{"id":3847,"date":"2023-06-17T22:40:22","date_gmt":"2023-06-17T20:40:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=3847"},"modified":"2023-06-17T22:40:22","modified_gmt":"2023-06-17T20:40:22","slug":"lamore-per-chi-resta-riti-di-passaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2023\/06\/17\/lamore-per-chi-resta-riti-di-passaggio\/","title":{"rendered":"L\u2019amore per chi resta. Riti di passaggio"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[\n\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/stare-nella-relazione\/\"><span style=\"color: #ff0000;\">STARE NELLA RELAZIONE PER IMPARARE E PER INSEGNARE<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n\n\n<strong>di Monica Barisone\u00a0<\/strong>\n\nDa tempo volevo cercare di affrontare il tema dei <strong>processi che si articolano attorno all\u2019esperienza del lutto e della morte<\/strong>, era nell\u2019aria da mesi, era nei discorsi dei ragazzi, nei disegni dei bambini, nei visi inespressivi di chi mi parlava, esprimendo rassegnazione e senso di precariet\u00e0.\nPoi ho incontrato Marybel dai dolci sorrisi, che mi chiedeva come preparare i suoi tre bambini alla incombente dipartita della nonna tanto amata, e l\u2019urgenza \u00e8 diventata necessit\u00e0, ma una necessit\u00e0 che conteneva anche la chiave di lettura: l\u2019amore per chi resta.\nSpesso gli adulti, presi nella morsa del loro dolore e dalla negazione per difendersi da quanto sta accadendo, dimenticano la necessit\u00e0 del bambino di elaborare il proprio lutto.\nPer proteggerlo dal dolore e dall\u2019angoscia, cercano di tenerlo all\u2019oscuro, a volte perfino d\u2019ingannarlo su ci\u00f2 che \u00e8 accaduto o sta accadendo.\nIl bambino pu\u00f2 percepire per\u00f2 d\u2019essere stato imbrogliato (A.Marcoli,2014), pu\u00f2 imparare a non fidarsi dei grandi e a non mostrare il proprio vero sentire; pu\u00f2 costruire teorie bizzarre sulla vita e la morte, a volte altamente patogene. Al contrario, il bambino, la bambina vanno supportati e accompagnati nel tempo e nello spazio per capire, esprimere ogni emozione (stupore, curiosit\u00e0, dolore, angoscia, paura, rabbia, senso di colpa o d\u2019impotenza\u2026).\nA volte possono persino pensare d\u2019esser loro i \u2018colpevoli\u2019, allora occorrer\u00e0 rassicurarli, parlar loro dell\u2019inevitabilit\u00e0 della morte e del fatto che non verranno abbandonati a breve anche dagli altri adulti cari.\n\nCostruire con loro riti di passaggio aiuta a costruire senso! Permettere loro di partecipare ai momenti commemorativi, pu\u00f2 aiutarli ad imparare o ricordare che dopo la caduta delle foglie arriva sempre la primavera.\nI momenti in cui ci si trova in famiglia, ad elaborare un lutto comune, sono preziosi per la loro forza integrativa nella mente di ognuno (C. De Gregorio 2011).<!--more-->\nRimangono in memoria come momenti tristi, ma, paradossalmente, anche felici. La mancata elaborazione del lutto invece pu\u00f2 comportare malessere psichico duraturo e pu\u00f2 avere conseguenze pesanti sulla salute mentale della persona e dei suoi discendenti, come risulta da ricerche e psicoterapie (P. Roccato 1995, 2013).\nDurante un corso di formazione in ambito bioetico, con immenso dolore, un medico ci raccont\u00f2 d\u2019essere stato escluso, da bambino, dal poter partecipare al funerale del padre, di aver attribuito questa decisione alla madre e di averla detestata tutta la vita per questo. Con l\u2019aiuto dei compagni di corso ragionammo sull\u2019eventualit\u00e0 che la madre fosse stata mal consigliata e che nel pieno del suo dolore avesse inutilmente cercato di proteggerlo da ci\u00f2 che gi\u00e0 lei, probabilmente stava sentendo come insostenibile. Insieme, tra le lacrime, facemmo pace con quei suoi ricordi che purtroppo avevano condizionato in modo significativo la sua relazione con la madre. Gli augurammo di riuscire a recuperarne almeno una parte.\nFavorire l\u2019elaborazione del lutto \u00e8 dunque fondamentalmente fare prevenzione primaria e \u2018preparare un bambino ad affrontare gli avvenimenti dolorosi della vita vuol dire aiutarlo a camminare in modo pi\u00f9 leggero verso il futuro\u2019 (A. Marcoli 2014).\n\nCon Marybel siamo arrivate un pochino in ritardo e ora la bimba mezzana sta patendo tutti i processi separativi, problematizza l\u2019andata alla scuola materna, si aggrappa al nonno, \u00e8 triste ed arrabbiata ma sta cominciando a ricevere alcune risposte dai genitori, guarda il cielo e nelle stelle ritrova la nonna, le sta dedicando un libricino con foto, disegni, ricette che sta raccogliendo insieme alla mamma. Ci vorr\u00e0 del tempo per far pace con questo evento naturale ma inaspettato e prematuro.\nAnche ora, dopo la pandemia servirebbe un rito di chiusura ed elaborazione di quello che abbiamo vissuto per pi\u00f9 di due anni, proprio per circostanziare gli eventi nella loro eccezionalit\u00e0.\nNei primi mesi di quest\u2019anno, all\u2019interno di un progetto a contrasto della dispersione scolastica, ho chiesto ai ragazzi di una scuola media di parlarmi delle loro preoccupazioni. \u00c8 emersa una grande paura per il futuro imperscrutabile e per la possibilit\u00e0 che vengano a mancare i propri cari.\n\nL\u2019aver preso coscienza della realt\u00e0 della morte, con immagini e conteggi 24 ore su 24 durante la pandemia, ha strutturato in loro una sorta di angoscioso terrore.\nA questo purtroppo si aggiunge anche la ricezione continua di stimoli e informazioni dai social, ad altissima velocit\u00e0, cui sono esposti, e che accorcia enormemente i tempi del presente e del futuro, sollecitando con urgenza il soddisfacimento dei bisogni e la realizzazione degli obiettivi, con aspettative altissime.\n\nLe ricadute pi\u00f9 frequenti per\u00f2 sembrano essere una quasi totale perdita di senso e una caduta energetica vistosa, in alcuni casi persino estrema, come ci indicano i dati crescenti relativi ai suicidi.\nA volte, raccontano, scappa il senso dalle giornate, sembra non esserci un buon motivo per muovere un passo, parlare, sorridere. Si sente il bisogno disperato di saper cosa fare per ricominciare, per smettere di sopravvivere ma fuori nulla li attrae o li accende. Spesso si rischia di pensare di non essere amati, ma in realt\u00e0 non si sta pi\u00f9 amando e questo genera distanza sociale. Si dice che per superare le crisi sia necessario attraversarle, guadarle, ma in quei momenti sembrano paludi stagnanti, senza possibilit\u00e0 di movimento. Sembra che nessuno possa aiutarli, passargli il boccaglio con l\u2019ossigeno.\n\nLo racconta proprio cos\u00ec Federica, giovane neolaureata in cerca di prospettive in questo momento di stagnazione economica.\n\n<em><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/strong><\/span><\/em>\n\n<em>Le fronde degli alberi che si muovono cullate dal vento mi regalano sempre una gioia profonda. Questo per\u00f2 durante il giorno. Di notte quel fruscio mi mette inquietudine, come se qualcosa di strano o minaccioso si stesse avvicinando. Un po&#8217; come il Nulla di Fantasia.\n<\/em><em>Questa metafora non \u00e8 scontata nel momento in cui mi trovo a fare i conti con un profondo radicamento a terra dei miei piedi, mentre il mio sguardo ha introiettato una visione esterna, periferica, quasi aerea sul mondo. Lucida e a volte disillusa. Preoccupata e un po&#8217; rassegnata. Mi sembra di essermi accorta che viviamo tutti in una finzione o in tante finzioni, che poco valga la pena, che questa vita e questo pianeta poco hanno di definito e sono preda delle coincidenze, del caso, cos\u00ec come lo siamo noi e i nostri destini. Poco \u00e8 certo, se non che questa vita smetter\u00e0 di battere, quella dei miei cari anche, spero il pi\u00f9 tardi possibile, e anche quella della nostra specie, una tra le tante, del pianeta. <\/em>\n\n<em>Non sono, non siamo pi\u00f9 il centro.\n<\/em><em>Questo mi fa sentire vagamente persa. Sto cercando di capire il momento in cui si \u00e8 rotto qualcosa, e cosa s\u00ec \u00e8 rotto. Se quando l\u2019estate scorsa \u00e8 morta la mia gatta Tigra o gi\u00e0 prima, non saprei. Ho perso un po&#8217; di senso e mi sembra di vedere tutto sotto una strana luce ridicola, come se quello che facciamo, costruiamo, viviamo non fosse che una copertura, un nascondere la vera realt\u00e0, la finitezza, l&#8217;insensatezza, l&#8217;incertezza.\n<\/em><em>Molte cose ancora mi danno benessere: una bella fioritura, gli uccellini, gli affetti e gli amici veri, forse l&#8217;unica ragione sensata, la danza ed i piaceri semplici, come la lettura, il sorriso di un&#8217;allieva, uno studio ben riuscito, le fragole.\n<\/em><em>Ma sono tipicamente pi\u00f9 triste. Non ho perso la luce negli occhi ma se ne \u00e8 aggiunta un&#8217;altra pi\u00f9 spettrale. Nonostante questo continuo a rifugiarmi nella cura del cibo, del corpo, dei miei interessi e dei rapporti, nella preoccupazione sul futuro, sul lavoro&#8230;\n<\/em><em>Definire cosa sia il superfluo, capire se esiste un&#8217;essenza. Come si fa a vivere sereni dopo una scoperta cos\u00ec? Come hanno fatto filosofi e poeti? Forse l&#8217;accettazione di questa realt\u00e0, della malattia, del nonsenso, della povert\u00e0, della morte, del non controllo se non futile possono aiutare a vivere meglio&#8230;godendo dei piccoli piaceri transitori (se l&#8217;agnosticismo non mi inganna), del soddisfacimento di un bisogno proprio o dell&#8217;altro, della realizzazione di un compito ben svolto, del mare, dell&#8217;amore.\n<\/em><em>Mentre cerco il pezzo rotto, vorrei provare a soffermarmi di pi\u00f9, a contemplare, registrare immagini e sensazioni, amare pi\u00f9 consapevolmente e pi\u00f9 profondamente, tenere stretto ci\u00f2 che posso, vivere; che \u00e8 l&#8217;unica cosa che siamo nati per fare.\n<\/em><em><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/strong><\/span><\/em>\n\nHo provato a spiegarlo ai ragazzini delle Medie, che si sentono isolati nelle classi, rifiutati, non visti. Spesso, loro stessi, evitano, non vedono, non parlano con i compagni, non permettono agli altri di conoscerli. Abbiamo costruito cartelloni con i loro desideri per il futuro, per una scuola nuova, per un lavoro un po\u2019 pi\u00f9 a misura d\u2019uomo. Ora i loro lavori sono in mostra e speriamo contamino un po\u2019 anche gli adulti!\nSe notiamo qualcosa che non va, troppa rabbia, silenzio, sonno, apatia nei nostri vicini di vita, anche se purtroppo in questo momento siamo tutti un po\u2019 a corto di energia psichica, proviamo a pensare che si pu\u00f2 fare un po\u2019 di staffetta, senza esagerare, ogni tanto prendendo fiato, mentre l\u2019altro, arrancando guadagna qualche metro\u2026 Forse in due, in tre\u2026 forse insieme possiamo provare, galleggiando, nuotando a pelo d\u2019acqua, a raggiungere l\u2019altra riva, ma insieme, senza perderci troppo di vista.\n\nCome ho consigliato proprio ieri ad una mamma turbata dal cambiamento umorale del figlio, in un contesto di vita connotato da frequenti lutti familiari, possiamo tentare di riempire ancora la nostra storia di vitalit\u00e0, allargando lo sguardo sugli altri, sul mondo che pulsa.]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3847\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3847\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 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