{"id":3972,"date":"2023-09-03T18:41:48","date_gmt":"2023-09-03T16:41:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/?p=3972"},"modified":"2023-09-03T18:41:48","modified_gmt":"2023-09-03T16:41:48","slug":"ciao-maschio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/2023\/09\/03\/ciao-maschio\/","title":{"rendered":"Ciao maschio &#8230;"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<![CDATA[<strong><a href=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/UCRAINA_VICINA.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2987\" src=\"http:\/\/www.gessetticolorati.it\/dibattito\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/UCRAINA_VICINA-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"147\" \/><\/a>di Cinzia Mion<\/strong>\n\nIl recente femminicidio che ha visto come vittima una ragazza di 29 anni incinta di sette mesi, di nome Giulia, ha sconvolto il Paese e non solo. Al di l\u00e0 dell\u2019attenzione morbosa che ha suscitato questo evento, dobbiamo sapere che dopo ne sono successi altri e che le statistiche affermano che per mano di un uomo muore una donna ogni tre giorni.\n\nIl<strong> femminicidio<\/strong> \u00e8 un termine specifico che definisce in maniera non neutra gli omicidi contro le donne, in tutte le loro manifestazioni, per motivi legati al genere. Quasi sempre ad opera dei compagni o da parte soprattutto degli ex. Quante volte abbiamo sentito dire: lei lo lascia e lui l\u2019ammazza!\n<span style=\"font-size: 1rem;\">Il termine \u201cgenere\u201d sta ad indicare l\u2019identit\u00e0 di genere su cui sar\u00e0 necessario dare qualche delucidazione perch\u00e9 su questa definizione sono sorte moltissime deformazioni informative, quasi tutte in malafede. Lasciamo da parte per ora il tema dell\u2019orientamento sessuale e quello della <\/span><em style=\"font-size: 1rem;\">\u201cdisforia di genere\u201d <\/em><span style=\"font-size: 1rem;\">altrimenti mettiamo troppa carne al fuoco. Ne riparleremo se vi interessa. E tralasciamo anche il problema orripilante degli stupri che richiede un capitolo a parte.<\/span><!--more-->\n\n<strong>Simone de Beauvoir<\/strong> aveva detto che \u201cfemmine\u201d si nasce e \u201cdonne\u201d si diventa, ovviamente anche \u201cmaschi\u201d si nasce e \u201cuomini \u201c si diventa. Il passaggio dall\u2019identit\u00e0 sessuale, biologica, all\u2019identit\u00e0 di genere che \u00e8 invece culturale \u00e8 lento e dipende dal contesto socio-storico-culturale di appartenenza. Tutti noi sappiamo infatti che per una donna \u00e8 diversa l\u2019identit\u00e0 di genere in un paese occidentale o, per esempio, in Arabia Saudita.\nE\u2019 un\u2019identit\u00e0 che matura, processo che va costruito e accompagnato, al fine di raggiungere delle identit\u00e0 il pi\u00f9 possibile rinnovate e lontane dai vecchi stereotipi ma anche critiche nei confronti dei modelli offerti dai media che rischiosamente vengono assorbiti acriticamente dai bambini e dalle bambine se non ci sono i filtri offerti dai genitori o dalla scuola.\n\nLe discriminazioni di genere e gli stereotipi sessisti sono duri a morire anche se l\u2019emancipazione femminile, cominciata lentamente in Italia negli anni sessanta ad opera del movimento femminista, ha permesso di fare notevolissimi passi avanti.\nIl fenomeno del maschilismo rimane per\u00f2 ancora fortemente sullo sfondo.\n\n<strong>Stereotipi sessisti<\/strong>\n\n<strong>Maschio<\/strong>: razionalit\u00e0, iniziativa, responsabilit\u00e0, protagonismo, decisionalit\u00e0, forza (non solo fisica: sesso forte, non aver paura), competitivit\u00e0, <strong>machismo<\/strong>, ecc\n<strong>Femmina<\/strong>: sentimento, emotivit\u00e0, dolcezza, adattamento, accettazione, sensibilit\u00e0, sottomissione, arrendevolezza, acquiescenza, <strong>angelo del focolare, <\/strong>ecc\n\nQuesti stereotipi di genere vengono assunti inconsapevolmente fin dalla nascita. Le pratiche di accudimento, i giochi e i giocattoli messi a disposizione, i primi divieti e i permessi, le emozioni legittimate e quelle tacitamente interdette, sono tutte variabili intrise di stereotipi.\nCi sono delle frasi che un tempo, ma secondo me qualche volta anche adesso, vengono pronunciate in famiglia e che vengono recepite dai soggetti in crescita come vere e proprie \u201cingiunzioni\u201d:\n&#8211; non piangere, non sei una femminuccia\u2026\n&#8211; non devi aver paura, solo le femmine hanno paura (in un colpo solo cos\u00ec si svaluta il genere femminile e si costruisce una \u201cgabbia\u201d per quello maschile)\u2026\n&#8211; gli uomini non chiedono mai\u2026\n&#8211; eppoi tutta la retorica sulle \u201cbrave bambine\u201d che non si arrabbiano e non pestano i piedi\u2026\n\nOggi i ruoli sociali sono per\u00f2 cambiati: la donna uscendo di casa e andando a lavorare ha scoperto la sua capacit\u00e0 di assumere responsabilit\u00e0, prendere decisioni, essere protagonista della propria vita, ecc.\nIn altre parole ha legittimato la sua parte \u201cmaschile\u201d.\nOvviamente ora ci aspettiamo che anche l\u2019uomo accetti e legittimi la sua parte \u201cfemminile\u201d.\n\nLa via, per ora, della nuova virilit\u00e0 \u00e8 quella della nuova paternit\u00e0, con la legittimazione della parte tenera.\nI nuovi padri, infatti, stanno rifiutando il ruolo storico del padre \u201cautoritario\u201d e punitivo, desiderano assumere il ruolo fin da quando il figlio \u00e8 neonato: hanno cos\u00ec imparato a prendersi cura di lui e il contatto con il corpo tenero del \u201ccucciolo\u201d fa emergere la loro tenerezza, nascosta da anni all\u2019interno dello stereotipo della \u201crudezza\u201d.\n\n<strong>L\u2019identit\u00e0 di genere e la preadolescenza.<\/strong>\n\nLe ragazzine hanno oggi accanto una madre che comunque rappresenta di fatto un\u2019emancipazione rispetto agli stereotipi storici, sono molto sicure di s\u00e9.\nA volte forse anche un po\u2019 troppo\u2026\nI ragazzini invece, messi in crisi i vecchi stereotipi, appaiono spaesati e disorientati\u2026\n\nSpesso si chiedono: &#8211; Sono un vero uomo?\nCosa significa oggi essere veri uomini?\nPer non restare nel disagio e nella paura di essere inadeguati alcuni intraprendono la strada del <strong>bullismo <\/strong>(in questa tipologia rientrano anche gli stupri di gruppo ostentati nei social) perch\u00e9 la prepotenza d\u00e0 loro l\u2019illusione di contare, di essere protagonisti, di essere considerati.\nInoltre il tono muscolare contratto, indotto dalla violenza e dalla rabbia, d\u00e0 loro la sensazione di controllare e dominare la \u201cpaura\u201d soggiacente.\nMa i nostri preadolescenti non possono aspettare di diventare padri\u2026allora sono i giovani uomini (25-45 anni) che devono fare delle riflessioni sulla nuova identit\u00e0 maschile, come abbiamo fatto noi mezzo secolo fa (o anche pi\u00f9), ed offrirle come esempi e riferimenti ai ragazzini che stanno crescendo.\n\nA dire il vero l\u2019identit\u00e0 maschile \u00e8 pi\u00f9 difficile da sempre da realizzare.\nInfatti <strong>Stoller<\/strong>, per affermare questa convinzione, poggia le sue argomentazioni sulla \u201cprotofemminilit\u00e0\u201d.\nQuesto concetto sottolinea come l\u2019ovulo fecondato, che inizia il suo percorso verso la maturazione biologica, se \u00e8 XY, quindi destinato ad evolvere verso la mascolinit\u00e0, per 5\/6 settimane risulta per\u00f2 essere femminile. Poi subentrer\u00e0 l\u2019ormone del testosterone a deviare la formazione delle gonadi embrionali da ovaie a testicoli. In altre parole l\u2019identit\u00e0 femminile \u00e8 un binario diritto, quello maschile invece \u201cdeviato\u201d. Inoltre nato da un grembo femminile, cullato da una voce femminile, impregnato perci\u00f2 da una <em>gestalt <\/em>femminile ad un certo momento avverte e ascolta la spinta a differenziarsi. Quasi sempre per caratteristiche declinate per\u00f2 al negativo\u2026non devi, non puoi perch\u00e9 tu sei un maschio, ecc\nInoltre le statistiche dicono che su 10 aborti naturali 7 sono maschili e 3 femminili. Tutte queste considerazioni sostengono perci\u00f2 la tesi, come dicevo, che l\u2019identit\u00e0 maschile \u00e8 biologicamente pi\u00f9 fragile.\n\nLe donne invece incontrano pi\u00f9 difficolt\u00e0 durante il corso dell\u2019esistenza: doppio lavoro, (in casa e fuori casa), donne storicamente destinate al lavoro di cura; la ricerca dell\u2019occupazione; la maternit\u00e0 e il mantenimento del posto di lavoro; dover sopportare spesso molestie nel lavoro; \u201csoffitto di cristallo\u201d sulla la propria testa &#8211; sopra il quale camminano gli uomini &#8211; rendendo difficile per le donne stesse raggiungere posizioni apicali!\n\n<strong>Il virilismo<\/strong>\n\nSandro Bellassai, il fondatore del sito <a href=\"http:\/\/www.maschileplurale.it\">www.maschileplurale.it<\/a>, afferma che il genere maschile non ha ancora per\u00f2 elaborato fino in fondo il lutto per il <strong>potere perduto, <\/strong>di quel potere trionfale, indiscusso.\n\u201cIn qualche modo siamo rimasti in mezzo al guado. Dobbiamo fare i conti con un mondo che \u00e8 cambiato\u201d.\nAfferma per\u00f2 anche che nello stesso tempo non c\u2019\u00e8 ancora una vera uguaglianza, una vera parit\u00e0, perch\u00e9 quelle ragioni che spingevano gli uomini a difendere la gerarchia, il dominio, il piedistallo del potere nei confronti della donne, sono ancora tutte l\u00ec\u2026.\n<strong>E riguardano la paura maschile delle donne, l\u2019incapacit\u00e0 di pensarsi in un ordine \u201crepubblicano e non monarchico<\/strong>\u201d\nPer questo ogni tanto la frustrazione, l\u2019angoscia, la paura maschile, buttate fuori dalla porta rientrano dalla finestra. E pare che l\u2019uomo si senta rassicurato solo se riconosciuto <strong>superiore<\/strong>!\nIn tutti questi anni di emancipazione lenta ma costante le donne infatti hanno acquistato consapevolezza di s\u00e9, del loro valore, attraverso anche l\u2019autorealizzazione. Gli uomini, protetti dal patriarcato invece non hanno lavorato su di s\u00e9, sulla loro posizione identitaria. Sono vissuti di rendita.\nAd un certo momento per\u00f2 \u00e8 come se si fossero svegliati, abbiano preso coscienza della crescita femminile e sono entrati in crisi.\nL\u2019esperienza della crisi, mai sperimentata prima, ha disorientato e in alcuni di loro ha fatto aumentare l\u2019arroganza per farvi fronte.\nRecalcati dice, a proposito dell\u2019uomo femminicida: \u201cla sua fatica \u00e8 data dalla difficolt\u00e0 a riconoscere la <strong>libert\u00e0 <\/strong>della donna\u2026Si tratta di eliminare una esistenza differente, eccedente, irriducibile al potere fallico della ragione maschile\u201d.\n\n<strong>Elisabeth Badinter<\/strong>\n\nBadinter si \u00e8 interessata dell\u2019\u201didentit\u00e0 maschile\u201d (<em>XY L\u2019identit\u00e0 Maschile<\/em>) con la casa editrice Longanesi nei primi anni 90! E\u2019 abbastanza singolare ma significativo che abbia affrontato questa tematica per prima una donna.\nAlla fine del suo intrigante saggio la Badinter scrive: \u201cFino a quando le donne partoriranno gli uomini, e XY si svilupper\u00e0 in seno a XX, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 lungo e un po\u2019 pi\u00f9 difficile fare un uomo che fare una donna. Per convincersene, basta pensare all\u2019ipotesi inversa: se le donne nascessero da un grembo maschile, cosa sarebbe del destino femminile?\nQuando gli uomini presero coscienza di questo svantaggio naturale, crearono un palliativo culturale e di grande portata: <strong>il sistema patriarcale.\n<\/strong>Oggi, costretti a dire addio al patriarca, devono <strong>reinventare il padre e la virilit\u00e0 che ne consegue.\n<\/strong><strong>Le donne, che osservano questi mutanti con tenerezza, trattengono il respiro\u2026.\u201d<\/strong>]]>\t\t<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3972\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3972\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 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