decisamente molto limitate.\n\n\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Gli aspetti comunicativi (L. Bertocchi)<\/strong><\/span><\/h3>\n\n\nPossiamo allora chiederci quali strumenti ha il docente in DaD per cercare di coinvolgere gli studenti. Alcuni non sono poi cos\u00ec diversi da quelli utilizzati in presenza.\nPartiamo da una constatazione: ogni insegnante \u00e8 guardato ed ascoltato (si spera!), anche in DaD. Spetta a lui decidere di \u201coperare una messa in scena attiva del proprio corpo\u201d<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> e della propria voce, anzich\u00e9 \u201cessere passivamente esposto agli sguardi\u201d<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> degli studenti. Spetta a lui scegliere di utilizzare consapevolmente gli strumenti che ha a disposizione, cosciente delle reazioni che atteggiamenti e comportamenti possono suscitare.\n\nLa voce innanzitutto. \u00c8 lo strumento professionale per eccellenza, fondamentale per ogni docente, anche quando la didattica si realizza a distanza. Cerchiamo di analizzare in che misura e con quali differenze rispetto alle lezioni che tradizionalmente si tengono in presenza.\n\nL\u2019insegnamento \u201c\u00e8 essenzialmente fatto di parole\u201d<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>. Il docente comunica in modi diversi e con diversi scopi:<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>\n\n\n<ol>\n \t\n\n<li>Di controllo: ordina, comanda, tronca i conflitti.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Di imposizione: regola, dispone, moralizza, giudica, informa.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Di facilitazione: chiarisce, mette in evidenza, dimostra, insegna.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Di svolgimento del contenuto: stimola, apprezza, offre aiuto.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Di risposte personali: risponde alle domande, accetta le esperienze personali, interpreta, riconosce i propri errori.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Affettivi positivi: loda, mostra sollecitudine, incoraggia.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Affettivi negativi: ammonisce, rimprovera, accusa, rinvia.<\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nSoffermiamoci quindi sugli aspetti paraverbali, detti anche <em>non verbali<\/em>, del parlato e che riguardano il modo in cui qualcosa viene detto. Essi \u201cmodellano, arricchiscono, completano, a volte modificano\u201d<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> il significato del messaggio, fino al punto di stravolgerlo.\u00a0 Tra le principali qualit\u00e0 vocali che caratterizzano il tono di un discorso troviamo:\n\n\n<ol>\n \t\n\n<li>L\u2019altezza: riguarda la frequenza del suono e permette di distinguere una voce acuta da una grave, un tenore da un baritono per esempio.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Il timbro: deriva dall\u2019ampiezza di vibrazioni e permette di riconoscere suoni che hanno la stessa altezza, come una medesima nota suonata da un oboe e da una chitarra rock.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>La velocit\u00e0 di eloquio: riguarda il numero di sillabe pronunciate in un determinato lasso di tempo.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Il ritmo: e cio\u00e8 l\u2019alternanza delle velocit\u00e0 in un discorso.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>L\u2019intensit\u00e0: ci permette di distinguere i suoni deboli da quelli forti.<\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nL\u2019altezza e il timbro ci appartengono per natura e sono difficilmente modificabili. Permettono di distinguere la nostra voce tra mille altre, come una sorta di impronta digitale. Le altre caratteristiche invece, note con il termine di \u201ccolore\u201d, oltre a suscitare spesso prevedibili reazioni nell\u2019interlocutore, sono riconosciute come rivelatrici dei sentimenti e delle emozioni di colui che parla.\n\nVediamo qualche esempio.\n\nAl di l\u00e0 di precise caratteristiche personali e culturali, adattare il ritmo al discorso \u00e8 molto importante. Un andamento regolare esprime emozioni tranquille, ma rischia di diventare mono-tono, rendendo estremamente difficile mantenere nell\u2019interlocutore un\u2019attenzione costante. Un ritmo irregolare, al contrario, rende emozioni forti e violente e, al contempo, permette di sottolineare i passaggi che riteniamo fondamentali.\n\nInoltre, poich\u00e9 anche in DaD \u00e8 auspicabile che il processo di insegnamento-apprendimento si realizzi in modo collaborativo, l\u2019esperienza ci insegna che, in questa modalit\u00e0 pi\u00f9 che in presenza, gli interventi degli studenti vanno sollecitati, poich\u00e9 \u201csparire\u201d e nascondersi dietro ad uno schermo \u00e8 pi\u00f9 facile e pi\u00f9 frequente che in un\u2019aula scolastica.\n\nAnche i silenzi possono essere ricchi di senso e di significato. Non parlare, dopo aver posto una domanda, permette all\u2019interlocutore di inserirsi nel discorso, dandogli il tempo necessario a formulare una risposta. Il rischio di silenzi prolungati in remoto \u00e8 per\u00f2 che qualcuno li attribuisca a problemi di connessione. Ecco, in questi casi \u201criempire\u201d i silenzi con cenni di incoraggiamento e sorrisi pu\u00f2 essere una strategia.\n\nAltra caratteristica molto importante nella comunicazione \u00e8 l\u2019intensit\u00e0 della voce: una voce forte richiama l\u2019attenzione, incita, esorta, ma pu\u00f2 anche apparire prevaricatrice; al contrario, una voce troppo bassa rischia di perdersi e di non essere correttamente percepita, soprattutto in DaD, dove i rumori in sottofondo sono diversi e possono interferire con l\u2019adeguata comprensione del messaggio.\n\nD\u2019altro canto, non deve essere sottovalutata la ricchezza comunicativa del linguaggio non verbale. Il contatto fisico &#8211; una delle forme pi\u00f9 forti di trasmissione di un messaggio, che favorisce l\u2019avvicinamento, anche emotivo, tra le persone &#8211; in DaD viene a mancare.\n\nPermangono invece, in tutta la loro potenza comunicativa, altri gesti che \u2013 come le parole \u2013 rivestono diverse funzioni. Nella comunicazione a mezzo busto le mani possono essere visibili. Tra i gesti principali individuiamo quelli<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>:\n\n\n<ol>\n \t\n\n<li>Olofrastici: con una sola parola trasmettono un messaggio, come per esempio il gesto \u201cvai via!\u201d<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Articolati: indicano un nome o un oggetto, come quando ad esempio puntiamo il dito per indicare una persona.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Iconici: rappresentano immagini.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Arbitrari: che appartengono ad uno specifico linguaggio, come quello dei segni per i sordi.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Codificati: ai quali attribuiamo precisi significati condivisi.<\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nQuesti gesti, utilizzati correttamente, arricchiscono ed enfatizzano il discorso.\n\nAnche la mimica facciale gioca un ruolo importante in DaD, ma non solo. Alcune espressioni hanno evidenti funzioni di rinforzo, positivo o negativo, di ci\u00f2 che viene detto a parole. Questi i pi\u00f9 evidenti:\n\n\n<ol>\n \t\n\n<li>Testa: scuotere la testa dall\u2019alto verso il basso indica approvazione, assenso; muoverla invece da destra verso sinistra mostra disaccordo, dinego; inclinarla da un lato, magari guardando negli occhi l\u2019interlocutore, trasmette attenzione, empatia, propensione all\u2019ascolto.<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Occhi: aggrottare le sopracciglia mostra contrariet\u00e0, disapprovazione; alzare gli occhi al cielo, magari sbuffando, rivela stizza e irritazione; sollevare un solo sopracciglio indica scetticismo e incredulit\u00e0; spalancare gli occhi mostra sorpresa o terrore (ma speriamo non sia questo il caso!).<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>Bocca: abbiamo un sorriso sardonico, beffardo, persino sprezzante quando gli angoli della bocca sono rivolti verso l\u2019alto mentre lo sguardo rimane serio; un sorriso sincero invece mostra approvazione e incoraggiamento; serrare le labbra, magari mordicchiarsele, rivela disagio.<\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nNumerose piattaforme permettono di mettere in evidenza colui che parla e allora lo sguardo e il sorriso diventano fondamentali. Il contattato oculare \u00e8 possibile anche via web, soprattutto nei momenti in cui -anzich\u00e9 parlare a tutta la classe &#8211; si instaura un dialogo collaborativo con un singolo allievo. Generalmente guardare il proprio interlocutore trasmette sensazioni di franchezza, attenzione, partecipazione, incoraggiamento. Se in presenza essere fissati pu\u00f2 mettere alcuni studenti a disagio, poich\u00e9 percepiscono questo atteggiamento come aggressivo o sfidante, ci\u00f2 raramente succede a distanza, dove il filtro dello schermo attenua le espressioni, rendendole meno nitide. Per questa ragione allora una certa enfatizzazione di alcune caratteristiche pu\u00f2 aiutare l\u2019efficacia comunicativa.\n\nQuanto abbiamo presentato sopra sono solo alcuni spunti per sollecitare una prima riflessione su come anche in situazione di DaD \u00e8 opportuno prestare attenzione agli aspetti scenografici del fare scuola, un fare scuola affatto diverso da quello ordinario e proprio per questo meritevole di essere investigato nella sua diversit\u00e0. L\u2019aspetto comunicativo riveste, in questo contesto, una particolare importanza considerato che \u00e8 soprattutto sulla figura dei docenti e degli studenti che si concentra l\u2019attenzione, a differenza della classica situazione d\u2019aula dove gli stimoli percettivi sono molto pi\u00f9 variegati.<strong>\u00a0<\/strong>\n\n\n<h3><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>NOTE<\/strong><\/span><\/h3>\n\n\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a><a href=\"https:\/\/www.iccocchilicciananardi.edu.it\/attachments\/article\/591\/Oltre%20la%20metodologia-setting%20organizzativo%20e%20clima%20relazionale.pdf\">https:\/\/www.iccocchilicciananardi.edu.it\/attachments\/article\/591\/Oltre%20la%20metodologia-setting%20organizzativo%20e%20clima%20relazionale.pdf<\/a>\n\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.operazionerisorgimentodigitale.it\/sites\/default\/files\/pdf\/20201130%20Rapporto%20sulla%20Trasformazione%20digitale%20dell'Italia%20-%20esteso.pdf\">https:\/\/www.operazionerisorgimentodigitale.it\/sites\/default\/files\/pdf\/20201130%20Rapporto%20sulla%20Trasformazione%20digitale%20dell&#8217;Italia%20-%20esteso.pdf<\/a>\n\n<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> C. Pujade-Renaud (1983), <em>Le corps de l\u2019enseignant dans la classe<\/em>, ESF, Paris, p. 74\n\n<a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> <em>Ibidem<\/em>\n\n<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> G. Ballanti (1979), <em>Analisi e modificazione del comportamento insegnante<\/em>, Lisciani e Giunti Editori, Teramo, p. 7\n\n<a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> M. Maviglia, L. Bertocchi (2021), <em>L\u2019insegnante e la sua maschera. Teatralit\u00e0 e comunicazione nell\u2019insegnamento<\/em>, Mondadori, Milano, pp. 58-59\n\n<a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> G. De Landsheere, A. Delchambre (1981), <em>I comportamenti non verbali dell\u2019insegnante<\/em>, Lisciani &amp; Giunti Editori, Teramo, p. 37\n\n<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> I. Poggi (1987), <em>Le parole nella testa. Guida a un\u2019educazione linguistica cognitivista<\/em>, Il Mulino, Bologna, p. 51]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2826\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2826\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2022\/02\/12\/didattica-a-distanza-e-setting-fluttuanti\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2826\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2826\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[23,33],"tags":[52,107],"class_list":["post-2826","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-autonomia","category-scuola-digitale","tag-bertocchi","tag-maviglia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2826","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2826"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2826\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2826"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2826"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2826"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}