{"id":3966,"date":"2023-08-29T08:54:10","date_gmt":"2023-08-29T06:54:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=3966"},"modified":"2023-08-29T08:54:10","modified_gmt":"2023-08-29T06:54:10","slug":"la-cura-dei-giovani-spetta-alla-scuola-o-alla-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2023\/08\/29\/la-cura-dei-giovani-spetta-alla-scuola-o-alla-famiglia\/","title":{"rendered":"La cura dei giovani: spetta alla scuola o alla famiglia?"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/disegno_mano.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-2508\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/disegno_mano-300x213.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"192\" \/><\/a>di Raimondo Giunta<\/strong>\n\n\n<ul>\n \t\n\n<li><strong>SCUOLA E FAMIGLIE: UN RAPPORTO PROBLEMATICO<\/strong><\/li>\n\n\n<\/ul>\n\n\nLe cronache sconvolgenti di violenza giovanile contro le proprie coetanee ammoniscono sul fatto che l\u2019educazione dei giovani, oggi, \u00e8 diventato un problema serio, grave, che riguarda tutti indistintamente e purtroppo non facile da affrontare, perch\u00e9 la responsabilit\u00e0 educativa \u00e8 declinata in modo diverso da chi se ne dovrebbe fare carico. La responsabilit\u00e0 educativa nei confronti dei giovani ricade su chiunque per ruolo o per et\u00e0 con loro abbia o sia tenuto ad avere delle relazioni, anche se diverse per gradi di obbligatoriet\u00e0.\nNessuno, infatti, pu\u00f2 essere responsabile nei confronti dei giovani come sono tenuti ad esserlo i genitori. La responsabilit\u00e0 educativa dei genitori costituisce \u201cl\u2019archetipo di ogni responsabilit\u00e0\u201d (H. Jonas) e si comprende come sia difficile rimediare ai danni procurati quando questa, come sempre pi\u00f9 spesso accade, non viene esercitata, perch\u00e9 ai giovani mancheranno la guida, il buon esempio, i consigli e la cura nello sviluppo del proprio carattere, nella costruzione delle capacit\u00e0 di relazione, nella sollecitazione a regolarsi nella vita secondo principi e valori condivisi.<!--more-->\n\nAlla responsabilit\u00e0 educativa dei genitori nelle societ\u00e0 evolute e complesse si accompagna quella della scuola. \u00a0I loro compiti si intrecciano, ma non sono identici. Quelli dei genitori sono relativi alla dimensione personale dei giovani, quelli della scuola, relativi alla dimensione sociale e pubblica, tendono all\u2019integrazione nella societ\u00e0, a sviluppare un rapporto di fiducia con le istituzioni e ad agire nella legalit\u00e0.\nQuesto dovrebbe accadere se ognuno facesse la propria parte. I fatti di cronaca, non solo quelli recenti, dicono che qualcosa in questa divisione dei compiti non funziona, perch\u00e9 qualcuno dimentica di assumersi le proprie responsabilit\u00e0.\nSicuramente negli ultimi tempi funziona molto poco il collateralismo tra scuola e famiglia che nel passato rendeva proficuo e meno difficile il lavoro scolastico; oggi varcano la soglia delle scuole giovani provenienti da ambienti sociali lontani dal sistema di abitudini, di procedure e di valori della scuola e di fronte a questa novit\u00e0 sociologica la scuola incontra difficolt\u00e0 a reinterpretare il proprio ruolo e a ripensare l\u2019insieme delle proprie finalit\u00e0.\n\n<strong>FINALITA\u2019 EDUCATIVE E SCUOLA<\/strong>\n\nIl problema delle finalit\u00e0 educative presenta molte sfaccettature, perch\u00e9 continuo \u00e8 il processo di riarticolazione dei \u201cvalori\u201d prevalenti in una societ\u00e0 che occorre tenere presenti. \u00a0Nel merito non ci sono proposte facilmente condivisibili, perch\u00e9 ognuna di esse evoca una propria visione antropologica e una propria concezione della convivenza umana. Si pu\u00f2 tentare, per\u00f2, una soluzione. L\u2019educazione a scuola in una societ\u00e0 pluralistica non pu\u00f2 essere improntata ai valori dedotti da un\u2019idea astratta dell\u2019uomo o da una particolare antropologia, ma ai principi di regolazione sociale che possono garantire il massimo di libert\u00e0 per tutti e il massimo di rispetto altrui. L\u2019educazione di cui si ha bisogno ha un senso, se chiunque ne abbia la responsabilit\u00e0 si impegna a far crescere e sviluppare l\u2019umanit\u00e0 che \u00e8 in ognuno di noi per essere reciprocamente umani, per essere reciprocamente liberi, per essere rispettosi della propria e della dignit\u00e0 degli altri, garanti dei propri diritti e di quelli degli altri. Sono valori che dovrebbero essere di comune accettazione, se si vuole disporre di principi di riferimento per la nostra convivenza.\n\nOvviamente in ragione di questa scelta vanno esclusi dalla scuola idee e valori che sono contro i diritti inalienabili della persona e che alimentano la violenza, l\u2019odio verso la diversit\u00e0, l\u2019ingiustizia di qualsiasi specie.\n\nAll\u2019interno di questo quadro di obbligazioni morali la scuola definisce le regole che devono governare la vita quotidiana e la convivenza dei giovani che la frequentano: regole che vanno fatte rispettare e difese con energia. A scuola si impara un mestiere e si impara a stare con gli altri; anzi se non si impara a stare con gli altri riesce difficile imparare un mestiere.\nLa scuola come istituzione ha una propria identit\u00e0, costituisce un mondo particolare che pu\u00f2 diventare significativo per i giovani, \u00a0se intorno agli aspetti della vita scolastica si riesce a sviluppare una consapevole attivit\u00e0 educativa, ad organizzare un loro percorso di assimilazione(ordine, puntualit\u00e0, impegno, responsabilit\u00e0 personale, rispetto delle persone e delle cose, ascolto, dialogo, equit\u00e0, collaborazione, spirito di sacrificio, primato del sapere e della cultura, sensibilit\u00e0 artistica, spirito critico etc).\nNello spazio scolastico si possono giocare partite molto importanti per la promozione della cultura e di valori morali e si pu\u00f2 attivare per giovani provenienti da ambienti a rischio un processo di decondizionamento culturale e sociale.\n\nAd un\u2019educazione cos\u00ec come \u00e8 stata delineata per grandi tratti negli ultimi tempi \u00e8 mancato il contributo di tante famiglie, molte delle quali esposte alla precariet\u00e0 dei propri rapporti interni, disperse e umanamente impoverite nell\u2019anonimato di quartieri senza servizi e senza opportunit\u00e0 di incontro o dove hanno perso capacit\u00e0 di attrazione, \u00a0se ancora esistono e resistono :l\u2019oratorio, il sindacato, il partito, l\u2019associazione sportiva etc.\nQuartieri dove scompaiono i piccoli negozi e i laboratori artigianali, luoghi dell\u2019umano traffico quotidiano. Questa assenza educativa spesso si trasforma in diffidenza e nell\u2019aperta ostilit\u00e0 dei genitori, interessati a tutelare i propri equilibri familiari e i propri interessi, pi\u00f9 che alla crescita e alla formazione dei propri figli. Con la scuola un rapporto forse obbligato, forse utilitaristico, ma non di collaborazione.\n\nFa fatica a educare i giovani anche la scuola. E questa non \u00e8 una notizia nuova e tantomeno buona.\nE\u2019 il problema dei problemi, perch\u00e9 la maggior parte del tempo dell\u2019educabilit\u00e0 dei giovani trascorre dentro gli spazi degli istituti scolastici. Fino ai 19 anni \u00e8 pi\u00f9 il tempo passato a scuola che quello passato in famiglia e nella societ\u00e0. Le ragioni di questa difficolt\u00e0 sono diverse e bisognerebbe considerarle ognuna nella propria specificit\u00e0.\nA scuola si cerca in genere di fare educazione alla cittadinanza, ma emerge dai fatti di cronaca la necessit\u00e0 di andare oltre, perch\u00e9 non si ha bisogno solo di questo. Su questo argomento nelle scuole si \u00e8 spesso solo a livello di esigenza, ma non di convincimento forte e corale e si dimentica quanto \u00e8 possibile fare partendo, come \u00e8 stato detto sopra, dagli aspetti della vita quotidiana a scuola.\nE\u2019 un dato di fatto che la funzione educativa della scuola non abbia avuto il rilievo che avrebbe dovuto avere. A scuola si \u00e8 spesso occultato lo spazio delle finalit\u00e0 e si \u00e8 avuto quasi fastidio ad usare il lessico pedagogico che rinvia a temi etici e che propone il compito della responsabilit\u00e0 educativa.\n\nPer alcuni insegnanti e operatori della scuola l\u2019educazione morale, quella affettiva e l\u2019educazione come sapere stare al mondo o in comunit\u00e0 spetta ai genitori.\nE\u2019 lunga la tradizione che vuole gli insegnanti solo come professionisti della trasmissione dei saperi e la scuola come luogo eletto degli apprendimenti delle conoscenze e delle tecniche.\nE\u2019 forte l\u2019avversione per attivit\u00e0 che si ritengono di altrui competenza. Ma se anche il sapere, le conoscenze fossero le uniche ragioni che spiegano e fondano il rapporto docente-alunno, l\u2019attivit\u00e0 scolastica \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 comunitaria e questa si pu\u00f2 sviluppare con beneficio di tutti se alcune regole, che non possono essere se non regole di ordine morale, vengono rispettate da tutti.\nL\u2019insegnante non pu\u00f2 essere solo uno specialista che insegna la propria disciplina, in grado di possedere e di dominare una certa area di conoscenza e di controllare tutti gli aspetti della comunicazione ad essa relativi.\nL\u2019insegnante deve sapere non solo cosa insegna e come, ma anche chi sono i suoi allievi, di che cosa hanno bisogno, in che ambienti e in quali famiglie vivono, in che genere di societ\u00e0 crescono. In altre parole la cura degli alunni, l\u2019attenzione ai loro problemi, l\u2019accompagnamento nei loro processi di crescita non sono azioni possibili \u201cdel\u201d e \u201cnel\u201d rapporto educativo, ma atti necessari e senza di essi non si genera la formazione, non si genera la crescita umana.\n\n<strong>GLI OSTACOLI<\/strong>\n\nSe anche la scuola volesse sul serio farsi carico dei compiti educativi che le spettano, compresi quelli nuovi che emergono dai fatti di cronaca, bisogna vedere a quali condizioni sia possibile farlo. Non mancano, infatti, gli ostacoli che si frappongono all\u2019assunzione e allo svolgimento di questi compiti. \u00a0Il pi\u00f9 serio di questi ostacoli \u00e8 costituito dall\u2019organizzazione stessa degli istituti, \u00a0cos\u00ec come la si \u00e8 voluta configurare negli ultimi anni :\n\nA) La dimensione prescritta degli istituiti per avere e per conservare l\u2019autonomia comporta per il dirigente scolastico un aggravio consistente dei compiti gestionali, che anche involontariamente possono essere svolti a scapito di quelli culturali e pedagogici;\n\nB) Non pochi interventi legislativi hanno messo a dura prova gli equilibri interni e la logica stessa della scuola come comunit\u00e0 educativa, perch\u00e9 alimentano non casualmente i conflitti e rischiano di mandare fuori orizzonte la preoccupazione educativa;\n\nC)La precariet\u00e0 di parte significativa del personale docente rende aleatori i legami dentro i consigli di classe, unici luoghi di armonizzazione degli stili professionali e di attenzione educativa. E se non funzionano i consigli di classe ogni preoccupazione educativa diventa superflua;\n\nD)L\u2019organizzazione del tempo scolastico diventa ogni giorno sempre pi\u00f9 incompatibile con quella del tempo di lavoro e del tempo vissuto nella famiglia e questo causa una contraddizione sempre pi\u00f9 stridente tra quotidianit\u00e0 e scuola, tra bisogni vitali della famiglia e organizzazione scolastica;\n\nE)L\u2019assenza in molte scuole di spazi, \u00a0di tempi e di strutture di convivialit\u00e0, che non aiuta a praticarsi, \u00a0ad accettarsi e a rispettarsi. Ci sono scuole senza palestre e senza cortili&#8230;\n\nNon sono solo le questioni gestionali e organizzative dei singoli istituti a rendere complicato e a volte evanescente il compito educativo. Qualcosa va ricercato anche all\u2019interno della stessa struttura curriculare.\nL\u2019affollamento delle discipline, ma con relativa diminuzione di quelle umanistiche, allontana le possibilit\u00e0 di un apprendimento riflessivo e quindi di maturazione intellettuale e di fatto impedisce l\u2019applicazione di metodologie collaborative nei tempi limitati dell\u2019orario settimanale di lezioni: risorsa fondamentale per motivare, responsabilizzare e fare crescere nella capacit\u00e0 di ascolto. L\u2019ossessione valutativa che si accanisce sulla scuola fa il resto del lavoro, perch\u00e9 finisce per dare rilievo solo ai risultati di apprendimento, costi quel che costi.\n\n<strong>PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI O EDUCATIVI?<\/strong>\n\nL\u2019educazione \u00e8 fatta di buone testimonianze e di esortazioni; \u00e8 fatta di divieti, di regole da rispettare e di sanzioni per chi non li rispetta, che devono essere funzionali all\u2019educabilit\u00e0, ma anche al regolare andamento della vita scolastica. A scuola ci sono minorenni e ci sono maggiorenni e questo dato impone una diversificazione degli eventuali provvedimenti disciplinari. Di fronte a fatti ripetuti che incidono sulla sicurezza e l\u2019incolumit\u00e0 delle persone o come si deve talvolta constatare sulla dignit\u00e0 delle istituzioni e di chi le rappresenta, se le norme disciplinari interne si rivelano insufficienti, bisogna ricorrere ad altre norme. E nelle proprie norme non si pu\u00f2 escludere l\u2019allontanamento dalla scuola, quando dopo tutti i tentativi messi in opera questa misura \u00e8 l\u2019unica alla quale affidarsi per tornare alla normalit\u00e0 in una classe o in un istituto.\nNon si pu\u00f2 restare disarmati rispetto a chi deliberatamente vuole fare del male alle persone con cui divide lo spazio di una classe e di un istituto e per farlo deliberatamente non \u00e8 necessario essere maggiorenni.\n\nSe un istituto deve avere delle norme interne di vivibilit\u00e0, questo non comporta l\u2019installazione di telecamere nelle classi e nei corridoi per facilitare il compito; una scuola non deve diventare un istituto di sorveglianza. Le norme di vivibilit\u00e0 hanno bisogno solo di adulti che le rispettino costantemente, come proprio compito e che dimostrino nei fatti e quotidianamente di amare il proprio mestiere e di volere il bene delle persone che loro sono state date in affidamento.\n\nIl dramma \u00e8 proprio questo.\nUna scuola che non si curi o che non \u00e8 messa nelle condizioni di curarsi dei giovani rischia di non potere assolvere i compiti di formazione delle competenze e di trasmissione dei saperi, per i quali istituzionalmente esiste. Il compito educativo che le compete, per\u00f2, non pu\u00f2 essere svolto nel pieno di una costante campagna di delegittimazione o con l\u2019ostilit\u00e0 crescente dei genitori. Il compito educativo a scuola \u00e8 un compito plurale e di collaborazione e la collaborazione non \u00e8 la competizione, la corsa al primato individuale che si \u00e8 voluto innestare nel corpo professionale.\n\nDeve essere pensato e progettato nel collegio dei docenti e svilupparsi nei consigli di classe.\nE\u2019 l\u2019intero istituto che deve porsi come luogo di accoglienza e di reciproco rispetto. Per educare non \u00e8 necessario inventarsi l\u2019ora di educazione morale o di quella affettiva, ma solo far vivere nei gesti quotidiani di ogni attivit\u00e0 scolastica, a partire da quella didattica, il rispetto di s\u00e9 e degli altri.]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3966\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3966\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[]]>\t\t <a href=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2023\/08\/29\/la-cura-dei-giovani-spetta-alla-scuola-o-alla-famiglia\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3966\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3966\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","footnotes":""},"categories":[31],"tags":[97],"class_list":["post-3966","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pedagogia","tag-giunta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3966","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3966"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3966\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3966"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3966"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3966"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}