{"id":3687,"date":"2023-03-06T15:09:46","date_gmt":"2023-03-06T14:09:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=3687"},"modified":"2023-03-06T15:09:46","modified_gmt":"2023-03-06T14:09:46","slug":"figli-rubati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2023\/03\/06\/figli-rubati\/","title":{"rendered":"Figli rubati"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/stare-nella-relazione\/\">STARE NELLA RELAZIONE PER IMPARARE E PER INSEGNARE<\/a><\/strong><\/span>\n\n<strong>di Monica Barisone\u00a0<\/strong>\n\nLavorando nelle scuole, mi \u00e8 successo frequentemente di raccogliere i vissuti di impotenza di insegnanti ed operatori sociali rispetto alla tendenza di molti genitori a sottrarsi al proprio ruolo educativo, ludico ed affettivo. Ho avuto anche occasione, purtroppo, di confrontarmi con situazioni di ridotte o quasi assenti competenze genitoriali. Intendo quelle funzioni che secondo la metanalisi di Visentini (2006) sono otto: protettiva, affettiva, regolativa genitoriale, normativa, predittiva, significante, rappresentativa e comunicativa, triadica. Oggi le si pu\u00f2 valutare in modo obiettivo (con test psicologici, colloqui clinici, osservazioni comportamentali, raccolta di informazioni) su mandato dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria (M. Nicastro, G.B. Camerini) e i risultati sono a volte molto netti, possiamo dire dolorosi. Questo \u00e8 sicuramente un problema di estrema complessit\u00e0 epistemologica e di altrettanto complessa risoluzione.\n\nIn questa sede per\u00f2 vorrei dar luce a situazioni diverse, meno evidenti, potremmo dire opposte, ma altrettanto significative per la ricaduta sui bambini e i ragazzi.\n\nUno degli apprendimenti pi\u00f9 importanti fatti in questi anni di lavoro negli Sportelli d\u2019Ascolto, riguarda l\u2019importanza del ruolo delle famiglie all\u2019interno del percorso di counseling, come pure nelle prese in carico degli adolescenti (Lancini 2020). Inizialmente si riteneva che lo spazio d\u2019ascolto dovesse essere riservato soprattutto ai docenti ed ai ragazzi ma gradualmente ci si \u00e8 accorti che qualcosa non stava funzionando\u2026senza la collaborazione dei genitori veniva a mancare la continuit\u00e0 nel progetto educativo pensato per i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze.<!--more-->\n\nIniziammo a coinvolgerli con alcune conferenze sui temi dell\u2019et\u00e0 evolutiva e gradualmente cominciammo a restituire l\u2019esito delle nostre osservazioni, e dei dialoghi con gli insegnanti, anche ai genitori. Per qualche strana credenza inizialmente ci rivolgemmo soprattutto alle mamme, lasciandoci convincere del fatto che i pap\u00e0 non potessero essere presenti ai colloqui o addirittura non ne fossero assolutamente interessati. Fu proprio a causa delle situazioni pi\u00f9 intricate e apparentemente senza via d\u2019uscita, che decidemmo di tentare invece con quest\u2019ultima opportunit\u00e0 e ci imbattemmo in una piacevolissima scoperta. Ai pap\u00e0 interessava, e non poco, delle difficolt\u00e0 dei propri bambini e spesso disponevano anche di informazioni utili nella ricerca di strategie e soluzioni. Come ricorda Daniel Stern (2000) il padre, infatti, non \u00e8 semplicemente la luce che illumina la diade madre-bambino ma \u00e8, assieme a loro, l\u2019essenza di un quadro in cui ogni singola parte ha senso solo in relazione alle altre.\n\nQuello fu uno dei casi in cui mi accorsi che troppo di frequente bambini, bambine, ragazzi e ragazze venivano \u2018rubati\u2019 in qualche modo ai propri genitori. Vi potr\u00e0 sembrare un\u2019espressione eccessiva ma credo in realt\u00e0 possa esprimere una qual consuetudine a sottrare i piccoli alla relazione educativa ed affettiva con uno dei propri genitori o adulti di riferimento. Questo rischio ovviamente si amplificava nelle circostanze che potevano venire a crearsi a seguito delle separazioni, soprattutto quelle conflittuali.\n\nUn altro caso analogo riguarda l\u2019intrusione dei nonni nello spazio educativo che spetterebbe invece ai genitori. In diverse occasioni, proprio a partire da quelle conferenze, che si trasformarono in incontri di gruppo tra genitori, partecipai a racconti di incongruenze educative anche molto nette in comportamenti e atteggiamenti di genitori e nonni. Incontrai la fragilit\u00e0 di tanti genitori, soprattutto mamme separate, pressati dalle aspettative delle famiglie d\u2019origine sulla crescita dei nipoti. Si trattava di genitori pi\u00f9 o meno giovani, soggetti a costanti giudizi svalutanti, paternali circa le proprie dubbie capacit\u00e0 di guidare con polso i propri bambini, o di gestire l\u2019articolazione tempo lavorativo e tempo familiare, sino alle scelte delle compagnie e dei percorsi scolastici. Sembrava difficile trasmettere loro la necessit\u00e0 di assegnare un termine, una scadenza ai mandati educativi dei nonni a favore di quelli genitoriali.\n\nNon si tratta, in questi casi, di disconoscere il valore sociale, familiare, affettivo ed anche educativo dei nonni, segnalato tra l\u2019altro in modo inequivocabile, oggi, dalla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 di tatuaggi, ad essi dedicati, presenti sui corpi di adolescenti e giovani. Si tratta di collocarli proprio nella giusta proporzione e posizione nella gamma dei ruoli e delle figure cui i piccoli fanno riferimento per definire il loro progetto futuro. Ad ognuno il proprio posto. Riappropriarsi, o appropriarsi per la prima volta, del proprio posto di guida accanto a bambini e ragazzi richiede fiducia nelle proprie capacit\u00e0 e risorse. In questo possono avere un ruolo davvero significativo insegnanti e educatori, andando a svolgere un reale sostegno alla genitorialit\u00e0, scambiando strategie e informazioni per sostenere la gestione prima di nanna, pappa, pianto, rabbia, ansia\u2026poi per potenziare la capacit\u00e0 di ascolto dei bisogni, di sostegno dell\u2019autonomia e dell\u2019assunzione graduale di responsabilit\u00e0 in modo autorevole. Merita infatti ricordare che i bambini di genitori autorevoli sono i pi\u00f9 capaci, poich\u00e9 i genitori stabiliscono con loro un buon equilibrio tra controllo e autonomia, sono fiduciosi delle possibilit\u00e0 del proprio figlio, tendono a far sviluppare la loro indipendenza. In questi giorni nel racconto di una mamma, dopo tanta rabbia, ho finalmente trovato la volont\u00e0 di voler ascoltare il proprio figlio adolescente fortemente in crisi, di volerlo sostenere e proteggere, persino dagli attacchi dei nonni aggrappati ancora all\u2019idea di dover raddrizzare l\u2019albero finch\u00e9 \u00e8 piccolo, perch\u00e9 pi\u00f9 cresce storto, pi\u00f9 sar\u00e0 difficile farlo dopo.\n\nNello slancio confuso d\u2019essere d\u2019aiuto, a volte con un po\u2019 di avidit\u00e0 verso rapporti non vissuti in giovent\u00f9 con i propri figli e magari con un sotterraneo desiderio di rimediare e riparare, questi nonni non si erano accorti di aver sconfinato.]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3687\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3687\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" 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