{"id":2885,"date":"2022-03-08T15:23:37","date_gmt":"2022-03-08T14:23:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=2885"},"modified":"2022-03-08T15:23:37","modified_gmt":"2022-03-08T14:23:37","slug":"bambini-ucraini-nelle-scuole-italiane-accoglienza-e-solidarieta-ma-con-equilibrio-e-prudenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2022\/03\/08\/bambini-ucraini-nelle-scuole-italiane-accoglienza-e-solidarieta-ma-con-equilibrio-e-prudenza\/","title":{"rendered":"Bambini ucraini nelle scuole italiane. Accoglienza e solidariet\u00e0 ma con equilibrio e prudenza"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<b><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/UCRAINA_VICINA.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2987\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/UCRAINA_VICINA-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"220\" \/><\/a>di Raffaele Iosa<\/b>\n\n<strong>Dedicato a Kirill Yatsko, 18 mesi, morto per una bomba a Mariupol; <\/strong><strong>ai suoi genitori Fedor e Maryna un abbraccio fortissimo<\/strong>\n\nLeggo da pi\u00f9 parti e ricevo telefonate da scuole e associazioni di volontariato gi\u00e0 pronte all\u2019accoglienza di questi bambini ucraini sconvolti dalla guerra nella loro patria e passati in quindici giorni da una vita normale ad un disastro umanitario. L\u2019Italia \u00e8 un paese generoso, a volte encomiabile anche fino agli eccessi.\n\nScrivo qui brevemente su alcuni aspetti problematici e rischi educativi-sociali che intravedo per la loro accoglienza, sui quali\u00a0 i nostri italiani generosi pronti ad agire dovrebbero riflettere. Lo faccio anche sulla base della mia lunga esperienza decennale nel volontariato italiano, anche con ruoli internazionali,\u00a0 verso i cd. \u201cbambini di Cernobyl\u201d, con circa 50 viaggi in quelle terre e molte esperienze di solidariet\u00e0 e cooperazione decentrata non sempre facili,\u00a0 a volte rischiose di ambiguit\u00e0, ovviamente nel rispetto della buona fede di tutti.\n\nDunque: avremo forse 10.000 bambini e ragazzi ucraini che arriveranno da noi dopo drammatiche fughe. Effetti collaterali di una scandalosa guerra che sta sfasciando un paese. Il tutto in una decina di giorni, senza alcuna preparazione. Cio\u00e8 non un progetto n\u00e9 una vacanza, ma un drammatico e dilaniante strappo delle abitudini e delle esperienze di vita. Strappo\u00a0 che ha soprattutto lasciato in patria i loro babbi a combattere l\u2019orso russo nemico. Dunque bambini profughi di guerra, con il groviglio di angosce, rancori, odio, paura che questo comporta. <strong>Teniamone conto: non \u00e8 per amore e gioia che arrivano da noi.<\/strong>\n\n<!--more-->\n\nQuesti bambini arrivano in diverse condizioni: molti con la mamma e i fratelli, altri raggiungono nonne e parenti che lavorano in Italia, altri conoscenti ucraini paesani generosi. Ci sono poi anche gli orfani sociali, se si riuscir\u00e0 a portarli da noi. Sono accolti in diversi modi: in centri di accoglienza, in famiglie, offrendo loro un appartamento, ecc\u2026 Fortunatamente con un contesto sociale italiano attorno a loro (per ora) molto disposto ad aiutarli e comprenderli.\n<strong>Teniamone conto, per\u00f2: non \u00e8 per amore e gioia che arrivano da noi.<\/strong>\n\nMa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: vengono da un paese quanto meno complesso gi\u00e0 prima della guerra, in cui la transizione post-sovietica \u00e8 stata scossa da molte turbolenze politiche, crisi economiche, vaso di coccio\u00a0 geo-politico come paese di mezzo (u-Kraina vuol dire terra del confine), un\u2019emigrazione economica a ovest cospicua,\u00a0 tre chiese cristiane in guerra (religiosa) tra loro, grandi differenze tra citt\u00e0 e campagna come in tutta l\u2019Europa orientale dall\u2019antica\u00a0 Brest a Vladivostock. Una terra larga, dove le distanze sono dilatate, con vaste campagne, fitti boschi, larghi fiumi\u00a0 paludi e laghi,\u00a0 differenze climatiche cospicue, la mobilit\u00e0 faticosa. Ma anche un paese di grande cultura, ricchezze naturali, storia economica, risorse. Sfasciato dalle bombe.\nDunque bambini con la stessa nazionalit\u00e0, ma con storie diverse, ognuno con un suo contesto culturale e sociale personale. Uniti dal passaporto e dalla fuga, in attesa ansiosa di avere notizie di vita dal padre rimasto laggi\u00f9 in guerra. Ma anche bambini che vengono da una terra che sembra aver conosciuto, forse per la prima volta cos\u00ec forte,\u00a0 una nuova identit\u00e0 di patria per merito di un presidente che ha dato loro\u00a0 l\u2019orgoglio nazionale.\u00a0 Se fossero stati pi\u00f9 grandi, avrebbero voluto restare in patria a combattere.\n<strong>Teniamone conto: non \u00e8 per amore e gioia che arrivano da noi.<\/strong>\n\nE\u2019 troppo presto, comunque, sapere quale sar\u00e0 il loro destino a breve. Resteranno alcuni mesi? Resteranno anche di pi\u00f9? Resteranno per sempre? Chiss\u00e0. L\u2019incertezza \u00e8 naturalmente grande e proprio questo mi obbliga a suggerire comportamenti riflessivi prudenti e non spontaneistici da parte degli italiani, in particolare degli insegnanti e dei servizi sociali del territorio, che siano\u00a0 di matura saggezza ed equilibrio.\nQuesti suggerimenti per evitare errori di bont\u00e0 e generosit\u00e0 che (in buona fede) rischiano di sradicarli dalle loro storie in una condizione esistenziale a rischio apolide. Cio\u00e8 per amore e rispetto di questi bambini, per un aiuto gratuito senza pretese di \u201ceducarli\u201d secondo i nostri stereotipi benevoli. Un aiuto capace di ascolto attento, di rispetto delle loro radici, di tenerezza e di solidit\u00e0 per garantire a loro il superamento del trauma, per la ripresa di un pensiero autonomo sulla speranza del proprio futuro personale.\nDunque, i bambini ucraini arrivano a scuola. Molto bene, il nostro paese ha (dice di avere) una grande tradizione inclusiva. Esce la parte migliore di noi. Siamo pronti. Ma come, con quali attenzioni e cautele?\n\nNe individuo, per la scuola,\u00a0 in questa primissima fase, quattro in particolare.\n\n\n<ol>\n \t\n\n<li><strong><em>Offrire speciale normalit\u00e0<\/em><\/strong><\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nNon \u00e8 momento di far festa, n\u00e9 di attaccar bandierine di saluto,\u00a0 n\u00e9 salamelecchi iper-affettivi n\u00e9 circondarli di curiosit\u00e0. Non sono da esibire. <em>Sono di passaggio<\/em>, questo stanno (giustissimamente) pensando loro. Sperano in un passaggio il pi\u00f9 breve possibile perch\u00e9 prima di tutto <em>vogliono tornare (tutti) a casa<\/em>.\nGentilezza, cortesia, rispetto da parte degli insegnanti e dei compagni. Meglio se sono insieme a connazionali o con lingue simili all\u2019ucraino. Accoglienza soprattutto di conoscenza dell\u2019ambiente scuola, meglio se in presenza di un adulto mediatore linguistico. Poi, piano piano adattamento e inclusione con le attivit\u00e0 della classe, anche tarata sulle cose che gli piacciono di pi\u00f9. I primi giorni sar\u00e0 dura, non scordatelo.\nTemono il futuro. <strong>Teniamone conto: non \u00e8 per amore e gioia che arrivano da noi.<\/strong>\n\n\n<ol start=\"2\">\n \t\n\n<li><strong><em>Conoscere meglio possibile le condizioni di partenza reciproche.<\/em><\/strong><\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nSe hanno la mamma o parenti \u00e8 <em>indispensabile<\/em> un colloquio sereno e attivo su cosa potrebbe servire sviluppare nella sua scolarizzazione in Italia. Quindi notizie sulla sua esperienza scolastica in patria, informazioni sulla sua vita sociale, sul \u201cchi \u00e8\u201d del bambino\/a, i suoi gusti i talenti le difficolt\u00e0, e poi individuare\u00a0 cosa si potrebbe fare a scuola. Creare quindi un <em>patto educativo temporaneo<\/em> tra insegnanti\u00a0 e adulti sul che fare in questo periodo, avendo il coraggio di non andare oltre alla fine dell\u2019anno scolastico. Mi spiego bene: qualsiasi sia lo sviluppo della crisi ucraina, \u00e8 evidente che nella mente del bambino e del ragazzo c\u2019\u00e8 oggi un unico desiderio: <em>il ritorno a casa<\/em>. Quindi potremmo favorire una pratica di \u201ccontinuit\u00e0\u201d con quello che ha fatto il bambino finora in patria, sviluppare alcune esperienze aggiuntive nuove, ma soprattutto di \u201candare avanti\u201d con l\u2019apprendimento <em>per non perdere l\u2019anno<\/em>. Non sembri strano: in Ucraina la scuola \u00e8 una cosa seria, e lo sperdimento esistenziale del bambino\u00a0 deve essere diluito dalla certezza che venendo nella nostra scuola non perder\u00e0 l\u2019anno scolastico, che sarebbe una seconda sconfitta di guerra. Potrebbe sembrare un pensiero banalmente utilitaristico, ma \u00e8 invece un pezzetto di futuro che si salva.\nDunque la scuola deve condividere con la madre cosa intende fare con lui\/lei e condividere le elazioni.\n\n\n<ol start=\"3\">\n \t\n\n<li><strong><em>Perdere tempo con l\u2019ascolto<\/em><\/strong><\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nPoi, pian piano, se va meglio, passiamo con lui\/lei del tempo a parlare, partendo dalle cose pi\u00f9 semplici, anche del quotidiano, ma evitando sempre domande dirette o dando idea di curiosit\u00e0 improprie. Deve essere lui (se si fida) a raccontare del s\u00e9, la propria storia, i propri desideri e le proprie paure.\nLa cura educativa ci impone sobriet\u00e0, attenzione anche alle sfumature, feedback positivi sul proprio agire nell\u2019apprendimento e nella relazione con i compagni. Soprattutto non diamogli alcuna idea di aver pena per la sua condizione, ma <em>comprensione<\/em>. L\u2019ascolto attivo e a-valutativo \u00e8 un aspetto delicatissimo della relazione educativa. In questa situazione traumatica va svolto con grande equilibrio.\n\n\n<ol start=\"4\">\n \t\n\n<li><strong><em>Lavorare in modo attivistico<\/em><\/strong><\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nOvviamente, pi\u00f9 la didattica quotidiana sar\u00e0 di tipo attivistico, pi\u00f9 il bambino\/a potr\u00e0 trovare forme di apprendimento e relazione anche per lui attive e quindi pi\u00f9 facilmente collocabili in una rete di relazione tra pari, di cui dovr\u00e0 sentirsi a volte \u201cpi\u00f9 avanti\u201d a volte \u201cpi\u00f9 indietro\u201d (secondo la scuola da cui proviene) ma sempre entro una rete di reciprocit\u00e0 e aiuto\u00a0 che solleva l\u2019anima, riduce la solitudine, crea amicizie.\n\n\n<ol start=\"5\">\n \t\n\n<li><strong><em>Progettare in rete<\/em><\/strong><\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nDunque suggerisco una progettazione a breve che vada fino a giugno per la scuola, ma anche per la prossima estate se rester\u00e0 tra di noi. Quini conta molto creare <em>patti di comunit\u00e0 territoriali<\/em> che da subito possano, oltre la scuola, offrire opportunit\u00e0 nel tempo libero e nella vita sociale di aggregazione, amicizie.\nA sua scelta, naturalmente, non per seduzione di quanto siamo bravi noi. Sapendo che la solitudine e il pensiero triste sar\u00e0 sempre presente finch\u00e8 non si sapr\u00e0 meglio quale sar\u00e0 il suo futuro pi\u00f9 avanti, che \u00e8 (ricordiamolo sempre) prioritariamente <em>tornare a casa<\/em>.\n<strong>Teniamone conto: non \u00e8 per amore e gioia che \u00e8 arrivato da noi.<\/strong> Ma lavoriamo perch\u00e8 torni a casa sua contento di averci conosciuti e sicuro di non aver perso ma guadagnato qualcosa anche dalla nostra scuola.]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2885\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2885\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 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