{"id":2902,"date":"2022-03-16T22:44:53","date_gmt":"2022-03-16T21:44:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=2902"},"modified":"2022-03-16T22:44:53","modified_gmt":"2022-03-16T21:44:53","slug":"apologia-dellinsegnante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2022\/03\/16\/apologia-dellinsegnante\/","title":{"rendered":"Apologia dell&#039;insegnante"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/maestra_bambini.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1603\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/maestra_bambini-227x300.jpg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"300\" \/><\/a>di Raimondo Giunta<\/strong>\n\n<strong>DALL\u2019INSEGNAMENTO ALL\u2019APPRENDIMENTO.<\/strong>\n\nSi \u00e8 fatto scuola e si continua a farla con il convincimento che nel processo di formazione l\u2019insegnante sia una figura indispensabile di mediazione tra il sapere costituito e il bisogno di apprendere dell\u2019alunno; un bisogno che non dovrebbe essere preso a pretesto per volerne la sottomissione, come d\u2019altronde la funzione e la posizione dell\u2019insegnante non dovrebbero essere sostenute da alcuna pretesa di potere. Purtroppo la funzione e la posizione dell\u2019insegnante nel processo di formazione da qualche tempo sono state sottoposte a critiche severe, alcune delle quali pi\u00f9 suggestive che razionalmente sostenute.\nChe la scuola e quindi l\u2019insegnante non siano pi\u00f9 nella societ\u00e0 della conoscenza gli unici dispensatori del sapere, non c\u2019\u00e8 nessuno che lo possa negare, perch\u00e9 \u00e8 divenuto reperibile in ogni momento e in ogni luogo.\nChe non siano pi\u00f9 gli unici, non vuol dire che non debbano pi\u00f9 svolgere la funzione di trasmettere conoscenze o che non lo possano pi\u00f9 fare. Vuol dire senza dubbio che la trasmissione del sapere e delle conoscenze deve essere fatta in modo diverso rispetto al passato, ma anche che con chiarezza debba essere circoscritta, indicata e valorizzata l\u2019area specifica che in questo campo attiene alla scuola e che solo a scuola pu\u00f2 essere coltivata. Fatto che richiede prestazioni professionali diverse, ma connaturate alla funzione magistrale dell\u2019insegnante, alla sua responsabilit\u00e0 di orientamento e di direzione nei processi di formazione.\nLa centralit\u00e0 della figura dell\u2019insegnante nel modello educativo del passato, che ad ogni buon conto non era affatto privo di preoccupazioni per la crescita equilibrata e intelligente degli alunni, si dice che debba essere sostituita da quella che deve avere l\u2019alunno nel modello educativo che si vuole costituire. Una rivoluzione copernicana, adatta alla sensibilit\u00e0 attuale, in sintonia con le trasformazioni di costume, con l\u2019espansione dell\u2019area delle libert\u00e0 individuali.\nSe il ribaltamento delle posizioni di primato nelle relazioni educative \u00e8 comprensibile e anche auspicabile, si deve cercare di capire quali siano le conseguenze che ne derivano. Di fatto viene messo in discussione il paradigma educativo centrato sulla trasmissione delle conoscenze e dei valori tradizionali, che ha avuto come suo interprete autorevole l\u2019insegnante col suo sapere. Se sono un problema di prima grandezza il ruolo e la posizione che l\u2019alunno deve avere nelle relazioni pedagogiche, certamente in queste non pu\u00f2 sparire l\u2019insegnante e non pu\u00f2 sparire il sapere. Nel triangolo educativo ci deve essere spazio per i docenti, per il sapere e per gli alunni; sar\u00e0 la percezione di opportunit\u00e0, che i luoghi e i tempi di volta in volta stimolano, a determinare il punto di inizio e le modalit\u00e0 delle relazioni reciproche nel processo di formazione. Sono, per\u00f2, le finalit\u00e0 del sistema di istruzione e formazione a stabilire come, quando e da chi debba essere occupata la scena principale dello spazio educativo.\n\n<!--more-->\n\nSi dice che \u00e8 cambiata la direzione dei processi formativi e che ora si deve andare dall\u2019insegnamento all\u2019apprendimento e se ne parla a volte, come se questo possa avvenire a prescindere dalla figura dell\u2019insegnante, come se l\u2019alunno possa apprendere da solo e l\u2019insegnante col suo sapere sia un impedimento. Posizione chiaramente insostenibile, ma che a questo non si ferma in alcuni casi, perch\u00e9, anche se non esplicitamente, si arriva a parlare del primato dell\u2019apprendimento e della capacit\u00e0 di apprendere, ma prescindendo dal valore dei contenuti e del sapere che si possono e si devono apprendere a scuola. A quelli che sostengono queste opinioni deve essere ricordato che l\u2019istituzione scolastica \u00e8 legittimata ad esistere perch\u00e9 tenuta a svolgere il compito di trasmettere da una generazione ad un\u2019altra il patrimonio di saperi, di conoscenze, di tecniche e di valori del passato e solo per questo ha un senso che in ogni scuola si incontrino studenti e docenti. La scuola non pu\u00f2 smettere di essere luogo di trasmissione razionale e ordinata del sapere, luogo di formazione di conoscenze strutturate. Per essere in grado di partecipare alla vita sociale ed esercitare i diritti di cittadinanza, i giovani devono prima partecipare alle grandi tradizioni del sapere, fatto possibile se una persona viene istruita e riesce a portarsi all\u2019altezza dei saperi e delle conoscenze che \u00e8 necessario possedere.\nLe questioni prima esposte hanno un certo rilievo e non sono tutti risolvibili nella logica delle relazioni nel processo di formazione, perch\u00e9 vi sono implicati temi che sono prima e dopo di esse ed \u00e8 necessario ragionarvi con pazienza e attenzione. Delle innovazioni non si deve avere paura, e quando le circostanze lo richiedono vanno introdotte, ma sapendo in partenza definire i propri fattori di riuscita e quelli eventuali di insuccesso; sapendo conoscere e praticare le regole del giuoco che si vuole fare. Non si cambia per il semplice gusto di cambiare.\nI modelli educativi, che sono cosa seria, variano in funzione della concezione che si ha dell\u2019uomo, della societ\u00e0 e delle loro relazioni e non per caso o per moda.\n\n<strong>ARTEFICI DEL PROPRIO APPRENDIMENTO<\/strong>\n\nNel paradigma che si vuole sviluppare ed estendere l\u2019iniziativa dell\u2019apprendimento viene affidata all\u2019alunno e l\u2019insegnante da mediatore privilegiato del sapere si trasforma in un organizzatore di situazioni di apprendimento. A soccorso di questa innovazione vengono chiamate le diverse formulazioni del costruttivismo, secondo le quali l\u2019apprendimento \u00e8 visto come attivit\u00e0 di chi apprende, sia individualmente sia in una comunit\u00e0 di apprendimento. Le concezioni costruttivistiche sottolineano la centralit\u00e0 del soggetto apprendente che attivamente e intenzionalmente costruisce la propria conoscenza e riflette sul proprio modo di apprendere.\nSono teorie che intendono creare un quadro di intelligibilit\u00e0 delle pratiche didattiche, anche se non ne privilegiano qualcuna in particolare e stimolano a precisare le intenzioni pedagogiche e a determinare meglio le procedure pi\u00f9 adeguate per gli scopi che si vogliono realizzare. Sono un quadro di riferimento, non modelli da applicare ciecamente. Per cui fare agire gli alunni nelle situazioni di apprendimento per \u201ccostruire\u201c le loro conoscenze, non sar\u00e0 per nulla facile perch\u00e9 comporta un lavoro di innovazione di un certo rilievo e soprattutto perch\u00e9 non viene mai meno il compito dell\u2019insegnante di convincere studenti, che spesso non mostrano particolare attenzione e interesse per tutto quello che si fa a scuola, del valore e dell\u2019importanza degli argomenti che vengono affrontati nelle attivit\u00e0 didattiche. Altrimenti sarebbe difficile vederli all\u2019opera; a spingerli a lavorare non sar\u00e0 la propria autonomia, ma il convincimento di fare cosa buona e giusta.\nAd ulteriore chiarimento va detto che se si possono modificare gli ambienti di apprendimento per dare spazio all\u2019attivit\u00e0 del soggetto apprendente, l\u2019epistemologia dei saperi da apprendere non cambia affatto. Le strutture del sapere sui quali devono essere edificate le competenze non sono nella libera disponibilit\u00e0 degli alunni e dei docenti e non \u00e8 una buona idea non educare gli alunni a misurarsi con i vincoli di questa necessit\u00e0. Per possedere certi saperi \u00e8 una necessit\u00e0 apprendere quel che va appreso, quale che sia il modo di apprenderlo.\nPer consentire ai giovani di accedere a particolari professioni e a determinate occupazioni \u00e8 assolutamente indispensabile che il tenore dei contenuti, la loro progressione debba essere stabilita da chi dirige il sistema di istruzione; responsabilit\u00e0 delegata alle singole scuole e agli insegnanti e che non pu\u00f2 essere n\u00e8 negata, n\u00e8 trascurata, n\u00e8 arbitrariamente modificata.\nL\u2019insegnante non sparisce e non pu\u00f2 sparire; si tende a cambiargli i connotati, per trasformarlo in gestore delle interazioni socio-cognitive e comunicative e tutto questo perch\u00e9 il valore fondante del nuovo modello pedagogico \u00e8 l\u2019autonomia dell\u2019alunno che in tanto \u00e8 possibile formare e sostenere, in quanto viene messa alla prova nelle relazioni del processo formativo, nelle modalit\u00e0 di sviluppo delle procedure didattiche. Autonomia, si spera, come \u201ccapacit\u00e0 di autodeterminazione e di autoregolazione, secondo un adeguato senso di responsabilit\u00e0 verso se stessi, verso gli altri, la comunit\u00e0, l\u2019ambiente sociale e naturale\u201d (M. Pellerey)\nL\u2019autonomia dell\u2019alunno \u00e8 una finalit\u00e0 di alto profilo, ma sarebbe incomprensibile che per essa si voglia alleggerire l\u2019insegnante della responsabilit\u00e0 di trasmettere i contenuti della sua disciplina, per insistere sulla sua attitudine ad ascoltare gli alunni e ad incoraggiarli.\nNon \u00e8 scritto da nessuna parte che l\u2019apprendimento debba essere noioso; \u00e8 scritto che ci si debba preoccupare di renderlo interessante e anche piacevole, se fosse possibile.\nE\u2019 scritto soprattutto che debba essere solido e duraturo. E a proposito di iniziativa e di autonomia dell\u2019alunno in quali campi possono essere esercitate? Sulla scelta degli argomenti? Sulle modalit\u00e0 del lavoro scolastico? Sulla valutazione dei risultati di apprendimento? Sulla tipologia delle prove? \u201dUn processo costruttivo che voglia essere valido e fecondo implica che chi lo mette in pratica abbia a disposizione un progetto chiaro e puntuale nelle sue varie componenti, sintetizzabili nella questione; perch\u00e9 e come. Ma \u00e8 ben difficile che nel caso dell\u2019apprendimento di nuove conoscenze il progettista e il capocantiere possa essere lo stesso studente\u201d(M. Pellerey).\n\nSi tende a definire l\u2019educazione a partire dal soggetto, dallo sviluppo e dalla cura delle sue attitudini e capacit\u00e0 e a fare dell\u2019apprendimento degli alunni l\u2019unico problema della scuola: un problema dai risvolti individuali.\nLa scuola, per\u00f2, \u00e8 un\u2019istituzione pubblica e il suo dovere \u00e8 quello di trasmettere il sapere collettivo di una comunit\u00e0, i suoi valori e le sue regole, di integrare nella comunit\u00e0 le nuove generazioni. Non si pu\u00f2 ridurre il compito dell\u2019educazione a quello dello sviluppo delle capacit\u00e0 individuali, dimenticando di indicare le finalit\u00e0 di interesse pubblico che vanno raggiunte. Si rischierebbe di far perdere al sistema di istruzione e formazione la sua dimensione sociale e collettiva.\nE\u2019 importante, poi, solo apprendere ad apprendere o anche apprendere anche qualcosa? Qualcosa che serva per il lavoro? Qualcosa che serva per la societ\u00e0 ? Qualcosa che serva per la vita?\nSe cos\u00ec non fosse tutto si ridurrebbe a metodologia del conoscere e dell\u2019apprendere; si resterebbe in una dimensione soggettiva e quasi pre-valoriale; si svaluterebbe il sapere costituito, che \u00e8 civilt\u00e0, che \u00e8 tradizione, che \u00e8 ambiente, che \u00e8 societ\u00e0.\nTra conoscenze apprese e saperi c\u2019\u00e8 qualche differenza che non sempre viene tenuta presente.\n\u201dLa conoscenza \u00e8 individuale, mentre il sapere \u00e8 collettivo. La conoscenza \u00e8 relativa alla persona che la \u201ccostruisce\u201d, il sapere \u00e8 fissato da un gruppo sociale che lo ha codificato. La conoscenza appartiene alla persona; i saperi sono determinati socialmente e descritti in codici scritti, orali, etc. La conoscenza \u00e8 definita dalla propriet\u00e0 della cognizione, il sapere dagli attributi del codice per conservarlo e utilizzarlo (sintassi e semantica). I saperi appartengono alla logica della disciplina alla quale appartengono e alle pratiche sociali che li hanno generati\u201d(Ph. Jonnaert).\nE\u2019 proprio perch\u00e9 le conoscenze sono individuali e i saperi sono collettivi viene da dire che impropriamente e ingiustificatamente il come si apprende eccede in valore su ci\u00f2 che deve essere appreso come futuro lavoratore e come futuro cittadino.\n\n<strong>IL MAGISTERO DELL\u2019INSEGNANTE<\/strong>\n\nLe ricerche di John Hattie sull\u2019efficacia delle metodologie didattiche hanno messo in evidenza la funzione centrale del docente nei processi di formazione e che quando manca la sua direzione gli approcci didattici innovativi, ai quali si affidano molte speranze, non danno i risultati sperati. I metodi meno direttivi favoriscono gli alunni migliori, mentre danneggiano i pi\u00f9 deboli, perch\u00e9 per loro \u00e8 pi\u00f9 pesante il carico cognitivo per fare fronte alle responsabilit\u00e0 loro assegnate. Le procedure di insegnamento diretto, contro le quali si continua a schierarsi, danno migliori risultati.\n\u201dQuando l\u2019insegnamento esplicito \u00e8 chiaro e il docente mette in luce i passaggi fondamentali e le variabili critiche di quanto espone, evidenzia i percorsi e gli schemi mentali che debbono essere utilizzati e l\u2019appropriato vocabolario che deve essere padroneggiato, egli rende visibile ed esplicito quanto potrebbe rimanere nascosto e implicito. \u201d(M. Pellerey).\nSe un alunno deve affrontare un contenuto nuovo e di un certo spessore culturale e teorico, il buon senso dice che \u00e8 opportuno che venga introdotto nei concetti che lo costituiscono e che venga guidato nelle pratiche messe in campo per acquisirne le abilit\u00e0 essenziali. Solo dopo che avr\u00e0 acquisito gli elementi fondamentali e li ha conservati ben strutturati nella sua memoria pu\u00f2 essere indirizzato a svolgere in autonomia le proprie ricerche o a risolvere i problemi che gli vengono assegnati. L\u2019insegnamento esplicito e diretto, che nella lezione, ha uno dei modi di realizzarsi, non toglie nessuna iniziativa all\u2019alunno, non ne menoma il compito e l\u2019impegno di apprendere, anzi facilita questa avventura intellettuale, perch\u00e9 toglie di mezzo tanti ostacoli superflui. Sono il significato e la funzione che si danno a questo tipo di intervento a determinare il grado di autonomia che viene lasciato all\u2019alunno e che si d\u00e0 alla sua attivit\u00e0 di apprendimento. Lasciato a se stesso non \u00e8 detto che l\u2019alunno eserciti la sua autonomia nel modo migliore e pi\u00f9 efficace. L\u2019insegnamento diretto non si riduce chiaramente alla lezione frontale, e tutti gli altri modelli didattici non possono fare a meno della direzione e della guida culturale dell\u2019insegnante.\nSolo svolgendo la sua funzione magistrale l\u2019apprendimento dell\u2019alunno potr\u00e0 essere costruttivo, stabile, significativo e fruibile. Il suo compito non si colloca dopo l\u2019apprendimento dell\u2019alunno, ma prima e accanto e non \u00e8 ragionevole e in alcun modo giustificato ridimensionarne l\u2019importanza. Certamente l\u2019alunno apprende da s\u00e8 e nessun altro pu\u00f2 farlo al suo posto, ma appoggiandosi sul sostegno e l\u2019esperienza dell\u2019insegnante. Per apprendere l\u2019alunno ha bisogno di incontrare situazioni di comunicazione, di scambio e di confronto con chi ha esperienza e conoscenza.\nCon questo non si vuole dire che il sapere dell\u2019insegnante debba essere replicato dall\u2019alunno, ma che \u00e8 necessario per fare comprendere la distanza tra esperienza personale e sapere costituito, la complessit\u00e0 dei contenuti ai quali ci si deve avvicinare, le difficolt\u00e0 per conquistarli, l\u2019inestinguibilit\u00e0 del dovere di conoscere. La sua salvaguardia \u00e8 la salvaguardia del rilievo culturale e scientifico delle discipline di cui sono responsabili e del curriculum in cui si sostanzia la funzione conoscitiva ed educativa della scuola. Il loro sapere serve per fare apprendere e se utilizzato bene per fare comprendere. Insomma l\u2019insegnante non \u00e8 un tecnico di laboratorio e nemmeno uno psicologo. Nessuno mette in discussione che ci sia bisogno di una diversa relazione educativa tra docente e alunno; una relazione da instaurare sul principio del valore intrascendibile della persona dell\u2019alunno, che ha tutto il diritto di sapere, di capire e di farsi sempre una propria idea; perch\u00e9 solo la sua partecipazione attiva al processo di formazione render\u00e0 solido l\u2019apprendimento. Nessuno mette in discussione che per fare crescere in autonomia e in libert\u00e0 l\u2019alunno, bisogna interpellarlo, aiutarlo a problematizzare, coinvolgerlo in attivit\u00e0 di elaborazione di senso, dargli fiducia, Nessuno, se tutto ci\u00f2 viene fatto, ha bisogno per\u00f2 di escogitare nuovi primati nelle relazioni educative.\n\u201dCerto anche nelle altre classi si insegnavano molte cose, ma un po\u2019 come s\u2019ingozzavano le oche. Si presentava loro un cibo pre-confezionato e si invitavano i ragazzi ad inghiottirlo. Nella classe del signor Bernard per la prima volta in vita loro sentivano invece di esistere e di essere oggetto della pi\u00f9 alta considerazione: li si giudicava degni di scoprire il mondo\u201d (A. Camus).]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2902\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2902\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2022\/03\/16\/apologia-dellinsegnante\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_2902\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"2902\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[31],"tags":[97],"class_list":["post-2902","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pedagogia","tag-giunta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2902","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2902"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2902\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2902"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2902"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2902"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}