{"id":3423,"date":"2022-10-30T10:25:53","date_gmt":"2022-10-30T09:25:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=3423"},"modified":"2022-10-30T10:25:53","modified_gmt":"2022-10-30T09:25:53","slug":"il-discorso-sul-merito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2022\/10\/30\/il-discorso-sul-merito\/","title":{"rendered":"Il discorso sul merito"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<b><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/disegno_mano.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2508\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/disegno_mano-1024x727.jpg\" alt=\"\" width=\"303\" height=\"215\" \/><\/a>di Stefano Stefanel<\/b><strong>\u00a0<\/strong>\n\n<em>Merito <\/em>e <em>Meritocrazia<\/em> sono due nomi che, in questi giorni, fanno discutere, da qualunque parte li si voglia considerare. Poich\u00e9 il <em>Merito <\/em>\u00e8 diventato il nuovo logo del <em>Ministero dell\u2019Istruzione e del Merito<\/em> credo che, almeno in questa fase, sia meglio attenersi al mondo della scuola, visto che analogo trattamento non hanno ricevuto, ad esempio, i ministeri della Funzione Pubblica, dell\u2019Universit\u00e0 e delle Ricerca, degli Interni, ecc.\n\n<strong>Se ci fermiamo dunque al <em>Ministero dell\u2019Istruzione e del Merito<\/em> sono quattro le categorie interessate alla questione:<\/strong>\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li><strong>gli studenti<\/strong><\/li>\n\n\n \t\n\n<li><strong>i docenti<\/strong><\/li>\n\n\n \t\n\n<li><strong>i dirigenti<\/strong><\/li>\n\n\n \t\n\n<li><strong>il personale ATA<\/strong><\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\n<strong>LA PERICOLOSA CHINA DEL MERITO COME CONTRALTARE DEL DE-MERITO<\/strong>\n\nCominciamo dagli studenti che, a tutt\u2019oggi, nel mondo della scuola sono gli unici ad essere valutati in maniere, comunque, troppo disomogenee e molto poco eque. Va immediatamente sgomberato il campo da un possibile equivoco e cio\u00e8 che tutto ci\u00f2 che non \u00e8 de-merito, per sua stessa natura sia merito. Per dirla in modo molto semplificato: se prendo 5 de-merito, se prendo 6 merito: questo \u00e8 un modo proprio perverso di ragionare. La docimologia italiana \u00e8 la base strutturale della sua dispersione, perch\u00e9 scambia misurazioni sommarie ed arbitrarie con i processi di valutazione. Bisogna, quindi, sgomberare il campo &#8211; immediatamente &#8211; dal de-merito, categoria legata a situazioni sociali, personali, culturali, motivazionali che si vanno ad intrecciare spesso con didattiche frontali ed obsolete, ossessione per compiti in classe e interrogazioni, interesse per i risultati dei prodotti e non per quelli dei processi. Il merito deve, dunque, essere qualcosa che dimostra particolari capacit\u00e0 degli studenti che devono essere premiate nell\u2019ambito di un\u2019azione meritocratica, che parte cio\u00e8 dagli oggettivi risultati di coloro che riescono a sollevarsi dalla media. Dunque, il merito dovrebbe essere la ricerca degli elementi di eccellenza in un sistema che deve, contemporaneamente, avere attenzione ai bisogni di inclusione, supporto, accompagnamento, azioni dirette sulle persone.\n\n<!--more-->\n\nSe si volesse percorrere la strada della valorizzazione del merito una buona lettura \u00e8 quelle costituzionale: \u201c<em>I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi pi\u00f9 alti degli studi.\u201d <\/em><em>Questa dicitura intende tutelare un principio di equit\u00e0 non di concorrenza, mettendo tutti i \u201c<\/em><em>bravi e meritevoli<\/em><em>\u201d sullo stesso piano, sia che abbiano i mezzi, sia che non li abbiano. A prima (ma anche a seconda) vista sembra che l\u2019idea insita nella Costituzione non sia molto simile a quella che ha ispirato il cambio di nome ministeriale. Il merito, comunque, si pu\u00f2 premiare e individuare ma, per farlo, \u00e8 necessario slegarlo totalmente dal de-merito, altrimenti si passa da una tendenza equa, ad una tendenza selettiva e iniqua. Quindi si deve partire dall\u2019idea che i voti, in s\u00e9, non possono essere merito, ma soprattutto non possono discriminare il merito in rapporto al de-merito. Se non si sta molto attenti, in questo frangente, si rischia di trasformare tutto in un\u2019unica notte dove tutte le mucche sono nere. <\/em>\n\n<em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019azione sul merito inteso come elemento di valore e qualit\u00e0 alta o altissima dovrebbe produrre due provvedimenti che per\u00f2 scardinerebbero il sistema scolastico italiano:<\/em>\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li><em>L\u2019eliminazione del valore legale del titolo di studio<\/em><\/li>\n\n\n \t\n\n<li><em>L\u2019eliminazione delle bocciature<\/em><\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\nIl valore legale del titolo di studio pareggia tutto: i diplomi e le lauree presi in Istituti e Universit\u00e0 di grande valore e quelli presi per via telematica; i percorsi di eccellenza e quelli mediocri, le lauree di chi le ottiene al primo appello utile e quelle di chi si trascina per vent\u2019anni all\u2019universit\u00e0. Non credo sia necessario enumerare tutti gli elementi che hanno prodotto la grande distorsione italiana per cui il \u201c<em>pezzo di carta<\/em>\u201d fa aggio su qualunque competenza sia stata acquisita per raggiungere quel \u201c<em>pezzo di carta\u201d<\/em>: sia quella di alto valore e livello, sia quella strappata anche attraverso tutte le varie patologie del sistema (due anni un uno, istituti che usano metodologie valutative non comparabili, e via di seguito). Se i diplomi e le lauree non avessero valore legale, in primo luogo, si abolirebbero gli esami di stato, che forniscono classifiche tanto inutili quanto deleterie, su prove di tipo contenutistico spesso proposte per soddisfare le aspettative dei valutatori e non dei valutati.\n\nIl secondo passaggio dovrebbe essere quello dell\u2019abolizione della bocciatura, con la conseguenza di rendere necessaria una valutazione e una certificazione che descrivano attentamente tutti i percorsi in modo che si possano conoscere le reali competenze acquisite dagli studenti. Cos\u00ec si avrebbero, ad esempio, studenti che escono dai licei con il 100 e lode e studenti che escono con il 25, cio\u00e8 con un semplice attestato di frequenza. Tutto questo collegato agli accessi universitari aperti solo a chi \u2013 in determinate materie \u2013 ha un voto alto. Per cui, ad esempio, se esco da un liceo scientifico con 4 in matematica non posso iscrivermi a ingegneria, dove ci vuole, poniamo, l\u20198. A quel punto pur provvisto di diploma devo andare a prendermi l\u20198 (al liceo o all\u2019universit\u00e0), altrimenti a quella facolt\u00e0 non posso accedere. Non credo sia questo il luogo per dettagliare, ma se voglio fare lettere classiche all\u2019universit\u00e0 devo proprio avere da 8 a 10 in latino e greco. Questo permetterebbe un\u2019azione personalizzata sui percorsi, con studenti che decidono di perseguire il livello alto in tutte le discipline e studenti che si specializzano in rapporto all\u2019universit\u00e0 e al mondo del lavoro. A questo punto diventerebbe fondamentale e interessante sapere da che scuola o universit\u00e0 viene uno studente, che percorso ha seguito, dove \u00e8 di alto o medio livello e dove di basso livello. E gli unici \u201cbocciati\u201d sarebbero quelli che a scuola non ci vanno proprio e quindi diventano soggetti su cui si dovrebbe agire in primo luogo per via sociale.\n\nNon credo sia molto complicato comprendere che questo sistema rivoluzionerebbe tutta la scuola italiana e \u2013 soprattutto \u2013 renderebbe evidenti, pubbliche e verificabili le valutazioni e le certificazioni delle scuole. Il voto perderebbe il suo valore e diventerebbe soltanto la descrizione di un livello di competenza, come gi\u00e0 avviene per i livelli linguistici (anche se questi livelli a scuola assurdamente convivono con i voti). E anche gli studenti che escono dal sistema con una bassa votazione potrebbero vedersi valorizzate alcune competenze. In questo modo la ricerca del <em>Merito<\/em> inciderebbe sul profilo dello studente e non sul suo tempo di permanenza a scuola.\n\nIo credo non si possa continuare a dare in premio agli studenti migliori lo \u201c<em>scalpo<\/em>\u201d (leggi bocciatura) di quelli deboli e in difficolt\u00e0, perch\u00e9 non si ha altro da dargli. Sono due profili di studenti diversi e devono essere trattati in modo diverso. Lo Stato dovrebbe prevedere posti di lavoro immediati per gli studenti di alto livello, con percorsi certificati da scuole-universit\u00e0-organismi indipendenti. Insomma, lo Stato dovrebbe saper individuare i migliori, non lasciare indietro nessuno differenziando le didattiche a tutti i livelli, premiare i capaci e meritevoli senza metterli in raffronto con chi ha problemi ad essere capace e meritevole.\n\n<strong>QUIS CUSTODIET IPSOS CUSTODES?<\/strong>\n\nLa questione dei docenti, invece, la si potrebbe chiudersi gi\u00e0 dal titolo: poich\u00e9 in Italia i valutatori destano sempre sospetti, nessun metodo di valutazione cancellerebbe i dubbi sui valutatori e quindi tutto sarebbe destinato al fallimento (come \u00e8 successo a tutti quelli che ci hanno provato da Berlinguer a Renzi). Anche in questo caso si potrebbe fare un tentativo separando il de-merito dal merito. Non tutti gli insegnanti che vengono a scuola tutti i giorni sono meritevoli: qualcuno oltre a venire a scuola fa ottenere ai suoi studenti ottimi risultati, qualcun altro un po\u2019 meno. Per\u00f2 come si verifica tutto questo? L\u2019unica possibilit\u00e0 \u00e8 che il merito sia un elemento certificato di eccellenza, non una semplice sequela di cose fatte premiate per il solo fatto di essere state fatte. Una base di partenza potrebbe essere questa: su base volontaria l\u2019insegnante chiede di essere valutato e un soggetto esterno definisce il livello di partenza dei suoi studenti e lo stesso soggetto esterno (nucleo di valutazione) verifica a fine anno se c\u2019\u00e8 un valore aggiunto: se c\u2019\u00e8, bene, si premia il merito, se non c\u2019\u00e8 non accade nulla e si \u00e8 fatto quello che si \u00e8 potuto. Questo metodo non produrrebbe insegnanti di diversa categoria, ma solo docenti desiderosi di verificare la propria capacit\u00e0 di lavorare sul valore aggiunto.\n\nSui dirigenti non merita &#8211; almeno qui &#8211; fare un lungo discorso, ma solo dire che va applicata la legge e vanno tutti valutati.\n\n<strong>SEGRETERIE IN AFFANNO<\/strong>\n\nAnche in questo caso si tratta di cancellare il concetto di de-merito e di occuparsi solo del merito, ma non attraverso astrusi meccanismi valutativi, bens\u00ec premiando economicamente le eccellenze delle segreterie. Anche in questo caso va ribaltato il concetto di <em>intensificazione della prestazione<\/em> che col merito non ha nulla a che vedere e va, invece, approfondito quello di competenza tecnica ,che va premiata sempre (gestione economica, graduatorie, progetti, piattaforme sono solo alcuni nomi dove \u00e8 semplicissimo vedere l\u2019assistente amministrativo di alto livello da quello di basso livello). E anche nel settore dei collaboratori scolastici per un dirigente scolastico \u00e8 immediato verificare il dipendente che interpreta il suo ruolo in forma minuziosa da quello che fa quello che deve fare senza cercare di migliorare, anche perch\u00e9 poi comunque riceve un\u2019intensificazione (anche se spesso molto piccola). Il problema \u00e8 che, anche in questo caso, se tutto ci\u00f2 che non \u00e8 de-merito diventa merito allora invece di produrre efficienza ed efficacia nelle scuole si produce un sistema falso-egualitario dove tutti hanno teoricamente gli stessi carichi di lavoro, anche se non ne hanno \u2013 con un\u2019evidenza molto semplice da verificare \u2013 le forze e le competenze per gestirli.\n\n<a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/merito-e-demerito\/\"><strong>PER ALTRI ARTICOLI SUL TEMA DEL MERITO VAI ALLA PAGINA DEDICATA<\/strong><\/a>]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3423\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3423\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" 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