{"id":3341,"date":"2022-10-06T21:36:40","date_gmt":"2022-10-06T19:36:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=3341"},"modified":"2022-10-06T21:36:40","modified_gmt":"2022-10-06T19:36:40","slug":"investire-sulle-comunita-professionali-nelle-istituzioni-scolastiche-condizioni-e-approccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2022\/10\/06\/investire-sulle-comunita-professionali-nelle-istituzioni-scolastiche-condizioni-e-approccio\/","title":{"rendered":"Investire sulle Comunit\u00e0 professionali nelle istituzioni scolastiche. Condizioni e approccio."},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[[caption id=\"attachment_3287\" align=\"alignright\" width=\"300\"]<a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DISEGNO_MATILDE.jpeg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3287\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DISEGNO_MATILDE-1024x824.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"241\" \/><\/a> disegno di Matilde Gallo, anni 10[\/caption]\n\n<strong>di Antonio Valentino<\/strong>\n\nLa domanda delle Scuole in questa fase difficile e impegnativa \u00e8 volta ovviamente a come fare al meglio la propria parte (ed essere aiutata a farla). Ma grande \u00e8 anche il bisogno di orientamento e sostegno di fronte alle sfide importanti con cui sar\u00e0 gioco forza misurarsi. Tra queste, in primis, la progettazione e le azioni per il contrasto<em> alla dispersione scolastica e per la riduzione dei divari territoriali,<\/em><em> previste dal PNRR, assieme all<\/em><em>a predisposizione della Rendicontazione sociale e del RAV per l\u2019aggiornamento del PTOF<\/em><strong>: <\/strong>che richiederanno molto probabilmente ripensamenti di non poco conto sull\u2019offerta formativa e le strategie per darle gambe.\n\n\n<h3><strong>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Esperienze di Comunit\u00e0 Professionale (CP) durante la pandemia <\/strong><\/h3>\n\n\nDa considerare e sottolineare &#8211; delle scuole considerate in questa ricerca &#8211; le caratteristiche rilevate nel loro funzionamento durante la pandemia, sotto il profilo relazionale e organizzativo; caratteristiche cos\u00ec sintetizzabili:\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li>forte coinvolgimento degli insegnanti come <strong><em>collettivo<\/em><\/strong>;<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>promozione e sostegno di\u00a0 <strong><em>pratiche collaborative<\/em><\/strong><\/li>\n\n\n \t\n\n<li>la cura degli <strong><em>ambienti di apprendimento<\/em><\/strong> e l\u2019attenzione al <strong><em>modello organizzativo<\/em><\/strong>, attraverso la valorizzazione delle <em>figure di coordinamento delle diverse articolazioni del Collegio Docenti<\/em>;<\/li>\n\n\n \t\n\n<li><strong><em>leadership (condivisa<\/em><\/strong>) come \u201cqualit\u00e0 distintiva\u201d dell\u2019intera comunit\u00e0.<\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\nSono queste caratteristiche \u2013 identificate come proprie delle \u201c<strong><em>comunit\u00e0 professionali di apprendimento<\/em><\/strong>\u201d &#8211; che, secondo l\u2019analisi degli Autori dell\u2019Editoriale, hanno permesso alle scuole \u2018osservate\u2019 \u2013 questo \u00e8 <em>l\u2019assunto<\/em> esplicito dell\u2019<em>Editoriale<\/em> &#8211; di attraversare gli scombussolamenti dell\u2019emergenza, garantendo comunque equit\u00e0 e qualit\u00e0 dell\u2019offerta formativa.\n\n<!--more-->\n\n\n<ol start=\"2\">\n \t\n\n<li>\n\n\n<h2><strong> Comunit\u00e0 Professionale. Si parte da lontano <\/strong><\/h2>\n\n\n<\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\nAssunto questo che richiama e conferma ulteriormente, per pi\u00f9 aspetti, l\u2019importanza e il valore \u2013 e il metodo &#8211; delle ricerche e degli studi delle comunit\u00e0 scientifiche internazionali che &#8211; almeno dagli anni \u201970 del secolo scorso \u2013 si sono interessate agli intrecci tra teorie dell\u2019apprendimento e scienze organizzative. L\u2019aspetto di maggiore interesse per queste loro ricerche va ricercato soprattutto nel nuovo approccio di <strong><em>carattere pluridimensionale,<\/em><\/strong> volto a studiare ed esplicitare le correlazioni tra fattori e capitoli di teorie coinvolte nei loro studi. E, ovviamente, a verificarne l\u2019incidenza e l\u2019efficacia.\n\nE tutto questo, a partire da problematiche quali\n\n\n<ol>\n \t\n\n<li>l\u2019apprendimento nelle sue diverse forme (mnemonico e per imitazione, riflessivo e organizzativo, trasformativo e generativo, collettivo, individuale \u2026),<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>gli ambienti di lavoro (e come ci si sta dentro) e la cultura professionale, ma anche i modelli di funzionamento all\u2019interno delle organizzazioni viste come organismi sociali,<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>gli ambiti <em>disciplinari <\/em>a vario titolo chiamati in causa dalle ricerche (psicologia educativa, sociologia, pedagogia, economia, \u2026)<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/li>\n\n\n<\/ol>\n\n\n\u00c8 quest\u2019insieme di problematiche che entra in gioco, a partire da quegli anni, come intreccio di variabili che caratterizza le ricerche sulle Comunit\u00e0 Professionali, descritte, nell\u2019accezione condivisa, come aggregazioni <em>di professionisti <\/em>che, all\u2019interno di una organizzazione, ricoprono funzioni e ruoli identici<em>. \u00a0Studiarne il valore sociale e garantirne eventualmente tenuta, sviluppo e identit\u00e0 diventa l\u2019obiettivo di questi studi.<\/em><a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\n\nPerci\u00f2 riportarne in primo piano i punti di forza, assieme agli interrogativi che pongono, e riappropriarsi delle sue parole chiave &#8211; e delle pratiche che le traducono operativamente &#8211; si assume qui come un\u2019operazione che pu\u00f2 aiutare a recuperare o a meglio sviluppare un\u2019idea di scuola capace di aprirci a nuove prospettive in questa fase di incertezze e grandi sfide. Consapevoli che, senza una visione di insieme e un\u2019idea di scuola condivisa, che orientino gli impegni e prospettino condizioni di rinnovamento e sviluppo, le stesse sfide prima richiamate (dalla lotta alla dispersione, all\u2019apertura alle opportunit\u00e0 e alla collaborazione col territorio, eccetera ), sar\u00e0 difficile affrontarle con qualche possibilit\u00e0 di successo.\n\n\n<h2><strong>3.\u00a0 Tra definizioni e approfondimenti<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> <\/strong><\/h2>\n\n\nPer recuperare al meglio l\u2019idea di CP e metterla a fuoco \u2013 anche avvalendoci dei risultato di ricerche pi\u00f9 recenti &#8211; pu\u00f2 essere utile partire da una prima interessante definizione \u2013 forse la pi\u00f9 nota &#8211;\u00a0 di due pionieri e protagonisti degli studi dei primi anni \u201970 del secolo scorso, <strong>Donald Sch\u00f6n e Chris Argyris<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a><\/strong>; definizione che mette ben a fuoco gli <strong><em>aspetti caratterizzanti<\/em><\/strong><em> <strong>di una Comunit\u00e0<\/strong><\/em><a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><strong>[6]<\/strong><\/a>, intrecciati con elementi che hanno a che fare con la professionalit\u00e0 di chiunque operi in organizzazioni che funzionano come sistemi sociali di apprendimento. Di questi aspetti si citano soprattutto\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li>il senso di appartenenza (il percepirsi cio\u00e8 come qualcosa di pi\u00f9 grande che accomuna chi ne partecipa e li motiva in una logica di reciprocit\u00e0);<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>la percezione di essere dentro una rete di relazioni capace di fornire sostegno emotivo e professionale a chi ci sta dentro;<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>la consapevolezza del proprio ruolo e del proprio s\u00e9 professionale dentro la CP;<\/li>\n\n\n \t\n\n<li>un sistema comune di apprezzamento con cui distinguere ci\u00f2 che \u00e8 rilevante da ci\u00f2 che non lo \u00e8.<\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\nSi tratta, come \u00e8 facile osservare, di caratteristiche che non si danno <em>a priori<\/em> e che richiedono quindi consapevolezza, esercizio e cura a pi\u00f9 livelli, trattandosi di condizioni che interrogano la cultura e quindi la formazione professionale di chi partecipa a queste comunit\u00e0. E non solo.\n\nVa richiamato anche che ad arricchire e declinare pi\u00f9 specificamente l\u2019idea di CP di questi due studiosi concorrono anche i risultati di ricerche successive che riportano in primo piano <strong><em><u>gli aspetti pi\u00f9 ricorrenti<\/u><\/em><\/strong>\u00a0 per definire e descrivere tali Comunit\u00e0\u00a0 come specificamente <em>professionali<\/em> e permettere di riconoscerle attraverso appositi <strong><em>indicatori<\/em><\/strong>.\n\nTra questi, in primo luogo: una <strong><em>visione solidale e collaborativa del fare scuola<\/em><\/strong>, che si traduca in <em>comportamenti contrari a chiusure e separatezze nell\u2019esercizio delle diverse attivit\u00e0<\/em>; e in secondo luogo: una <strong><em>cultura professionale<\/em><\/strong> fondata sull\u2019assunto fondamentale che si apprende in modo <em>socialmente significativo <\/em>soprattutto attraverso <em>il confronto e la condivisione delle pratiche lavorative <\/em><em>e delle esperienze maturate<\/em>.\n\nL\u2019accento posto sopra la dimensione collegiale e cooperativa, propria del costrutto di CP, tende piuttosto ad <em>evidenziare opportunamente <\/em>che, essendo la scuola una organizzazione-istituzione che ha responsabilit\u00e0 sociali, migliorarne la qualit\u00e0 \u00e8 condizione che non pu\u00f2 essere lasciata al caso o alla disponibilit\u00e0 del singolo, ma va opportunamente prevista e costruita, e anche <em>curata e coltivata collegialmente nelle modalit\u00e0 pi\u00f9 efficaci.\u00a0 <\/em>\n\nConferme sulla fondatezza di questa visione arrivano tra l\u2019altro anche dalle<strong><em> neuroscienze<\/em><\/strong><em> che evidenziano come l\u2019apprendere in modo efficace non \u00e8 attivit\u00e0 puramente solitaria, ma un\u2019azione sociale, in un contesto dato, che matura attraverso processi di interazione e negoziazione dei significati con altri soggetti con cui si \u00e8 chiamati a interagire<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><strong>[7]<\/strong><\/a>.\u00a0 <\/em>\n\n\n<h2><strong>4. Dalle condizioni ai i primi punti di forza<\/strong><strong>. <\/strong><\/h2>\n\n\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a>\n\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a>\n\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a>\n\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a>\n\nI tratti che, nelle elaborazioni condotte col nuovo approccio, qualificano una CP &#8211; e che si ripropongono come spunti promettenti di cui riappropriarsi -, mettono in primo piano e prioritariamente:\n\u2022 una visione dell\u2019<strong>apprendere<\/strong> non pi\u00f9 come <strong>esperienza unicamente individuale e mentale, ma come fenomeno sociale e collettivo<\/strong>; non pi\u00f9 esito quindi di pura trasmissione di nozioni (dalla lezione del docente o dalle pagine del libro di testo alla testa dello studente), ma come esperienza attiva e trasformativa;\n\u2022 <strong>la valorizzazione dell\u2019\u2019apprendimento \u2018organizzativo\u2019<\/strong> <em><a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref7\"><strong>[8]<\/strong><\/a><\/em>: che si fonda sulla consapevolezza che in una organizzazione, il sapere professionale (e sociale) si crea, si sviluppa e si consolida, quando i contributi dei singoli o dei gruppi [in termini di risultati di esperienze, pratiche, attivit\u00e0] diventano parte del patrimonio di conoscenze della comunit\u00e0 <em><a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref7\"><strong>[9]<\/strong><\/a><\/em>. Saldando cos\u00ec l\u2019apprendimento individuale (o del gruppo) a quello collettivo e producendo cambiamenti migliorativi nel contesto lavorativo (Wenger) <em><a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref7\"><strong>[10]<\/strong><\/a><\/em>.\n\u2022 l\u2019idea di CP \u201ccome ambiente di apprendimento; dove apprendere \u00e8 imparare a essere (learning to be) e ad agire come un membro della comunit\u00e0 (Brown e Duguid, 2000) <em><a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref7\"><strong>[11]<\/strong><\/a><\/em> (Aspetto questo che si riprender\u00e0 successivamente).\n\n\n<h2><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><strong>5. La \u2018pratica\u2019, tra ricerca e riflessivit\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\nUna dimensione delle CP assolutamente centrale \u00e8 anche <strong><em>Pratica<\/em><\/strong> che evidenzia l\u2019importanza e il valore del conoscere basato <strong><em>sul fare e sull\u2019esperienza<\/em><\/strong>. Importante per la nostra scuola, perch\u00e9 ancora non adeguatamente considerata, una prima definizione, ancora di <strong>Sch\u00f6n,<\/strong>\u00a0 di <em>Pratica<\/em> come \u201csistema di attivit\u00e0 in cui il sapere non \u00e8 separato dal fare\u201d e \u201cdove il pratico non \u00e8 contrapposto al teorico\u201d; e dove la conoscenza si precisa come <em>attivit\u00e0 contestualizzata, \u201csituata\u201d nei luoghi dove acquista significato e valore<\/em>.\n\nMa forse pu\u00f2 risultare ancora pi\u00f9 stimolante recuperare con pi\u00f9 evidente nettezza una seconda definizione dello stesso studioso che la descrive in questi termini:\n\n\u201c<strong><em>Attivit\u00e0<\/em><\/strong><em> di una comunit\u00e0 di professionisti che condividono (\u2026.) le tradizioni di un mestiere;<\/em> e che acquista<strong> <em>valore e senso<\/em> (\u2026) <\/strong><em>quando assume caratteristiche di ricerca e sa scavare in se stessa attraverso <strong>l\u2019esercizio riflessivo<\/strong> e sa porsi domande, cercare coerenze, capire i presupposti delle azioni, cercare collegamenti con le teorie o tentare ipotesi teoriche nuove, <u>insieme ai colleghi<\/u>, <u>mettendo a confronto i pensieri con le azioni<\/u>\u201d<\/em><a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>.\n\nAssunto quest\u2019ultimo del quale va soprattutto sottolineata l\u2019importanza di due suoi aspetti caratterizzanti: <strong><em>la ricerca e la riflessivit\u00e0<\/em><\/strong>, considerate nella definizione come stimolanti indicatori di una CP.\n\nQui per\u00f2 si vuole soprattutto evidenziare il richiamo all\u2019esercizio riflessivo come pratica-risorsa dell\u2019<em>organizzazione<\/em> (e delle sue articolazioni) che porta a <em>guardare dentro<\/em> e oltre le azioni e i contenuti che esse esprimono, per cogliere la carica <em>trasformativa delle conoscenze o generativa di nuove<\/em><a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\"><em><sup><strong>[13]<\/strong><\/sup><\/em><\/a><em>. <\/em>\n\n\n<h2><strong>6. Le Comunit\u00e0 di Pratica (CdP) <\/strong><\/h2>\n\n\nA completamento di questa ricostruzione &#8211; necessariamente sintetica e per pi\u00f9 versi a<em>pprossimativa<\/em>, volta soprattutto a evidenziare le caratteristiche promettenti delle CP &#8211; vanno recuperati i risultati degli studi e delle ricerche (ultimo decennio del secolo scorso) di due studiosi di origini svizzere, <strong>Etienne<\/strong> <strong>Wenger e Jean Lave<\/strong>, sulle <em>Comunit\u00e0 di<\/em> <em>pratica<\/em> (CdP).\n\nTraendo spunti da Sch\u00f6n e Argyris,\u00a0 e pi\u00f9 in generale dal filone di studi e ricerche che ruotano intorno alle CP, i due studiosi approfondiscono il senso e il valore dei luoghi di aggregazione (le CP) come <strong><em>ambienti di apprendimento<\/em><\/strong> <strong><em>dentro le organizzazioni<\/em><\/strong>, enfatizzando il concetto di <strong><em>pratica<\/em><\/strong> e dei suoi significati, su cui gi\u00e0 Sch\u00f6n aveva offerto, come abbiamo visto, significativi contributi<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>; ma anche \u00a0insistendo sulla specificit\u00e0 dei campi di interesse <em>(<strong>Campi tematici<\/strong><\/em>) delle Comunit\u00e0, che si configurano \u2013 questa \u00e8 almeno la ricostruzione che tendo a privilegiare &#8211; come potenziali elementi di diversificazione identitaria rispetto al costrutto della CP in senso stretto.\n\nMa di Wenger va soprattutto richiamata \u00a0la svolta (2002)<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>, che lo porta ad allontanarsi dalla fase precedente strettamente teorica, per approdare ad una pi\u00f9 pratica e operativa, che potrebbe essere probabilmente interessante riprendere e approfondire,\u00a0 perch\u00e9 offre stimoli per una pi\u00f9 solida e innovativa configurazione del modello organizzativo per la componente docente delle Istituzioni Scolastiche (IS).\n\n\n<h2><strong>7. La formazione \u2018situata\u2019<\/strong><\/h2>\n\n\n<strong>Sintetizzando<\/strong>\n\nA mo\u2019 di sintesi, questo lo schema mentale e operativo dei ragionamenti svolti, che si propone come sguardo di insieme su un argomento complesso, ma certamente interessante soprattutto in questa fase.\n\n<em>La CP: idea di scuola che assume il punto di vista del funzionamento della Comunit\u00e0 dei docenti di una IS come \u2018ambiente di apprendimento e di pratica\u2019 finalizzato a garantire il successo formativo di tutti gli studenti, non uno di meno. Il che significa: cultura e sviluppo professionale, ambienti e rapporti di lavoro, tipo di relazionie modelli organizzativi conseguenti e coerenti. <\/em>\n\n<em>Punto di vista quindi come espressione di un approccio multi dimensionale alle CP delle IS.<\/em>\n\n<em>Il cui costrutto assume a riferimento:<\/em>\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li><em>la dimensione collettiva dell\u2019apprendere professionale (e non solo);<\/em><\/li>\n\n\n \t\n\n<li><em>l\u2019apprendimento non tanto attivit\u00e0 mentale, quanto operazione trasformativa della conoscenza; <\/em><\/li>\n\n\n \t\n\n<li><em>la pratica riflessiva come aspetto fondamentale della cultura professionale (apprendimento riflessivo)<\/em><\/li>\n\n\n \t\n\n<li><em>l\u2019apprendimento \u2018organizzativo\u2019 come risorsa (pratiche, astuzie del mestiere, risultati di ricerche legati ai problemi del fare scuola) prodotta dai singoli o dai gruppi, che diventa patrimonio dell\u2019intero collettivo della CP ed espressione della sua identit\u00e0 culturale e professionale;<\/em><\/li>\n\n\n \t\n\n<li><em>lo sviluppo professionale visto prioritariamente come formazione \u2018situata\u2019, espressione a. del confronto e della ricerca sui problemi aperti del proprio ambiente di lavoro e b. dei risulti, in termini di pratiche, di comportamenti, di strategie \u2026, negoziati nel gruppo e in grado di affrontare problemi e difficolt\u00e0; <\/em><\/li>\n\n\n \t\n\n<li><em>gli ambienti e i contesti lavorativi come luoghi di collaborazione, negoziazione e intese;<\/em><\/li>\n\n\n \t\n\n<li><em>modelli organizzativi centrati: a. sull\u2019autonomia di ricerca, b. sulla reciprocit\u00e0 delle relazioni, c. su una leadership distribuita, d. sulla dimensione reticolare delle articolazioni della Comunit\u00e0 professionale.<\/em><\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\n\n\n<h2><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>\u00a0NOTE<\/strong><\/span><\/h2>\n\n\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Titolo del numero monografico della Rivista dell\u2019Universit\u00e0 telematica IUL (26.06.2022): \u201c<em>Leadership, innovazione e cambiamento organizzativo. Promuovere comunit\u00e0 di apprendimento professionale<\/em>\u201d.\n\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Va doverosamente ricordato che il nuovo approccio recupera aspetti fondanti di teorie maturate nei decenni immediatamente precedenti, come\u00a0 il <em>Learning by Doing<\/em>\u00a0(<strong>John Dewey<\/strong>),\u00a0 lo Sviluppo cognitivo di <strong>Piage<\/strong>t, l\u2019<em>Apprendimento come sviluppo sociale<\/em> (<strong>Vygotskij<\/strong>), la <em>Pedagogia scientifica e ruolo dell\u2019ambiente<\/em> di <strong>Maria\u00a0 Montessori<\/strong>; e include il <em>Learning Organization<\/em>\u00a0(<strong>Peter Senge<\/strong>) e anche strategie formative\u00a0 come il <em>Cooperative Learning<\/em>.\n\n<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Cfr. <strong>I. Summa<\/strong>, <em>Se il docente fa \u2018Comunit\u00e0 professionale\u2019<\/em>, in \u2018Rivista dell\u2019istruzione\u2019, n.6, 2014.\n\n<a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\"><strong><sup>[4]<\/sup><\/strong><\/a> Le riflessioni e alcune ipotesi di lavoro, che di seguito si propongono, recuperano, ripensate, tematiche ed elaborazioni maturate all\u2019interno di un <strong>gruppo di lavoro interregionale,<\/strong> formato soprattutto da <strong>Ds dell\u2019Associazione Nazionale Proteo Fare Sapere<\/strong>, in occasione del percorso di approfondimento delle <em>Linee programmatiche per il Congresso Nazionale dell\u2019Associazione<\/em> (Ravenna, ottobre 2021)<span style=\"text-decoration: line-through;\">.<\/span>\n\n<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Riferimenti bibliografici fondamentali\u00a0 al riguardo sono: <strong>D. Sch\u00f6n &#8211; C. Argyris, <\/strong><em>Teoria in pratica: aumentare l&#8217;efficacia professionale\u00a0.\u00a0San Francisco: Jossey-Bass, 1974<\/em><strong> ; <\/strong><em>Apprendimento organizzativo: una teoria della prospettiva dell&#8217;azione\u00a0.\u00a0Lettura, MA: Addison-Wesley, 1978;<\/em><strong>\u00a0 D. Sch\u00f6n<\/strong>, <em>\u201cL\u2019epistemologia della pratica\u201d<\/em>, 1991\n\n<a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Occorre chiarire che le CP su cui qui si riflette, non vanno identificate \u00a0con le Comunit\u00e0 scolastiche indicate nell\u2019ultimo CCNL scuola \u00a0&#8211; novembre 2019 &#8211; (definite <strong>Comunit\u00e0 educanti<\/strong>), riferendosi queste ultime all\u2019insieme delle articolazioni (\u2018le componenti\u2019) delle Istituzioni Scolastiche (per le quali si possono ovviamente prevedere analoghi percorsi di ricerca). Le CP si riferiscono invece &#8211; qui e in genere negli studi sull\u2019argomento che afferiscono specificamente al mondo della scuola &#8211; alla sola componente docenti (il Collegio che comprende anche il DS).\n\nL\u2019attenzione prioritaria alle CP dei docenti non vuol dire ovviamente sottovalutazione delle altre comunit\u00e0 professionali che operano nella scuola. Punta essenzialmente a riportare in primo piano la centralit\u00e0 dell\u2019apprendere e del conoscere e quindi dei soggetti che istituzionalmente e prioritariamente sono investiti di questa funzione.\n\n<em>Perci\u00f2 non penso sia esagerato affermare che <strong>l\u2019idea di scuola a cui si tende passa in primo luogo attraverso l\u2019idea di Comunit\u00e0 professionale dei docenti che si assume a riferimento; e quindi della cultura professionale di chi vi opera, della sua organizzazione, delle sue pratiche e dei suoi valori di riferimento.<\/strong> <\/em>\n\n<a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> V. <strong>Pier Cesare Rivoltella<\/strong>, <em>Neurodidattica. Insegnare al cervello che apprende<\/em>, Cortina Editore, 2012.\n\n<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> <em>Organizational Learning<\/em>, dove l\u2019aggettivo \u00e8 da intendere nel senso di \u2018prodotto dai membri della comunit\u00e0\u2019.\n\n<a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> <strong>E. Wenger<em>,<\/em> <\/strong>\u2018<em>Comunit\u00e0 di pratica. \u00a0Apprendimento, significato e identit\u00e0\u2019<\/em>, Franco Angeli editore, 2006.\n\n<a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> V. sito Formez PA <a href=\"http:\/\/focus.formez.it\/content\/n10-comunita-pratiche%20apprendimento-e-professionali\">http:\/\/focus.formez.it\/content\/n10-comunita-pratiche apprendimento-e-professionali<\/a> Focus tematico n. 10: <em>Comunit\u00e0 di pratiche, di apprendimento e professionali, p. 22. Nel testo cit. \u2013 molto interessante e utile per orientarsi sull\u2019argomento con una visione multidimensionale &#8211; il riferimento \u00e8 nel paragrafo dedicato alle Comunit\u00e0 di Pratica<\/em>.\n\n<a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a> Le frasi virgolettate di questo paragrafo sono tratte da <strong>D. Sch\u00f6n<\/strong>, <em>\u201cL\u2019epistemologia della pratica\u201d<\/em>, 1991.\n\n<a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\"><em><sup><strong>[13]<\/strong><\/sup><\/em><\/a> V<strong>. L. Mortari<\/strong>, <em>Apprendere dall\u2019esperienza. Il pensare riflessivo nella formazione<\/em>, Carocci Editore, 2011, <strong>Fabbri L<\/strong>. (2007).\u00a0<em>Comunit\u00e0 di pratiche e apprendimento riflessivo<\/em>. Carocci: Roma e <strong>C. Mion<\/strong>, <em>Riflessivit\u00e0<\/em>, in <a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/ped\/riflessivita.htm\">www.edscuola.it\/archivio\/ped\/riflessivita.htm<\/a>, 2013.\n\n<a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> <strong>J.Lave, &amp; E. Wenger<\/strong>,\u00a0<em>L\u2019apprendimento situato. Dall\u2019osservazione alla partecipazione attiva nei contesti di apprendimento<\/em>. Erickson, 2006 \u2013 prima pubblicazione: Cambridge University Press, 1991;; <strong>E. Wenger, R. MCDermott, &amp; W. M. Snyder<\/strong><em>, <\/em>\u00a0<em>\u2018Coltivare Comunit\u00e0 di pratica\u2026, cit..<\/em>\n\n<a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> <strong>Wenger<\/strong>, a seguito della \u2018svolta\u2019, formalizzata in \u2018<em>Comunit\u00e0 di pratica. \u00a0Apprendimento, significato e identit\u00e0\u2019<\/em>, del 2002 (nel 2006 in Italia. V. n 9) prevede che vi si possano costituire in autonomia dentro le, \u2018<strong><em>costellazioni\u2019 di CdP<\/em><\/strong> anche \u2018promosse\u2019 \u2013 le CdP &#8211; dalle Organizzazioni in quanto interessate alla promozione di organismi attivi e innovativi.\n\n<a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> <strong>V. <\/strong>S<strong>. Gherardi, D. Nicolini<\/strong>, cit., pp. 56-57.\n\n&nbsp;]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3341\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3341\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2022\/10\/06\/investire-sulle-comunita-professionali-nelle-istituzioni-scolastiche-condizioni-e-approccio\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3341\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3341\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[23],"tags":[],"class_list":["post-3341","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-autonomia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3341","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3341"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3341\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3341"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3341"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3341"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}