{"id":3062,"date":"2022-04-07T23:32:26","date_gmt":"2022-04-07T21:32:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=3062"},"modified":"2022-04-07T23:32:26","modified_gmt":"2022-04-07T21:32:26","slug":"un-premio-nobel-per-insegnanti-e-studenti-ucraini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2022\/04\/07\/un-premio-nobel-per-insegnanti-e-studenti-ucraini\/","title":{"rendered":"Un premio Nobel per insegnanti e studenti ucraini"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/UCRAINA_VICINA.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2987\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/UCRAINA_VICINA-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"220\" \/><\/a>di Raffaele Iosa<\/strong>\n\n<em>Giorno 43 di guerra<\/em>.\nContinuo a scrivere sui nostri bambini e ragazzi ucraini profughi nelle nostre scuole. In questi pochi giorni ho raccolto decine di storie, seguito varie accoglienze (belle e brutte), avuto contatti (difficili) con vecchi amici delle terre slave. Ho fatto una decina di webinar a gruppi di scuole.\n\nE sono giunto ad alcune considerazioni che qui ora \u00e8 per me doveroso raccontare.\n\n\n<ol>\n \t\n\n<li>\n\n\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Sono insegnanti da Nobel (della pace)<\/strong><\/span><\/h3>\n\n\n<\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nSono stato il primo in Italia, a met\u00e0 marzo,\u00a0 a scrivere di questa strana \u00a0\u201cDad di guerra\u201d che avevo scoperto per caso dai primi racconti (ancora incerti su cosa volesse dire) di alcuni nostri insegnanti e presidi.\n<span style=\"font-size: 1rem;\">Oggi sappiamo molto di pi\u00f9: \u00a0questa Dad non \u00e8 un fatto casuale ed episodico\u00a0 ma intenzionale. Gi\u00e0 in un mio post su fb del 17 marzo, \u00a0\u201cPedagogia dell\u2019infosfera\u201d, \u00a0ne parlavo come uno straordinario evento educativo. L\u00ec avevo segnalato anche il sito del ministero ucraino con un settore \u00a0intitolato <\/span><em style=\"font-size: 1rem;\">education in wartime<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\">, in inglese, finora ancora troppo poco aperto dagli insegnanti italiani.<\/span>\n\nEcco in sintesi essenziale di cosa si tratta. Prima che iniziasse la\u00a0 guerra, il ministero istruzione ucraino si era preventivamente preparato,\u00a0 utilizzando l\u2019esperienza di Dad svolta anche da loro ai tempi del COVID.19, e l\u2019 aveva prevista nell\u2019eventualit\u00e0 della \u201cchiusura fisica\u201d delle scuole per guerra.\u00a0 valorizzando le diffuse competenze digitali dei docenti ucraini. Ha poi accompagnato la proposta della Dad nel wartime, affidata alle singole scuole, con una vasta mole di \u201clezioni asincrone\u201d da scaricare dal loro\u00a0 sito, suddivisi classe per classe dalla 1 alla 12, approfondendo soprattutto quattro discipline: ucraino, matematica, scienze, storia. Dice il sito che \u00e8 un \u201cprimo apporto di strumenti, nell\u2019intenzione di ampliarli\u201d. Poi il 24 febbraio parte la guerra ed\u00a0 esplode un\u2019esperienza pedagogica senza alcun precedente storico.\n\n<!--more-->La Dad \u201csincrona\u201d funziona pi\u00f9 o meno cos\u00ec: sulla base di un \u201ccalendario\u201d predisposto dagli insegnanti della scuola che siano ancora viventi e in grado di connettersi, i ragazzini di ogni classe vengono contattati in genere ogni mattina, per circa tre ore al giorno di \u201clezione\u201d. A volte danno anche \u201ccompiti\u201d se possibile farli e hanno anche \u00a0strumenti di una qualche verifica. Mettiamoci nei loro panni:\u00a0 ad esempio una certa insegnante Svetlana 15 minuti prima manda un sms ai suoi ragazzi, poi si collega. I ragazzi sanno che se suona la sirena (bombe in arrivo) Svetlana spegne, ma restano in attesa se poi riprende.\n\nLei pu\u00f2 essere ancora in Ucraina ma anche profuga in un paese europeo. Come i suoi ragazzi, uno in Italia, due in Polonia, altri in Slovacchia, Germania. Perfino in Spagna. Svetlana si collega\u2026e parte una meraviglia. Ho seguito due \u201clezioni\u201d in Dad, seduto in un angolo quasi nascosto, e mi sono commosso. Era evidente al mio cuore di vecchio pedagogo che certo contava la lezione, ma centrale era \u201cla relazione\u201d per \u00a0quelle anime sparse in Europa, fatta di calorosi saluti, sospiri, chiacchiere, fino ai baci lanciati online.\n\nNel secondo caso non ce l\u2019ho fatta a tacere, e poich\u00e9 Svetlana parlava un po\u2019 di italiano l\u2019ho\u00a0 salutata con poche parole (troppe fa compassione) dandole un affettuoso ciao e soprattutto un complimento immenso per il suo coraggio, realizzato in uno scantinato semibuio di dove non posso dire e neppure so. Svetlana mi ha detto \u201cspassiba per i nostri bambini\u201d. E ovviamente, dasvidanje, Svetlana. Tra noi non finisce qui.\n\nPer chi non riesce a connettersi e nei casi in cui l\u2019insegnante sia in un luogo senza elettricit\u00e0, per tutte le situazioni complicate, si scaricano le lezioni asincrone, con un piano ordinato di svolgimento.\n\nGli insegnanti italiani che ho contattato e le mamme ucraine incontrate mi confermano che tutti (ripeto: tutti) i ragazzi non vedono ora che ci sia il contatto. Mi raccontano che nessun insegnante si \u00e8 tirato indietro a questo nuovo arduo compito, che anzi offre anche alla sua anima segni di speranza e di vita.\n\nA questo punto un commento serio si impone. Questa guerra \u00a0sconvolge non solo l\u2019Ucraina, ma di riflesso anche noi, per\u00f2 sono dispiaciuto del fatto che di questa straordinaria esperienza didattica se ne parli troppo poco e che resti in ombra come un fatto minore. Capisco che inorridisce e sconcerta la miriade di ucraini ammazzati nel fango, e preoccupa se questa estate dovremo usare meno il condizionatore. Ma un qualsiasi umano che sappia di bambini non pu\u00f2 non\u00a0 riconoscere in questa formicolante azione digitale che corre nella nostra infosfera un \u201cpoema pedagogico\u201d inatteso, con\u00a0 una valenza educativa e anche politica che rende onore agli ucraini.\nDalla terra\u00a0 dell\u2019ucraino Makarenko una storia altrettanto grandiosa.\n\nSenza fare troppe esegesi geopolitiche, in questo impegno degli insegnanti \u00a0trovo la stessa\u00a0 coraggiosa \u201cresistenza civile\u201d con cui il popolo ucraino risponde all\u2019aggressione brutale dell\u2019orso russo. Un\u2019identit\u00e0 nazionale di senso civico, una <em>citoyennit\u00e8<\/em> che pochi europei si sarebbero aspettati prima, \u00a0l\u2019orgoglio coraggioso di un popolo che non si arrende,\u00a0 disposto a tutto per la sua libert\u00e0. E che se \u00e8 costretto a mandare i figli fuori dal paese per salvarli, intende farlo per poco. Tornare a casa \u00e8 il loro destino, che tocca a noi italiani rinforzare con un\u2019accoglienza mite, empatica, non invasiva, efficace.\n\nE, dunque, a fronte dei loro piccoli costretti a scappare dalle bombe \u00a0in Europa \u00a0per salvarsi, la scuola non chiude \u201cper guerra\u201d, ma anzi\u00a0 mantiene in tutti i modi un saldissimo filo profondamente umano, ricrea (anche se virtuale) la comunit\u00e0 che apprende. Una comunit\u00e0 che cos\u00ec vuole e crede\u00a0 futuro.\n\nMa ci sono due cose in pi\u00f9, squisitamente educative. In questa relazione virtuale sento, prima di tutto, la magia dell\u2019I CARE donmilaniano, del non perdere nessuno, della \u201ccura\u201d umana ed esistenziale che dobbiamo ai piccoli e giovani, quella \u201ccura dell\u2019anima ferita\u201d che Stefano Versari nella sua nota del 24 marzo scorso propone anche agli insegnanti italiani perch\u00e9 tema non clinico ma pedagogico e didattico.\n\nIn secondo luogo, il ricreare comunit\u00e0 attraverso la Cultura \u00e8 collante indispensabile per il loro futuro. E\u2019 la cultura \u00a0aperta creativa e critica il destino di un paese civile. Ed \u00e8 la lingua (come logos, non come ethnos) la koin\u00e8 che dall\u2019infanzia \u00a0lega un popolo. Lingua e cultura sono l\u2019antidoto alla barbarie. La cultura per poter pensare e scambiare con gli altri \u00a0simboli e \u00a0valori.\u00a0 Ecco perch\u00e9 tenere \u00a0aperta la scuola \u00e8 un atto di civilt\u00e0.\n\nNaturalmente io sono un nessuno per candidare questi insegnanti al premio Nobel della pace. Ma mi permetto il coraggio sfrontato di proporlo. La vera risposta di pace alla barbarie, agli odi, ai conflitti, alle prepotenze \u00e8 la scuola e la cultura che da l\u00ec si allarga. Lo meritano per il coraggio e la sensibilit\u00e0 che mettono nelle loro lezioni, in contesti martoriati, sotto le bombe, nascosti in cantine, rifugi, scantinati.\nE questa scuola virtuale,\u00a0 che funziona nonostante tutto, \u00a0a me pare uno dei pi\u00f9 forti segni di pace per un paese martoriato e per un mondo disorientato da questa epoca di guerra.\n\n&nbsp;\n\n\n<ol start=\"2\">\n \t\n\n<li>\n\n\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Questi bambini e ragazzi ucraini. Anche per loro il Nobel?<\/strong><\/span><\/h3>\n\n\n<\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nDa numerosi racconti fin qui raccolti, emergono alcune caratteristiche interessanti di questi bambini ucraini arrivati da noi.\u00a0 Prima di tutto: non sono moltissimi. La gran parte di loro si sono fermati in Polonia o non lontano e gi\u00e0 questo \u00e8 un segno del desiderio del ritorno. In pi\u00f9 la Polonia, come la Slovacchia hanno una lingua che assomiglia di pi\u00f9 all\u2019ucraino che il russo. Non \u00e8 una sorpresa questa per molti di noi? Non fa pensare a qualcosa che si chiama \u201cstoria\u201d? Quanto conosciamo la loro storia?\n\nL\u2019impressione generale \u00e8 che si tratta di bambini probabilmente provenienti da centri urbani, con famiglie di ceto medio. Una prima valutazione delle loro competenze in genere sorprende i nostri insegnanti: sono molto pi\u00f9 avanti in matematica, parlano l\u2019inglese meglio dei nostri, sanno di informatica. Molti di loro a casa facevano un qualche sport. E nelle nostre scuole pi\u00f9 accoglienti gli insegnanti e il comune hanno gi\u00e0 trovato societ\u00e0 sportive che li accoglie. Naturalmente tutti i maschi che giocano a calcio sembrano Sevchenko. Soprattutto per la classe 5 (che per il loro curricolo \u00e8 come la nostra prima media) mi pare quasi per tutti improponibile metterli in 5.a primaria. Troppo scarto e perdita di tempo. In genere non presentano segni di tristezza o ansia,\u00a0 n\u00e9 sembrano timidi. Pare dunque che in loro la resilienza sia forse pi\u00f9 forte di quella delle loro madri accompagnatrici. Ma la tristezza \u00e8 dietro l\u2019angolo. E nel cellulare, che non serve loro solo per collegarsi alla loro Svetlana, ma anche ascoltare il babbo rimasto laggi\u00f9, che chiama quando pu\u00f2.\n\nSe una scuola accogliente \u00e8 sveglia potrebbe avere da loro molti spunti per mescolare le differenti esperienze educative, mutuando le une con le altre. Per esempio la loro educazione al lavoro\u2026\n\nA questo punto, perch\u00e9 non proporre anche a loro il premio Nobel per la Pace assieme ai loro insegnanti?\n\n<strong>L\u2019esperienza di questi pochi ma intensissimi giorni, inoltre mi permette qualche suggerimento<\/strong>\n\nPrima di tutto \u00e8 indispensabile un colloquio con la madre o l\u2019adulto che li accompagna. Uno per uno. Di reciproca conoscenza e di approfondimento sul \u201cchi\u201d \u00e8 del ragazzo\/a, i suoi talenti, interessi, desideri, paure insicurezze. Ci serve anche per far conoscere meglio la nostra scuola come funziona. Si potrebbe fare bene anche in inglese, forse servono meno mediatori di quanto pensiamo. Questa \u00e8 anche l\u2019occasione di approfondire quale sia la classe giusta dove inserirli, evitando per loro una regressione. Ma serve anche a dare \u201cidee sociali\u201d da offrire al ragazzo\/a e alla sua famiglia sulle attivit\u00e0 sportive e sociali presenti nel territorio, e sulle reti amicali. Mandare un ragazzino ucraino in classe al vuoto, senza accoglienza e reciproca informazione sarebbe una vergogna pedagogica.\n\nRicordo inoltre che le mamme ucraine hanno alcune caratteristiche che merita conoscere.\nIn Ucraina l\u2019et\u00e0 media delle primipare \u00e8 \u00a026 anni, a differenza delle nostre che \u00e8 di 32.\u00a0 In Ucraina i laureati di 30-40 anni sono il 56% della popolazione, a differenza dei nostri che sono solo il 29%. Avremo quindi madri mediamente pi\u00f9 giovani delle nostre e pi\u00f9 \u201cstudiate\u201d delle nostre. Alcune potrebbero essere insegnanti o esperte che potrebbero essere utili a tutta la scuola. Teniamone conto. L\u2019Ucraina ha una scuola seria.\n\nHo qui davanti a me un SMS appena arrivato\u00a0 su una ragazza ucraina al suo primo giorno: si \u00e8 trovata molto bene, ha legato in particolare con un compagno macedone perch\u00e9 si capiscono molto tra le loro due lingue e poi\u2026.parlano tutti e due inglese. Il ragazzino macedone ha fatto da Virgilio alla nostra ragazzina ucraina che (mi dice il messaggio) \u201clo ha lodato per la disponibilit\u00e0 e la pazienza\u201d. Il messaggino ci insegna molto sull\u2019individuazione della classe, in cui perfino la nostra plurale presenza di alunni stranieri in classe potrebbe essere una risorsa. Reciproca.\n\nDulcis in fundo, forse una bella riunione tra tutte le famiglie degli studenti della classe potrebbe creare occasioni d\u2019oro di amicizia, solidariet\u00e0, accoglienza. Ricordiamoci: poche feste e salamelecchi all\u2019inizio, non sono in vacanza. La festa la faremo quando torneranno a casa loro, amici per sempre perch\u00e9 non siamo stati invasivi e distratti, ma empatici e giustamente lenti.\n\n\n<ol start=\"3\">\n \t\n\n<li>\n\n\n<h3><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Per una scuola pi\u00f9 accogliente un\u2019esperienza che va fuori dei luoghi comuni<\/strong><\/span><\/h3>\n\n\n<\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\n<strong>\u00a0<\/strong>Mi sono arrivate numerose richieste di informazione su tante cose, apparentemente minime, ma che attanagliano a volte le nostre scuole \u00a0spesso rese ansiose dalla panna montata del \u201cregolismo para-carcerario e iper-regolato che attanaglia i comportamenti quotidiani.\n\nNe segnalo alcuni per evitare di far fatica per nulla e crearsi fantasmi.\n\n<strong>Il cellulare, ad esempio<\/strong>. Non \u00e8 difficile comprendere il valore del cellulare per questi ragazzini. Serve a loro per cose molto utili, quali il traduttore google simultaneo, l\u2019uso per collegarsi in Dad se serve, e soprattutto l\u2019attesa di notizie dal padre in Ucraina. Non dimenticate mai: questo \u00e8 il loro cruccio principale e quello delle loro madri. Il padre \u00e8 rimasto per la guerra. Inutile, se siete umani, farvi capire perch\u00e9 hanno questa umanissima ansia. Quindi questa vicenda butta per aria il regolismo a volte isterico di certe scuole sull\u2019uso del cellulare, e potrebbe anche insegnare ai nostri ad avere un uso pi\u00f9 saggio del loro cellulare. Potrebbe accadere anche che un ragazzino ucraino diventi amico-amico di un coetaneo italiano, al punto che il secondo si mette a studiare ancora meglio l\u2019inglese. E si parlano, dio se si parlano!\nIl ragazzino ucraino chiede all\u2019altro di farsi insieme un selfie nell\u2019aula, loro due abbracciati, che vorrebbe fare \u201cfor my father and my teacher\u201d. E se lo fanno sorridenti. \u201cBabbo, maestra, avete visto? Sto qua, ho amici, sto bene. E voi?\u201d. Cos\u00ec scrive il nostro ospite sotto la foto inviata. E il compagno italiano la fa girare nei suoi circuiti orgoglioso, scrivendo sotto \u201cio e il mio nuovo amico Oleg\u201d. Ci potr\u00e0 mai essere in Italia una stupidissima regola che vieta tutto questo? Provo solo brividi di piacere nel vedere come\u00a0 questa accoglienza pu\u00f2 aiutarci a sgretolare tanto conformismo regolativo che soffoca\u00a0 la vita educativi.\n\n<strong>L\u2019Invalsi, per esempio<\/strong>. Me lo chiedono in troppi per non essere vero: devono fare i test?\u00a0 E assieme a questo la valutazione, le pagelle, gli esami. Ricordo che nella nota Versari gi\u00e0 citata questo periodo \u00e8 proposto come \u201ctempo lento per l\u2019accoglienza\u201d, centrato sull\u2019empatia, la socialit\u00e0, il primo italiano basic, e soprattutto come continuare il loro curricolo ucraino appoggiato al nostro. Ho gi\u00e0 scritto in altri articoli che si sa che il ministero ucraino e il nostro e stanno concordando tutti gli aspetti (chiamiamoli cos\u00ec) \u201cdi forma\u201d che rendono ansiose pi\u00f9 scuole di quanto pensavo. Aspettiamo quindi che ci arrivino questi accordi di collaborazione e di organizzazione della loro accoglienza qui da noi. Vedrete che \u00e8 tutto pi\u00f9 semplice.\nFate invece quello che serve davvero a loro, non alla compilazione dei moduli e dei verbali.\n\n<strong>La loro Dad, per esempio<\/strong>. Qui mi pare che le scuole inizino a comprendere. La loro Dad in wartime, se \u00e8 presente, \u00e8 al centro della nostra azione, \u00e8 proprio quel \u201ccurricolo ucraino\u201d che serve a loro per \u201cnon perdere l\u2019anno\u201d non in senso formale ma sostanziale. Quella deve essere quindi la base del nostro lavoro didattico e relazionale. Il nostro lavoro quindi deve saper accompagnare, sviluppare approfondire,\u00a0 arricchire la loro esperienza scolastica, non essere in contrasto! Quindi dobbiamo capir bene come funziona, cosa fanno e poi rabboccare noi. Questa esperienza \u00e8 del tutto originale nelle forme di accoglienza, prevede il ritorno a casa. Una seria pedagogia del ritorno deve quindi partire da l\u00ec. Mi sono perfino giunte richieste se queste ore vanno segnate \u201cin assenza\u201d oppure \u201cin presenza\u201d anche se fatte (come piace a me) a scuola in uno spazio calmo dedicato. Forse ci voleva una guerra (scusate questa frase) per renderci conto di quanto il nostro regolismo formalistico a volte ci rende ridicoli.\n\n<strong>C\u2019\u00e8 intorno a noi il bello, per esempio<\/strong>. Ho frequentato molto per volontariato sociale legato a Chernobyl le terre (diciamo cos\u00ec) post sovietiche. \u00a0Mi sono fatto molti amici. Non ce n\u2019\u00e8 uno che parlando dell\u2019Italia magari sa poco della nostra politica (e forse non ci perde molto) ma tutti ti dicono con un sospiro \u201cAh, Firenze! Ah, gli Uffizi! Ah Venezia! Ah Roma e la romanit\u00e0! Ah, Capri!\u201d. L\u2019Italia \u00e8 per antonomasia la terra del bello. E dunque, non potrebbe essere l\u2019occasione per portarli nel bello di tante nostre citt\u00e0 e paesi? E godere con loro il contatto con la bellezza? Platone ci diceva che il bello \u00e8 buono. Questa volta forse ha ragione: a questi ragazzini incontrare il bello pu\u00f2 far bene. E con loro anche a noi e ai nostri italici, dopo due anni senza gite.\n\nA proposito, due pettegolezzi. Mi ha telefonato l\u2019ufficio didattico della Galleria degli Uffizi per avere suggerimenti su come organizzare visite guidate per gli ucraini. Prendete nota. Secondo pettegolezzo, pi\u00f9 ,prosaico: io sono di origine veneziana e non c\u2019\u00e8 nessun amico post sovietico a cui non riveli il segreto pontile lungo il Canal Grande dove con 50 centesimi ci si fa traghettare in gondola da una riva all\u2019altra. Un passaggio in gondola quasi signorile]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3062\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3062\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2022\/04\/07\/un-premio-nobel-per-insegnanti-e-studenti-ucraini\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3062\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3062\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[30],"tags":[101],"class_list":["post-3062","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-notizie","tag-iosa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3062","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3062"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3062\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3062"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3062"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3062"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}