{"id":3485,"date":"2022-11-20T15:06:55","date_gmt":"2022-11-20T14:06:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=3485"},"modified":"2022-11-20T15:06:55","modified_gmt":"2022-11-20T14:06:55","slug":"il-volto-gesuitico-dei-voti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2022\/11\/20\/il-volto-gesuitico-dei-voti\/","title":{"rendered":"Il volto gesuitico dei voti"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/voti-e1575210245547.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-719\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/voti-e1575210245547.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"254\" \/><\/a>di Giovanni Fioravanti<\/strong>\n\nEra facilmente prevedibile che l\u2019attenzione dal merito scivolasse sui voti. \u00c8 stato sufficiente\u00a0 il lancio di stampa che al liceo Morgagni di Roma si sperimenta la scuola senza voti\u00a0 che l\u2019italico qualunquismo pedagogico si scatenasse, come se una scuola senza voti fosse destinata all\u2019estinzione.\nDel resto, se questo governo ritiene che l\u2019istruzione deve essere sorretta dalla stampella del merito, \u00e8 evidente che una scuola senza voti \u00e8 una pugnalata alla schiena. Il merito per essere tale necessita di una graduatoria, appunto la graduatoria di merito, e a scuola le graduatorie (come tante altre cose) dai tempi della gesuitica ratio studiorum si fanno con la scala ordinale dei voti in numeri o in lettere come nei paesi anglosassoni.\n\nQuando l\u2019idraulico viene a casa ad aggiustarmi la doccia che non funziona, al termine del suo lavoro non gli do un voto, lo pago sulla base della fattura che mi rilascia. O ha riparato la doccia o non l\u2019ha riparata, \u00e8 abile o non \u00e8 abile, \u00e8 competente o non \u00e8 competente. In definitiva funziona una logica binaria.\nTutta la nostra vita poggia sull\u2019aperto\/chiuso, dentro\/fuori, sopra\/sotto, negativo o positivo.\n\nA scuola no. La logica \u00e8 quantitativa, il sapere va a peso. Domina la domanda che la figlia fa al padre in un famoso metalogo di Gregory Batison: \u201cPap\u00e0, quante cose sai?\u201d\nE siccome il sapere non si pu\u00f2 pesare e neppure misurare \u00e8 compito degli insegnanti impilarlo nella scala decimale, ne va del loro ruolo, della loro autorit\u00e0, del loro prestigio sociale.\nIl voto \u00e8 un potente ricatto, una punizione morale double face che fa dello studente un somaro come un secchione. \u00c8 comunque l\u2019anima del profitto scolastico, l\u2019incentivo a studiare.\n\n<!--more-->\n\nSui voti a scuola si potrebbero scrivere pagine di luoghi comuni e a leggere certe giudizi che definiscono la sperimentazione del Morgagni \u201cun\u2019idea scellerata\u201d si ha l\u2019impressione\u00a0 che se a qualcuno gli togli dalla scuola il registro e le pagelle gli crolli un intero mondo di certezze addosso. La sociologia ci insegna che la resistenza alle scuole senza voti \u00e8 dovuta tanto al peso dell&#8217;abitudine quanto al conforto che la loro comunicazione fornisce.\nIl fatto \u00e8 che le ragioni dei sostenitori del sistema dei voti non hanno nulla a che vedere con le pratiche di valutazione fondamentali per dar forma all\u2019insegnamento e all\u2019apprendimento.\n\nI voti da 1 a 6 delle scuole gestite dai Gesuiti nel secolo XVI\u00b0 facevano parte di una didattica fondata sulla ripetizione come metodo per assimilare le materie di studio. Pratica ancora in auge nei nostri istituti secondari in cui prevale la didattica della ripetizione: lezioni ex cathedra, interrogazioni e quindi voti sul registro.\nMa si tratta di scuole che sono fuori dal tempo, dove ancora si misurano le nozioni anzich\u00e9 i processi per acquisire quelle competenze che pure sono dettagliate dalle Indicazioni nazionali. Le competenze non si misurano n\u00e9 con la scala decimale n\u00e9 con quella pentenaria. Le competenze o sono possedute o non sono possedute. Ci\u00f2 che \u00e8 necessario valutare \u00e8 lo stato del processo per acquisirle pienamente, che richiede due forme di autovalutazione quella del sistema per individuare come sostenere lo studente nel suo processo di apprendimento e quella dello studente stesso, per essere consapevole di s\u00e9, per conoscere come procedere, cosa ha acquisito e cosa ancora gli manca.\n\nL\u2019assurdo dei voti numerici \u00e8 che per essere comunicabili e compresi hanno bisogno di descrittori, vale a dire di narrazioni, grande conquista democratica rispetto ai tempi andati quando il voto dell\u2019insegnante era una cifra e niente pi\u00f9, se non un \u201cnon si impegna\u201d, \u201csi deve impegnare di pi\u00f9\u201d. Ma se i voti si devono narrare che senso hanno i numeri, se non per fare delle graduatorie di merito o di demerito?\n\u00c8 che poi le narrazioni dei voti sollevano il velo su una scuola che non \u00e8 poi tanto diversa dalle istituzioni gesuitiche nonostante i secoli che ci separano. Sulle competenze che neppure sono prese in considerazione prevale la ripetizione.\n\nNon cito la fonte, prendo \u201cuna griglia di descrizione del valore numerico dei voti\u201d da un liceo a caso:\n\n<strong>10. Eccellente:<\/strong> conoscenze complete e approfondite, elaborate in modo personale e critico anche operando collegamenti interdisciplinari. Uso competente della lingua italiana\/ straniera e delle terminologie specifiche. Esposizione brillante.\n\n<strong>9. Ottimo:<\/strong> conoscenze complete e approfondite, sostenute da capacit\u00e0 argomentativa e di collegamento tra discipline. Fluidit\u00e0 ed organicit\u00e0 espositiva, uso appropriato della lingua italiana\/ straniera e delle terminologie specifiche.\n\n<strong>5. Insufficiente<\/strong>: conoscenze incomplete e superficiali dei contenuti. Difficolt\u00e0 nel coordinamento logico. Uso improprio della lingua italiana\/ straniera e delle terminologie specifiche.\n\nGi\u00e0 la descrizione del valore numerico dei voti \u00e8 inquietante per una mente normale, ma passiamo oltre. Il valore quantitativo del numero \u00e8 trasposto in un aggettivo qualificativo, tanto vale usare direttamente gli aggettivi, ma questo lasciamolo ai tanti misteri gloriosi del nostro sistema scolastico.\nLa cosa che colpisce \u00e8 la narrazione che si fa del sapere, delle conoscenze la cui padronanza \u00e8 evidentemente misurata sulla ripetizione e sulla retorica, sull\u2019oratoria: \u201cesposizione brillante\u201d, ne pi\u00f9 ne meno di quanto accadeva nei collegi della ratio studiorum. Le conoscenze non sono competenze, nulla di applicativo che emerga da queste narrazioni, fatto salvo per quella linguistica, che ci sta con la scuola della retorica. Prevale la nozione, la quale in quantit\u00e0 incompleta produce l\u2019insufficienza.\n\nSenza voti come si fa a motivare gli studenti, ottenere il loro impegno nello studio? Se manca la pratica del bastone e della carota nessuno pi\u00f9 si impegner\u00e0 a scuola e il risultato sar\u00e0 una societ\u00e0 di ignoranti e di incompetenti.\nNo. Abbiamo la necessit\u00e0 che a scuola si affermi una cultura differente.\nUna scuola capace di trasmettere la passione per lo studio, per la sua forza attrattiva, dove l\u2019apprendimento \u00e8 un follow up individualizzato. Una scuola senza voti rende pi\u00f9 facile apprezzare lo studio per se stesso e il pensiero critico, rompendo con la pratica della strumentalizzazione del sapere in funzione del voto, costringendo alla massima attenzione\u00a0 verso i\u00a0 fattori motivazionali degli studenti e la psicologia dell\u2019apprendimento.\n\nLa scuola senza voto richiede\u00a0 insegnanti preparati nelle pratiche di valutazione verso approcci sempre pi\u00f9 formativi nell\u2019ottica di una progressiva ottimizzazione degli apprendimenti e delle competenze.\nLa sperimentazione del liceo Morgagni di Roma \u00e8 sulla lunghezza d\u2019onda di tutto questo e\u00a0 delle tante scuole che dalla Francia agli Stati Uniti stanno sperimentando come passare dal sistema di valutazione della scuola delle nozioni al sistema di valutazione della scuola dell\u2019apprendimento basato sulla padronanza e sulla competenza.\n\nMoheeb Kaied frequenta la seconda alla Scuola Media 442 di Brooklyn, una mattina ha detto: \u201cVediamo. Posso trovare l&#8217;area e il perimetro di un poligono.\u00a0Riesco a risolvere problemi matematici e del mondo reale utilizzando un piano di coordinate.\u00a0Devo ancora migliorare nella divisione di numeri a pi\u00f9 cifre, il che significa che probabilmente dovrei esercitarmi di pi\u00f9\u201d. Moheeb fa parte di un nuovo programma che sta sfidando il modo in cui insegnanti e studenti pensano ai risultati dell\u2019apprendimento,\u00a0 la sua scuola \u00e8 una delle centinaia che hanno eliminato i tradizionali voti in lettere all&#8217;interno delle loro classi.\nAlla Scuola Media 442, gli studenti sono incoraggiati a concentrarsi invece sulla padronanza delle competenze.\u00a0Non c&#8217;\u00e8 fallimento.\u00a0L&#8217;unico obiettivo \u00e8 apprendere il materiale da padroneggiare, prima o poi.\nPer gli studenti in difficolt\u00e0 c&#8217;\u00e8 molto tempo per esercitarsi finch\u00e9 non sono acquisite le capacit\u00e0.\u00a0Per coloro che afferrano rapidamente i concetti c&#8217;\u00e8 l&#8217;opportunit\u00e0 di andare avanti rapidamente.\u00a0La strategia sembra diversa da classe a classe, cos\u00ec come il materiale che gli studenti devono padroneggiare.\u00a0Ma in generale, gli studenti lavorano secondo i propri ritmi attraverso fogli di lavoro, lezioni online e discussioni in piccoli gruppi con gli insegnanti.\u00a0Ricevono frequenti aggiornamenti sulle competenze apprese e su quelle che devono ancora acquisire.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>\n\nAnche qui niente di nuovo, nulla da inventare che non sia gi\u00e0 stato sperimentato. Chi ha familiarit\u00e0 con la storia della pedagogia ricorder\u00e0 certo il Piano Dalton dal nome della cittadina del Massachussets dove agli inizi del secolo scorso Helen Parkhurst speriment\u00f2 il suo metodo.\nNella scuola senza voti, senza registri e pagelle cessano di esistere le continue bugie che i numeri e le lettere raccontano sull&#8217;apprendimento.\u00a0Gli albi d&#8217;onore e di merito scompaiono. Scompare di conseguenza anche il ministero dell\u2019istruzione e del merito, per tornare Ministero della Pubblica Istruzione come impegno della Scuola dello Stato ancora prima che degli studenti.\n\nGli insegnanti imparano a valutare efficacemente i risultati scolastici e gli studenti diventano studenti indipendenti, spinti dalla curiosit\u00e0 e dall&#8217;ispirazione piuttosto che dalla vuota promessa di un voto &#8220;buono&#8221; o dalla minaccia di uno &#8220;cattivo&#8221;.\nOra, questa pu\u00f2 sembrare solo un&#8217;idea grande, forse persino irrealistica.\u00a0Ma la scuola senza voti esiste gi\u00e0 nelle scuole di tutto il mondo, basta guardarsi attorno e, naturalmente, studiare.\n\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> \u201cA New Kind of Classroom: No Grades, No Falling, No Hurry, in The New York Times, 11 agosto 2017]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3485\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3485\" style=\"\"><i 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