{"id":3605,"date":"2023-01-23T23:40:29","date_gmt":"2023-01-23T22:40:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=3605"},"modified":"2023-01-23T23:40:29","modified_gmt":"2023-01-23T22:40:29","slug":"il-bambino-cui-ballavano-le-letterine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2023\/01\/23\/il-bambino-cui-ballavano-le-letterine\/","title":{"rendered":"Il bambino cui ballavano le letterine"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[\n\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/stare-nella-relazione\/\"><strong>STARE NELLA RELAZIONE PER IMPARARE E PER INSEGNARE<\/strong><\/a><\/span><\/p>\n\n\n\n\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il bambino cui ballavano le letterine<\/strong>\n<strong>di Monica Barisone\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\nQuando lo incontrai, solo pochi sapevano cosa fossero i disturbi specifici di apprendimento, gli addetti ai lavori, mentre io non ne sapevo quasi nulla. Fabio era reduce da lunghissimi anni di incomprensioni e fraintendimenti con le insegnanti che ormai lo consideravano un pigro e arguto ribelle. I suoi genitori, invece, ne percepivano soprattutto la fatica e il disorientamento, non riconoscevano il loro bambino in quella fotografia che veniva loro mostrata. Qualcosa non tornava e non riuscivano ad arrendersi: volevano a tutti i costi aiutarlo.\n\nLo incontrai con preoccupazione perch\u00e9 la vicenda si presentava gi\u00e0 come confusa e contrastante. Dopo qualche incontro, passato a rovistare tra le sue competenze relazionali, alla ricerca di qualche falla, dovetti arrendermi. Fabio era socievole, perspicace, simpatico e curioso e l\u2019idea che me ne stavo facendo non si incastrava per nulla nella casella suggerita dagli insegnanti. Sapevo bene che proprio a causa di questa incongruenza anch\u2019io non mi sarei arresa facilmente. A malincuore provai ad avventurarmi in un terreno non proprio di mia competenza e gli chiesi di spiegarmi con la massima accuratezza, cosa succedesse quando si approcciava a lettura, scrittura e far di conto. Con encomiabile pazienza inizi\u00f2 a spiegarmi che, nonostante il suo impegno e la sua concentrazione, quando si accostava ad una parola, ad una frase, le letterine non volevano saperne di star ferme e piuttosto sceglievano di cambiare continuamente di posto, impedendogli di comporre una parola o una frase in modo definitivo.\nSi trattava di una guerra di posizione da cui Fabio usciva stravolto, senza aver ben compreso il testo che stava leggendo o il problema che avrebbe dovuto risolvere. Avevo capito! Lui non era dispettoso, sfidante, provocatorio! Era costantemente ingaggiato in una lotta impari per cercare di acchiappare il senso di ci\u00f2 che doveva risolvere, da mattina a sera! Capii che lui e la sua famiglia erano dei supereroi!\n\n<!--more-->\nNe avrei incontrati ancora molti altri nel corso del mio lavoro, ingaggiati in gare di sopravvivenza e corse ad ostacoli allestite a volte per restituire ad altri fatiche sperimentate nella propria storia professionale o personale.\n\u00c8 passato poco pi\u00f9 di una decina d\u2019anni. Nonostante tutte le trappole disseminate sul percorso, Fabio si \u00e8 da poco diplomato con una tesina unica ed originalissima nel suo settore. A suo tempo mamma e pap\u00e0 invece avevano trovato la forza ed il coraggio di fondare un&#8217;associazione di genitori di bambini con DSA e costruito con le istituzioni uno spazio loro dedicato, tuttora funzionante!\n\nE oggi? Oggi si sa molto di pi\u00f9 sulle diverse modalit\u00e0 di funzionamento nell\u2019apprendimento e mentale in senso lato. L\u2019accesso alle certificazioni di queste modalit\u00e0 \u00e8 diventato abbastanza celere e le classi sono diventate splendide costellazioni di esigenze formative specifiche. Oggi i ragazzi stessi tentano l\u2019autodiagnosi, arrabattandosi tra i materiali orbitanti in rete e le modalit\u00e0 didattiche che affannosamente cercano di evolversi. Accade per\u00f2 anche che le certificazioni non vengano lette o comprese, che si fatichi a raccordare le informazioni, che i linguaggi dei diversi interlocutori dissonino. Oppure accade che la certificazione diventi, per un ragazzo o una ragazza, un cappello da appoggiare sulla testa e calcare bene sulle orecchie perch\u00e9 possa finalmente segnalare a s\u00e9 stessi e agli altri un nome per definirli e per poter accedere ad una identit\u00e0 fino a quel momento dispersa. Il rischio, come ripete costantemente lo psicologo evolutivo Matteo Lancini, \u00e8 per\u00f2 quello di produrre un effetto specchio che possa contribuire a creare la loro personalit\u00e0 ancora in evoluzione.\nAllora potremmo ipotizzare che l\u2019arrivare o meno ad una diagnosi e con una tempistica pi\u00f9 o meno rapida, rappresenti in realt\u00e0 solo una sfaccettatura del problema, anzi della situazione. In un\u2019epoca contraddistinta dall\u2019individualismo estremo, sembra emergere di fatto, e a forza, il bisogno di definirsi in qualche modo, e non solo per chi esiste in modo divergente rispetto alle etichette convenzionali, o almeno per chi cos\u00ec si sente e si pensa. Come a dire: \u201csono cos\u00ec estranea ai discorsi dei compagni, alle loro scelte di vita nel tempo libero, ma anche estranea alle attese dei miei genitori e degli insegnanti da dover appartenere per forza a qualche categoria di disturbo cognitivo o mentale\u201d.\n\nA volte questi vissuti si riempiono addirittura di un\u2019angoscia ed un dolore cos\u00ec intensi da scardinare la porticina dello stipetto degli anestetici pi\u00f9 comunemente utilizzati: alcool, sostanze, farmaci, self cutting, regimi alimentari o sportivi rigidi, ritiro sociale\u2026*\nAllora, per noi adulti, stare accanto a loro diventa ancor pi\u00f9 difficile, si avvia una lotta logorante tra lo \u2018stare\u2019 ma facendo finta di niente, e il \u2018non stare\u2019 ma trascinando con s\u00e9 il macigno della responsabilit\u00e0 mancata. Alcuni decidono di \u2018stare con loro\u2019 nel disagio, molti di loro sono insegnanti o professionisti della relazione d\u2019aiuto, che della delega, antica, a crescere i cuccioli d\u2019uomo alla vita, hanno fatto una scelta di vita. Sono adulti che, come consiglia il pedagogista e sociologo Mauro Martinoni, riescono a guardare i bambini e vedere le farfalle che diventeranno, senza soffermarsi troppo sui bruchi e i loro bozzoli! Poco dopo la ripresa scolastica post pandemia Covid, per esempio, alcuni insegnanti di una Scuola Media mi hanno chiesto di attivare un corso di formazione, una specie di corso di primo soccorso per riuscire a fronteggiare le situazioni emergenziali che si trovavano a sperimentare coi loro ragazzi pi\u00f9 in difficolt\u00e0. Gli anni di frequenza della Scuola Media rappresentano infatti nella vita di una ragazza e di un ragazzo, una fase particolarmente critica e generativa dal punto di vista evolutivo. Un periodo foriero di importanti svolte nella vita di ogni persona che si confronta oggi per\u00f2 con la dimensione estremamente rilevante del rebound della pandemia e della didattica a distanza, nonch\u00e9 con la crisi politico-economica europea e mondiale.\n\nQuesti fattori, in linea di massima fisiologici, se assommati, possono trasformarsi in importanti fattori di rischio di disagio sociale e psicologico. La sfida che ci potevamo porre era allora quella di prevedere, prevenire ma anche gestire le manifestazioni del disagio, da parte degli allievi e dei docenti, sin dai primi segnali e presagi. L\u2019idea poteva essere allora quella di censire col personale docente le criticit\u00e0 ed i disagi gi\u00e0 manifestatisi<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> o ancora in fieri, per predisporre patterns di strategie, procedure, comportamenti, azioni da mettere in atto per una gestione efficace delle future occorrenze, ma soprattutto per potenziare i muscoli che governano lo \u2018stare con\u2019 chi sta soffrendo o facendo fatica. Tra gli strumenti per trovare coi ragazzi delle soluzioni, ci potevano essere l&#8217;ascolto, la curiosit\u00e0 di scoprire chi si ha davanti, la ricerca avventurosa di un senso da dare a tutta quella fatica, il sogno di un futuro accessibile.\n\nLa novit\u00e0 \u00e8 che i ragazzi oggi si sono aperti agli adulti, accettano di camminare insieme, di correre con una guida \u2018anziana\u2019 o \u2018esperta\u2019<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Allo stesso modo gli adulti di riferimento possono imparare insieme a bambini e bambine, ragazze e ragazzi, a diventare buone guide, chiedendo ci\u00f2 che non comprendono e provando insieme a rispondere alle domande della vita. Oggi c\u2019\u00e8 uno spazio di fiducia relazionale che pu\u00f2 diventare spazio di lavoro per provare ad uscire dai guai e dalle paranoie tutti insieme.\n\n<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> attacchi di panico, atti auto\/etero lesivi, fobie scolari specifiche e aspecifiche, ansia correlata a lutti o gravi malattie, vissuti di rifiuto\/esclusione nelle classi con allievi con certificazione o in corso di diagnosi, disturbi alimentari, depressione\u2026\n<a style=\"font-size: 1rem;\" href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a><span style=\"font-size: 1rem;\"> La grande affluenza agli sportelli d\u2019ascolto conferma la capacit\u00e0 dei ragazzi e delle ragazze di \u2018utilizzare\u2019 il professionista per affrontare il proprio disagio.<\/span>]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3605\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3605\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" 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