{"id":3720,"date":"2023-03-28T22:37:31","date_gmt":"2023-03-28T20:37:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=3720"},"modified":"2023-03-28T22:37:31","modified_gmt":"2023-03-28T20:37:31","slug":"la-pedagogia-per-amica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2023\/03\/28\/la-pedagogia-per-amica\/","title":{"rendered":"La pedagogia per amica"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/bambini_scuola.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-381\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/bambini_scuola-300x182.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"182\" \/><\/a>di Raimondo Giunta<\/strong>\n\nQuand\u2019ero studente di filosofia a Padova guardavo con sufficienza la pedagogia, perch\u00e9 pensavo che dovesse interessare i maestri elementari o i futuri direttori didattici, ma non gli studenti che avrebbero dovuto insegnare storia e filosofia nei licei. \u00a0Non mi aiutava a cambiare opinione nei confronti di questa disciplina l\u2019avversione viscerale verso il cattedratico che ne teneva le lezioni, per la sua esibita alterigia accademica.\nQuando venne la stagione della libert\u00e0 dei piani di studio non mi sembr\u00f2 vero che potessi togliermi dai piedi la pedagogia.\nLa sostituii con filosofia della religione.\n\nL\u2019insegnamento alle medie mi ha costretto ad una rapida inversione di rotta; non ho avuto giorni migliori e pi\u00f9 felici di quelli trascorsi con i ragazzi che andavano dagli undici ai quattordici anni e per come sono fatto, per non perdere tempo e per fare nel modo migliore il mio lavoro, mi sono messo subito davanti testi di didattica, di pedagogia, di psicologia, di linguistica, di storia delle istituzioni scolastiche, di sociologia dell\u2019educazione.\nSono stati anni ti travolgente entusiasmo e di fervide letture.\nHo incominciato seriamente a chiedermi quali fossero le finalit\u00e0 del lavoro che facevo, come sarebbe stato giusto farlo, che cosa ne doveva essere dei ragazzi delle mie classi. Mi ponevo queste domande ogni volta che mi scontravo con una difficolt\u00e0 o con un problema imprevisto. Erano i ragazzi senza prerequisiti; erano i ragazzi stanchi per il lavoro fatto nei campi; erano i ragazzi che non volevano starci a scuola; erano i ragazzi che non avevano a casa tempo, spazi e modi per imparare; erano i ragazzi di famiglie numerose che non ci credevano; erano i ragazzi che si distraevano e quelli che provavano vergogna per come si sentivano, per come erano vestiti e per come erano giudicati. Da tutti mi dovevo fare capire; da tutti mi dovevo fare accettare e da tutti qualcosa dovevo ottenere.<!--more-->\n\nEro senza mestiere e ho capito che dovevo costruirmelo subito e da solo, ma avevo passione e fantasia da vendere nel lavoro e i ragazzi venivano a scuola perch\u00e9 gli leggevo e raccontavo storie interessanti, perch\u00e9 comprendevo i loro errori, perch\u00e9 rispettavo i loro tempi, perch\u00e9 per ognuno avevo un gesto di attenzione, un sorriso, una battuta. Andavo per tentativi e poi ci ragionavo.\nPenso che il compito della pedagogia sia quello di accompagnare, sostenere, illuminare la fatica di fare crescere le nuove generazioni. Credo che la pedagogia si ponga come aiuto alla definizione delle finalit\u00e0 educative e come sapere critico che interroga la congruenza tra fini proclamati e mezzi utilizzati nelle esperienze formative. Non so se sia molto, n\u00e8 se con questi convincimenti abbia superato la mia giovanile diffidenza; ma poco o tanto che sia questa specificit\u00e0 andrebbe difesa e richiesta, perch\u00e9 senza la buona pedagogia il lavoro a scuola diventa una faticosa routine senza orientamento.\n\nSi diceva con convinta superficialit\u00e0 \u201crem tene, verba sequentur\u201d, che bastasse, cio\u00e8, una solida preparazione disciplinare per fare bene a scuola. L\u2019insegnante, per\u00f2, non deve sapere solo cosa deve insegnare, ma anche come si deve insegnare; deve sapere chi sono i suoi allievi, di che cosa hanno bisogno, in che genere di famiglia e ambiente vivono. La cura degli allievi, l\u2019attenzione ai loro processi di crescita non sono azioni possibili \u201cdel\u201d e \u201cnel\u201d rapporto educativo, ma atti dovuti. Senza di essi non si genera formazione, non si genera crescita umana.\n\nPer molto tempo con superbia intellettuale questi aspetti della funzione docente sono stati giudicati inessenziali, non pertinenti come il possesso di un sapere specialistico. Si \u00e8 espunto come superflua la dimensione affettiva e valoriale. Si \u00e8 insistito e si insiste ancora nella scelta di formalizzare un processo dinamico, complesso, emotivo, ricco come quello del rapporto educativo. Con l\u2019ausilio della sola professionalit\u00e0 e della propria competenza disciplinare, anche se irrorate da un forte senso del dovere e dall\u2019etica del conoscere, nei nostri giorni l\u2019insegnamento rischia di essere sterile o di conseguire risultati modesti. Non si va molto lontano quando la persona dell\u2019alunno non \u00e8 al centro dell\u2019attenzione e il principio-guida dell\u2019attivit\u00e0 formativa. Se anche il sapere, la disciplina scolastica fossero le uniche ragioni che spiegano e fondano il rapporto docente-alunno, lo scopo della formazione non \u00e8 quello di sottomettere la natura indocile dell\u2019alunno al sapere, ma quello di fare diventare \u201csapiente\u201d l\u2019alunno indocile.\n\nA poco a poco mi sono convinto che \u00e8 opportuno liberarsi dal fastidio e dalla diffidenza nei confronti della pedagogia e di tornare a familiarizzare con i suoi richiami ai temi etici e alla responsabilit\u00e0 educativa del docente. Mi sono convinto che tutto ci\u00f2 pu\u00f2 convivere col modello di professionalit\u00e0 proposto negli ultimi decenni e che questo \u00e8 l\u2019unico modo per non farsi sfuggire di mano il controllo del mondo, su cui gli insegnanti sono chiamati a intervenire. C\u2019\u00e8 stato molto lavoro sulle tecniche, sull\u2019organizzazione didattica, sulla metodologia; ce n\u2019\u00e8 stato poco sui valori fondanti e condivisi dell\u2019educazione dei giovani. La pedagogia aiuta a riflettere sulle relazioni tra docenti, alunni e sapere; mette sotto osservazione le relazioni umane e anche l\u2019enciclopedia dei saperi di un curriculum scolastico, perch\u00e9 anche con l\u2019esperienza dei saperi si costituiscono gli orientamenti delle proprie condotte e la visione della vita.\n\nNon penso che della pedagogia si possa fare scienza, come si pretende di fare ogni volta che ci si imbatte con una disciplina umanistica, pensando di conferirle una maggiore dignit\u00e0 epistemologica.\nCi sono modi e modi di essere critici, di non sprofondare nel dogmatismo. Provvisoriet\u00e0 e fluidit\u00e0 sono i caratteri intrinseci di tutte le discipline umanistiche. Fluidit\u00e0 vuol dire problematicit\u00e0; la stabilit\u00e0 dei concetti inconfutabili non viene reclamata nemmeno nelle scienze cosiddette esatte. Nelle discipline umanistiche la stabilit\u00e0 \u00e8 quella costituita dalle convenzioni, dall\u2019accordo pi\u00f9 ampio possibile. Bruner ne \u201cLa mente a pi\u00f9 dimensioni\u201d esalta la natura negoziale, euristica, transazionale dei concetti delle scienze sociali e umane. \u201dSe qualcuno si chiede dove risiede il significato dei concetti sociali, nel mondo, nella mente di chi li pensa o nella negoziazione interpersonale, non potr\u00e0 rispondere se non che la risposta giusta \u00e8 quest\u2019ultima. Il significato \u00e8 ci\u00f2 su cui possiamo convenire o perlomeno ci\u00f2 che possiamo accettare come base di lavoro per la ricerca di un accordo sui concetti in questione\u201d.\nE ancora sempre nello stesso testo: \u201dIl linguaggio dell\u2019educazione se vuole essere uno stimolo alla riflessione e alla creazione di cultura non pu\u00f2 essere il cosiddetto linguaggio incontaminato dei fatti e dell\u2019oggettivit\u00e0\u201d.\n\nSi fa spesso della buona pedagogia raccontando esperienze pi\u00f9 che elaborando teoremi. Esperienze che possono essere di successo, ma anche esperienze di fallimenti. \u00a0Si impara molto, andando a scrutare il senso delle scelte fatte, analizzando la logica dei comportamenti messi in atto dai protagonisti, valutando la natura dei mezzi adoperati e quella dei risultati ottenuti.\n\u201dLa lettera ad una professoressa\u201d della SCUOLA DI BARBIANA, diretta e ispirata da Don Lorenzo Milani, appartiene a questo genere di letteratura e non casualmente ha affascinato e trascinato la generazione di nuovi docenti che si affacciava sulla scena della scuola italiana alla fine degli anni 60 e negli anni \u201870.\n\nVedo la pedagogia come sapere autonomo che si avvale di molteplici apporti interdisciplinari; n\u00e8 ancilla della filosofia quanto ai fini, n\u00e8 delle varie sezioni della psicologia quanto ai mezzi, n\u00e8 madre autoritaria di ogni metodo didattico, ma capacit\u00e0 di riflessione sulle pratiche educative sulla base di criteri che non possono non essere che finalit\u00e0 di sviluppo umano e sociale. E se l\u2019ordine dei fini ai quali attinge la pedagogia \u00e8 collocato fuori dalle scienze, non per questo pu\u00f2 essere discreditata, perch\u00e9 non pu\u00f2 fare a meno di servirsene. La pedagogia come Pratica -teoria o Teoria-pratica dell\u2019azione educativa. Non ha bisogno di dissolversi in psicologia applicata, n\u00e8 allontandosi dal fatto educativo trasformarsi in antropologia o in filosofia morale. E in questo rapporto teoria-pratica che scaturiscono le invenzioni, le creazioni, che si rinnova l\u2019insegnamento. Dopo tanti teorici dell\u2019educazione per fare bene a scuola si pu\u00f2 ragionevolmente attingere anche al sapere di chi ha fatto lunga esperienza di educazione. . .\n\nLa buona educazione scaturisce dall\u2019azione sensata, alla cui origine si trova la fronesis di aristotelica memoria, il discernimento, non la scienza. Il rigore dell\u2019azione educativa non deriva dal rigore del sapere dell\u2019azione e questo dal rigore della scienza. Il come fare trova la sua verit\u00e0 nella coerenza dello stesso fare e non in saperi esterni che si proclamano scientifici. Non serve a molto perdere tempo per stabilire se la pedagogia debba essere una scienza.\nE se per caso non lo possa essere, perch\u00e9 mai non dovrebbe essere utile? La pedagogia \u00e8 una bella ed utile disciplina se i suoi concetti non pretendono di valere per sempre e in ogni situazione, se si convince che ogni sua congettura vale fino a prova contraria e le prove contrarie in educazione purtroppo si presentano anche quando nessuno se le aspetta. \u00a0Le buone idee si devono misurare con le ristrettezze della realt\u00e0 e con i limiti che essa impone.\n\nLa buona pedagogia prima o poi si mette di traverso rispetto alle scelte amministrative e dell\u2019organizzazione scolastica, perch\u00e9 \u00e8 insita in essa un seme di utopia e di ribellione. Il destino pensato per gli alunni pu\u00f2 essere, infatti, molto diverso da quello predisposto dagli assetti economico-sociali e dalle scelte politiche ad essi congruenti. E nella scuola dove non mancano i loro cantori, la buona pedagogia fa la guardia all\u2019autonomia del pensiero, cerca di mettere in salvo l\u2019umanit\u00e0 e i diritti degli alunni, soprattutto se sfavoriti, combatte la sua quotidiana battaglia per difendere la missione liberatrice della conoscenza e per mettere a nudo le mistificazioni di tante celebrate innovazioni. \u00a0Senza pedagogia \u00e8 difficile cambiare ci\u00f2 che l\u2019educazione conserva e conservare ci\u00f2 che con tanto impegno si \u00e8 riusciti a cambiare.\n\n\u201cLa pedagogia non \u00e8 soltanto un\u2019arte, una scienza e una filosofia. E\u2019 una forma di vita, un mezzo di essere felice mediante la gioia di fare crescere i fanciulli, i figli degli altri\u201d (M. Debesse).\n\n&nbsp;]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3720\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3720\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2023\/03\/28\/la-pedagogia-per-amica\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3720\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3720\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[31],"tags":[97],"class_list":["post-3720","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pedagogia","tag-giunta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3720","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3720"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3720\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3720"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3720"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3720"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}